Melissano

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Melissano
comune
Melissano – Stemma Melissano – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione Puglia-Stemma it.png Puglia
ProvinciaProvincia di Lecce-Stemma.png Lecce
Amministrazione
SindacoAlessandro Conte (lista civica Insieme per Melissano) dal 06/06/2016
Territorio
Coordinate39°58′N 18°08′E / 39.966667°N 18.133333°E39.966667; 18.133333 (Melissano)Coordinate: 39°58′N 18°08′E / 39.966667°N 18.133333°E39.966667; 18.133333 (Melissano)
Altitudine59 m s.l.m.
Superficie12,55 km²
Abitanti7 356[1] (30-11-2011)
Densità586,14 ab./km²
Comuni confinantiCasarano, Matino, Racale, Taviano, Ugento
Altre informazioni
Cod. postale73040
Prefisso0833
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT075044
Cod. catastaleF109
TargaLE
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climaticazona C, 1 100 GG[2]
Nome abitantimelissanesi
Patronosant'Antonio di Padova
Giorno festivoprima domenica di settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Melissano
Melissano
Melissano – Mappa
Posizione del comune di Melissano all'interno della provincia di Lecce
Sito istituzionale

Melissano (Milissanu in dialetto salentino) è un comune italiano di 7.356 abitanti[3] della provincia di Lecce in Puglia.

Situato nel versante occidentale del basso Salento, dista 52,7 km dal capoluogo provinciale[4]. È un importante centro per la produzione di vino e uva da tavola; a livello industriale fa parte del polo calzaturiero di Casarano. Dal 2003 si fregia del titolo di città[5].

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Geografia della Puglia.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Melissano presenta una morfologia pianeggiante ed è compreso tra i 46 e i 59 metri sul livello del mare. L'intero abitato è situato geologicamente sullo zoccolo calcaritico detto Calcare di Melissano. La natura carsica del territorio favorisce la creazione di lunghi fiumi sotterranei che alimentano le falde acquifere; talvolta l'affioramento della falda freatica superficiale forma piccoli bacini idrici come nel caso del laghetto Cellini situato nella parte settentrionale del territorio comunale. Occupa una superficie di 12,42 km² nella parte sud-occidentale della penisola salentina. Confina a nord con il comune di Matino, a est con il comune di Casarano, a sud con il comune di Ugento, a ovest con i comuni di Taviano e Racale.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Clima della Puglia e Stazione meteorologica di Santa Maria di Leuca.

Dal punto di vista meteorologico Melissano rientra nel territorio del basso Salento che presenta un clima prettamente mediterraneo, con inverni miti ed estati caldo umide. In base alle medie di riferimento, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno ai +9 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, si aggira sui +25,1 °C. Le precipitazioni medie annue, che si aggirano intorno ai 676 mm, presentano un minimo in primavera-estate ed un picco in autunno-inverno.
Facendo riferimento alla ventosità, i comuni del basso Salento risentono debolmente delle correnti occidentali grazie alla protezione determinata dalle serre salentine che creano un sistema a scudo. Al contrario le correnti autunnali e invernali da sud-est favoriscono l'incremento delle precipitazioni, in questo periodo, rispetto al resto della penisola[6].

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo potrebbe derivare dal fatto che sul territorio di Melissano si coltivasse la melissa ("μέλισσα" in lingua Greca), una pianta erbacea spontanea molto ricercata dalle api. Questa teoria spiegherebbe anche la presenza di un'ape sullo stemma del paese.

Un'altra ipotesi, sostenuta dai ricercatori di toponimia Marinelli e Laporta, considera più probabile la derivazione etimologica dal nome latino di persona Melissus con l'aggiunta del suffisso -anus che indica possesso; in questo caso il nome è un prediale (praedium Melissanus era la terra di Melissus).

Un'altra tesi colloca l'origine della nascita del toponimo in epoca bizantina in seguito alla devastazione della città di Ugento nell'886 da parte dell'ex emiro di Bari, Sawdān. Il sovrano bizantino Basilio I, che decise di ripopolare l'area compresa tra Ugento e Gallipoli con coloni provenienti da Heraclea sul Ponto (da cui il nome di Racale), affrontò Sawdān con il supporto del generale Melissos (da cui il nome Melissano).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Storia del Salento e Storia della Puglia.

La prima attestazione dell'insediamento risale al 1269 (dai registri angioini), ma l'agglomerato dovrebbe essere nato in epoca bizantina, quando esisteva la vicina abbazia di Santa Maria del Civo, posta sul triconfinio Melissano, Racale e Taviano. Il suo territorio fu interessato in epoca romana da alcuni insediamenti rurali, ma tracce ancora più antiche della presenza umana sono riconducibili alla presenza di una specchia databile all'età del bronzo.

Da un'epigrafe del XII secolo, posta nella chiesa madre di Racale e oggi scomparsa, si apprendeva che il casale di Melissano apparteneva, in epoca sveva, a Giordano Sicecte. Con l'avvento dei Normanni, il re Tancredi d'Altavila concesse il feudo a Niccolò Amendolia. Nel 1384 passò ai Della Ratta, ai quali succedettero nel 1491 i Del Balzo. Nel Cinquecento si avvicendarono i De Capua e i Brayda (1589). Dopo lo smembramento della contea di Alessano e del marchesato di Specchia, il casale fu venduto dai Trane ai De Franchis, marchesi di Taviano, che lo detennero sino al 1723, anno in cui passò sotto il controllo dei principi Caracciolo. I Caracciolo furono gli ultimi feudatari di Melissano (1806).

Con l'abolizione della feudalità e la creazione dei comuni, il borgo di Melissano, che contava solo 500 abitanti, fu aggregato al comune di Taviano. Nel 1850 un primo tentativo di richiesta per l'autonomia amministrativa fu rigettata per l'estrema miseria della popolazione. Il 1º gennaio 1885 la frazione fu staccata da Taviano e annessa al comune di Casarano, dal quale ottenne l'autonomia nel 1922. Dal 2003 si fregia del titolo di città[7].

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Melissano-Stemma.png
Melissano-Gonfalone.png

Descrizione araldica dello stemma:

« di azzurro, all'ape di oro, accostata da tre carrube (melissa), due ornate in capo e una in punta dello scudo »

(D.P.R. 7 dicembre 1958)

Descrizione araldica del gonfalone:

« drappo di azzurro... »

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa madre

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa della Beata Vergine del Rosario[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa della Beata Vergine del Rosario, attuale chiesa madre e sede dell'omonima parrocchia, fu costruita a partire dal 1885 e inaugurata l'8 febbraio 1902. Progettata dall'architetto leccese Ferdinando Campasena, presenta uno stile neorinascimentale e una pianta basilicale dalle linee cinquecentesche.
Il prospetto è interamente in pietra leccese costituito da due ordini separati da una spessa cornice aggettante. Il primo, scandito in tre zone da lesene terminanti con capitelli corinzi, ospita tre porte corrispondenti alla tre navate interne; il secondo, tripartito come il primo, è caratterizzato da una bifora centrale e da due nicchie laterali; il tutto termina con un frontone triangolare.
L'interno, a croce latina con tre navate e transetto, presenta una volta a stella e ospita sei altari intitolati alla Madonna del Carmelo, a san Giuseppe, alla Madonna del Rosario, nella navata destra, a san Vito, alla Deposizione di Gesù, a sant'Antonio di Padova, nella navata sinistra. Il presbiterio accoglie l'altare maggiore in marmo di Carrara, realizzato nel 1901, e un organo a canne del XVIII secolo proveniente dall'originaria chiesa parrocchiale. Dell'antico edificio si conserva anche una tela seicentesca e una statua settecentesca di sant'Antonio.

Chiesa dell'Immacolata

Chiesa dell'Immacolata[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa dell'Immacolata risale alla seconda metà del XVII secolo e sorge sopra l'antica chiesa parrocchiale di san Pietro. Fu radicalmente rimaneggiata e ampliata nel corso dell'Ottocento con l'aggiunta della zona absidale, della navata destra e di una campata della navata principale che comportò l'abbattimento del prospetto seicentesco.
L'attuale facciata si presenta scarsamente elevata, con uno sviluppo orizzontale; il corpo principale è scandito da quattro lesene che sorreggono un cornicione sul quale si apre un finestrone semicircolare. L'interno, con copertura a stella, si compone di due navate fra di loro comunicanti con tre archi. La navata centrale termina nel presbiterio che ospita un marmoreo altare maggiore realizzato nel 1816; l'altare custodisce due tele raffiguranti l'Immacolata (XVIII secolo) e una Madonna col Bambino (XVIII secolo). Un modesto altare, dedicato alla Madonna del Carmelo, è posizionato nella navata laterale.
La chiesa è ricca di statue conservate nelle relative nicchie: Madonna dei Fiori (manichino XVIII secolo), Addolorata (manichino XIX secolo), Immacolata (legno XVIII secolo), Madonna del Miracolo (legno XVIII secolo), Immacolata (cartapesta seconda metà XX secolo), San Vito (legno e cartapesta XVIII secolo).

Ex chiesa di Sant'Antonio

Ex chiesa di Sant'Antonio[modifica | modifica wikitesto]

L'ex chiesa di Sant'Antonio, la cui prima attestazione risale al 1575, fu costruita a partire dal 1569 e sorgeva adiacente all'antichissima chiesa di san Nicola, oggi scomparsa e già allora ridotta in rudere. L'edificio, rimaneggiato una prima volta nel 1612 e successivamente nel 1778, fu interdetto al culto nel 1910. Attualmente è adibito a centro culturale.
Il prospetto è spoglio di qualsiasi decorazione ed è costituito da una piccola finestra centrale posta in asse con il portale d'ingresso, leggermente rialzato rispetto al piano stradale. L'interno, ad unica navata, termina con un presbiterio semicircolare ricoperto da una elegante volta a stella. Sui muri laterali, sono addossati cinque altari barocchi in pietra leccese decorati con sfarzose composizioni floreali e puttini a bassorilievo. Di rilevante pregio artistico sono gli altari intitolati alla Madonna del Rosario (1575) e a sant'Antonio da Padova, nonostante siano privi dell'originaria pala. Interessanti sono i resti di due affreschi, un Sant'Antonio e una Madonna col Bambino, posti sulla controfacciata e che fanno ipotizzare una datazione anteriore e un'orientazione diversa dell'edificio, con l'altare posto in prossimità dell'entrata.

Abbazia di Santa Maria del Civo[modifica | modifica wikitesto]

Quasi niente è rimasto di quella che era una delle più importanti abbazie italo-greche edificata fra l'XI-XII secolo. La sua prima attestazione risale al 1120 quando nella chiesa abbaziale fu sepolto Gilberto Siniscalco, figlio del conte normanno di Nardò. Dell'abbazia, caduta in commenda sul finire del XV secolo, rimase solo la chiesa dedicata all'Annunziata di cui, da un documento del 1714, si apprende che era costituita da un'unica navata con tre altari; il maggiore possedeva una tela raffigurante la Titolare mentre i due laterali erano dedicati a sant'Ignazio di Loyola e alla Madonna delle Grazie. Nella seconda metà del Novecento la chiesa si presentava semidistrutta e i pochi ruderi rimasti furono definitivamente abbattuti nel 1973. Oggi della struttura è possibile osservare solo alcune pietre e i resti di un'antica necropoli. Dalla tesi di laurea in topografia medievale di Stefano Cortese sono emerse tracce di frequentazione antropica che va dall'epoca eneolitica, sino all'età romana, per poi ospitare il monastero italo-greco.

Altre chiese[modifica | modifica wikitesto]

  • Ex chiesa Madonna delle Grazie, fine XIX secolo
  • Cappella di San Donato, 1947
  • Chiesa Madonna tu Ndriolu, XVII secolo prende il nome dal fondo Andrioli in cui sorge[8].
  • Edicola della Madonna della Pila
  • Cappella della Cucuruzza, XVII secolo Cappella della masseria omonima.
  • Cappella dei Coloni, XVII secolo Cappella della masseria omonima.
  • Edicola di San Rocco, 1947
  • Edicola della Madonna, 1950
  • Chiesa di Gesù Redentore, 1997-2001

Palazzi[modifica | modifica wikitesto]

  • Palazzo Ricchello, ora Monsellato (XV secolo)
  • Palazzo Nassisi (Ricostruito nel XVII secolo su una preesistente struttura)
  • Palazzo Santaloja (XIX secolo)
  • Palazzo Fasano
  • Palazzo Corvaglia (XVIII secolo)

Masserie[modifica | modifica wikitesto]

  • Masseria Cuntinazzi (XV secolo)
  • Masseria Cucuruzze (XVI secolo) Possiede un frantoio ipogeo del 1618 e una chiesetta.
  • Masseria Li Coloni (XVII secolo)
  • Masseria Li Buoi (XVIII secolo)
  • Masseria Quarta (XIX secolo)

Frantoi ipogei[modifica | modifica wikitesto]

  • Frantoio ipogeo "Li Curti" (XV secolo)

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Laghetto Cellini[modifica | modifica wikitesto]

Il laghetto Cellini è un bacino di piccolissime dimensioni alimentato dalle acque sorgive della falda freatica. Occupa una superficie di 3.000 m² e presenta una profondità massima di tre metri. Il lago ospita una modesta varietà faunistica, costituita prevalentemente da rane e pesci rossi; in alcuni periodi dell'anno è meta di diverse specie di uccelli migratori che si stanziano temporaneamente sulle rive ricoperte da fitti canneti. L'area è situata a nord di Melissano, al confine con il feudo del comune di Taviano.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[9]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2010 a Melissano risultano residenti 61 cittadini stranieri. Le nazionalità principali sono:[10]

Diffusione del dialetto Salentino

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: dialetto salentino.

Il dialetto parlato a Melissano è il dialetto salentino nella sua variante meridionale. Il dialetto salentino si presenta carico di influenze riconducibili alle dominazioni e ai popoli stabilitisi in questi territori lungo i secoli: messapi, greci, romani, bizantini, longobardi, normanni, albanesi, francesi, spagnoli.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

  • Biblioteca Pubblica Comunale. Ospita una sezione libraria composta da oltre undicimila volumi, in parte provenienti dalla donazione Capoti, una sezione emeroteca e una postazione internet.

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Melissano è sede di un Istituto Comprensivo (infanzia, primaria, secondaria di I grado) e di una scuola dell'Infanzia privata.

Persone legate a Melissano[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Focareddhe di San Biagio (falò) - 3 febbraio
  • Carnevale - febbraio o marzo
  • Festa della Madonna del Miracolo - 24 febbraio
  • Festa di Gesù Redentore - prima domenica di maggio
  • Festa di Sant'Antonio - 13 giugno (solo religiosa) e prima domenica di settembre
  • Festival canoro e delle voci nuove - secondo fine settimana di luglio
  • Festa della Madonna Immacolata - 8 dicembre
  • Festa di San Luigi - 21 giugno

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Economia della Puglia.

Il settore agricolo è caratterizzato da rilevanti produzioni di uva da vino e da tavola e il territorio rientra nell'area di produzione dell'olio di oliva DOP Terra d'Otranto. Sul territorio è presente una cantina cooperativa fondata nel 1940 in nome di re Vittorio Emanuele III.

Il comune è dotato di un'area industriale realizzata a nord del centro abitato in cui sono presenti aziende di piccole e medie dimensioni impegnate nei settori alimentare (produzione di vini e olii), tessile (calze), dell'abbigliamento e dei materiali da costruzione.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

I collegamenti stradali principali sono rappresentati da:

Il centro è anche raggiungibile dalle strade provinciali interne SP68 Melissano-Taviano-Casarano-Racale, SP203 Melissano-Felline, SP206 Melissano-Ugento, SP263 Melissano-Casarano.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La città è servita da una stazione ferroviaria posta sulla linea Gallipoli-Casarano delle Ferrovie del Sud Est.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
9 settembre 1985 26 giugno 1990 Ferruccio Piscopiello Partito Comunista Italiano Sindaco [11]
26 giugno 1990 11 agosto 1992 Salvatore Brandolino Democrazia Cristiana Sindaco [11]
16 dicembre 1992 5 giugno 1993 Salvatore Nuzzachi Comm. pref. [11]
5 giugno 1993 7 giugno 1993 Claudio Sergi Comm. straordinario [11]
7 giugno 1993 23 settembre 1996 Roberto Falconieri Partito Democratico della Sinistra Sindaco [11]
24 settembre 1996 28 aprile 1997 Angelo Sorino Comm. straordinario [11]
28 aprile 1997 14 maggio 2001 Roberto Falconieri Partito Democratico della Sinistra Sindaco [11]
14 maggio 2001 14 marzo 2005 Sergio Macrì centro-sinistra Sindaco [11]
14 marzo 2005 30 maggio 2006 Claudio Sergi Comm. straordinario [11]
30 maggio 2006 16 maggio 2011 Roberto Falconieri democratici Sindaco [11]
16 maggio 2011 6 giugno 2016 Roberto Falconieri lista civica: democratici per melissano Sindaco [11]
6 giugno 2016 In carica Alessandro Conte lista civica: Insieme per Melissano Sindaco [11]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Melissano è gemellata con le seguenti città:

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Lo sport è legato principalmente al calcio e alla pallavolo. La squadra di calcio di Melissano milita in Seconda Categoria. La squadra di pallavolo, denominata A. S. Volley Città di Melissano[12], milita in II Divisione.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2011.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Dato Istat al 30/11/2011
  4. ^ Puglia.indettaglio.it
  5. ^ Statuto comunale
  6. ^ Copia archiviata (PDF), su clima.meteoam.it. URL consultato il 27 maggio 2012 (archiviato dall'url originale l'11 marzo 2014). Tabelle climatiche 1971-2000 dall'Atlante Climatico 1971-2000 del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare
  7. ^ Vedi sito del comune
  8. ^ La cappella doveva essere intitolata alla Vergine del Rosario, così come proposto da Stefano Cortese in nota 14 nel saggio, "Per una nuova lettura della cripta del Gonfalone", in Leucadia, Anno IV, 2012 http://www.stefanocortese.it/Tricase.pdf
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  10. ^ Dati Istat
  11. ^ a b c d e f g h i j k l http://amministratori.interno.it/
  12. ^ http://www.pallavolomelissano.it/

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Amministrazione Comunale, Melissano...da amare, A.G. Grafema Taviano, maggio 2007.
  • L. A. Montefusco, Le successioni feudali in Terra d'Otranto, Istituto Araldico salentino, Lecce, 1994
  • (AA.VV.): Salento. Architetture antiche e siti archeologici - Edizioni del Grifo, 2008
  • I monumenti megalitici in Terra d'Otranto, Napoli, 1879
  • Stefano Cortese, "Scoperte e notizie inedite su santa Maria del Civo", in "La Piazza", Taviano, 2007
  • Stefano Cortese, "La questione etimologica melissanese", in "Rosso di sera", Melissano, 2008
  • Stefano Cortese, "Sulla ubicazione di alcuni monasteri italo-greci e la distribuzione degli spazi interni", in "Spicilegia Sallentina" n° 5, 2009
  • Stefano Cortese, "Le cappelle delle masserie Coloni e Cucuruzza" in "Rosso di sera", 2009
  • Fernando Scozzi, "Melissano, società, economia, territorio fra '800 e '900", Edizioni del Grifo, Lecce, 1990
  • Fernando Scozzi, "Melissano dell'uva e del vino", Micaletto, Melissano, 2004
  • Fernando Scozzi, "Lavoro in movimento, storie, volti, documenti dell'emigrazione melissanese", Melissano 2010
  • Fernando Scozzi, "Storia e memoria di una comunità: i melissanesi nella seconda guerra mondiale", Melissano, 2009
  • Fernando Scozzi, "La confraternita dell'Immacolata Concezione in Melissano - Note di storia per il terzo centenario della fondazione
  • Associazioni Pro Loco di Melissano, Racale, Taviano, Alliste e Felline, "Itinerari del Sud Salento", Melissano, 2008
  • Associazione Pro Loco Melissano, "A novant'anni dalla fine della prima guerra mondiale, ricordo dei melissanesi caduti sui campi di battaglia", Melissano, 2008
  • Fernando Scozzi, "Brigantaggio e reazione cattolica in Terra d'Otranto, 1860-1865", Capone editore, Cavallino, 1986.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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