Biblioteca (Pseudo-Apollodoro)

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Biblioteca
Titolo originaleΒιβλιοθήκη
Altri titoliBiblioteca di Apollodoro
Bibliotheke des Apollodor.JPG
Frontespizio della Biblioteca, da un'edizione del 1805
AutorePseudo-Apollodoro
1ª ed. originaleII secolo d.C. circa
Genereraccolta
Sottogeneremitografia
Lingua originale greco antico

La Biblioteca è un antico manuale di mitografia, suddiviso in tre libri, che contiene un'ampia raccolta di leggende tradizionali appartenenti alla mitologia greca e all'epica eroica.

Attribuito inizialmente ad Apollodoro di Atene, attualmente il suo autore è convenzionalmente indicato con il nome di Pseudo-Apollodoro.

Autore e datazione[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni dei manoscritti dell'opera riportano come autore un certo Apollodoro[1], erroneamente identificato con Apollodoro di Atene (nato circa nel 180 a.C.), un allievo di Aristarco di Samotracia, principalmente perché si sa - da riferimenti presenti in alcuni scolii - che Apollodoro di Atene scrisse un compendio mitografico-religioso, Sugli dei[2], i cui frammenti, tuttavia, sono caratterizzati da un'indagine erudito-etimologica non presente nel nostro testo.

Il nostro testo, invece, cita un autore romano, Castore di Rodi, che fu contemporaneo di Cicerone e visse, quindi, nel I secolo a.C., dopo l'epoca dell'erudito ateniese. L'attribuzione errata risulta già all'epoca del Patriarca Fozio[3] e si perpetuò anche nel resto del Medioevo bizantino, fino almeno ad Eustazio di Tessalonica e Giovanni Tzetzes.

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Sfortunatamente la Biblioteca, che forse originariamente si componeva di quattro libri, non è giunta completa fino a noi: parte del terzo libro e tutto il quarto sono andati perduti.

Il libro I si apre con la Teogonia, partendo da Urano e Gea per arrivare alla nascita e vittoria di Zeus su Crono, cui segue la Titanomachia e la spartizione dell'universo tra i fratelli Zeus, Poseidone e Ade. L'autore procede, poi, a delineare prerogative e miti legati agli dei dell'Olimpo, tra i quali spiccano Apollo e Artemide e Demetra, con sua figlia Persefone. Segue la Gigantomachia e il mito di Prometeo e del diluvio di Deucalione. Dopo il diluvio, l'autore delinea i miti delle singole stirpi, iniziando da quella di Eolo, per concentrarsi su Eneo e i suoi figli Meleagro e Tideo, spostandosi, poi, agli altri Eolidiː Melampo, Admeto, Pelia, che gli consente di trattare estesamente degli Argonauti.

Il Libro II tratta degli Atlantidi, partendo da Io e le Danaidi, per poi trattare di Preto e Bellerofonte e concentrarsi sui due semidei più importanti di questa stirpe, ossia Perseo e il suo discendente Eracle, le cui imprese vengono trattate in modo approfondito, continuando fino ai suoi discendenti, gli Eraclidi.

Nel terzo libro si esaminano i discendenti di Europa (Minosse e i suoi figli) e di Cadmo, con le vicende legate a Dioniso, per poi concentrarsi sui Labdacidi, con le storie di Edipo, dei Sette contro Tebe e degli Epigoni. L'autore si occupa, poi, di Licaone e Callisto, di Auge e delle Pleiadi, spingendosi a trattare di Leda, di sua figlia Elena e dei Dioscuri. L'occasione relativa ad Elena gli consente di trattare dei miti troiani e di Peleo e Teti, giungendo alle soglie della guerra di Troia. Infine, si tratta dei miti legati all'Attica, culminanti con Teseo, con le cui prime imprese[4] la Biblioteca si interrompe bruscamente.

La parte restante, che forse componeva un quarto libro, è ricostruibile da un'epitome realizzata sulla base dell'opera completa, che permette di ricostruire in parte i contenuti delle parti non pervenute. I 7 capitoli in cui è stata divisa l'epitome dagli editori comprendono il resto delle imprese di Teseo e i miti legati ai Pelopidi[5], dopo i quali, per 5 capitoli, si trattano i miti omerici, partendo dagli antehomerica per poi riassumere l'Iliade, continuando con i posthomerica, i nostoi e, infine, il ritorno e la morte di Odisseo, con cui si chiude l'età degli eroi.

Importanza[modifica | modifica wikitesto]

Unica opera di questo tipo a essere giunta fino a noi dall'antichità classica, la Biblioteca è una guida fondamentale allo studio della mitologia greca, che essa tratta a partire dalle leggende sull'origine dell'universo fino alle vicende della guerra di Troia.

Fonte primaria per la mitologia greca, la Biblioteca è, quindi, un'opera indispensabile per chiunque sia interessato alla mitologia classica, considerando sia la sua particolarità di compendio completo, sia gli spunti che fornisce per comprendere come gli stessi antichi Greci guardassero alla loro tradizione mitica.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ A. Diller, Studies in Greek Manuscript Tradition, Amsterdam 1983, pp. 199 ss.
  2. ^ FGrHist 244, FF 88-207.
  3. ^ Biblioteca, cod. 186, p. 142 ab.
  4. ^ A III 16.
  5. ^ Capp. 1-2.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Apollodoro, I miti greci, a cura di Paolo Scarpi, Traduzione di Maria Grazia Ciani,. Milano, Mondadori/Fondazione Lorenzo Valla. 2008.

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