Licenza di porto di armi in Italia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

La licenza di porto di armi in Italia è una particolare autorizzazione amministrativa che permette ai cittadini italiani che ne sono titolari di portare o trasportare un'arma al di fuori della propria abitazione.

Essa funge anche da documento di riconoscimento in Italia; la disciplina del porto è regolamentata dal testo unico delle leggi di pubblica sicurezza.

Descrizione generale[modifica | modifica wikitesto]

La vendita o la cessione di armi comuni a privati senza una licenza di porto d'armi è possibile ai soli maggiori di anni 18 ottenendo dal questore apposita autorizzazione (detta formalmente nulla osta) ovvero una licenza di detenzione di armi in Italia. Esso ha validità di 30 giorni, rinnovabile per un uguale periodo di tempo, e consente un solo acquisto di armi e munizioni nelle quantità specificate ed il trasporto fino al luogo di detenzione, se specificato espressamente.

La licenza di porto dà diritto a portare o trasportare armi da fuoco al di fuori della propria abitazione, attività non consentite senza predetta licenza. In particolare, il trasporto deve avvenire ad arma riposta in custodia e scarica, in altre parole "non prontamente utilizzabile" questo è ciò che fa la differenza tra il porto e il trasporto, e comunque non in locali pubblici come cinema teatri e similari o durante manifestazioni di qualsiasi genere" non è vero che vada dichiarato il percorso o che sia consentito il solo percorso tra il luogo di detenzione e l'eventuale poligono di tiro. Ove venisse richiesto sarebbe un abuso non previsto dalla legge. Tutte le licenze consentono di trasportare le armi su tutto il territorio dello Stato.

Bisogna poi distinguere tra il porto ed il trasporto:

  • Per "porto" di un'arma si intende la pronta disponibilità della stessa ad esser brandita in qualsiasi momento senza difficoltà, anche se scarica, e/o la suscettibilità di un suo utilizzo immediato (es. pistola in fondina, fucile in spalla).
  • Per "trasporto" di un'arma si intende lo spostamento da un luogo all'altro effettuato seguendo modalità tali da renderla non suscettibile di impiego immediato (es. fucile o pistola in valigetta).

Riguardo agli agenti ed ufficiali di pubblica sicurezza, sono previste alcune ipotesi nelle quali essi possono circolare senza essere in possesso di porto d'armi, come ad esempio durante le passeggiate in forma militare.[1] Gli agenti di pubblica sicurezza possono portare senza licenza le armi di cui sono muniti, nel rispetto dei regolamenti in materia.[2]

La modifica delle armi è vietata se le rende più micidiali, occultabili o potenti. L'alleggerimento dello scatto, l'applicazione di sistemi di puntamento, spegnifiamma, compensatori non è considerata modifica d'arma.[3]

Requisiti[modifica | modifica wikitesto]

La disciplina ed i requisiti sono indicati nel testo unico delle leggi di pubblica sicurezza e dal relativo regolamento di attuazione (R.D. 6 maggio 1940, n. 635), poi la legge 6 marzo 1987 n. 89 introdusse poi l'obbligo di presentazione di certificato medico allegato alla richiesta per il rilascio della licenza,[4] la stessa norma prevede che con decreto del Ministero della Sanità siano definiti i criteri tecnici generali per l'accertamento dei requisiti psicofisici minimi per ottenere il certificato medico di idoneità per il porto delle armi, che attualmente sono stabiliti dal D.M del 28 aprile 1998. Il decreto distingue inoltre tra porto d'armi per uso caccia, uso sportivo.[5] e per uso difesa personale.[5] Il rilascio delle autorizzazioni è precluso a talune particolari categorie di soggetti, come ad esempio gli obiettori di coscienza al servizio militare di leva in Italia.

In tal caso la preclusione un tempo era da considerarsi a vita,[6] ma la legge 2 agosto 2007 n. 130 ha introdotto la possibilità per gli obiettori ammessi al servizio civile, una volta decorsi almeno 5 anni dalla data del congedo, di rinunciare al proprio status presentando una dichiarazione irrevocabile all'Ufficio Nazionale per il Servizio Civile che, a sua volta, provvederà ad informare le strutture statali competenti.[7] Coloro che non abbiano prestato servizio militare di leva in Italia devono essere in possesso di un certificato di idoneità al maneggio delle armi rilasciato dall'Unione Italiana Tiro a Segno, previa frequentazione di un corso presso una delle sezioni del predetto ente.[8] In ogni caso, la certificazione deve essere rinnovata dopo 10 anni.

Il controllo di conformità ai requisiti da parte del cittadino e il rilascio di questa licenza è compito dell'ufficio preposto della questura o della prefettura italiana (a seconda se si tratti di armi lunghe o per difesa personale) sotto la cui giurisdizione ha residenza legale il richiedente o comunque il suo domicilio. Il titolare di porto d'armi può portare le armi di cui alla licenza ed acquistare e trasportare armi e munizioni entro i limiti prescritti dalla legge. La licenza di porto d'armi infatti può essere rifiutata dal questore o dal prefetto oltre che per le persone condannate per delitti non colposi contro le persone commessi con violenza, per reati contro la persona o il patrimonio, contro lo Stato e l'ordine pubblico, o condannate per diserzione in tempo di guerra o porto abusivo di armi. La licenza può essere rifiutata anche ai condannati per delitti diversi dai predetti (es. sentenza restrittiva dei diritti civili) e a chi non può provare la sua buona condotta o non dà affidamento di non abusare delle armi.[9]

Tipologie[modifica | modifica wikitesto]

Esistono cinque tipologie di licenza di porto d'arma:

  • Licenza di porto di fucile per tiro a volo
  • Licenza di porto di fucile per uso di caccia
  • Licenza di porto d'arma corta o di bastone animato per difesa personale
  • Licenza di porto d'armi per difesa personale a guardie particolari giurate
  • Licenza di porto di fucile per difesa personale

Le pratiche relative alla licenza ed il rilascio delle stesso sono di competenza della questura. Le licenze inerenti al porto di armi corte o di bastone animato ai fini della difesa personale vengono rilasciate invece dalla prefettura.

Licenza di porto di fucile per tiro a volo[modifica | modifica wikitesto]

Autorizza il porto di armi lunghe per tiro a volo.

Autorizza altresì il porto di armi corte e lunghe nei poligoni di tiro (sia pubblici che privati). Il titolare, inoltre, è autorizzato all'acquisto ed al trasporto di armi e munizionamento comuni.

Il libretto e la licenza sono validi 6 anni dalla data di rilascio.

Licenza di porto di fucile per uso di caccia[modifica | modifica wikitesto]

Il rilascio è vincolato al preventivo conseguimento della licenza di caccia (legge 11 febbraio 1992 n. 157).

Autorizza il porto di armi lunghe per caccia e tiro a volo.

Autorizza altresì il porto di armi corte e lunghe nei poligoni di tiro (sia pubblici che privati). Il titolare, inoltre, è autorizzato all'acquisto ed al trasporto di armi e munizionamento comuni.

Il libretto e la licenza sono validi 6 anni dalla data di rilascio. Per poter esercitare l'attività venatoria è necessario il versamento annuale delle tasse di concessione governativa.

Licenza di porto d'arma corta o di bastone animato per difesa personale[modifica | modifica wikitesto]

Questa licenza è ottenibile solo in caso di dimostrato bisogno, pertanto il rilascio è discrezionale e limitato.

Autorizza il porto di armi corte o bastoni animati per difesa personale.

Autorizza altresì il porto di armi corte e lunghe nei poligoni di tiro (sia pubblici che privati). Il titolare, inoltre, è autorizzato all'acquisto ed al trasporto di armi e munizionamento comuni.

Il libretto è valido 5 anni dalla data del rilascio subordinatamente al rinnovo annuale della licenza. Il rinnovo della licenza comporta il versamento della relativa tassa di concessione governativa.

Licenza di porto d'armi per difesa personale a guardie particolari giurate[modifica | modifica wikitesto]

Questa licenza è rilasciata alle guardie particolari giurate su richiesta del datore di lavoro. Il rilascio è subordinato al preventivo ottenimento del decreto di nomina.

Autorizza il porto di armi corte per difesa personale.

Autorizza altresì il porto di armi corte e lunghe nei poligoni di tiro (sia pubblici che privati). Il titolare, inoltre, è autorizzato all'acquisto ed al trasporto di armi e munizionamento comuni.

Il libretto è valido 5 anni dalla data del rilascio subordinatamente al rinnovo annuale della licenza. Il rinnovo della licenza comporta il versamento della relativa tassa di concessione governativa ridotta.

Licenza di porto di fucile per difesa personale[modifica | modifica wikitesto]

Questa licenza è ottenibile solo in caso di dimostrato bisogno, pertanto il rilascio è discrezionale e limitato.

Autorizza il porto di armi lunghe per difesa personale e per tiro a volo.

Autorizza altresì il porto di armi corte e lunghe nei poligoni di tiro (sia pubblici che privati). Il titolare, inoltre, è autorizzato all'acquisto ed al trasporto di armi e munizionamento comuni.

Il libretto è valido 5 anni dalla data del rilascio subordinatamente al rinnovo annuale della licenza. Il rinnovo della licenza comporta il versamento della relativa tassa di concessione governativa.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Art. 29 Regio Decreto 6 maggio 1940, n. 635.
  2. ^ Art. 73 comma 2° Regio Decreto 6 maggio 1940, n. 635.
  3. ^ Alterazione di armi
  4. ^ Art. 1 comma 1 legge 6 marzo 1987, n. 89
  5. ^ a b Art. 1 D.M. 28 aprile 1998
  6. ^ Art. 15 comma 6 legge 8 luglio 1998, n. 230 A coloro che sono stati ammessi a prestare servizio civile è vietato detenere ed usare le armi di cui all'articolo 2, comma 1, lettera a), nonché assumere ruoli imprenditoriali o direttivi nella fabbricazione e commercializzazione, anche a mezzo di rappresentanti, delle predette armi, delle munizioni e dei materiali esplodenti[...]
  7. ^ Art. 1 comma 7-ter legge 2 agosto 2007 n. 130 L’obiettore ammesso al servizio civile, decorsi almeno cinque anni dalla data in cui è stato collocato in congedo secondo le norme previste per il servizio di leva, può rinunziare allo status di obiettore di coscienza presentando apposita dichiarazione irrevocabile presso l’Ufficio nazionale per il servizio civile, che provvede a darne tempestiva comunicazione alla Direzione generale delle pensioni militari, del collocamento al lavoro dei volontari congedati e della leva di cui all’articolo 1 del decreto legislativo 6 ottobre 2005, n. 216
  8. ^ Art. 1 legge 28 maggio 1981, n. 286; art 251 d.lgs. 15 marzo 2010 n. 66
  9. ^ Art. 43 R.D. 18 giugno 1931 n.773

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]