Este (Italia)

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Este
comune
Este – Stemma
Veduta di Este dal mastio del castello
Veduta di Este dal mastio del castello
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Padova-Stemma.png Padova
Amministrazione
Sindaco Roberta Gallana (Lega Nord - centrodestra) dal 20-6-2016
Territorio
Coordinate 45°13′41″N 11°39′19″E / 45.228056°N 11.655278°E45.228056; 11.655278 (Este)Coordinate: 45°13′41″N 11°39′19″E / 45.228056°N 11.655278°E45.228056; 11.655278 (Este)
Altitudine 15 m s.l.m.
Superficie 32,81 km²
Abitanti 16 562[1] (31-12-2015)
Densità 504,79 ab./km²
Frazioni Deserto, Motta, Prà, Schiavonia

Quartieri: Meggiaro con Este Nuova, Pilastro, Torre

Comuni confinanti Baone, Carceri, Lozzo Atestino, Monselice, Ospedaletto Euganeo, Sant'Elena, Villa Estense
Altre informazioni
Cod. postale 35042
Prefisso 0429
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 028037
Cod. catastale D442
Targa PD
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti Estensi, Atestini
Patrono santa Tecla
Giorno festivo 23 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Este
Este
Posizione del comune di Este all'interno della provincia di Padova
Posizione del comune di Este all'interno della provincia di Padova
Sito istituzionale

Este è un comune italiano di 16 562 abitanti[1] della provincia di Padova in Veneto, situato a meridione dei Colli Euganei, in posizione sud-ovest rispetto al capoluogo.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Este, situato sul versante meridionale dei Colli Euganei, dista 32 km da Padova e 24 da Rovigo. È raggiungibile dall'autostrada A13 Bologna-Padova, uscendo al casello di Monselice e prendendo la strada regionale 10 in direzione Mantova. Si può arrivare a Este anche con la strada regionale 10 (da Mantova) o con la strada statale 16 (da Padova), dalla provinciale 247 Riviera Berica da Vicenza.

Antichità[modifica | modifica wikitesto]

La città di Este è abitata da tempi molto antichi: già nell'età del ferro, infatti, era il principale insediamento degli antichi Veneti o Paleoveneti, i quali svilupparono la città, facendo fiorire l'economia grazie agli scambi con le civiltà limitrofe, ma anche con i Greci e i Romani.

In seguito, nel III-II secolo a.C., Este fu riconosciuta colonia romana, mentre il Veneto divenne alleato di Roma. Reperti di questi periodi sono conservati nel Museo Nazionale Atestino. Nell'89 a.C., con la lex Pompeia, venne concesso il diritto latino; nel 49 a.C., all'inizio della guerra civile tra Pompeo e Cesare, quest'ultimo, per ottenere l'appoggio della popolazione, concesse il diritto romano a tutta la Gallia Cisalpina, di cui era stato proconsole tra il 58 e il 49. Con la morte di Cesare, vi furono anni di guerra civile. In seguito alla battaglia di Azio, Augusto affida ai soldati della V e XI legione i territori dell'agro di Este (formato dai territori di Galzignano, Teolo, Lonigo, Noventa Vicentina, Trecenta, Pernumia, Monselice, e Cinto Euganeo). In seguito alle invasioni barbariche e alla caduta dell'Impero romano d'Occidente, Este si spopolò, riducendosi a villaggio rurale: secondo alcuni, ciò accadde a causa dell'opposizione ad Attila, poiché quest'ultimo era solito distruggere ogni città che gli si mostrava ostile. Este cadde quindi sotto la mano degli Unni e successivamente sotto quella degli Ostrogoti, che decretarono la fine dell'Impero Romano.

Medioevo - Rinascimento[modifica | modifica wikitesto]

All'inizio dell'Alto Medioevo, Este era inclusa nel regno degli Ostrogoti (secc. V-VI d. C.). In seguito il villaggio fu annesso all'Impero Bizantino, il quale detenne il potere sui territori veneti soltanto per pochi decenni, poiché già alla fine del VI secolo fu soppiantato in loco dai Longobardi; tale popolazione istituì un regno che sopravvisse per due secoli, e fu infine sconfitto dal Sacro Romano Impero di Carlo Magno. Nell'XI secolo la casata degli Este s'impossessò dell'area e contribuì alla sua rinascita: dopo l'anno Mille, infatti, la città si ripopolò attorno al castello fatto costruire dal marchese Alberto Azzo II d'Este attorno al 1056. Anche Este fu una delle località interessate dalle travagliate vicende umane e storiche che si svolsero in Veneto tra l'XI e il XIII secolo. Dapprima essa divenne una delle numerose proprietà dei vari componenti della famiglia degli Ezzelini, tra cui il più celebre fu Ezzelino III da Romano; proprietà che furono certosinamente accertate, censite e documentate dopo la loro definitiva sconfitta avvenuta nel 1259, per mano di Azzo VII d'Este, nella battaglia di Cassano d'Adda. Ezzelino III da Romano, alleato di Federico II di Svevia, conquistò per ben due volte Este (1238 e 1249), e nel farlo danneggiò fortemente il castello marchionale; la famiglia d'Este frattanto aveva trasferito la sua residenza a Ferrara (1239), città che sarebbe divenuta la loro nuova capitale. Dopo la morte di Ezzelino, in un panorama regionale che vedeva contrapposti Scaligeri, Carraresi e Visconti, apparve sulla scena atestina Cangrande della Scala (sempre ghibellino), il quale distrusse il castello nel 1317. Nel 1339, Ubertino da Carrara, signore di Padova, fece ricostruire il castello così com'è tuttora. Nel 1405 Este si sottomise spontaneamente alla Repubblica Veneziana per sfuggire al controllo dei padovani e agli scontri di questi con i veronesi. Sotto il dominio veneziano, Este conobbe un periodo di grande prosperità, fiorendo nell'ambito dell'economia, della cultura e dell'arte, in un processo che venne interrotto solo dalla peste del 1630.

XVIII-XIX secolo[modifica | modifica wikitesto]

Sotto il dominio veneziano (1405-1797), Este divenne una città prospera. In seguito la Repubblica venne conquistata da Napoleone Bonaparte, che cedette tutti i suoi territori all'Impero Asburgico. Nel 1866 Este e il Veneto furono annessi al Regno d'Italia. Dopo l'annessione, ad Este, come in tutta la regione, crebbe considerevolmente l'emigrazione. Tra il Settecento e l'Ottocento, molti poeti fecero visita alla città atestina: tra loro spiccano i nomi di George Byron, Percy Shelley e Ugo Foscolo.

Storia contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Durante il periodo fascista Este fu visitata dal duce Benito Mussolini (1940).

Durante la Seconda guerra mondiale la città ospitò le truppe tedesche, le quali si scontrarono contro i partigiani e le truppe degli Alleati. Vennero deportati dalla cittadina persone di religione ebraica. Nel 1943 Este fece parte della Repubblica Sociale Italiana. Il 28 aprile 1945 arrivarono le truppe Alleate, che costrinsero alla ritirata le truppe dell'Asse. Nel 1946 Este diviene parte della neonata Repubblica Italiana.

In previsione la fusione dei comuni di Este ed Ospedaletto Euganeo, nel nuovo comune di Este, che per popolazione diverrà il primo comune della Bassa Padovana e il terzo della provincia di Padova.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Duomo Abbaziale di Santa Tecla[modifica | modifica wikitesto]

Santa Tecla libera la città di Este dalla peste, dettaglio, Este, Duomo

Monumento di spicco è il Duomo di Santa Tecla, nell'omonima piazza, costruito da Antonio Gaspari dopo che la precedente chiesa di origine paleocristiana fu abbattuta dal terremoto del 1688. La facciata è rimasta incompiuta, mentre il campanile fu completato nel 1740 su basamento preesistente dell'VIII secolo.

All'interno del Duomo si può trovare una ricca dotazione artistica: la splendida pala di Giambattista Tiepolo S. Tecla intercede presso il Padre Eterno per la liberazione della città dalla peste del 1630, olio su tela del 1759 situata nell'abside concava[2], la pala d'altare dello Zanchi, l'altare-scultura del Sacramento del Corradini. L'organo, opera della casa organaria Fratelli Ruffatti, è uno dei più grandi del Veneto, dispone di quattro tastiere ed è collocato in due corpi separati: quello principale è posto sulla cantoria in controfacciata, il corpo minore si trova invece nella cupola che sovrasta l'abside.

Basilica di Santa Maria delle Grazie[modifica | modifica wikitesto]

Il Santuario fu edificato per disposizioni testamentarie di Taddeo d'Este, che vi fece porre un'icona bizantina del XV secolo considerata miracolosa. Sopra il primo, modesto edificio quattrocentesco ne fu costruito un secondo nel 1717. L'interno è a croce latina; tra le opere che vi si conservano spicca la tela del Sant'Antonio da Padova con Bambino ed altri Santi dello Zanchi e le statue di San Matteo e San Bartolomeo scolpite da Bernardo Falconi da Bissone. Nel dicembre del 1923 il santuario è stato elevato da papa Pio XI al rango di basilica minore.[3]

Chiesa di San Martino

Attestata dall'XI secolo, la chiesa di San Martino è la più antica di Este. L'edificio ha una struttura semplice ed elegante, risalente alla ricostruzione trecentesca e alla successiva ristrutturazione seicentesca. L'interno è a pianta basilicale, a tre navate.

Chiesa di Santa Maria delle Consolazioni, detta "degli Zoccoli"

L'edificio, cinquecentesco, è a navata unica. All'interno si ammira un pavimento musivo romano riportato nella cappella della Vergine.

Chiesa della Beata Vergine della Salute

La costruzione della chiesa ebbe inizio nel 1639 e fu ripresa nel 1640, per un crollo sopraggiunto. L'edificio, a pianta ottagonale, presenta una grande ricchezza di decorazioni pittoriche, commissionate a illustri artisti, tra i quali Antonio Zanchi, autore di tre tele di grande spicco: la Presentazione di Maria al tempio, lo Sposalizio della Vergine e l'Annunciazione.

Chiesa di Santo Stefano

In via santo Stefano sorge questa chiesa già menzionata in una bolla di papa Lucio II del 1144. La chiesa ha un impianto di tipo romanico ,databile al X o XI secolo. Era annessa all'omonimo convento soppresso nel 1656. Il presbiterio e il coro sono stati aggiunti in epoche diverse.

Chiesa di San Rocco

Eretta nel 1480 fu restaurata nel 1524 e nel 1571. L'abside fu affrescato dal Campagnola. Il campanile con cupola a cipolla risale al 1751. L'edificio ha subito diversi interventi nel corso degli anni. Attualmente ospita mostre d'arte. All'esterno, sul lato sinistro, si trova murata un'antica iscrizione latina ritenuta l'epitaffio del poeta e storico Geronimo Atestino, vissuto fra il Quattro e Cinquecento, per la propria sepoltura.

Chiesa della Madonna del Carmine

Costruita fra il 1602 e il 1603 fu officiata dai carmelitani. La facciata in stile barocco è ornata di statue. L'interno presenta un soffitto a cassettoni con tre altari. Ha subito di recente un restauro esterno che ha riportato allo splendore originale la facciata.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Le mura del castello

Castello Carrarese[modifica | modifica wikitesto]

La principale attrattiva cittadina è il Castello Carrarese, costruito attorno al 1339 sulle ceneri di quello estense; in cima al colle si trova il mastio, da cui partono le mura, fino a formare un poligono contornato a intervalli regolari da torri e dal restaurato castelletto del Soccorso. Oggi l'interno del castello è adibito a giardino pubblico.

Palazzo del Municipio[modifica | modifica wikitesto]

Affacciato sulla piazza Maggiore, il Palazzo è un elegante edificio loggiato risalente al XVII secolo, di recente restaurato; la balconata sopra il portico è un'aggiunta settecentesca.

Palazzo degli Scaligeri[modifica | modifica wikitesto]

Sul lato sud della piazza si nota il Palazzo degli Scaligeri, poi Baldi - Valier, sede della Società Gabinetto di Lettura fondata nel 1846. Questa costruzione di origine trecentesca ospita oggi la biblioteca con settantamila volumi e una sezione speciale chiamata Raccolta Estense con documenti, libri e opuscoli attinenti Este e la Bassa Padovana.

Torre Civica della Porta Vecchia[modifica | modifica wikitesto]

La torre attuale è databile alla fine del XVII secolo e sorge sul luogo della precedente porta, andata distrutta. Vi era collocato un orologio, come è attestato dalla distribuzione dei vani all'interno. A otto metri di altezza si trova, infatti, un primo locale contenente due blocchi di trachite, un tempo usati come contrappesi per l'orologio; a dodici metri è collocato l'antico locale "delle aste e dei giunti". Infine, ad un'altezza di venti metri circa, troviamo la cella campanaria, che contiene la struttura di sostegno della campana bronzea fusa nel 1637.

Rocca di Ponte di Torre[modifica | modifica wikitesto]

La rocca è ciò che rimane dei forti staccati che, oltre al castello e alle mura turrite, difendevano Este già dai tempi precedenti all'epoca carrarese. Strutturalmente, è composta di una cinta di mura e di una torre quadrata, alta 24 metri.

Palazzo Pelà

Tra via Settabile e via Consolazioni sorge questo maestoso palazzo ,unico esempio in stile liberty della città.Fu fatto costruire agli inizi del Novecento da Antonio Pelà. All'interno le stanze del piano nobile sono decorate con stucchi ricoperti di foglia d'oro e un giardino pensile con un bel frontone adornato con motivi floreali di apre in via Settabile.

Villa Mocenigo (Museo nazionale atestino)[modifica | modifica wikitesto]

Addossata alla cinta muraria si trova la Villa Mocenigo, che fu costruita attorno al 1570 e successivamente distrutta da un incendio nel '700. L'edificio attuale ospita il Museo nazionale atestino, suddiviso in varie sezioni tematiche: al primo piano troviamo quella protostorica, che conserva le testimonianze dell'epoca paleoveneta, seguita al pianterreno dalla sezione romana e da una sala dedicata all'epoca medievale e moderna, dove si può ammirare una pregevole Madonna col Bambino (1504) su tavola di Cima da Conegliano proveniente dalla chiesa degli "Zoccoli".

Palazzo del Principe (Villa Contarini)[modifica | modifica wikitesto]

La costruzione sorge sul colle e fu fatta costruire dai Contarini su progetto di Vincenzo Scamozzi, che la volle a pianta centrale, con sala a croce greca. Deve il nome a un episodio della sua storia: qui infatti Alvise Contarini, durante un soggiorno in villeggiatura, ricevette la comunicazione dell'elezione a doge.[4]

Sorge lungo l'omonima strada (via Palazzo del Principe) e sovrasta la città di Este dalla cima del colle. L'edificio è strutturato in due parti, l'una di forma quadrata con pianta a croce greca e l'altra, addossata alla precedente, di forma rettangolare.[5]

La villa Palazzo del Principe, risalente al periodo delle ville venete, non è visitabile.

Villa Contarini degli Scrigni detta "Vigna Contarena"[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Vigna Contarena.
Vigna Contarena

Posizionata a ridosso delle mura del castello, là dove il declivio del colle va a confondersi con la pianura, la Vigna Contarena si staglia fra gli alberi secolari del parco ben nascosta dall'esterno.

Il nome "Vigna Contarena" pare sia dovuto al fatto che, in origine, la villa era dotata di un parco ricco di alberi da frutta e viti.

La posizione infatti, sulle primissime pendici meridionali dei colli Euganei, costituisce l'ambiente ideale per questo tipo di coltivazioni.

La villa è di notevole interesse storico dato che, tra gli artisti che vi hanno lavorato, spiccano lo Scamozzi e i nomi di Pietro Ricchi, artisti della scuola di Giulio Romano, Sebastiano Ricci (sala delle Feste) e Battista Franco detto il "Semolei" (sala dei Fauni).

Il piano nobile ha tutte le stanze che danno sulla facciata, a mezzogiorno, per poter fruire il più possibile del calore solare, anche ad autunno avanzato. A tergo delle stanze, la lunga galleria che le disobbliga e che fungeva da salone da ballo, quando numerosi arrivavano gli ospiti per partecipare alle gioiose feste della vendemmia, alle cacce a cavallo e alle escursioni sui colli.

L'orto segreto

Dalla testata ovest del salone si accede a un interessante angolo di giardino chiuso da un'alta mura fatta di elementi di cotto traforato, quasi una grata, costituendo un insieme di ispirazione moresca. Voluto nel 1700 da Marco Contarini al suo ritorno dall'Oriente, è conosciuto come "Orto segreto", elemento originalissimo della villa e raro esempio di connubio tra giardino all'italiana e giardino persiano.

Nel parco della villa si trova la tomba del diplomatico prussiano Christian von Haugwitz, ministro degli esteri del Re di Prussia durante le guerre napoleoniche, rappresentante del Regno di Prussia al Trattato di Schönbrunn e, in seguito, proprietario di Vigna Contarena.

Dal 1964 la Vigna Contarena è sottoposta a regime di vincolo dalla Soprintendenza alle Belle Arti, in quanto costruzione di particolare pregio storico e artistico.

Vigna Contarena fa parte dell'Associazione Ville Venete[6] e può essere visitata, su appuntamento.

Barchessa di Vigna Contarena[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio, immerso nel parco di Vigna Contarena e confinante con le mura del Castello Carrarese, è visibile da via dei Cappuccini, la pittoresca stradina così denominata dal convento che si trovava alla fine della salita, in corrispondenza dell'attuale villa Byron. L'edificio, di pianta rettangolare, si fonde perfettamente con l'ombroso parco circostante, in leggero declivio verso l'accesso principale.

La Barchessa non è collegata al corpo della villa, come spesso accade nelle ville venete, non solo per la particolare morfologia del terreno ma anche perché Vigna Contarena non fu mai legata ad attività agricole che necessitavano di grandi spazi coperti, essendo la villa destinata a feste e banchetti e a residenza dei Contarini degli Scrigni ad Este. La Barchessa appare come un elegante edificio posto a sud-est dell'edificio principale, verso la via dei Cappuccini. È molto grande e, dovendo ospitare carrozze, cavalli e, probabilmente, una cantina, ha circa le dimensioni di un'altra villa. L'edificio presenta due uguali corpi di fabbrica, uniti al centro da un loggiato con due colonne giganti di ordine dorico. All'interno del porticato si nota la data MDCCLXXX, data che, come si vedrà nell'analisi storica, conferma la datazione dell'edificio che è di puro stile neoclassico. Ciò è rivelato, oltre che dall'impianto simmetrico della pianta, dagli elementi decorativi del fregio che corre lungo tutta la facciata: triglifi intervallati a metope; sopra ciascuna delle due porte principali c'è una targa con in rilievo un festone riccamente decorato. Le aperture della facciata appaiono simmetricamente organizzate rispetto al loggiato e presentano la struttura in pietra di Nanto finemente lavorata. La facciata principale appare delimitata agli estremi da due paraste giganti di ordine dorico, e gli elementi dei capitelli e delle basi delle colonne e delle paraste sono in pietra di Nanto.

Arco del Falconetto

In via Cappuccini sorge questo monumentale arco rinascimentale noto anche come Arco di villa Benvenuti, dal nome dell'ultimo proprietario. Realizzato nel 1525 da Giovanni Maria Falconetto per volere del ricco possidente veneziano Alvise Cornaro che qui a Este, nella sua dimora, aveva costituito un cenacolo di artisti e intellettuali fra i quali il commediografo padovano Angelo Beolco, detto il Ruzante, che intratteneva il pubblico con le sue rappresentazioni in lingua pavana.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[7]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2015 gli stranieri residenti nel comune sono 1 363, ovvero l'8,23% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[8]:

  1. Romania Romania, 295
  2. Moldavia Moldavia, 252
  3. Macedonia Macedonia, 178
  4. Albania Albania, 154
  5. Marocco Marocco, 129
  6. Ucraina Ucraina, 93
  7. Cina Cina, 70
  8. Kosovo Kosovo, 20

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

"Festival Este", manifestazione musicale che nel corso degli anni ha ospitato artisti di fama nazionale come Tre allegri ragazzi morti, Afterhours, Marta sui Tubi, Herman Medrano.

"Este in fiore" viene organizzata per festeggiare il ritorno della primavera: tutta la città viene addobbata da piante e fiori di ogni tipo, che vengono anche messi in vendita. La manifestazione si svolge il terzo sabato e domenica del mese di aprile.

Persone legate a Este[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

A Este sono presenti varie aziende legate al settore metalmeccanico; vi ha sede la filiale italiana di Komatsu Limited.

Banche[modifica | modifica wikitesto]

Nella città trovano sede le seguenti banche:

  • Banca delle Prealpi di Credito Cooperativo
  • Banca Carige Italia
  • Banca di Credito Cooperativo di Sant'Elena
  • Banca di Credito Cooperativo Euganea di Ospedaletto
  • Banca Mediolanum
  • Banca Monte dei Paschi di Siena
  • Banca Popolare di Vicenza
  • Banca Popolare Friuladria
  • Cassa di Risparmio del Veneto
  • Unicredit

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

La stazione ferroviaria di Este, posta lungo la ferrovia Mantova-Monselice, è servita da corse regionali svolte da Trenitalia e Sistemi Territoriali nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la Regione Veneto.

Fra il 1906 e il 1934 la città era servita da una linea tranviaria che dalla centrale piazza Vittorio Emanuele II (poi rinominata piazza Maggiore) conduceva alla stazione ferroviaria e, tramite una diramazione, alla stazione di Sant'Elena-Este, posta sulla ferrovia Padova-Bologna.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1995 1997 Fabio Toso centrosinistra Sindaco eletto al ballottaggio col 53,6%
1997 2001 Vanni Mengotto centrodestra Sindaco eletto al ballottaggio col 60,7%
2001 2006 Vanni Mengotto centrodestra Sindaco eletto al 1º turno col 50,6%
2006 2011 Giancarlo Piva centrosinistra Sindaco eletto al ballottaggio col 52,3%
2011 2016 Giancarlo Piva centrosinistra Sindaco eletto al ballottaggio col 54,6%
2016 in carica Roberta Gallana centrodestra Sindaco eletta al ballottaggio col 57,25%

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Nella cittadina vi è una grande cultura sportiva. Infatti nel quartiere Este Nuova, la zona di più recente urbanizzazione, sono presenti vari impianti sportivi, come lo Stadio Nuovo, la Piscina Comunale e i campi da tennis del Tennis Club.

Nel calcio l'A.C. Este è da qualche anno ai vertici del suo girone in Serie D. Ha partecipato per due volte alla Coppa Italia: nella stagione 2010-2011 ha disputato il primo turno preliminare, venendo eliminato per 5-1 dal Benevento (cinquina record di Evacuo), e nel 2012-2013 venendo battuto 2-1 dal Trapani. Si tratta di un grande successo, dopo anni di militanza nell'Eccellenza e campionati regionali. Molto sentite le rivalità con Venezia ed Albignasego.

Le altre squadre di calcio della città sono l'A.S.D. Deserto e il Redentore che militano nel girone D padovano di Terza Categoria.

A livello agonistico, l'altro sport di squadra è il tennis da tavolo, con il team ASD Tennistavolo '91 Paiuscato Este, militante nel campionato nazionale A1.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2015.
  2. ^ Il bozzetto è ora conservato presso il Metropolitan Museum of Art di New York
  3. ^ Catholic.org - Basilicas in Italy
  4. ^ Comune di Este, Monumenti principali - Palazzo del Principe, comune.este.pd.it.
  5. ^ http://www.solobike.it/, [http://www.solobike.it/tinymce/imagemanager/images/a/atestinaarrivocentro112.jpg http://www.solobike.it/mountain-bike/news/Presentazione-%22Atestina-Superbike-2012%22-Este(PD) Presentazione "Atestina Superbike 2012" di Este(PD)] , solobike.it.
  6. ^ Associazione Ville Venete, Ville Venete Tour, villevenetetour.com.
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2010 per sesso e cittadinanza, ISTAT. URL consultato il 14 novembre 2012.
  9. ^ Francesco Malgeri, Carlo Fracanzani. Tra società e istituzioni, FrancoAngeli, Milano 2016.
  10. ^ città gemellate dal sito ufficiale, rijeka.hr. URL consultato il 24 luglio 2010.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Antonio Soster - Carmelo Gallana, Gabinetto di Lettura in Este. 1847-1967, Este 1967.
  • Antonio Soster, Cenni storici sui vecchi conventi di Este, Este (s.d.).
  • Antonio Soster, L'ospedale di Este, Padova 1932.
  • Alessandro Prosdocimi, Ricordi di Isidoro Alessi storiografo estense, Este 1881.
  • Aldo Luigi Prosdocimi, Parlare a Este "città", Este 1999.
  • Antonino Lombardo, L'archivio storico del Comune di Este, Este 1942.
  • Francesco Selmin, Este, guida storico-artistica, Caselle di Sommacampagna 2006.
  • Antonio Guariento, Agostino Sartori-Borotto (commemorazione). 21 ottobre 1945, Padova 1945.
  • Carmelo Gallana, Breve guida al Museo di Este. Das Atestiner-Nationalmuseum, Este 1985.
  • Alessandro Prosdocimi, La Necropoli Euganea di Este. Le tombe di Canevedo, fondo Baldù-Dolfin, Montagnana 1878.
  • Antonio Ciscato, Gli Ebrei in Este, Este 1892.
  • Aa.Vv., Il Viale della Rimembranza, alla scoperta di un luogo della memoria. Este 2006.
  • Francesco Selmin, "Santo" o "Canaglia"? Il mito di Garibaldi a Este, Este 1982.
  • Anna Maria Chieco Bianchi (a cura di), Il Museo Nazionale Atestino di Este, Padova 1985.
  • Virginia Baradel, Per Gino Cortelazzo, Este 1992.
  • Guido Bussi (a cura di), Umberto Campagnolo e la Società Europea di Cultura, Este 1986.
  • Carmelo Gallana, La "Salute" di Este, Este 1981.
  • Bruno Cogo, Le memorie della Beata Beatrice in Este, Este 2007.
  • Antonio Ciscato, Storia di Este dalle origini al 1889, Este 1889.
  • Isidoro Alessi, Ricerche istorico-critiche delle Antichità di Este, Padova 1776.
  • Gaetano Nuvolato, Storia di Este e del suo Territorio, Este 1851-1853.
  • Francesco Selmin (a cura di), Beata Beatrice. La vita negli antichi testi, Sommacampagna 2000.
  • Dino Schiesari (a cura di), Saluti da... Este. 60 anni di cartoline visti dall'obiettivo dei fotografi dell'epoca, Este 2011.
  • Luigi Boscaini - Francesco G. Brugnaro, Il Collegio "Manfredini" di Este nel primo centenario. 1878-1978, Este 1978.
  • Beatrice Andreose, Il Premio dei Colli, Este 1960-1971. Il festival senza divi, Padova 2007.
  • Bruno Cogo, I cinquecento anni della chiesa del Pilastro in Este, Este 1994.
  • A. M. Chieco Bianchi - L. Calzavara - M. De Min - M. Tombolani, Proposta per una tipologia delle fibule di Este, Firenze MCMLXXVI.
  • Sandro Zanotto (a cura di), Este, ritratto di una città, Padova 1990.
  • Sileno Salvagnini (a cura di), La scena e la memoria. Teatri a Este 1521-1978, Este 1985.
  • Aa.Vv., Antonio Corradini (1668-1752). Celebrazioni centenarie in onore dello scultore estense, Este 1968.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità BNF: (FRcb11963679r (data)
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