Aleso (mitologia greca)

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Nella mitologia greca, Aleso o Alisco è figlio di Briseide e di Agamennone.

Il mito[modifica | modifica wikitesto]

Agamennone fuori dal matrimonio ebbe numerose amanti e figli, fra cui tale Aleso.

Clitennestra ed Egisto organizzarono una strage nel palazzo dove il ragazzo risiedeva appena Agamennone ritornò dalla lunga guerra di Troia ma Aleso fu uno dei pochi a scampare alla morte.

Fuggito, si recò in Italia dove fondò la città di Falerii; partecipò alla guerra di Enea contro i Latini, venuto in Italia per fondare una nuova terra in quel luogo, schierandosi dalla parte di questi ultimi. Durante gli scontri egli, alleato di Turno, uccise abbastanza guerrieri nemici (Ladone, Ferete e Demodoco; Toante colpito da un masso al volto e per finire Strimonio) venendo poi ucciso da Pallante, che intendeva vendicare tutti i compagni uccisi dall'eroe; quando Pallante scagliò l'asta contro uno dei Latini, Aleso gli fece scudo parandoglisi davanti, e fu così che venne colpito dalla lancia del nemico in pieno petto.

Pareri secondari[modifica | modifica wikitesto]

Aleso fu anche il nome di uno dei lapiti, famosi per la loro guerra contro i centauri.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

  • Pausania, Perigesi della Grecia, Libro II 16, 5
  • Omero, Odissea XI 400 e 442
  • Ovidio, Ars amatoria Libro III 13,31

Moderna[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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