Longanesi

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Longanesi & C.
Stato Italia Italia
Tipo Casa editrice
Fondazione 1946 a Milano
Fondata da Leo Longanesi e
Giovanni Monti
Sede principale Milano
Gruppo GeMS
(Gruppo editoriale Mauri Spagnol)
Settore Editoria
Prodotti Libri
Sito web http://www.longanesi.it

La casa editrice Longanesi & C. è stata fondata a Milano il 1º febbraio 1946 da Leo Longanesi in società con l'industriale Giovanni Monti[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fondazione[modifica | modifica wikitesto]

Fin dal 1943/44 Giovanni Monti era intenzionato ad entrare nel mercato dell'editoria. Si era rivolto inizialmente allo scrittore Elio Vittorini[2]. Vittorini acquistò, sfruttando una svendita d'occasione, un cospicuo quantitativo di carta color paglierino e iniziò a stendere un primo programma editoriale, con una lista di autori. Ma l'impostazione progressista dello scrittore non si incontrò con le idee conservatrici dell'industriale. Vittorini si fece da parte.

Monti chiamò Leo Longanesi[3], a quel tempo impegnato a Roma[4]. La trattativa fu breve. Nel gennaio 1946 Longanesi salì a Milano e il 1º febbraio fu fondata la casa editrice.

Direzione Longanesi[modifica | modifica wikitesto]

Il capitale iniziale investito da Monti ammontava a un milione di lire. La società trovò sede in via Borghetto, 5. Personale: Leo Longanesi (direttore editoriale), una segretaria e un responsabile vendite di ventidue anni, Bruno Licitra[5]. La carta color paglierino, lasciata da Vittorini, fu utilizzata. Portò fortuna alla nuova casa editrice, divenendo il "marchio di fabbrica" della produzione longanesiana.

Alcuni degli allievi che nell'anteguerra avevano lavorato per Leo Longanesi nel settimanale Omnibus si prestarono a collaborare con la nuova casa editrice nella veste di consulenti: da Montanelli a Cecchi, da Pellizzi a Furst, da Moravia a Giovanni Ansaldo. Quest'ultimo fu il principale collaboratore di Longanesi ne Il Libraio, il raffinato bollettino di informazioni della casa editrice.

Longanesi incarnò una nuova dimensione dell'editore: l'«editore protagonista», una figura che era insieme amministratore, cacciatore di talenti, uomo di pubbliche relazioni, direttore artistico e revisore di bozze.

Il primo successo di vendite arrivò subito, nel 1947 con Tempo di uccidere di Ennio Flaiano. Longanesi consigliò poi a Flaiano di promuovere se stesso e il libro in vista della stagione dei premi. Tempo di uccidere vinse la prima edizione del Premio Strega.
Un altro successo di vendite fu, l'anno seguente, l'opera prima di Giuseppe Berto, Il cielo è rosso e l'opera autobiografica Ho scelto la libertà di Victor Kravchenko.

Dopo Longanesi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1956 Longanesi lasciò la casa editrice da lui fondata a causa dei problemi incontrati dalla rivista Il Borghese. Longanesi aveva infatti condotto campagne taglienti e sferzanti, soprattutto contro i centri del nuovo potere partitico nato nel dopoguerra[6]. Monti non era direttamente impegnato nel Borghese (la rivista era in comproprietà al 50% di Longanesi e Rizzoli), ma iniziò a ritenerlo troppo pericoloso rispetto ai propri interessi. Così mise Longanesi di fronte a un'alternativa: o Il Borghese o lui.

Dopo l'abbandono di Longanesi, Monti affidò la direzione della casa editrice al figlio cadetto, lo scrittore Mario Monti.

Nel 1977 la casa editrice fu rilevata dalle Messaggerie Italiane, che alla fine del 1979 ne affidarono la direzione all'editore Mario Spagnol (1930 - 1999).

Dalla morte di Spagnol (1999) la carica di direttore editoriale è stata assunta prima da Luigi Brioschi e in seguito (a partire dal 2011) a Giuseppe Strazzeri, attuale direttore editoriale.

I Premi Nobel[modifica | modifica wikitesto]

Nel frattempo, nel 1978 era arrivato un successo di grandissimo prestigio con l’assegnazione del Premio Nobel per la letteratura a Isaac B. Singer, grande amico personale dell’editore Mario Monti.

Anche alla gestione di Mario Spagnol è poi arriso il brillante successo di un Premio Nobel per la letteratura, quello assegnato nel 1983 a William Golding.

Gli autori[modifica | modifica wikitesto]

La Longanesi pubblicò il primo racconto di Ernest Hemingway in Italia e lanciò alcuni scrittori italiani come Vitaliano Brancati, Ennio Flaiano, Dino Buzzati, Goffredo Parise, Giuseppe Berto. Pubblicò, tra le altre, opere di Giuseppe Prezzolini, Giovanni Spadolini e Indro Montanelli.

Tra gli autori stranieri nel catalogo Longanesi si segnalano (in ordine alfabetico): Susanna Clarke, Bernard Cornwell, Clive Cussler, Michael Ende, Jostein Gaarder, Elizabeth George, Arthur Golden, William Golding, Denis Guedj, Torben Guldberg, Chang Jung, Patrick O'Brian, James Patterson, Iain Pears, Bertrand Russell, Vikram Seth, Graeme Simsion, Isaac B. Singer, Wilbur Smith, Patrick Süskind, Marion Zimmer Bradley.

Tra gli italiani fanno stabilmente parte del catalogo (in ordine alfabetico): Mario Biondi, Marco Buticchi, Alfio Caruso, Matteo Collura, Giuseppe Conte, Alessia Gazzola, Francesca Marciano, Marta Morazzoni, Piergiorgio Odifreddi, Piero Ottone, Luca Ricolfi, Sergio Romano, Tiziano Terzani, Federico Zeri.

Il palmarès in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Premio Strega

Premio Campiello

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Di origine piemontese, Giovanni Monti era titolare della ditta milanese «Monti e Martini», una fabbrica chimica con 3.000 operai.
  2. ^ Monti era il cognato di Vittorini.
  3. ^ Su chi fece il nome di Longanesi a Monti, le fonti sono discordanti.
  4. ^ Longanesi dirigeva il settimanale Sette, edito da De Fonseca.
  5. ^ Avviato a una brillante carriera, divenne amministratore delegato della società.
  6. ^ Il termine partitocrazia si affermò successivamente.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]