Pezza Petrosa

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Pezza Petrosa
frazione
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Provincia di Brindisi-Stemma.svg Brindisi
Comune Villa Castelli-Stemma.png Villa Castelli
Territorio
Coordinate 40°34′38″N 17°27′39″E / 40.577222°N 17.460833°E40.577222; 17.460833 (Pezza Petrosa)Coordinate: 40°34′38″N 17°27′39″E / 40.577222°N 17.460833°E40.577222; 17.460833 (Pezza Petrosa)
Altitudine 250 m s.l.m.
Superficie 2 km²
Abitanti 15 (2008)
Densità 7,5 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale 72029
Prefisso 0831
Fuso orario UTC+1
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pezza Petrosa
Pezza Petrosa
Necropoli di Pezza Petrosa

Pezza Petrosa è un sito archeologico nel comune di Villa Castelli (BR), presso la strada provinciale per Grottaglie. Il sito è costituito dai resti di una necropoli e di un phrourion esistito tra il IV secolo a.C. e I secolo a.C., nell'ambito di un'area che mostra significative tracce di frequentazione dal neolitico all'alto medioevo.

Necropoli dorica[modifica | modifica wikitesto]

Ceramiche risalenti al IV secolo a.C. conservate presso il museo comunale di Villa Castelli

Nella località è stata rinvenuta la necropoli messapica e dorica di 33 sepolture di varia tipologia e orientamento, generalmente a inumazione e in alcuni casi polisome (con più di un defunto).

I corredi funerari, oggi ospitati presso il Museo archeologico nazionale di Taranto e presso il Museo archeologico comunale di Villa Castelli, permettono di datare l'uso della necropoli al IV-III secolo a.C. La somiglianza delle ceramiche rinvenute con quelle della greca Taranto hanno permesso di ipotizzare la presenza di un insediamento di fondazione tarantina al confine con i territori dei centri messapici[1] di Kailia (Ceglie Messapica), Mesocorus (nei pressi di Carosino[2], Hyria (Oria), Brentèsion (Brindisi) ed Egnatia (nel comune di Fasano).[3].

Moneta rappresentante Costantino VII e la madre Zoe Karvounopsina

Scavi archeologici sono stati condotti sul sito dalla Soprintendenza archeologica della Puglia nel 1989-1990. Gli scavi hanno identificato resti anche dell'abitato, un phrouron (avamposto militare) tarantino, riutilizzato in epoca romana. I resti, danneggiati dai lavori agricoli, comprendevano possibili resti di abitazioni e delle mura difensive in blocchi, databili per motivi stratigrafici a dopo la metà del IV secolo a.C.[4].

Reperti medievali[modifica | modifica wikitesto]

Pochi metri più a nord del sito archeologico sono state rinvenute tracce di cisterne altomedievali, oggi sotto il parcheggio del sito archeologico, È inoltre stata rinvenuta una moneta bizantina del X secolo con l'effigie dell'imperatore bizantino Costantino VII[5].

Identificazione[modifica | modifica wikitesto]

Cisterna dell'VIII secolo d.C. attualmente interrata

Nel 1590 in una carta geografica del Salento opera del cartografo fiammingo Gerard Kremer (e firmata per Gerardum Mercatorem)[6] l'antica Rudiae sarebbe indicata tra Villa Castelli e Grottaglie.

Reperti del IV secolo a.C. rinvenute durante gli scavi insieme a una moneta bizantina del IX secolo d.C.

Negli anni trenta uno studioso locale ha ipotizzato l'identificazione del sito con la città romana di Rudiae[7]. Sempre nel medesimo periodo l'allora soprintendente agli scavi archeologici in Puglia, Ciro Drago, aveva proposto l'identificazione del sito archeologico come parte dei resti dell'antica Rudiae che avrebbe coperto a macchia di leopardo il territorio tra Villa Castelli, Grottaglie e Francavilla Fontana[8]. Successivamente tuttavia Rudiae è stata identificata con l'antico abitato messo in luce presso San Pietro in Lama a pochi chilometri da Lecce. L'ipotesi dell'identificazione del sito archeologico di Pezza Petrosa con Rudiae, è stata recentemente riproposta da uno studioso locale[9].

Un recente studio sul significato del termine phrourion[10] discute, in base alle occorrenze delle fonti e in particolare dell'uso che ne viene fatto in Tucidide e Senofonte[11] e, soprattutto, in Diodoro[12] Le conclusioni a cui giunge lo studio sembrerebbero indicare che, sulla base delle fonti, il senso attribuibile al termine possa denotare anche una struttura urbana più complessa assimilabile alla polis.[13]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L'ipotesi di un centro greco fondato come avamposto di confine è stata formulata recentemente da Felice Gino Lo Porto (dato riportato nella pagina su Pezza Petrosa nel sito del comune, citata nei collegamenti esterni.)
  2. ^ Identificazione riportata sul sito della direzione didattica di Villa Castelli, citata tra i collegamenti esterni].
  3. ^ Grazia Angela Maruggi (a cura di), Pezza petrosa. Archeologia a Villa Castelli tra curiosità e ricerca ([Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, Soprintendenza Archeologica della Puglia, comune di Villa Castelli, assessorato alla cultura), Artigrafiche Pugliesi, Martina Franca 1992.
  4. ^ Il comune di Villa Petrosa è impegnato nella realizzazione di un progetto di sistemazione e rivalutazione del sito archeologico di Pezza Petrosa, con la costituzione di un parco archeologico, nell'ambito della collaborazione tra Italia e Grecia, all'interno del PIC Interreg III A Grecia-Italia 2000/2006.
  5. ^ P. Scialpi, Il parco archeologico di Pezza Petrosa a Villa Castelli, ed. Pugliesi, Martina Franca 2011, p.99.
  6. ^ L. Morleo, Breve storia di Villa Castelli, Tipografia Salinaro, Francavilla Fontana 1997.
  7. ^ Ciro Cafforio, Preistoria di Rudiae Tarantina, Taranto 1938. L'identificazione era stata invece respinta da Francesco Ribezzo che comunque ammetteva una effettiva presenza romana nel territorio e riteneva Rudiae identificabile nel vicino territorio di Francavilla Fontana (Francesco Ribezzo, Rudiae Paucentina, Napoli 1938).
  8. ^ Ciro Drago, Contributo alla carta archeologica della Puglia, Taranto 1933; Francesco Colaci Cenni storici e topografici sulla scoperta della città di Lupiae o Sibari del Salento, La Modernissima, Lecce 1933 (lo studio venne condotto per incarico del Ministero della educazione nazionale); Ciro Drago, Real museo nazionale di Taranto, Istituto poligrafico dello Stato, Roma 1940 (studio condotto sotto l'egida del Consiglio nazionale delle accademie e del Ministero dell'educazione nazionale); Ciro Drago, Ellenismo e romanità della Puglia, Tipografia Pappacena, Taranto 1941; Ciro Drago (a cura di), Italia (15), Corpus vasorum antiquorum) (Consiglio nazionale delle accademie e Ministero della Educazione Nazionale), Libreria dello Stato, Roma 1940.
  9. ^ P. Scialpi, I Mirmidoni e Villa Castelli, Edizioni Pugliesi, 2003, ISBN 978-88-8348-040-9
  10. ^ T.H. Nielsen, "Phrourion. A note on the term in classical sources and in Diodorus Siculus", in T.H. Nielsen (a cura di), Even more studies in the ancient Greek polis, 2002, pp. 49-64.
  11. ^ T.H. Nielsen, "Phrourion. A note on the term in classical sources and in Diodorus Siculus", in T.H. Nielsen (a cura di), Even more studies in the ancient Greek polis, 2002, pp. 50 e segg.
  12. ^ T.H. Nielsen, "Phrourion. A note on the term in classical sources and in Diodorus Siculus", in T.H. Nielsen (a cura di), Even more studies in the ancient Greek polis, 2002, p. 54 e segg.
  13. ^ T.H. Nielsen, "Phrourion. A note on the term in classical sources and in Diodorus Siculus", in T.H. Nielsen (a cura di), Even more studies in the ancient Greek polis, 2002, p. 62.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • C. Cafforio, Preistoria di Rudiae Tarantina, Taranto 1938.
  • G. A. Maruggi (a cura di), Pezza Petrosa. Archeologia a Villa Castelli tra curiosità e ricerca, Artigrafiche Pugliesi, Martina Franca 1992.
  • P. Scialpi, I Mirmidoni e Villa Castelli, Edizioni Pugliesi, 2003
  • P. Scialpi, Il parco archeologico di Pezza Petrosa a Villa Castelli, ed. Pugliesi, Martina Franca 2011.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]