Unione Italiana Tiro a Segno

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Unione Italiana Tiro a Segno
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Disciplina Shooting pictogram.svg Tiro a segno
Fondazione 1910
Nazione Italia Italia
Federazioni affiliate CONI
Confederazione ISSF
Sede Italia Roma
Presidente Italia Francesco Soro[1]
Sito ufficiale

La Unione Italiana Tiro a Segno (nota anche con l'acronimo UITS), è un ente che si occupa del governo, dell'organizzazione e del controllo del tiro a segno in Italia.

Essa è affiliata al CONI e all'ISSF (International Shooting Sport Federation) assieme alla Federazione Italiana Tiro A Volo (FITAV), inoltre riunisce e coordina le attività di tutte le sezioni del Tiro a Segno Nazionale (TSN).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini e l'adesione al CONI[modifica | modifica wikitesto]

La legge 2 luglio 1882, n. 883 istituì il Tiro a Segno Nazionale, organizzato in varie sezioni sul territorio, per volontà di Giuseppe Garibaldi per consentire a tutti i cittadini italiani di addestrarsi all'uso delle armi da fuoco. Poco dopo, nel 1885, venne costituita a Roma la Federazione del tiro a Segno. Nel 1894 diede origine alla Commissione Centrale del Tiro a Segno Nazionale, trasformatasi il 26 maggio dello stesso anno in Unione dei Tiratori Italiani.

La disciplina del TSN fu parzialmente integrata e modificata con il regio decreto 8 luglio 1883, n. 1522, il quale precisava che le armi di utilizzo presso le varie sezioni dovessero essere i fucili d'ordinanza dell'esercito e che il tiro dovesse essere eseguito secondo le istruzioni in uso al regio esercito.

Intanto l'11 novembre 1910 l'associazione del 1894 prese il nome di Unione Italiana Tiro a Segno e nel 1919 entrò a far parte del CONI. Dopo la prima guerra mondiale, cominciò ad attivare in alcune sezioni dei corsi premilitare.

Il ventennio fascista[modifica | modifica wikitesto]

Con l'avvento del regime fascista ne vennero modificate le finalità; venne posta alla diretta dipendenza della Presidenza del Consiglio dei Ministri per le finalità prevalentemente sportive, mentre per le attribuzioni relative all’istruzione premilitare e postmilitare alla Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale [2]

la legge 17 aprile 1930, n. 479 prevedeva l'istituzione di una sezione del tiro a segno nazionale in ogni provincia previo raggiungimento di 100 iscritti, poi la legge 4 giugno 1936, n. 1143 - di conversione del regio decreto delle 16 dicembre 1935, n. 2430 - che indicò fra i compiti l'addestramento al tiro dei soggetti tenuti agli obblighi di istruzione militare nonché di tutti coloro che volessero ottenere una licenza di porto d'armi.

Inoltre i poligoni di tiro e le strutture delle associazioni locali vennero dichiarate immobili demaniali militari che le sezioni dell'UITS erano autorizzate ad utilizzare a titolo gratuito.

La seconda guerra mondiale e la riorganizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Durante la seconda guerra mondiale l'amministrazione dell'UITS venne sciolta e fu nominato un commissario straordinario alla diretta dipendenza del Ministero della guerra. Al termine della guerra, con un decreto del 30 marzo 1947, fu nominato un Consiglio di amministrazione provvisorio composto da membri del Ministero della Difesa, Ministero dell'Interno, del CONI, dell'UITS e delle Sezioni locali di Tiro a Segno Nazionale.

Per riavere un consiglio di amministrazione eletto fu necessario attendere il decreto del presidente della Repubblica dell'11 novembre 1974 che fissò la struttura degli organi di amministrazione dell'UITS (presidente e quattro - poi portati a cinque - consiglieri eletti; tre consiglieri di nomina ministeriale) e delle Sezioni di TSN (tre o cinque consiglieri eletti secondo il numero degli iscritti; un delegato dell'UITS e un delegato del Comune).

Nel 1981 venne approvato lo Statuto dell'UITS, che divenne un ente pubblico posto sotto la vigilanza del Ministero della Difesa e contemporaneamente una Federazione Nazionale Sportiva organo del CONI; con questo statuto i soci delle Sezioni TSN vennero divisi in due categorie: i soci d'obbligo (iscritti per disposizione di legge) e i soci volontari (iscritti per praticare lo sport del tiro o per diletto).

La riforma del 2008[modifica | modifica wikitesto]

La legge 24 dicembre 2007 n. 244 (legge finanziaria per l'anno 2008), emanata durante il governo Prodi II, aveva disposto l'abolizione dell'UITS[3] e sanciva di fatto la sua trasformazione in semplice federazione sportiva affiliata al CONI. Prima però che l'abolizione diventasse effettiva, il decreto legge 25 giugno 2008 n. 112[4] poi convertito in legge[5], ha annullato quanto stabilito nella legge finanziaria, salvando di fatto lo status di ente pubblico dell'UITS in quanto federazione sportiva. La disciplina dell'ente venne poi ridefinita dal D.P.R. 12 novembre 2009 n. 209 ("Regolamento di organizzazione dell'Unione italiana tiro a segno (UITS)), emanato a norma dell'art. 26 comma 1 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Oltre a far parte del CONI, è contemporaneamente anche ente pubblico che dipende direttamente dal Ministero della Difesa e si occupa del coordinamento delle attività di circa le 300 sezioni del Tiro a Segno Nazionale presenti nel territorio italiano.

Le sedi sul territorio nazionale sono sottoposte al controllo e vigilanza del Ministero della Difesa ed ospitano le sezioni del TSN. Il controllo sulla rispondenza alle normative di sicurezza nei poligoni di tiro dell'UITS è esercitato dall'arma del genio, la quale rilascia le autorizzazioni e le omologazioni necessarie per il loro funzionamento.

Organi[modifica | modifica wikitesto]

Ai sensi del D.P.R. 209/2009 sono organi dell'ente:

  1. il presidente nazionale;
  2. l'assemblea nazionale;
  3. il consiglio direttivo;
  4. il consiglio di presidenza;
  5. il collegio dei revisori dei conti.

Il presidente nazionale è eletto dall'assemblea nazionale dell'UITS e nominato, su proposta della medesima, dal Ministro della Difesa. Ha la rappresentanza legale dell'ente, ed è responsabile del suo funzionamento.

L'assemblea nazionale è composta dai rappresentanti delle sezioni TSN, con diritto di voto, nonché da altri membri indicati nello statuto.

Competenze e funzioni[modifica | modifica wikitesto]

L'UITS si occupa:

  • della tenuta dei corsi di tiro, teorici e pratici, ai fini del rilascio della certificazione di idoneità all'uso delle armi da fuoco, necessario per coloro che che effettuano servizio armato presso enti pubblici e privati, o che vogliano comunque ottenere una licenza di porto d'armi.[6]
  • dell'attività formativa dei soggetti obbligati ad aggiornamento periodico nell'utilizzo di armi da fuoco (come ad esempio guardie particolari giurate e forze di polizia italiane);
  • della direzione di tiro ludico e accademico;
  • della direzione di gare.

L'attività di addestramento viene svolta sotto la responsabilità dei direttori e degli istruttori di tiro. Queste figure vengono autorizzate a svolgere tale attività dal sindaco del comune italiano di residenza, previo accertamento dell'idoneità tecnica - tramite certificazione rilasciata dal Presidente della locale sezione del TSN - fisica e morale (assenza di precedenti penali conclusi o pendenti).

Gestisce inoltre i campi di tiro a segno realizzati a spese dello Stato (che sono considerati ai sensi della legge facenti parte del demanio)[7] e i poligoni di tiro delle sezioni sul territorio nazionale.

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

La nazionale italiana di tiro (comprendente il tiro a segno e il tiro a volo) ha conquistato ai Giochi olimpici 33 medaglie e va a segno consecutivamente da Melbourne 1956, cioè da 15 edizioni

Nella tabella che segue sono evidenziate le sette medaglie conquistate nel tiro a segno. In corsivo le medaglie al femminile (quattro medaglie conquistate in tutto: un oro e tre argenti).

Edizione Oro Oro Argento Argento Bronzo Bronzo Totale
Atene 1896
Parigi 1900
Saint Louis 1904 torneo non disputato
Londra 1908
Stoccolma 1912
Anversa 1920
Parigi 1924
Amsterdam 1928 torneo non disputato
Los Angeles 1932 Renzo Morigi Domenico Matteucci 2
Berlino 1936
Londra 1948
Helsinki 1952
Melbourne 1956 Galliano Rossini Alessandro Ciceri 2
Roma 1960 Galliano Rossini 1
Tokyo 1964 Ennio Mattarelli 1
Città del Messico 1968 Romano Garagnani 1
Monaco di Baviera 1972 Angelo Scalzone Silvano Basagni 2
Montréal 1976 Roberto Ferraris 2
Ubaldesco Baldi
Mosca 1980 Luciano Giovannetti 1
Los Angeles 1984 Luciano Giovannetti Edith Gufler Luca Scribani Rossi 3
Seul 1988 Marco Venturini 1
Barcellona 1992 Bruno Rossetti 1
Atlanta 1996 Roberto Di Donna Albano Pera Roberto Di Donna 5
Ennio Falco Andrea Benelli
Sydney 2000 Deborah Gelisio Giovanni Pellielo 2
Atene 2004 Andrea Benelli Giovanni Pellielo 3
Valentina Turisini
Pechino 2008 Chiara Cainero Giovanni Pellielo
Francesco D'Aniello
3
Londra 2012 Niccolò Campriani Niccolò Campriani
Luca Tesconi
3
Rio 2016 Niccolò Campriani (2) 2
13 11 11 35

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]