Nove (Italia)

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Nove
comune
Nove – Stemma Nove – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Vicenza-Stemma.png Vicenza
Amministrazione
Sindaco Chiara Luisetto (lista civica) dal 26-5-2014
Territorio
Coordinate 45°44′N 11°41′E / 45.733333°N 11.683333°E45.733333; 11.683333 (Nove)Coordinate: 45°44′N 11°41′E / 45.733333°N 11.683333°E45.733333; 11.683333 (Nove)
Altitudine 84 m s.l.m.
Superficie 8,15 km²
Abitanti 5 038[1] (31-12-2015)
Densità 618,16 ab./km²
Comuni confinanti Bassano del Grappa, Cartigliano, Marostica, Pozzoleone, Schiavon
Altre informazioni
Cod. postale 36055
Prefisso 0424
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 024073
Cod. catastale F957
Targa VI
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti novesi
Patrono san Pietro e san Paolo
Giorno festivo 29 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Nove
Nove
Posizione del comune di Nove all'interno della provincia di Vicenza
Posizione del comune di Nove all'interno della provincia di Vicenza
Sito istituzionale

Nove (Łe Nóve /e'nove, le'nove/ in veneto[2]) è un comune italiano di 5 038 abitanti[1] della provincia di Vicenza, noto per la produzione della ceramica artistica.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

L'origine, la vita economica e la storia del Comune di Nove sono legate al fiume Brenta che lo delimita, a est, per tutta la sua lunghezza. Il paese, infatti, è posto sul cono di deiezione del fiume al confine con Bassano del Grappa e parte del suo territorio, un tempo alveo del fiume, si è venuto formando con i depositi delle pietre, le esondazioni ("le brentane") e l'acquisizione di terreno derivante dalla progressiva deviazione del fiume stesso. L'odierna Piazza di Nove e la parte orientale del paese erano il fondo e l'ampio letto del fiume[3].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia del territorio vicentino.

Toponimo[modifica | modifica wikitesto]

La località prende il nome dalle terrae novae ottenute con il dissodamento della Vegra, ossia della vasta estensione di terreni incolti un tempo ivi esistente[4].

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Sino alla metà del sec. XV Nove fu una "contracta Marostice"; man mano che si formavano e consolidavano nuove terre, esse venivano cedute alle famiglie che qui venivano ad insediarsi. Nel XIV secolo già vi risiedevano alcune famiglie: la più antica di cui si abbia memoria è la famiglia Tomasoni che possedeva terreno coltivato e sfruttava l'acqua di una roggia derivata dal Brenta, per muovere una ruota da mulino e una sega per tagliare il legname. Fu il punto di partenza di un'attività protoindustriale che creò ricchezza e sempre più numerosi insediamenti[3].

Verso la metà del Trecento, durante la signoria scaligera, il territorio fu sottoposto, sotto l'aspetto amministrativo, al Vicariato civile di Marostica e tale rimase, anche sotto la dominazione veneziana, sino alla fine del XVIII secolo[4].

Verso il 1443 Nove ottenne da Marostica l'indipendenza per l'organizzazione della vita religiosa. Nel 1453 gli abitanti cominciarono la costruzione di una chiesa dedicata a San Pietro Apostolo. Nove divenne parrocchia autonoma il 4 dicembre 1453[4].

Età moderna[modifica | modifica wikitesto]

La dipendenza da Marostica, sotto l'aspetto amministrativo ed economico rimase inalterata fino all'inizio del XVII secolo. Nel 1602 Nove, ormai diventata un centro attivo e prospero, chiese la separazione da Marostica. Questa esperienza durò solo poco tempo, perché ben presto, nel 1632, le due comunità si riunirono nuovamente. Nel secolo seguente, a causa dei disordini scoppiati a Marostica, Nove chiese e ottenne definitivamente l'autonomia che è rimasta fino ad oggi[3].

Età contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Il giorno 6 novembre 1796 l'abitato e la comunità di Nove furono coinvolti nella battaglia - chiamata, appunto, "Battaglia delle Nove" - in cui si scontrarono le truppe francesi dell'Armée d'Italie, guidate da Napoleone Bonaparte, e quelle austriache, durante la prima campagna d'Italia (1796-97).

In quella giornata rimasero sul campo cinquemila uomini, tre mila dei quali erano i francesi; l'esito della battaglia fu favorevole agli austriaci, che riuscirono a conservare le proprie posizioni, mentre il giorno seguente i francesi si ritirarono verso Vicenza.

L'essere stato teatro della battaglia segnò profondamente la storia della comunità novese: il dover assistere agli scontri, l'arrivo di Napoleone proveniente da Fontaniva sul suo cavallo bianco, gli echi del consiglio di guerra tenuto da Napoleone e dai suoi generali nell'oratorio di San Giovanni Nepomuceno fanno parte della memoria collettiva e della tradizione popolare orale dei novesi. La battaglia del Brenta divenne in seguito, in un poema dell'abate dal Pian, stampato a Venezia nel 1804, la Battaglia delle Nove.

La stessa produzione ceramica di fischietti popolari, chiamati i "cuchi", viene a collegarsi storicamente all'arrivo dei francesi: essi costituiscono una scherzosa, beffarda e ironica rappresentazione di Napoleone e dei dominatori in genere[3].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Qualità della vita e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Comune Riciclone 2011 - Premio imballaggi in plastica: un importante riconoscimento di Legambiente, che premia Nove come primo comune del nord Italia per la raccolta pro-capite degli imballaggi in plastica[6].

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

A Nove vi sono una scuola dell'infanzia (privata paritaria), una scuola primaria, una scuola secondaria di primo grado e una scuola secondaria di secondo grado (liceo artistico).

Nel capoluogo vi è anche la Biblioteca comunale, che fa parte della rete di biblioteche vicentine online[7].

Musei[modifica | modifica wikitesto]

A Nove è presente un museo della ceramica, dedicato all'arte radicata da secoli in questo centro, nel quale si trova anche un vaso dell'artista Pablo Picasso.

Inoltre è presente un mulino spaccasassi, con il quale si preparava la polvere per la fabbricazione della ceramica; nel mondo ne esistono 5, tutti in Europa.

Eventi e manifestazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • La Pissota
Rappresentazione popolare svolta negli anni dispari (scelti per non avere concorrenza dalla partita a scacchi di Marostica). Inscena una tombola a personaggi viventi. I numeri sono accompagnati da simboli della realtà contadina e territoriale novese: una specie di "smorfia", ma in lingua veneta.
  • Portoni aperti
Potrebbe essere definita quasi una fiera territoriale. Le numerosissime ditte di produzione della ceramica di Nove e della vicina Bassano del Grappa, aprono i portoni delle proprie aziende, facendo conoscere i processi produttivi che portano alla realizzazione di un manufatto artistico in ceramica.
È così possibile conoscere l'intero processo, dalla realizzazione del manufatto al tornio, alla cottura preliminare per ottenere il biscotto, alla sua decorazione, fino alla cottura finale con vernice per la vetrificazione.
  • Sagra dei Santi patroni
I Santi Patroni, San Pietro e Paolo, si festeggiano il 29 giugno e, in occasione della ricorrenza, si tiene la sagra paesana, con la presenza di giostre, che rimangono per più settimane.
  • Giugno Novese
Tutti gli anni, dalla metà del mese di Maggio e per tutto il mese di Giugno, hanno luogo eventi e manifestazioni, che coinvolgono molte delle oltre 75 associazioni presenti nel comune di Nove.
  • 9 Summer Beach
Il primo fine settimana di luglio, si svolge la festa "estiva" del patronato di Nove, che porta il nome di 9 SUMMER BEACH. Durante la festa si svolgono dei tornei di acqua volley, calcio a 5, ping pong. Negli ultimi anni la manifestazione ha visto un crescendo di pubblico giovane e squadre partecipanti ai tornei.
  • Festa in frazione - Crosara di Nove
Negli anni '50, alcuni devoti decisero di costruire il Capitello della Madonna Addolorata e, per far fronte alle spese, decisero di organizzare una festa locale, che si svolse per diversi anni.
Nell'anno 1974, grazie alla grande armonia nella piccola contrada, riprese la festa, con Giochi, Cuccagna, Stand Gastronomico, Musica Folcloristica e tanto divertimento.
Ancora oggi, nel 2º e nel 3º fine settimana di Settembre, continua la tradizionale festa, con uno Stand Gastronomico e un menù di prima classe, orchestre di musica da ballo di fama extraregionale, pesca di beneficenza (con molti pezzi in Ceramica artistica di Nove) e tanto divertimento.

Persone legate a Nove[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Porcellana di Nove, manifattura P. Antonibon, 1750-70 ca., collezione privata.

La vicinanza al fiume ha favorito l'insediamento di attività artigianali che hanno saputo sfruttare la forza motrice dell'acqua.

Cesare Cantù così scrive di Nove nei suoi volumi di storia sul Lombardo-Veneto[8]: "Nel mezzo scorre una roggia, alla cui forza motrice si deve l'origine e la ricchezza del paese; poiché volge mulini, seghe, magli, folli, filatoi di seta, meccanismi da pestare le pietre onde vengono lavorate le stoviglie... Può calcolarsi che le fabbriche di stoviglie, i 4 magli di battiferro, le tre gran seghe di legname, i sette mulini da grano, i due folli ed un opificio a torcere la seta, ultima memoria dei tanti di cui una volta, mettano settimanalmente in circolazione nel paese ben più di 1250 franchi animando l'intero commercio di molti piccoli esercenti... I cittadini erano divisi in artigiani ed agricoltori con una piccola prevalenza de' principi"[3].

Nei tempi più recenti l'economia del territorio novese è principalmente legata ad aziende operanti nel settore della produzione, decorazione e vendita di manufatti artistici in ceramica artistica e terracotta, attività iniziata già nel Seicento. Non mancano tuttavia altre attività nel settore delle costruzioni, quella manifatturiera di tipo artigianale e, infine, l’agricoltura.

Vi è, altresì, un’importante rete di strutture ed entità che supportano il sistema imprenditoriale: il commercio, le altre attività di servizi ove prevalgono le attività immobiliari e i servizi alla persona (acconciatori, estetiste, barbieri ecc.), le attività inerenti all’alloggio e alla ristorazione, i servizi di trasporto e i servizi finanziari.

La struttura produttiva di questo territorio è composta principalmente da tante piccole e medie imprese, capaci di competere nel mondo dell’imprenditoria grazie alla loro flessibilità, alla specializzazione, all’elevato tasso tecnologico e ai livelli qualitativi raggiunti[9].

La ceramica di Nove[modifica | modifica wikitesto]

Nove è conosciuta nel mondo come “La Città della Ceramica” perché da secoli qui si fa ceramica, attività artistica favorita da una congiunzione di fattori politici, economici ed ambientali favorevoli, che è esportata e conosciuta in tutto il mondo.

Nel 1752 Pasquale Antonibon, discendente da una famiglia di produttori di maioliche, ottenne dal consiglio dei “Savi della Mercanzia” (una specie di Ministero per il Commercio) della Repubblica Veneta - che riteneva importante incentivare la produzione della ceramica per limitare le importazioni ed espandere l’esportazione - il privilegio di produrre maiolica di qualità per vent'anni anche grazie all'esenzione delle tasse.

Dopo gli Antonibon nacquero altre importanti manifatture come quelle di Baccin, Antonio Zen, Cecchetto, Zanolli-Sebellin-Zarpellon, San Marco, Dal Prà e molte altre, ottenendo notevoli risultati grazie anche all'assunzione di validi artisti modellatori e decoratori. Questo settore storico ha saputo anche rinnovarsi nel tempo, conquistando quote di mercato sia in Italia che all'estero.

Il marchio "NOVE" ha impresso un sigillo su una tradizione decorativa che si è sempre distinta nella produzione italiana, nota come "FIORI NOVE”, una ricca composizione floreale barocca che raggiunse i massimi esiti nel XIX secolo, composta dal fiore della rosa, attorniato da molte altre specie floreali che i pittori da sempre copiano dal vero[9].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2014 in carica Chiara Luisetto Lista civica Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Fonte: ISTAT - Bilancio demografico al 31 dicembre 2015.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, Garzanti, 1996, p. 446.
  3. ^ a b c d e Sito del Comune - Storia
  4. ^ a b c Antonio Canova e Giovanni Mantese, I castelli medievali del vicentino, Accademia Olimpica, Vicenza, 1979, p. 126
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ Dossier comuni ricicloni 2011
  7. ^ Sito Tuttitalia
  8. ^ Grande illustrazione del Lombardo-Veneto, ossia Storia delle città, dei borghi, comuni, castelli, ecc. fino ai tempi moderni per cura di letterati italiani, compilata da L. Gualtieri conte di Brenna e diretta da Cesare Cantù, Milano, 1857
  9. ^ a b Sito del Comune - Economia

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ivonita Azzolin, Chiara Padovan, Piergiuseppe Zanolli, Nove, terra di ceramica (guida turistica), Editrice artistica Bassano, 2003
  • Antonio Bernardi, Angelo Spagnolo, Nadir Stringa, Festa della ceramica, 10 anni di Portoni aperti, Nove, 2008
  • Katia Brugnolo (a cura di), Museo civico della ceramica di Nove, Nove, 2004
  • Arturo Comacchio, Piergiuseppe Zanolli (a cura di), Nove in bianco e nero: album fotografico fino al 1970, Nove, Grafiche Novesi, 2009
  • Fiorenzo Silvano Cuman, I Capitelli di Nove, Edizioni laurenziane, 1979
  • Giordano Dellai, Marostica e il suo territorio nel Duecento: società e ambiente a Marostica, Mason, Molvena, Nove e Pianezze secondo il Regestum possessionum Comunis Vincencie del 1262, Vicenza, La Serenissima, 1997
  • Nadia Paola Fabris, Arte e manifattura ceramica a Bassano e Nove: tracce di originalità dal 1600 al 1800, tesi di laurea, Venezia, 1985
  • Michele Peretti, Origine ed evoluzione del distretto ceramico di Bassano-Nove, Tesi di laurea, Venezia, 1997
  • Regione del Veneto, La ceramica a Bassano e Nove dal 13. al 21. secolo, 2004
  • Due importanti restauri a Nove: il vecchio campanile e il capitello del viale della Rimembranza, Nove, Grafiche novesi, 2000
  • Pompeo Pianezzola, La storia di Nove, Nove, Grafiche Novesi, 1998
  • Matteo Stecco, Nove, ceramiche e paesani, Bassano, Adalgiso-Ruggero, 1985
  • Nadir Stringa (a cura di), Le antiche ceramiche delle Nove, Marostica, Banca Popolare, 1969
  • Nadir Stringa, Il museo della ceramica, Istituto statale d'Arte G. De Fabris, Nove, 1989

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN132069292
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