Poggiardo

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Poggiardo
comune
Poggiardo – Stemma Poggiardo – Bandiera
Poggiardo – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Provincia di Lecce-Stemma.png Lecce
Amministrazione
Sindaco Giuseppe Luciano Colafati (lista civica Libertà è impegno) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 40°03′N 18°23′E / 40.05°N 18.383333°E40.05; 18.383333 (Poggiardo)Coordinate: 40°03′N 18°23′E / 40.05°N 18.383333°E40.05; 18.383333 (Poggiardo)
Altitudine 87 m s.l.m.
Superficie 19,96 km²
Abitanti 6 175[1] (31-05-2012)
Densità 309,37 ab./km²
Frazioni Vaste
Comuni confinanti Giuggianello, Minervino di Lecce, Nociglia, Ortelle, San Cassiano, Sanarica, Santa Cesarea Terme, Spongano, Surano
Altre informazioni
Cod. postale 73037
Prefisso 0836
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 075061
Cod. catastale G751
Targa LE
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona C, 1 229 GG[2]
Nome abitanti poggiardesi
Patrono sant'Antonio di Padova
Giorno festivo 13 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Poggiardo
Poggiardo
Posizione del comune di Poggiardo all'interno della provincia di Lecce
Posizione del comune di Poggiardo all'interno della provincia di Lecce
Sito istituzionale

Poggiardo (Lu Puššàrdu in dialetto salentino[3]) è un comune italiano di 6.175 abitanti[1] della provincia di Lecce in Puglia.

Situato nel Salento sud-orientale, dista 40,4 km dal capoluogo provinciale[4] e 8 km dal mare Adriatico. Comprende la frazione di Vaste, l'antica Bastae, centro messapico distrutto da Guglielmo il Malo nel 1147.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Geografia della Puglia.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio del comune di Poggiardo, che comprende una superficie di 19,80 km² nella parte sud-orientale della penisola salentina, presenta una morfologia prevalentemente pianeggiante appena ondulata dai modesti rilievi della Serra di Poggiardo che raggiunge i 127 m s.l.m. Caratteristica della Serra sono gli aspetti paesaggistici e naturali di notevole interesse come l'area faunistica venatoria della Falca, le leccete della zona Reali, la pineta dei Mari Rossi, la macchia mediterranea ospitante varie specie di orchidee selvatiche, le immense distese di uliveti secolari, le cave di Bauxite e le grotte carsiche ricche di stalagmiti e stalattiti.

Confina a nord con i comuni di Sanarica e Giuggianello, a est con i comuni di Minervino di Lecce e Santa Cesarea Terme, a sud con i comuni di Ortelle, Spongano e Surano, a ovest con i comuni di Nociglia e San Cassiano.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Clima della Puglia e Stazione meteorologica di Santa Maria di Leuca.

Dal punto di vista meteorologico Poggiardo rientra nel territorio del basso Salento che presenta un clima prettamente mediterraneo, con inverni miti ed estati caldo umide. In base alle medie di riferimento, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno ai +9 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, si aggira sui +25,1 °C. Le precipitazioni medie annue, che si aggirano intorno ai 676 mm, presentano un minimo in primavera-estate ed un picco in autunno-inverno.
Facendo riferimento alla ventosità, i comuni del basso Salento risentono debolmente delle correnti occidentali grazie alla protezione determinata dalle serre salentine che creano un sistema a scudo. Al contrario le correnti autunnali e invernali da Sud-Est, favoriscono in parte l'incremento delle precipitazioni, in questo periodo, rispetto al resto della penisola[5].

Poggiardo Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 12,4 13,0 14,8 18,1 22,6 27,0 29,8 30,0 26,4 21,7 17,4 14,1 13,2 18,5 28,9 21,8 20,6
T. min. mediaC) 5,6 5,8 7,3 9,6 13,3 17,2 19,8 20,1 17,4 13,7 10,1 7,3 6,2 10,1 19,0 13,7 12,3
Precipitazioni (mm) 80 60 70 40 29 21 14 21 53 96 109 83 223 139 56 258 676
Umidità relativa media (%) 79,0 78,9 78,6 77,8 75,7 71,1 68,4 70,2 75,4 79,3 80,8 80,4 79,4 77,4 69,9 78,5 76,3

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia del Salento e Storia della Puglia.

Il territorio di Poggiardo è stato abitato sin dall'antichità; ha infatti ospitato l'importante insediamento messapico di Vaste fondato probabilmente nel VII secolo a.C. e distrutto da Guglielmo il Malo nel 1147.

Stemma dei Guarini di Poggiardo
Le origini del nome

Il toponimo potrebbe derivare dal nome di persona Boiardus da cui derivano anche altre accezioni dialettali, come busciardu (falco di mare). Un'altra ipotesi ritiene derivi da Podium Arduum, cioè Poggio Arduo, con un chiaro riferimento alla Serra di Poggiardo.

Secondo la tradizione il nucleo abitativo di Poggiardo nacque grazie ai superstiti di tre casali (Soranello, Puzze e Casicalvi) che per decidere il luogo in cui fondare il nuovo villaggio si affidarono ad un bue: nel punto in cui si sarebbe fermato l'animale sarebbe sorto il nuovo centro. Tale circostanza sarebbe poi stata tramandata sullo stemma cittadino.
Secondo i documenti esistenti Poggiardo iniziò a svilupparsi a partire soprattutto dalla fine del Trecento. Nello scontro tra gli Angiò e Manfredi di Sicilia, Poggiardo si schiera con i primi e, dopo la vittoria degli Angiò, ottenne diversi benefici. Intorno alla fine del XIV secolo entra a far parte del principato di Taranto ed il centro viene dotato di una cinta muraria e di un castello. Divenne feudo della famiglia Guarini (allora conusciuta come Guarino) quando fu dato in ricompensa con titolo baronale ad Agostino Guarini dalla parte della regina Maria d'Enghien nel 1446. I Guarini intrapresero vari lavori di fortificazione, come il torrione del palazzo ducale ancora esistente. Durante il regno di Giovanna II d'Angiò, regina di Napoli, continuò lo sviluppo e la crescita del paese, che ricevette un ulteriore impulso dopo la distruzione di Castro, in seguito alla quale il vescovo Luca Antonio Resta trasferì a Poggiardo la residenza vescovile. Fino all'abolizione del feudalismo nel 1806, Poggiardo è rimasta il feudo principale della famiglia Guarini che ottenne nel 1698 il titolo ducale.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Poggiardo-Stemma.png

Descrizione araldica dello stemma:

« Di cielo, al bue rivoltato, di nero, cornato d'oro, allumato di rosso, fermo sulla campagna di verde, accompagnato a sinistra dal rocchio di colonna scanalata, d'oro, spezzata in banda, esso rocchio sostenuto dalla campagna. Ornamenti esteriori da Città. »
(D.P.R. 20 marzo 2006)

Descrizione araldica del gonfalone:

« Drappo di giallo... »

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa Matrice
  • Chiesa Matrice di San Salvatore, le notizie più antiche sulla chiesa Madre di Poggiardo risalgono al XIV secolo. La facciata, del XVIII secolo, è divisa in due ordini da una trabeazione sostenuta da paraste con capitello corinzio, che proseguono in asse nell'ordine superiore fino al coronamento orizzontale concluso da un'altra cornice. Le aperture, tre per specchiatura, sono perfettamente in asse e corrispondenti nei due ordini costitutivi. Sul portale è collocato lo stemma civico la cui simbologia - un bovino che pascola - richiama, presumibilmente, la fertilità del territorio e la nascita del paese. Sulla finestra del secondo ordine sono incise le date 1716 e 1737 che forse ricordano la durata dei lavori. Il campanile ha la forma di una tozza torre; l'ultimo ordine si apre con semplici monofore. Ha due campane, delle quali una è dedicata a Sant'Antonio da Padova e fu collocata nel 1921. Non si conosce il nome dell'architetto che ha realizzato il complesso ecclesiale. La pianta della chiesa è a croce latina, orientata secondo l'asse est-ovest. La navata è ritmata da tre profonde cappelle per lato coperte da cupolette ellittiche. Sulle testate del transetto si addossano i due altari dedicati a San Luigi Gonzaga e a Sant'Oronzo; lungo la navata vi sono quelli dedicati alle Anime del Purgatorio, a San Giuseppe da Copertino (compatrono del paese dal 29 luglio 1963). Nell'abside, sulla cantoria, si conserva la cassa dell'antico organo settecentesco e il fastoso baldacchino che sovrasta la mensa. Il soffitto è decorato da stucchi barocchi. Tra le opere d'arte più rilevanti è la statua di Sant'Antonio da Padova, in legno policromo di scuola napoletana, e quella della Madonna della Grotta della seconda metà del Settecento, oltre alla tela della Madonna del Rosario attribuita ad artista vicino a Corrado Giaquinto. In questa chiesa si tenne l'ordinazione sacerdotale di San Giuseppe da Copertino, protettore degli studenti, celebrata la domenica in Albis del 28 marzo 1628.
Chiesa di San Francesco
  • Chiesa di San Francesco d'Assisi, venne eretta verso la fine del Cinquecento assieme all'attiguo convento. Abbandonata per lunghi anni a sé stessa, parte della struttura crollò nei primi anni dell'Ottocento. Dopo i lavori di restauro e di ricostruzione avvenuti nella seconda metà del XIX secolo, si presenta in stile neoclassico, con una sola navata rettangolare. L'interno ha sei altari laterali barocchi, tre su ogni lato più quello maggiore. Sono presenti molte statue realizzate in cartapesta. Sebbene la chiesa sia dedicata a San Francesco d'Assisi, la comunità locale vi celebra la festa dei Santi Medici Cosma e Damiano ai quali è da secoli devota.
Chiesa dell'Immacolata
  • Chiesa Madonna Immacolata, fu edificata nel Seicento affiancata sul lato destro della Chiesa Madre. Presenta un semplice prospetto con piccolo finestrone centrale posto in asse con il portale rinascimentale. L'interno, ad unica navata rettangolare priva di transetto, è arricchito dall'imponente altare maggiore in pietra leccese della fine del XVIII secolo. L'altare è sormontato dalla statua settecentesca, in legno policromo di raffinata fattura, raffigurante la Madonna Immacolata.
  • Cripta Santa Maria degli Angeli, fu scoperta e resa fruibile nel 1929. L'architettura è di forma basilicale, a tre navate che si concludono in altrettante absidi curve. La volta è sorretta da quattro pilastri ma due di questi sono crollati e ne rimangono i basamenti. Il pavimento è in terra battuta e le pareti ospitavano numerosi affreschi di santi, ora staccati ed esposti nel museo degli affreschi della cripta, ubicato presso la villa Episcopo. Tra gli affreschi si riconoscono un Santo vescovo, forse San Nicola, San Giorgio nell'atto di uccidere il drago, San Gregorio Nazianzeno, San Giovanni teologo, Sant'Anastasio, Gesù ai piedi della Maddalena e San Demetrio. Altre raffigurazioni sono quelle di San Giuliano, di San Giovanni Battista, della Vergine col Bambino, di San Michele, di Santo Stefano, di San Lorenzo e dei Santi Medici. Di particolare importanza è l'affresco che riproduce Cristo benedicente alla maniera greca, ossia con due dita anziché tre come nella tradizione latina.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Sedile e Torre dell'Orologio
  • Sedile e Torre dell'Orologio, ultimato nel 1800, il Sedile sorge nello stesso luogo di uno precedente come è deducibile da un'iscrizione sulla parte centrale della facciata. L'attigua Torre dell'Orologio fu invece costruita dopo il 1840. Il prospetto del sedile è scandito da tre basamenti con lesene di ordine tuscanico e da un arco in rilievo in cui si aprono la porta d'ingresso ed una finestra a forma di ovulo. La torre dell'orologio, posta sul lato destro del sedile, presenta una pianta quadrata coronata da balaustra. In cima è posizionata una campana che scandisce le ore.
Palazzo Episcopo
  • Palazzo e Villa Episcopo, la costruzione risale alla seconda metà del XVIII secolo. Si sviluppa su due piani: il piano terra è ora adibito ad uffici ed attività commerciali, mentre il primo piano è di uso residenziale. L'ingresso principale si trova in via Principe di Piemonte, con un grande portale sormontato dallo stemma della famiglia Episcopo; esiste un secondo ingresso situato nella retrostante Piazza Giovanni Paolo II. Il lato del palazzo che si affaccia sulla piazza Episcopo presenta una lunga balconata con finestre. Di particolare pregio storico-artistico è anche la Villa Episcopo un tempo annessa al Palazzo, oggi di proprietà del Comune di Poggiardo a seguito del lascito in eredità da parte del Dott. Fedele Episcopo. La Villa è un giardino percorso da vialetti e contenente diverse specie di piante mediterranee; sono presenti anche delle piccole grotte e un campo da tennis. Sul lato della Piazza due torrette dette "Sentinelle" contribuiscono ad accrescerne la maestosità.

Altri palazzi di interesse storico[modifica | modifica wikitesto]

  • Palazzo Pipini
  • Palazzo Circolone
  • Palazzo Sticchi oggi Carluccio
  • Palazzo Lucrezio
  • Palazzo Circolone oggi Positano
  • Palazzo Pispico
  • Palazzo Sossi Sergio

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Guarini
  • Palazzo Guarini, fu eretto, almeno la parte più antica, verso la metà del XIV secolo. In origine comprendeva una torre circolare e aveva le sembianze di un Castello avente scopo di vedetta e di difesa. Successivamente la struttura fu significativamente ampliata nel corso del XV secolo e trasformata in Palazzo,anche il vecchio fossato fu recintato colmato e trasformato in agrumeto nel XVII secolo. Interessante è la descrizione del palazzo che si trova nel secondo volume di Bozzetti di Viaggio di Cosimo De Giorgi che lo visitò nella seconda metà dell 1800. L'ultimo Guarini ad abitare nel palazzo fu il Duca Carlo Guarini che, dopo il matrimonio con Donna Teresa Frisari dei Duchi di Scorrano (1894),affidò il palazzo di Poggiardo allo zio Ignazio Guarini, per andare a vivere nel palazzo di Scorrano.Negli anni cinquanta del Novecento, il palazzo divenne di proprietà di Donna Eleonora Guarini figlia del Duca Giovan Battista. Nel Palazzo vi è una cappella privata, in cui per privilegio concesso dalla Santa Sede alla famiglia Guarini si celebrava la messa nei giorni festivi per tutti quelli che vi abitavano.

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

  • Parco dei Guerrieri di Vaste, corrisponde all'area archeologica che include gli scavi dell'antica città messapica di Vaste. Si tratta di un Museo all'aperto di circa 20 ettari distribuito su un'area ancora più estesa che va dall'abitato di Vaste fino alle Serre di Poggiardo. Gli scavi hanno riportato alla luce i resti di quella che doveva essere una delle città più importanti della Messapia; si è recuperato il percorso delle antiche mura, le fondamenta della città e quindi delle capanne che ivi sorgevano. Sono state riportate alla luce innumerevoli tombe ancora intatte e con tutto il corredo funerario e i resti di un tempio pagano. Parte dei reperti è conservata attualmente nel centro storico del paese, all'interno del palazzo baronale in cui è stato allestito un museo permanente. Un'altra parte è disseminata in altri musei italiani, anche esteri.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

  • Grotte Carsiche, ambienti sotterranei ricchi di stalagmiti e stalattiti presenti sulla Serra di Poggiardo.
  • Pineta dei Marirossi.
  • Leccete del Bosco dei Reali.
  • Area faunistica venatoria della Falca.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[7]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2010 a Poggiardo risultano residenti 154 cittadini stranieri. Le nazionalità principali sono:[8]

  1. Marocco - 49
  2. Romania - 38
  3. Albania - 34
Diffusione del dialetto Salentino

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: dialetto salentino.

Il dialetto parlato a Poggiardo è il dialetto salentino nella sua variante meridionale. Il dialetto salentino, appartenente alla famiglia delle lingue romanze e classificato nel gruppo meridionale estremo, si presenta carico di influenze riconducibili alle dominazioni e ai popoli stabilitisi in questi territori nei secoli: messapi, greci, romani, bizantini, longobardi, normanni, albanesi, francesi, spagnoli.

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Poggiardo fino al 1818 appartenne alla soppressa diocesi di Castro. Nel 1572 ne accolse la residenza vescovile, qui trasferita da Castro dal vescovo Luca Antonio Resta a causa delle devastazioni turche. Sono presenti due parrocchie facenti parte dell'arcidiocesi di Otranto: Trasfigurazione del Signore e San Giuseppe da Copertino. È sede dell'omonima vicaria.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

  • Scuola Materna Statale
  • Scuola Elementare Statale
  • Scuola Media Statale
  • Istituto Statale d'Arte "Nino della Notte"[senza fonte]

Università[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Museo degli Affreschi Bizantini della Cripta di Santa Maria degli Angeli.
    Il Museo ricalca al suo interno il perimetro della cripta. Rispettando la sequenza originale, gli affreschi restaurati, sono stati montati su dei supporti metallici per l'esposizione.[9]
  • Museo della Civiltà Messapica.
    Allestito nel cinquecentesco Palazzo Baronale di Vaste, il Museo della civiltà messapica conserva numerosi reperti archeologici provenienti soprattutto dall'area di scavo archeologica della'antica Bastae.[10]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Festa di San Giuseppe da Copertino - domenica dopo Pasqua
  • Festa di Sant'Antonio da Padova - 13 giugno
  • Sagra de lu cranu stumpatu - 11 e 12 agosto
  • Festa dei Santi Medici - 26 e 27 settembre[senza fonte]

Mercato settimanale[modifica | modifica wikitesto]

Importante a livello locale è il mercato settimanale del mercoledì mattina, uno dei mercati più importanti sia per estensione che per anzianità della provincia di Lecce. Nei mesi estivi codesto mercato viene esteso anche al sabato sera, rivolgendo un occhio particolare all'antiquariato.[Enciclopedico? Fonti?]

Persone legate a Poggiardo[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Vaste[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Vaste.

Vaste è l'unica frazione di Poggiardo. Conta poco più di 800 abitanti ed è praticamente unita al capoluogo. Ospita un castello e sorge sul luogo di una delle più grandi città messapiche (Bastae) di cui è possibile visitarne gli scavi archeologici e i reperti esposti presso il locale museo.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

I collegamenti stradali che interessano il comune sono:

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è servito dall'omonima stazione ferroviaria posta sulla linea Maglie-Gagliano del Capo gestita da Ferrovie Sud Est.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La squadra di calcio del Poggiardo, dopo aver militato nelle categorie minori, approda, dopo pochi anni, sotto la guida del Presidente Nino De Santis, nel campionato di serie D, dove rimane per sei anni ad alti livelli, riveleggiando con realtà calcistiche di città molto più grandi, un piccolo miracolo calcistico che diede tante gioie ai cittadini di Poggiardo e anche a quelli dei paesi limitrofi. Dopo la retrocessione, nel 1973, e la tragica morta del Presidente (un incidente aereo), la squadra ritorna nei campionati minori, sino a scomparire dalla scena calcistica. Poi, pochi anni fa la rinascita, il calcio, grazie ad alcuni appassionati, torna nel piccolo centro salentino. Attualmente la squadra milita nel campionato di II categoria.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 maggio 2012.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Torino, Utet, 2006, p. 592.
  4. ^ Puglia.indettaglio.it
  5. ^ http://clima.meteoam.it/AtlanteClimatico/pdf/%28360%29S.Maria%20di%20Leuca.pdf Tabelle climatiche 1971-2000 dall'Atlante Climatico 1971-2000 del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare
  6. ^ Pagina con le classificazioni climatiche dei vari comuni italiani, confedilizia.it.
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ Dati Istat
  9. ^ http://www.mosaic-ecomuseo.it/it/puntointeresse.wp?contentId=CNG377&parentContentId=CNG76
  10. ^ http://www.mosaic-ecomuseo.it/it/puntointeresse.wp?contentId=CNG463&parentContentId=CNG76
  11. ^ a b c d e f g h i j k http://amministratori.interno.it/

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • L. A. Montefusco, Le successioni feudali in Terra d'Otranto, Istituto Araldico salentino, Lecce, 1994
  • A. Vilei, Poggiardo un paese nella storia e nella civiltà del Salento, Congedo Editore, 1990

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
27 dicembre 1986 25 luglio 1990 Luigi Branca Democrazia Cristiana Sindaco [11]
25 luglio 1990 20 maggio 1993 Silvio Maria Astore Democrazia Cristiana Sindaco [11]
25 maggio 1993 24 aprile 1995 Aurelio Antonio Gianfreda Democrazia Cristiana Sindaco [11]
24 aprile 1995 18 aprile 1998 Aurelio Antonio Gianfreda lista civica Sindaco [11]
18 aprile 1998 30 novembre 1998 Mario Miglietta Commissario prefettizio [11]
30 novembre 1998 12 ottobre 2000 Aurelio Antonio Gianfreda lista civica Sindaco [11]
12 ottobre 2000 14 maggio 2001 Michele Marcuccio Comm. straordinario [11]
14 maggio 2001 30 maggio 2006 Silvio Maria Astore lista civica Sindaco [11]
30 maggio 2006 17 maggio 2011 Silvio Maria Astore lista civica Sindaco [11]
17 maggio 2011 5 giugno 2016 Giuseppe Luciano Colafati lista civica Sindaco [11]
6 giugno 2016 in carica Giuseppe Luciano Colafati lista civica Sindaco [11]
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