Villa di Livia

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Villa di Livia
Rom-Villa-Livia.jpg
Pittura di giardino dalla villa di Livia
Civiltà romana
Utilizzo alto Impero romano
Stile arte augustea
Epoca I secolo d.C.
Localizzazione
Stato Italia Italia
Comune Prima Porta
Scavi
Data scoperta 1863
Amministrazione
Visitabile

La villa di Livia o villa di Primaporta è un sito archeologico di Roma, che corrisponde all'antica villa di Livia Drusilla, moglie dell'imperatore Augusto. Qui, tra gli importantissimi ritrovamenti, fu rinvenuta anche la celebre statua di Augusto loricato.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

(LA)

« Sunt et circa Divum Augustum eventa eius digna memoratu. namque Liviae Drusillae, quae postea Augusta matrimonii nomen accepit, cum pacta esset illa Caesari, gallinam conspicui candoris sedenti aquila ex alto abiecit in gremium inlaesam, intrepideque miranti accessit miraculum. quoniam teneret in rostro laureum ramum onustum suis bacis, conservari alitem et subolem iussere haruspices ramumque eum seri ac rite custodiri:

quod factum est in villa Caesarum fluvio Tiberi inposita iuxta nonum lapidem Flaminiae viae, quae ob id vocatur Ad Gallinas, mireque silva provenit. ex ea triumphans postea Caesar laurum in manu tenuit coronamque capite gessit, ac deinde imperatores Caesares cuncti. traditusque mos est ramos quos tenuerunt serendi, et durant silvae nominibus suis discretae, fortassis ideo mutatis triumphalibus. »

(IT)

« Ci sono anche intorno al Divo Augusto eventi degni di essere ricordati. Infatti a Livia Drusilla, che in seguito al matrimonio prese il nome di Augusta, quando ebbe fissato le nozze con Cesare, un'aquila, mentre era seduta, le fece cadere in grembo, illesa, una gallina di un candore straordinario, e coraggiosamente meravigliata si accostò al miracolo. ...

il che fu fatto nella villa dei Cesari presso il fiume Tevere al nono miliario della via Flaminia, che per questo fu chiamata ad Gallinas.... »

(Plinio, Naturalis historia, XV, 136-137)

La villa è citata da Plinio[1], Svetonio[2] e Cassio Dione. In particolare esiste anche una leggenda poetica circa la sua fondazione, secondo la quale un'aquila avrebbe fatto cadere sul ventre di Livia una gallina con un rametto di alloro nel becco. Consigliata dagli aruspici ella allevò la prole del volatile e piantò il rametto generando un bosco, dal quale gli imperatori coglievano i ramoscelli da tenere in mano durante le battaglie. Per via della leggenda la villa veniva anche detta ad gallinas albas. La villa, secondo Plinio, era situata al IX miglio della via Flaminia.

Scavi[modifica | modifica wikitesto]

La statua di Augusto loricato

I primi scavi del sito risalgono al 1863-1864, quando venne scoperta la statua di Augusto di Prima Porta, oggi ai Musei Vaticani e alcuni ambienti sotterranei, come il famoso ipogeo con affreschi di giardino. Nel 1944 un ordigno danneggiò la sala sotterranea, usata anche dai militari come bivacco. Nel dopoguerra si decise di staccare le preziose pitture (1951), che vennero trasferite nel Museo Nazionale Romano dove si trovano tutt'oggi.

Solo nel 1973 la villa venne espropriata ai privati proprietari, creando un parco pubblico, e nel 1982 si è iniziato il restauro delle strutture superstiti. Di recente gli affreschi, maggior motivo di attrazione del sito, sono stati riprodotti in fedeli pannelli posti sul sito originario.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Naturalis historia, XV, 136-137.
  2. ^ Galba 1.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gaetano Messineo, Ad gallinas albas - Villa di Livia, Roma, L'Erma di Bretschneider, 2001, ISBN 978-88-8265-167-1.
  • Gaetano Messineo e Carmelo Calci, La villa di Livia a Prima Porta, Roma, 1984.
  • Salvatore Settis, La villa di Livia. Le pareti ingannevoli, Roma, Mondadori Electa, 2008, ISBN 978-88-370-6204-0.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Coordinate: 42°00′08.04″N 12°29′37.04″E / 42.002233°N 12.493622°E42.002233; 12.493622

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