Briseide

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Briseide
Briseis Phoinix Louvre G152.jpg
Briseide e Fenice, opera del Pittore di Brygos. Tondo di una coppa attica a figure rosse, 490 a.C. circa, da Vulci, Parigi, Louvre.
SagaCiclo Troiano
Nome orig.Βρισηίς
SessoFemmina
ProfessioneSacerdotessa di Apollo

Briseide (in greco antico: Βρισηίς, Brisēís; in latino: Briseis) è il patronimico usato da Omero nell'Iliade per Ippodamia, nativa di Lirnesso, figlia di Briseo, sacerdotessa troiana di Apollo.

(LA)

«Tot noctibus absum
nec repetor. Cessas iraque lenta tua est.»

(IT)

«Sono lontana da tante notti
e tu non mi reclami; indugi e la tua ira è lenta.»

(Commento di Briseide ad Achille. Ovidio, Heroides, III, versi 21-22.)

Il mito[modifica | modifica wikitesto]

Briseide fu una principessa di Lirnesso, figlia di Briseo, un sacerdote di Apollo. Sposò Minete, re di Cilicia e fratello di Epistrofo.

Durante la guerra di Troia, Achille nella presa di Lirnesso, città alleata di Troia, si riservò Briseide nella divisione del bottino. La prese come schiava e amante, dopo averle ucciso il marito, Minete. L'eroe l‘amò con tenerezza e ne fu corrisposto[1].

A sua volta Agamennone catturò Criseide, figlia di Crise, un sacerdote di Apollo, ma quando il dio scatenò una pestilenza sul campo degli Achei i capi greci lo costrinsero a rendere Criseide.
Agamennone accettò, ma volle in cambio Briseide.

Lo scambio provocò l'ira furibonda (l'ira funesta) di Achille, che abbandonò gli scontri. Agamennone tentò di restituire la schiava, insieme a del denaro, ma Achille non volle sentire ragioni e persistette in tale risoluzione nel corso di un anno intero, qualunque si fossero i progressi fatti dai Troiani in battaglia e la soddisfazione offertagli da Agamennone. Allorché questo gli restituì la sua Briseide carica dl ricchi doni, Achille si rifiutò di riceverla, benché Agamennone avesse assicurato con giuramento di averla rispettata[1].

Briseide diede a Agamennone un figlio, che fu chiamato Aleso.

In letteratura[modifica | modifica wikitesto]

  • La disputa tra Achille e Agamennone per Briseide è narrata nell'Iliade di Omero
  • Nelle Eroidi di Ovidio, Briseide scrive una lettera ad Achille

Nell'arte[modifica | modifica wikitesto]

Canova:Briseide consegnata da Achille agli araldi di Agamennone

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b F. S. Villarosa, Dizionario mitologico-storico-poetico, vol. I, Napoli, Tipografia Nicola Vanspandoch e C., 1841, p. 63.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie
Traduzione delle fonti primarie
  • Rosa Calzecchi Onesti, Omero. Iliade, seconda edizione, Torino, Einaudi, 1990, ISBN 978-88-06-17694-5. Traduzione di Rosa Calzecchi Onesti.
  • Vincenzo Monti, Iliade di Omero, nona edizione, Aroldo Mondadori, 2007, ISBN 978-88-04-53902-5. Traduzione di Manara Valgimigli e Carlo Muscetta
  • Apollodoro, Biblioteca, Milano, Mondadori, 1998, ISBN 88-04-55637-4. Traduzione di Marina Cavalli
  • Igino, Miti, Milano, Adelphi Edizioni, 2000, ISBN 88-459-1575-1. Traduzione di Giulio Guidorizzi
  • Emanuela Salvadori, Ovidio, Heroidi, Milano, Garzanti, 2006, ISBN 88-11-36740-9.
Fonti secondarie
  • Robert Graves, I miti greci, Milano, Longanesi, ISBN 88-304-0923-5.
  • Pierre Grimal, Dizionario di mitologia, Parigi, Garzanti, 2005, ISBN 88-11-50482-1. Traduzione di Pier Antonio Borgheggiani.
  • Anna Ferrari, Dizionario di mitologia, Litopres, UTET, 2006, ISBN 88-02-07481-X.
  • Angela Cerinotti, Miti dell'antica Grecia e di Roma Antica, Verona, Demetra, 1998, ISBN 978-88-440-0721-8.
  • Gaetana Miglioli, Romanzo della mitologia dalla A alla Z, Firenze, G. D'Anna, 2007, ISBN 88-8104-731-4.

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