Collevecchio

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Collevecchio
comune
Collevecchio – Stemma Collevecchio – Bandiera
Collevecchio – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneLazio Coat of Arms.svg Lazio
ProvinciaProvincia di Rieti-Stemma.png Rieti
Amministrazione
SindacoFederico Vittori (lista civica) dal 25/05/2014
Territorio
Coordinate42°20′N 12°33′E / 42.333333°N 12.55°E42.333333; 12.55 (Collevecchio)Coordinate: 42°20′N 12°33′E / 42.333333°N 12.55°E42.333333; 12.55 (Collevecchio)
Altitudine245 m s.l.m.
Superficie26,95 km²
Abitanti1 555[1] (30-6-2017)
Densità57,7 ab./km²
FrazioniCicignano, Poggio Sommavilla
Comuni confinantiCivita Castellana (VT), Magliano Sabina, Montebuono, Ponzano Romano (RM), Stimigliano, Tarano
Altre informazioni
Cod. postale02042
Prefisso0765
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT057021
Cod. catastaleC876
TargaRI
Cl. sismicazona 2B (sismicità media)
Nome abitanticollevecchiani
Patronosant'Andrea Apostolo
Giorno festivo30 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Collevecchio
Collevecchio
Collevecchio – Mappa
Posizione del comune di Collevecchio nella provincia di Rieti
Sito istituzionale

Collevecchio (Colevecchiu in dialetto locale) è un comune italiano di 1.555 abitanti in provincia di Rieti, nel Lazio.

«Io so de montebonu e so statu carceratu a colevecchiu, ove risiede tutta a sabbina, mancu u diavulu avrebbe pensatu, drendo 'na pagnotta a mette 'na lima. Povera lima mia quandu ha limatu! lima e rilima du duru ferru fece farina»

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Collevecchio si trova sui terrazzi fluviali della Valle del Tevere, tra l'area della Città metropolitana di Roma a sud, e la regione Umbria a nord.

Collevecchio

Acque[modifica | modifica wikitesto]

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Classificazione climatica: zona D, 1899 GR/G

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le prime conferme di aggregazioni di popolazioni nell'odierno comune di Collevecchio risalgono al paleolitico, forse di origine Indoeuropea frequentavano la parte di confluenza tra i corsi d'acqua, Aia (Imella), Treja e il Tevere ed i terrazzi fluviali, dove il tufo, nell'attuale zona di Grappignano, forma pianori e rupi.

Nell'età del bronzo si intensificano insediamenti nei costoni e nei pianori sopra la fascia che sovrasta la valle del Tevere, si consolida una costante attività di scambio con le popolazioni dell'opposta sponda del fiume i Falisci gli Etruschi e i Capenati.

Nell'età del ferro nella zona di Poggio Sommavilla si insediano nuclei sparsi di capanne intervallate ad ampi spazi destinati alla coltivazione, nei pianori dei terrazzi fluviali che sovrastavano la valle del torrente Aia (Imella) e quella del Tevere.

Borgo di Poggio Sommavilla, abitato arcaico delle tribù del Tevere IV - VII a.c.

Nel periodo arcaico si occupa il pianoro di cima ed il pendio del colle, dove attualmente sorge il borgo di Poggio Sommavilla, in questa fase si verifica l'abbandono delle aree insediative alla base con la loro destinazione ad usi funerari. Il complesso dell'insediamento, (di cui ancora non si conosce il nome) interessava 25/30 ha, uno dei più grandi dell'età arcaica orientalizzante della Valle del Tevere.

Nel periodo in cui l'espansione di Roma Repubblicana, arriva a conquistare i Pagus nella valle del Tevere, si genera una nuova organizzazione sociale ed urbana del territorio. Nelle parti più alte, nascono strutture abitative più complesse le villae, residenze estive dei patrizi, con abitazioni organizzate all'attività produttiva pars rustica che comprendeva un fondo generalmente in relazione agli schiavi posseduti. La distribuzione delle terre meno fertili veniva assegnata alla popolazione locale.

Nella Valle dell'Aia(Imella), nei pressi della chiesa chiamata oggi Madonna del Piano, si suppone ci sia stata la presenza di un forum trasformato in castrum, Mozzano, si nota ancora oggi una costruzione con una torre "Mozza" che probabilmente derivava da un insediamento a pianta militare romana.

La Cristianizzazione e le sistematiche invasioni dei popoli nordici accelerano il crollo dell'Impero romano, si verifica il fenomeno dell'incastellamento con la riutilizzazione dei siti romani esistenti, inizia il medioevo.

Nel territorio odierno del comune di Collevecchio erano presenti alcuni agglomerati urbani tra cui il Fundu Antiquus sembra comprendesse la zona Mozzano (loc Madonna del piano), con il casale de antiquo e la chiesa di San Valentino (ipotesi, presumono sia stata eretta da Galla tra 523 e il 535 nella zona detta massa cornicle Septiminiana e si suppone che fu cattedrale della diocesi sabina fino al 756 quando fu donata all'Abbazia di Farfa), Fundu Usianus (Sant' Anatolia), Casalia (Casaglia), Cicinianus (Cicignano), Fundu Carpinianu (Grappigano), Thoccie (Toccia), Cuphi (colle delle palme, Poggio Sommavilla).

Dopo la sottomissione ai longobardi, nel 570 venne aggregato al ducato di Spoleto. Si afferma il sistema sociale del feudalesimo.

Papa Innocenzo IV con il breve del 10 dicembre 1253 autorizza i Mozzanesi a trasferirsi a Castrum Vetulum, l'attuale centro storico di Collevecchio.

Collevecchio

Nel luglio 1283 fu occupato dal Comune di Narni e nel giugno venne ratificato un accordo in cui l'amministrazione giuridica passava sotto il controllo dei narnesi i quali potevano costruire una rocca con palazzo e torre, oggi possiamo identificarla con il palazzo Cerbelli ed il complesso di strutture che costituiscono il rione Martavello. Collevecchio contava circa 700 abitanti e 126 focolari.

Nella metà del Trecento Collevecchio ritorna nella sovranità della curia; in quel periodo il rettore risiedeva nella provincia del Patrimonio di San Pietro in Tuscia a Toscanella e il vice rettore risiedeva a Tarano.

Nel 1368 fu infeudato dagli Orsini.

L'umanesimo segna un'importante rinascita culturale e sociale, grazie alle relazioni con l'allora Firenze dei Medici e alla presenza di personaggi come Blosio Palladio, si determinarono le condizioni per cui Collevecchio diventò uno dei centri principali della Sabina.

Tra il 1605-1621 papa Paolo V lo scelse come sede del governatorato apostolico della provincia della Sabina con il tribunale le carceri e la cancelleria. Un'epigrafe posta sulla facciata del palazzo ne da testimonianza:

  • PAULUS V P.MAX/PROVINC.SAB IN GUBERN. ERETICA/JO ANT. MAXIMO V.S.R. PRAEFECTUS / FORUM APTAN. CARCERES/COSTRUEND. MANDAVIT/A. D. MDCV
  • Paolo V Pont. Mass/ dopo la costruzione della provincia sabina, ordinò al governatore Giovanni Antonio Massimo di organizzare le carceri e il tribunale. Nell'anno del signore 1605.

Con la costituzione della provincia l'amministrazione civile e penale fu sottoposta al controllo delle istituzione della curia, nelle località baronali i feudatari potevano organizzare autonomamente l'amministrazione pur sempre con il diritto di controllo della Chiesa. Per i reati più gravi il governatore si limitava all'istruzione della causa che veniva decisa dal tribunale della Sacra Consulta di Roma, le condanne poi venivano eseguite attraverso gli uffici governatoriali.

Una lapide in via Menichini ricorda l'esecuzione di:

  • FRANCESCO CECCANI DETTO MOSCANTE PERE OMICIDIO IN PERSONA DEL VICEPODESTA' E FERITE AL Balivo DA/DELLA TERRA (il bargello capo dei birri) IN ODIO DI GIUSTIZIA ANO 1753.
Lapide in via Menichini, ricorda una esecuzione anno 1753

Nell'ultimo periodo del governatorato, si ha la presenza del famoso boia dello Stato Pontificio, Giambattista Bugatti detto Mastro Titta che nelle sue memorie ricorda:

  • 51 Felice Rovina, «impiccato» in Collevecchio li 7 luglio 1802, per avere strozzato un eremita che aveva drogato e poi stuprato la sua promessa sposa.
  • 181 Gioacchino de Simoni, «mazzola e squarto» in Collevecchio li 27 maggio 1816, per omicidio barbaro in persona della moglie.
  • 356 Vincenzo Orlandi di Collevecchio, anni 47, per omicidio, ed altri delitti 1841.

Una leggenda narra che un detenuto nelle carceri di Collevecchio evase con dei ceppi legati ai piedi da catene, questi arrivò a Cottanello dove vicino all'eremo di San Cataldo i ceppi miracolosamente si aprirono. Collevecchio risulta fosse retto da un consiglio di circa trenta membri, più il sindaco e due massari.

Nel periodo della restaurazione post-imperiale Napoleonica, 1816, il comune di Collevecchio, contava 475 abitanti e fu incluso nel distretto di Poggio Mirteto dove venne trasferita la sede del governatorato apostolico. Nel novembre del 1817, il cardinale Ercole Consalvi fu incaricato di definire il nuovo assetto istituzionale dei territori dello stato pontificio, Collevecchio divenne appodiato di Montebuono, per tornare poi autonomo, con appodiati Cicignano, Poggio Sommavilla, S. Polo e Foglia (oggi frazione di Magliano Sabina), dipendente dal governatorato di Calvi dell'Umbria.

Durante il Risorgimento, l'insurrezione popolare del 1848 costrinse Papa Pio IX alla fuga da Roma e al disfacimento dello Stato Pontificio, di cui il territorio del comune di Collevecchio faceva parte. Il 29 gennaio 1849 Garibaldi giunse a Rieti da Macerata, con un reparto di 500 Garibaldini a difesa dell'Assemblea Costituente della Repubblica Romana e dei territori liberati dalla monarchia assoluta ecclesiastica. Tra le file dei volontari Garibaldini si arruolarono anche abitanti del comune di Collevecchio e dei paesi circostanti.[2]

Nel 1853 gli abitanti erano 919, dei quali 171 vivevano in campagna, le famiglie erano 191, 172 le case. Nel centro storico erano presenti un macello, due caffè, alcune osterie, una pizzicheria, una bottega di spiriti, una di cordaggi, altre due di ferri lavorati, una di merci diverse, due tinozzai, dei sarti, degli ebanisti, un muratore, un notaio, un medico, un chirurgo, la farmacia e la mola per il grano.

In seguito al plebiscito tenutosi il 4 novembre del 1860, il territorio del comune di Collevecchio divenne parte del Regno d'Italia, inserito nella provincia di Perugia; nel 1927 passò alla nuova provincia di Rieti.

Durante la seconda guerra mondiale, subito dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 si uniformarono i movimenti di Resistenza che si opponevano al nazifascismo, dando l'avvio alla guerra di liberazione italiana.

Bombardamento della RAF lungo la viabilità antica a Grappignano

Nella Valle del Tevere, nel territorio dei Comuni di Magliano Sabino, Collevecchio, Cantalupo, Stimigliano, Casperia e Calvi dell'Umbria, si costituisce la formazione partigiana denominata Banda d'Ercole, articolata in tre distaccamenti e con un Comando collegiale unificato a Monte Cosce. È collegata al Fronte Militare Clandestino. Il Comandante militare della Banda d'Ercole è il Tenente Carlo Baldassarri. Nell'area è stata operativa anche la formazione partigiana Brigata Garibaldina Antonio Gramsci con azioni rivolte verso l'Umbria. Nel gennaio 1944 le formazioni partigiane operanti a Nord di Roma vengono riunite dal CNL in tre Raggruppamenti a carattere regionale: Monte Soratte(Lazio), Gran Sasso(Abruzzo) e Monte Amiata (Toscana meridionale). Le formazioni operanti nella Valle del Tevere vengono annesse al Raggruppamento Monte Soratte. Nel marzo 1944 viene costituito un Comando unificato sul Monte Cosce, coordinato dal Maggiore Aimone Manni.

Nel periodo bellico dal 1940 al 1944 nel comune di Collevecchio vennero internati Ebrei stranieri (D14 - ACS, MI, Dgps, Dagr, Cat. A16 (Stranieri ed ebrei stranieri),b.53, f.63/1: "RIETI") http://www.campifascisti.it/ [3]

Durante la ritirata dal territorio del comune di Collevecchio, l'esercito Nazista, costrinse un contadino insieme alle sue mucche da lavoro, a trasportare materiali bellici al guado del torrente Campana, sulla strada che dalla Costa dei Zoppi giunge a Fianello. Finite le operazioni fu fucilato sul posto insieme ai suoi animali.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Collevecchio

Collevecchio viene nominato più volte nelle Memorie romanzate di Giambattista Bugatti, detto Mastro Titta, boia dello stato Pontificio dal 1796 al 1864 come luogo di esecuzione.[4]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Centro storico di Cicignano.
  • Centro storico di Poggio Sommavilla.
  • Centro storico di Collevecchio.
  • Teatro comunale.
  • Palazzo del tribunale e carceri dello Stato pontificio.
  • Palazzo del Governatore Apostolico della provincia Sabina.
  • Porta romana.
  • Monumento ai caduti.

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

  • Area archeologica di Grappignano.
  • Area archeologica di Poggio Sommavilla, abitato e Necropoli.
  • Area archeologica, Torre romana, chiesa della Madonna del piano con particolare fontanile.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Collevecchio comprende anche due frazioni, Cicignano con una particolare cinta muraria circolare e Poggio Sommavilla di rilevante interesse storico, infatti sorge su un'area archeologica costituita da insediamenti arcaici cemtro di un Pagus Acropoli e necropoli. I reperti trovati sono esposti al Museo nazionale etrusco di Villa Giulia a Roma nei musei civici di Magliano Sabina, Rieti ed al Museo Archeologico Nazionale di Firenze; alcuni sono conservati nel Museum of Fine Arts di Boston[4] e al Ny Carlsberg Glyptotek Museum a Copenaghen[6].

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'economia ruota intorno all'armonioso patrimonio ambientale, dove al fitto bosco si accosta la macchia mediterranea, alla pianura alluvionale le colline d'argilla, alle zone palustri acquitrinose, come le pozze a ridosso dell'ansa del fiume Tevere, le valli sassose, i prati nati su strati di tufo vulcanico, i ruscelli e i fossi. La molteplicità degli ambienti ha favorito la presenza di varie specie animali. Per queste caratteristiche di biodiversità si è sviluppata l'agricoltura, in particolare si coltivano ulivi e vite, l'allevamento ovino e bovino, l'artigianato e la cucina tipica, così che negli ultimi anni sono nate molte strutture che offrono accoglienza turistico-ricettiva. Tale zona è conosciuta ed apprezzata nel mondo per la qualità del suo olio d'oliva elemento cardine della dieta mediterranea, per il prezioso ambiente naturale conservato. Tra le attività economiche più tradizionali, diffuse e rinomate vi sono quelle artigianali, come la lavorazione e l'arte del ferro.[7]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1923 passa dalla provincia di Perugia in Umbria, alla provincia di Roma nel Lazio, e nel 1927, a seguito del riordino delle Circoscrizioni Provinciali stabilito dal regio decreto N°1 del 2 gennaio 1927, quando venne istituita la provincia di Rieti, Collevecchio passa a quella di Rieti.

Primi cittadini (dal 2004)[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2004 2009 Enzo Rossi lista civica Sindaco
2009 2014 Carlo Grappa lista civica Sindaco
2014 in carica Federico vittori lista civica Sindaco

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2017.
  2. ^ Foto satellitare da Google maps.
  3. ^ Foto satellitare da Google maps.
  4. ^ Memorie del Mastro Titta (da Liber Liber).
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ [1][collegamento interrotto]
  7. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 2, Roma, A.C.I., 1985, p. 19.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Umberto Mattei, Storia di Collevecchio sede della diocesi e della provincia di Sabina, 2004.
  • Umberto Mattei, La Sabina tiberina dalla preistoria alla fine dell'impero romano, 2004.
  • Flaminia Verga, Ager Foronovanus I, FORMA ITALIAE, 2006.
  • Paola Santoro, Civiltà arcaica dei Sabini nella valle del Tevere, III. Rilettura critica della necropoli di Poggio Sommavilla, 1977.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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