Vulci

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Parco naturalistico e archeologico di Vulci
Vulci Ruins.JPG
Il decumano di Vulci.
Localizzazione
Stato Italia Italia
Comune Canino e Montalto di Castro
Dimensioni
Superficie n.d.
Amministrazione
Ente Soprintendenza per i Beni archeologici dell'Etruria Meridionale
Responsabile Alfonsina Russo
Visitabile
(tel. 0766870179)
Sito web archeologialazio.beniculturali.it
Mappa di localizzazione

Vulci è un'antica città etrusca nel territorio di Canino e di Montalto di Castro, in provincia di Viterbo, nella Maremma laziale. Sorta su un pianoro di circa 120 ha e lambita dal fiume Fiora, fu una delle più grandi città-stato dell'Etruria, con un forte sviluppo marinaro e commerciale. Grazie all'importante emporio commerciale di Regisvilla affluirono dalla Grecia e dalle regioni orientali del Mediterraneo splendidi oggetti che le ricerche archeologiche, susseguitesi nel corso di oltre due secoli, hanno permesso di riportare alla luce. Questi materiali attualmente sono il vanto dei più importanti musei del mondo.

Le necropoli che circondano la città sono situate nelle località di Poggio Maremma, Cavalupo, Ponte Rotto, Polledrara, Osteria, Campo Maggio e Camposcala. Vi si trovano migliaia di tombe, con forme e tipologie diverse. Tra le più note sono il grandioso tumulo della Cuccumella (alto 18 metri e con un diametro di 70 metri), la Cuccumelletta, la tomba François, quelle dei Tori, delle Iscrizioni e dei Due Ingressi. Recentemente nella necropoli dell' Osteria è stata riportata alla luce e resa fruibile dopo un lungo restauro, l'imponente Tomba della Sfinge.

Oltre a queste testimonianze che testimoniano della grande importanza che ebbe Vulci in epoca etrusca, nell'area compresa nel Parco Naturalistico ed Archeologico sono presenti altri monumenti assai suggestivi fra cui il maestoso ponte del Diavolo (III sec. a.C.) che con i suoi oltre 20 metri di altezza domina il fiume Fiora di fronte al castello medievale dell'Abbadia (XII sec.).

Castello di Vulci[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Castello dell'Abbadia.

Il castello di Vulci venne edificato a ridosso del ponte del Diavolo ardita costruzione realizzata dai romani su una analoga struttura risalente ad epoca etrusca. In origine questo ponte rimasto in uso sino agli inizi degli anni '60 del secolo scorso, oltre a permettere di superare il fiume Fiora, sorreggeva un acquedotto con il quale veniva condotta acqua alla città di Vulci. Il castello costruito nel corso del XII secolo dai monaci cistercensi a difesa del ponte, fu impostato sui resti di un'antica abbazia realizzata nel IX sec. e dedicata a san Mamiliano che era stata fortemente danneggiata dalle incursioni dei saraceni. Il maniero divenne dal XIII sec. un importante centro di assistenza ed accoglienza per i pellegrini ed ospitò anche i templari.

Nel XVI sec. passò nelle proprietà di Alessandro Farnese, il futuro papa Paolo III, che vi operò alcuni interventi. Successivamente divenne una dogana dello Stato Pontificio, in quanto situato ai confini con il Granducato di Toscana. Passò poi ai Bonaparte, nel 1859 ai Torlonia e infine fu acquistato dallo Stato Italiano.

Il museo[modifica | modifica wikitesto]

Museo archeologico nazionale di Vulci
Canino castello vulci.jpg
Il Castello dell'Abbadia e il "ponte del diavolo"
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Canino
Indirizzo Castello dell'Abbadia, Loc. Vulci
Caratteristiche
Tipo Museo archeologico
Sito web

Coordinate: 42°25′08″N 11°37′54″E / 42.418889°N 11.631667°E42.418889; 11.631667

Il Museo archeologico si trova nel Castello dell'Abbadia. Al suo interno sono esposti oggetti provenienti dagli scavi delle Necropoli e dalle ricerche che nell'ultimo ventennio sono state condotte nell'area urbana della Città.

Mitreo[modifica | modifica wikitesto]

Il Mitreo di Vulci è addossato alla domus del Critoportico imponente edificio risalente alla fine del II sec. a.C.; il Mitreo, distrutto verso la fine del IV sec. d.C. era composto da due ambienti: un'anticamera ed un luogo di culto, ove sono stati rinvenuti oggetti votivi di particolare interesse. La statua attualmente esposta all'interno del luogo di culto, costituisce una copia mentre l'originale è conservato nel Museo del Castello dell'Abbadia.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Anna Maria Moretti Sgubini, Vulci, in: Bibliografia Topografica della Colonizzazione greca in Italia e nelle isole tirreniche, XXI, 2012, pp. 1082-1154.

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