Lacedonia

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Lacedonia
comune
Lacedonia – Stemma
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Campania-Stemma.svg Campania
ProvinciaProvincia di Avellino-Stemma.svg Avellino
Amministrazione
SindacoAntonio Di Conza (lista civica) dal 6-6-2016
Territorio
Coordinate41°03′08″N 15°25′29″E / 41.052222°N 15.424722°E41.052222; 15.424722 (Lacedonia)Coordinate: 41°03′08″N 15°25′29″E / 41.052222°N 15.424722°E41.052222; 15.424722 (Lacedonia)
Altitudine733 m s.l.m.
Superficie82,1 km²
Abitanti2 348[1] (30-9-2015)
Densità28,6 ab./km²
Comuni confinantiAquilonia, Bisaccia, Melfi (PZ), Monteverde, Rocchetta Sant'Antonio (FG), Sant'Agata di Puglia (FG), Scampitella
Altre informazioni
Cod. postale83046
Prefisso0827
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT064041
Cod. catastaleE397
TargaAV
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)
Nome abitantilacedoniesi, in dialetto locale "'c'rugnis"
PatronoSan Nicola, san Filippo Neri
Giorno festivo6 dicembre, 26 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Lacedonia
Lacedonia
Sito istituzionale
Il comune all'interno della provincia di Avellino

Lacedonia (Cerònne in campano[2]) è un comune italiano di 2 348 abitanti[1] della provincia di Avellino in Campania.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Lacedonia è un centro agricolo dell'Appennino sannita. Dista da Avellino 87 km circa. Il centro storico (chiamato La cittadella dagli abitanti) è collocato su una collina e conserva la sua originaria struttura abitativa, nonostante i tanti terremoti che l'hanno più volte devastata nel corso dei secoli. Inoltre, è uno dei tre comuni della regione Campania, il cui territorio confina con due regioni (Puglia e Basilicata).

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Lacedonia.

Il clima, essendo Lacedonia un centro di montagna, è rigido con estati fresche e frequenti nevicate in inverno.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Storia di Lacedonia.

Lacedonia era abitata fin dall'età eneolitica: lo confermano resti di armi in rame e altri reperti rinvenuti nel suo territorio. Gli aborigeni abitavano in una località oggi chiamata "sotto le rupi", che era costituita da grotte scavate nel tufo. Notizie certe si fanno però risalire all'epoca degli Osci che la chiamavano Akudunniad (in osco significa madre cicogna).

Secondo la tradizione, nel 293 a.C. a Aquilonia (oggi Lacedonia), in località "Chiancarelle", si combatté la battaglia decisiva della terza guerra sannitica: venne vinta dai romani che annientarono la potente legione Linteata. Tuttavia, secondo più recenti ipotesi, la battaglia si svolse ad Agnone in Molise. Sotto il dominio romano Lacedonia era un importante municipium; vi erano assessori delle finanze e alle opere pubbliche, consiglieri e una confraternita addetta al culto di Augusto. I romani costruirono a Lacedonia delle piscine, le terme, l'anfiteatro, lavatoi, giardini pubblici e, nella località "i capi dell'acqua", una mutatio (una stazione destinata al cambio di carri e cavalli).

Lacedonia venne in seguito donata, nel VI secolo, ai Benedettini dall'Imperatore d'Oriente Giustiniano. In seguito passò sotto il dominio prima dei Longobardi (che nel 568 avevano invaso l'Italia bizantina), poi dei duchi di Conza e infine dei Normanni (che guidati dal Guiscardo nell'XI secolo conquistarono tutta l'Italia meridionale).

Ai tempi dei Normanni il feudo di Lacedonia apparteneva a Riccardo Balbano: egli inviò sessanta fanti e sessanta cavalli alla terza crociata. I Balbano governarono il feudo di Lacedonia fino all'avvento di Carlo d'Angiò, che tolse il feudo a questa potente famiglia feudale. Il feudo passò poi alla famiglia Orsini, principi di Taranto. Uno di essi, tale Gabriele Orsini, ricostruì la città ridotta in macerie dal terremoto del 5 dicembre 1456 chiudendola in una cinta muraria con fossato e quattro porte.

Nella notte tra il 10 e l'11 settembre 1486 i baroni ribelli si radunarono nella chiesa di Sant'Antonio e congiurarono contro il Re Ferrante I d'Aragona e il figlio Alfonso, duca di Calabria. L'avvenimento, narrato dallo storico napoletano Camillo Porzio, coinvolse Papa, Principi e Sovrani e mise a rischio il dominio aragonese sull'Italia meridionale. La congiura venne rievocata in alcuni versi del poeta Giovanni Chiaia: «Di Lacedonia ecco la roccia alpestre/là i rubelli a vendicar le offese/sull'Ostia Santa staser le destre/sperder giurando il seme aragonese».

Nel 1501 Baldassarre Pappacoda, consigliere e amico del re Federico I prese possesso del feudo e costruì il Castello Nuovo. I Pappacoda tennero il feudo fino al 1566, quando feudo e castello vennero venduti ai Doria, che vi rimasero fino al 1806, anno in cui Napoleone Bonaparte abolì il feudalesimo.

Nel XVIII secolo visse a Lacedonia Gerardo Maiella, venerato come santo dalla Chiesa cattolica. Egli guarì i malati, convertì i peccatori, aiutò i poveri e fece molti miracoli.

Lacedonia è stata sede vescovile fin dall'XI secolo. Simeone, il primo vescovo, è noto per aver inaugurato nel 1059 l'abbazia di San Michele Arcangelo. A lui sono succeduti altri 69 vescovi[senza fonte]. La diocesi è stata accorpata nel 1986 a quella di Ariano Irpino. Il co-patrono del paese è San Filippo Neri.

In seguito al terremoto del 1930, il regime fascista ricostruì la città con case antisismiche. A Lacedonia sono presenti varie scuole tra cui la più prestigiosa è l'Istituto Magistrale De Sanctis che venne fondata proprio da Francesco De Sanctis[3].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Persone legate a Lacedonia[modifica | modifica wikitesto]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Stazione ferroviaria di Rocchetta Sant'Antonio-Lacedonia

Lacedonia è raggiungibile in autobus o in auto mediante il suo casello sull'autostrada A16. Il comune dispone della stazione ferroviaria, che condivide con Rocchetta Sant'Antonio sulla linea Foggia-Potenza. La linea Avellino-Rocchetta e la tratta Rocchetta-Gravina sono invece sospese e autosostituite dal 2011.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
6 giugno 1993 27 aprile 1997 Michele Sessa Democrazia Cristiana Sindaco
27 aprile 1997 13 maggio 2001 Luigi Caffaro Partito Popolare Italiano Sindaco
13 maggio 2001 28 maggio 2006 Gerardo Palladino Lista civica Sindaco
28 maggio 2006 15 maggio 2011 Mario Rizzi La Margherita
Partito Democratico
Sindaco
15 maggio 2011 5 giugno 2016 Mario Rizzi Partito Democratico Sindaco
5 giugno 2016 in carica Antonio Di Conza Lista civica Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio fa parte della Comunità montana Alta Irpinia.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è Lacedonia Calcio che milita nel girone D campano di 1ª Categoria.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b ISTAT, Bilancio demografico (provvisorio), su demo.istat.it, settembre 2015.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 339.
  3. ^ Sito ufficiale dell'Istituto
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Michele Miscia La grande storia di Lacedonia ISBN 978-88-6436-462-9

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN140822940 · GND: (DE4445531-8 · BNF: (FRcb12273720h (data)
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