Civita Castellana

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Civita Castellana
comune
Civita Castellana – Stemma Civita Castellana – Bandiera
Civita Castellana – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Lazio Coat of Arms.svg Lazio
Provincia Provincia di Viterbo-Stemma.png Viterbo
Amministrazione
Sindaco Gianluca Angelelli (centrosinistra) dal 09/06/2014 (2º mandato)
Territorio
Coordinate 42°17′46″N 12°24′36″E / 42.296111°N 12.41°E42.296111; 12.41 (Civita Castellana)Coordinate: 42°17′46″N 12°24′36″E / 42.296111°N 12.41°E42.296111; 12.41 (Civita Castellana)
Altitudine 145 m s.l.m.
Superficie 84,22 km²
Abitanti 16 777[1] (31-12-2010)
Densità 199,2 ab./km²
Frazioni Borghetto, Pian Paradiso, Sassacci, Casale Ettorre
Comuni confinanti Castel Sant'Elia, Collevecchio (RI), Corchiano, Fabrica di Roma, Faleria, Gallese, Magliano Sabina (RI), Ponzano Romano (RM), Sant'Oreste (RM)
Altre informazioni
Cod. postale 01033
Prefisso 0761
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 056021
Cod. catastale C765
Targa VT
Cl. sismica zona 2B (sismicità media)
Nome abitanti civitonici
Patrono SS. Giovanni e Marciano, martiri romani
Giorno festivo 16 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Civita Castellana
Civita Castellana
Posizione del comune di Civita Castellana nella provincia di Viterbo
Posizione del comune di Civita Castellana nella provincia di Viterbo
Sito istituzionale

Civita Castellana è un comune di 16 777 abitanti[2] della provincia di Viterbo nel Lazio. Dista 37 chilometri dal capoluogo di provincia e circa 50 km da Roma.

È famosa per essere stata nell'epoca preromana la capitale della popolazione dei falisci, Falerii Veteres.

Papa Gregorio V le attribuì il nome di civitas (città - cittadinanza), da cui "Civita". "Castellana" si riferisce al dominio che il luogo aveva sui castelli circostanti. Civita Castellana è nota anche con il nome di Massa Castellanaia.

Alla National Gallery di Londra è conservato un dipinto raffigurante Civita Castellana, realizzato da Edouard Bertin (1797-1871). Il dipinto è parte della prestigiosa Gere Collection (vedi)

Civita Castellana in un dipinto di Edward Lear (1844)
Palazzo comunale
Monte Soratte visto da Civita Castellana

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La città è situata su uno sperone tufaceo, tra le profonde gole di due affluenti del Treja, ai piedi dei monti Cimini, lungo la via Flaminia. Si trova in una zona originata dalle eruzioni del vulcano Vicano che hanno generato il tufo rosso, che caratterizza il territorio. In seguito all'innalzamento dell'area, l'azione erosiva delle acque ha dato origine alle profonde gole che sono uno dei caratteri più suggestivi del paesaggio.

« La città è costruita su tufo vulcanico, nel quale m’è parso di ravvisare cenere, pomice e frammenti di lava. Bellissima la vista del castello: il Monte Soratte, una massa calcarea che probabilmente fa parte della catena appenninica, si erge solitario e pittoresco. Le zone vulcaniche sono molto più basse degli Appennini, e solo i corsi d'acqua, scorrendo impetuosi, le hanno incise creando rilievi e dirupi in forme stupendamente plastiche, roccioni a precipizio e un paesaggio tutto discontinuità e fratture. »
(Johann Wolfgang von Goethe, Italienische Reise[3])

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Leggenda[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la leggenda fu il greco Halaesus o Aleso il fondatore di Falerii Veteres. Figlio di Agamennone, re di Micene, e della bella schiava di guerra Briseide, già profondamente amata da Achille ed a lui sottratta con forza per Agamennone, fuggì dopo l'uccisione del padre, approdò sulle coste tirreniche e risalì il Tevere sino a Falerii Veteres. Grandi scrittori del passato attribuiscono a lui le origini di questo territorio:

« Halaesus a quo se dictam terra falisca putat »
(Ovidio, Fasti (IV,73))

Virgilio nell'Eneide, il suo commentatore postumo Servio Mario Onorato, ed altri ancora lasciano testimonianze di questo grande eroe greco.

Falisci[modifica | modifica wikitesto]

La storia trimillenaria di Civita Castellana inizia con quella dei Falisci, una popolazione che si collocava tra la civiltà degli etruschi e quella dei romani. Le prime tracce di questa civiltà provengono dagli scavi dell'antica Falerii Veteres, che aveva rapporti commerciali con tutto il bacino del Mediterraneo. La maggior parte dei ritrovamenti di grande valore si trovano nel Museo nazionale dell'Agro Falisco che raccoglie anche i reperti rinvenuti nell'area falisca ma anche in altri grandi musei come il Louvre di Parigi. Un popolo guerriero, quello dei Falisci, che si scontrò inevitabilmente con la vicina Roma. Sconfitti, i Falisci furono letteralmente cacciati dal sito fortificato di Falerii Veteres e costretti a fondare un'altra città su di una piana distante cinque chilometri. La nuova città si chiamò Falerii Novi.

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Dopo un periodo di abbandono, la città tornò ad essere abitata, in seguito alle guerre gotiche e alle invasioni longobarde, dando vita a uno sviluppo urbanistico che ancora oggi conserva il suo tessuto medioevale. Falerii Veteres divenne così Civita Castellana. Nel corso dei secoli successivi Civita sarà il luogo dove papi come Clemente III e Adriano IV troveranno rifugio in situazioni di estremo pericolo.

Sul finire del secolo XII fu signoria di Giovanni dei Papareschi Senatore di Roma e durante il periodo del Basso Medioevo ci furono lotte tra due famiglie: i Di Vico e i Savelli, fino a quando, nel 1426, la Santa Sede non riaffermò la propria giurisdizione.

Rinascimento[modifica | modifica wikitesto]

Da quel momento la città seguì le sorti dello Stato della Chiesa e molti furono i papi che nel corso degli anni la visitarono e vi soggiornarono. Tra questi Alessandro VI, Giulio II, Pio VI. Fu sotto il pontificato di Alessandro VI Borgia che iniziarono i lavori nel forte Sangallo. Era l'anno 1494.

L'evento più importante del XVI secolo invece, fu l'attacco che i Lanzichenecchi sferrarono a Civita Castellana nel 1527. Questi per ben due volte cercarono di impossessarsene, avendone compreso l'importanza strategica. La città però riuscì a resistere. Fu in tale occasione che l'archivio cittadino venne bruciato.

I secoli XVII e XVIII furono secoli di pace e così ci si preoccupò di realizzare alcune opere pubbliche. Nel 1589 venne realizzato ponte Felice, nel 1609 la variante della via Flaminia, nel 1709 il ponte Clementino; il collegamento tra la Cassia e la Flaminia voluto da papa Pio VI risale invece al 1787.

Epoca moderna[modifica | modifica wikitesto]

Le idee della rivoluzione francese ben presto si diffusero in tutta Europa, Italia compresa. L'espansionismo territoriale francese che ne seguì giunse anche a Civita Castellana tanto che, nel dicembre del 1798, le truppe francesi, guidate dal generale MacDonald e facenti parte dell'armata del generale Championnet, sconfissero le truppe napoletane guidate dal generale Mack. L'anno seguente gli Aretini si unirono agli altri nemici dei francesi ed attaccarono Civita Castellana. I francesi ben presto si riappropriarono della città e la controllarono fino al 1815.

Nel 1860 i garibaldini, diretti a Mentana, si fermarono a Civita. Il 12 settembre del 1870 vi sostò lo stesso Vittorio Emanuele II, diretto verso Roma con il suo esercito, che liberò la città dal secolare potere della Chiesa, annettendola a quello che poi sarebbe divenuto il Regno d'Italia.

È nel secolo XIX che a Civita Castellana inizia una svolta economica ad opera di Giuseppe Trevisan, un imprenditore veneto che vi impianta le prime fabbriche di ceramica. Quella della ceramica è una vocazione antica, dovuta anche alla facile reperibilità dell'argilla presente nel luogo. Col passare degli anni, accanto al settore artistico si sviluppa anche quello industriale, che avrà il suo apice nel secondo dopoguerra. I settori di produzione sono i sanitari, seguono le stoviglierie. Nasce il distretto industriale che comprende anche i paesi limitrofi.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Civita Castellana conserva un notevole patrimonio artistico e archeologico, infatti Falerii Veteres risulta essere uno dei principali siti delle età del ferro e del bronzo. È ricca di aree templari, di necropoli e di santuari.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Duomo, costruito dai Cosmati con facciata del XII secolo e portico a grande arco centrale del 1210 (arricchito da mosaici policromi dei marmorari romani Cosmati)[4] e con una grande cripta dei secoli VII e VIII;[5]
  • La chiesa S. Maria del Carmine già Santa Maria dell'Arco del 1100 con campanile a bifore a 3 navate con colonne e capitelli diversi fra loro e monastero delle Clarisse di San Damiano con chiostro
  • Chiesa di San Francesco ex San Pietro XIII secolo con tavola di Antoniazzo Romano del XV secolo e pala d'altare del 1531.Chiostro con affreschi
  • L'Abbazia di S. Maria in Faleri; (sita nel territorio di Fabrica di Roma in frazione Faleri) del 1200 cistercense con 5 absidi
  • Chiesa di San Gregorio XIII secolo a 3 navate con resti di affreschi quattrocenteschi e campanile con monofora e bifora
  • Chiesa di Sant'Antonio Abate con affreschi rinascimentali
  • Chiesa e convento di Santa Susanna del XIII secolo con portico verso la frazione di Borghetto
  • Chiesa di Santa Maria delle Piagge di origine medievale, conserva una Madonna con bambino festeggiata la Domenica in Albis nei pressi di Porta Lanciana
  • Chiesa della Madonna delle rose del XVI secolo su preesistenze altomedievali tra via ponte ternano e Largo Roma
  • Chiesa di San Benedetto di fronte la ex chiesa di San Giovanni Decollato con campaniletto a bifora oggi fioraio
  • Edicola Madonna delle nevi del 1718 con affresco del XVII secolo a piazza dei martiri delle fosse ardeatine
  • Edicola con San Giorgio e il drago XII secolo a via corsica, 30
  • Affresco di Madonna con Bambino di fine '600 a via Garibaldi, 4
  • Ex chiesa di San Giorgio oggi museo della ceramica
  • Ex Chiesa di Santa Chiara già delle monache con elegante rosone in facciata in via Ferretti oggi ospedale dei cronici
  • Ex Chiesa del SS Sacramento delle clarisse francescane oggi asilo e scuola elementare privata di fronte la Chiesa del Carmine
  • nel centro storico si possono notare altre due ex chiese oggi abitazioni private

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Forte Sangallo, dove all'interno si può visitare il Museo nazionale dell'Agro Falisco, inaugurato nel 1977, che raccoglie al suo interno materiali provenienti dall'antica Falerii Veteres e dalle zone limitrofe. Il Forte San Gallo venne fatto costruire da Alessandro VI Borgia su un precedente edificio di età medioevale. Il progetto fu affidato ad Antonio da Sangallo il Vecchio e portato a termine dal nipote, Antonio da Sangallo il Giovane, sotto il pontificato di papa Giulio II. Il mastio ottagonale, il pozzo del cortile maggiore e il portone di accesso alla fortezza, risalgono a quel periodo. Interventi di restauro e di abbellimento ci furono con i pontefici successivi. Il forte fu non solo una architettura militare, ma anche una dimora papale; questo fino all'Ottocento. Costituiscono invece eccezione alcuni reperti risalenti all'VIII - XII secolo, provenienti da cantine e pozzi cittadini. Altri provengono dall'area del Santuario di Giunone Curite (prima metà del VI secolo a.C.), mentre ai primi anni del V se a.C. appartengono i materiali del Tempio di Mercurio e di altri due templi situati sul Colle del Vignale.Il nuovo museo si è arricchito di nuove opere donate da privati e ceramiche artistiche dell'istituto statale d'Arte.
  • Palazzo Onorati 1745
  • Palazzo Petroni-Trocchi del 1544 opera del fratello di Sangallo con due portali a bugnato e stemmi. Ci alloggiarono diversi personaggi illustri
  • Palazzo Baroni con affreschi degli Zuccari
  • Palazzo Montalto XVI secolo con affreschi
  • Palazzo comunale XVI secolo
  • Palazzo Morelli del 1740
  • Porta di Giove; (sita nel territorio di Fabrica di Roma in frazione Faleri)
  • Porta Borgiana sulla strada per Castel Sant'Elia
  • Via del Rivellino con porta medievale;
  • Centro storico medievale con case e torri;
  • Fontana dei Draghi 1585
  • Meridiane e Palazzi con bifore;
  • Ponte Clementino XVIII
  • Ponte Felice;
  • Castello di Borghetto dove vi era la chiesa medievale di San Leonardo
  • Monumento alla Vittoria di Silvio Canevari;
  • Monumento ai caduti del mare;
  • Monumento ai ceramisti;
  • Monumento ai caduti in Africa;
  • Ex fabbrica Marcantoni, oggi divenuta Piazza Marcantoni.

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

  • Area archeologica di Vignale;
  • La necropoli della via Amerina; (insieme ai Comuni confinanti Fabrica di Roma, Castel S.Elia e Nepi)

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Al tempo dei falisci era diffusa la lingua falisca, un idioma simile al latino che durò fino alla conquista della città da parte dei romani, che la sostituirono con la lingua latina. Nei secoli, il latino volgare si evolse nel dialetto locale, detto "civitonico"; quest'ultimo è variante dei dialetti italiani mediani affine alle parlate circumvicine e più in generale ai dialetti umbri, anche se con notevoli influssi romaneschi negli ultimi decenni. Presente anche una marginale componente di leccese dovuta all'emigrazione avvenuta dal dopoguerra sino a metà degli anni Settanta.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

  • La Biblioteca Comunale Enrico Minio è stata insignita anche del Premio di Qualità da parte della Regione Lazio e dispone di alcune sezioni specializzate: ceramica, etruscologia, emigrazione italiana all'estero, linguistica e una sezione dedicata alla storia e cultura salentina, nonché molti volumi di letteratura classica straniera in lingua originale.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Il museo della ceramica, che trovava collocazione all'interno del Palazzo Petroni Andosilla si è recentemente trasferito all'interno dell'istituto scolastico d'Arte di via Gramsci dove è stata recuperata l'antica chiesa di San Giorgio che è attualmente sede del museo. Esso sorse nel 1996 con lo scopo di esporre al pubblico opere ceramiche di vari periodi, prevalentemente appartenenti agli anni tra il '20 e il '60 del secolo scorso. All'interno del Museo sono esposti vasi, piatti, manufatti, piastrelle dipinte, che testimoniano la bravura dei più importanti maestri ceramisti locali.
  • Museo nazionale dell'Agro Falisco

Musica[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel mese di luglio, si svolge il Civita Festival, con concerti di Musica classica, Barocca, Jazz, Musica Moderna, Opera e Balletto con artisti di fama internazionale.

Media[modifica | modifica wikitesto]

  • Radio Punto Zero
  • Altolazionotizie.it
  • Campo de' fiori
  • Gazzetta Falisca
  • Active Radio

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Piatti tipici di Civita Castellana sono:

  • Frittelloni
  • Pizza di Pasqua
  • Pizza con i fiori di zucca
  • Frappe
  • Scroccafusi
  • Ciambelle e San Bastiano
  • Rigatoni alla Mignolò
  • Maritozzi con la panna
  • Fettuccine
  • Miele alla Jacobee

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • 17 gennaio - Fiera di Sant'Antonio abate
  • Il Carnevale, che si apre il 17 gennaio di ogni anno con il trasporto del così chiamato o Puccio, in piazza Matteotti. Durante il periodo di carnevale ci sono numerose iniziative: la sagra dei frittelloni, il giovedì Grasso si può assistere alla nota sfilata allegorica dei bambini organizzata da tutte le scuole, e per concludere le sfilate dei carri allegorici, svolte le ultime due domeniche e il Martedì grasso, che si chiude con l'ultima sfilata di carri allegorici, il ballo in piazza Matteotti ed a notte inoltrata, il saluto al Carnevale con il falò del Puccio ed i fuochi d'artificio.
  • 16 settembre - festa patronale dei santi martiri Marciano e Giovanni.
  • Vengono effettuate intorno alla metà di settembre alcune rievocazioni storiche di antiche Feste medievali, con corse, giostre e sfilate in costume con dame e cavalieri.
  • 1º novembre - Fiera (il giorno prima dei morti)

Persone legate a Civita Castellana[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Ben il 70% della ceramica sanitaria nazionale proviene da Civita Castellana[senza fonte]. Oggi, con la concorrenza dei paesi dell'Est, del Medio Oriente e, soprattutto, della Cina, il distretto, specie nel settore delle stoviglierie, sta conoscendo una crisi profonda.

Civita Castellana è anche un centro agricolo con produzione di tabacco e frumento e allevamento di bovini e ovini, la città possiede industrie estrattive (di tufo, travertino e argilla), industrie chimiche, meccaniche, della lavorazione del legno e, dalla fine del Settecento, delle ceramiche.

Tra le attività economiche più tradizionali vi sono quelle artigianali, come l'estrazione e la lavorazione del travertino, finalizzata ai settori dell'edilizia ed a quelli artistici.[7]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Civita Castellana è collegata tramite la Strada Provinciale 27 Faleriense a Fabrica di Roma, e tramite la strada provinciale 29 Cenciano a Corchiano.

La città è servita dalla una stazione ferroviaria posta lungo la linea Roma-Civitacastellana-Viterbo gestita da ATAC. Precedentemente a tale impianto, fra il 1906 e il 1932, era presente a Civita Castellana il capolinea settentrionale della tranvia Roma-Civita Castellana, prolungata nel 1913 fino a Viterbo sotto forma di ferrovia a scartamento ridotto.

Una seconda stazione, denominata Civita Castellana-Magliano è posta lungo la ferrovia Roma-Firenze ed è servita da treni regionali svolti da Trenitalia nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la Regione Lazio.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1927, a seguito del riordino delle circoscrizioni provinciali stabilito dal regio decreto n. 1 del 2 gennaio 1927, per volontà del governo fascista, quando venne istituita la provincia di Viterbo, Civita Castellana passò dalla provincia di Roma a quella di Viterbo.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1999 2004 Massimo Giampieri centrodestra Sindaco
2004 2009 Massimo Giampieri centrodestra Sindaco
2009 2014 Gianluca Angelelli centrosinistra Sindaco
2014 in carica Gianluca Angelelli centrosinistra Sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Dato Istat all'1/1/2010
  3. ^ (Annotazione nel suo Italienische Reise del 27 ottobre 1786 quando il poeta tedesco era arrivato a Civita Castellana, ultima sosta prima del suo approdo definitivo a Roma.
  4. ^ Il portico è stato in parte realizzato da Jacopo di Lorenzo di Cosma, mentre a Lorenzo di Cosma si deve il portale
  5. ^ Mozart suonò l'organo del Duomo, come ricorda una lapide apposta al muro
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 2, Roma, A.C.I., 1985, p. 19.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN244559770
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