Oriolo Romano

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Oriolo Romano
comune
Oriolo Romano – Stemma
Oriolo Romano – Veduta
Palazzo Altieri, Piazza Umberto I
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneLazio Coat of Arms.svg Lazio
ProvinciaProvincia di Viterbo-Stemma.png Viterbo
Amministrazione
SindacoEmanuele Rallo (lista civica) dal 05/06/2016
Territorio
Coordinate42°09′N 12°08′E / 42.15°N 12.133333°E42.15; 12.133333 (Oriolo Romano)Coordinate: 42°09′N 12°08′E / 42.15°N 12.133333°E42.15; 12.133333 (Oriolo Romano)
Altitudine420 m s.l.m.
Superficie19,32 km²
Abitanti3 781[1] (31-12-2017)
Densità195,7 ab./km²
Comuni confinantiBassano Romano, Bracciano (RM), Canale Monterano (RM), Manziana (RM), Vejano
Altre informazioni
Cod. postale01010
Prefisso06
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT056041
Cod. catastaleG111
TargaVT
Cl. sismicazona 3B (sismicità bassa)
Cl. climaticazona E, 2 166 GG[2]
Nome abitantioriolesi
Patronosan Giorgio
Giorno festivo23 aprile
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Oriolo Romano
Oriolo Romano
Oriolo Romano – Mappa
Posizione del comune di Oriolo Romano nella provincia di Viterbo
Sito istituzionale

Oriolo Romano è un comune italiano di 3 781 abitanti della provincia di Viterbo; dista dal capoluogo di provincia circa 37 km e dalla capitale circa 56 km. Il comune fa parte della "Associazione dei comuni virtuosi"[3] e dei "Borghi autentici d'Italia"[4]. Per i risultati conseguiti nella gestione e raccolta dei rifiuti il comune dal 2010 è stato riconosciuto da Legambiente come "Comune Riciclone"[5].

Piazza Umberto in una cartolina d'epoca

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale fa parte del Parco Naturale Regionale di Bracciano - Martignano e si estende su una zona collinare ricca di boschi ceduo e d'alto fusto, in particolare castagno, cerro e faggio.

In età romana il territorio era attraversato dalla via Clodia, antica strada che congiungeva il nord dell'Agro romano con la Tuscia, oggi in parte parallela alla Strada statale 493 Via Claudia Braccianese e alla via Cassia.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Testimonianze di presenza e frequentazione del luogo da parte dell'uomo non ancora organizzati in insediamenti stanziali sono presenti già in epoca protostorica risalente al periodo villanoviano-etrusco e romano[6]. Al periodo villanoviano-etrusco appartegono tre tombe in località Campetto, delle pestarole ed una tomba in località Pascolaro[7], mentre sono databili al periodo romano una strada che collega la località Campetto alla Mola del Biscione[8], resti di una cisterna in località Muraccio ed una seconda a Monte Rosano, un colombario in via Aldo Moro[9].

Sulla facciata del palazzo Santacroce, oggi noto come Palazzo Altieri, si leggono alcune parole che possono essere considerate l'atto di nascita del paese: "Giorgio Santacroce quinto signore di Viano, figlio di Onofrio, disboscò la selva di Manziana, e condottovi i coloni nell'anno 1562, rese frequentata la strada Claudia, dotò di mura il castello di Oriolo, edificò la chiesa di San Giorgio (1570), edificò questo palazzo".

Nel 1562 Giorgio Santacroce, ricevuto il feudo in donazione dalla famiglia Orsini, chiamò Oriolo il nuovo insediamento sorto dal disboscamento del 1560. Il signore invitò nelle sue terre contadini e boscaioli, detti "capannari", provenienti soprattutto dalla Toscana e dall'Umbria, da Pistoia e Siena in particolare. Concesse enfiteusi e mise a disposizione case per gli abitanti con l'obbligo di disboscare macchie e di coltivare terre, corrispondendo il "quinto" di quanto raccolto. Come scrive l'architetto Rosa Gemma Cipolloni: "La peculiriarità di Oriolo, tuttavia, è la sua fondazione civica "ex-novo" che ne fa uno dei primi esempi di pianificazione urbana moderna".[10]

Nel "Primo libro dei Consigli" redatto nel 1575 viene riportato l'elenco dei residenti[11] da dove risulta la presenza di 106 persone; oltre la metà dei residenti, 64 persone, giunsero dall'Umbria (in particolare 36 da Parrano, 11 da Orvieto, 6 da Gubbio), altre 23 dalla Toscana di cui 15 da Ficulle, 4 dall'Emilia Romagna.

L'origine umbra dei primi abitanti di Oriolo, risulta ancora oggi, a distanza di secoli, in talune inflessioni dialettali, usi culinari e folcloristici che si possono osservare nell'attuale popolazione[12]

Nel 1606 il feudo ritornò alla famiglia Orsini che nel 1671 lo vendette alla famiglia Altieri. Il feudo restò agli Altieri fino al 1922, anno in cui fu definitivamente smembrato in base alle leggi che facilitavano l'affrancamento degli "usi civici". L'Università agraria, associazione di contadini residenti nata nei primi anni del Novecento in seguito all'emanazione di una legge nazionale, distribuì gli usi civici delle terre affrancate ai residenti, mantenendo l'unitarietà dei terreni.

Oggi l'ente Università agraria, i cui organi amministrativi sono eletti da tutti i residenti, controlla e gestisce tutto il comprensorio agricolo di Oriolo. Nei primi decenni del secolo, inoltre, ha partecipato con i suoi fondi alla costruzione dell'edificio scolastico, alla ristrutturazione dell'ambulatorio medico di proprietà comunale, e ha sostenuto finanziariamente famiglie disagiate.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa Parrocchiale di san Giorgio, chiesa tardo barocca.
  • Chiesa di sant'Anna
  • Chiesa di san Rocco
  • Convento sant'Antonio da Padova

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Palazzo Altieri: chiude piazza Umberto I. Edificato dalla famiglia Santacroce tra il 1578–1585 fu ampliato dalla famiglia Altieri nel 1674 sotto la direzione di Carlo Fontana, durante il papato di Clemente X, l'esponente più rilevante della famiglia. La facciata è sobria. L'interno contiene molti affreschi attribuiti alla scuola di Taddeo Zuccari: sette immagini di Roma, storie dell'Antico Testamento e paesaggi che rappresentano luoghi appartennuti agli Altieri nel XVIII secolo: la Mola del Biscione, Vicarello, Castello di Rota, Monterano, Vejano. Il palazzo contiene nell'ala est anche la Galleria dei Papi, una collezione di dipinti a olio su tele iniziata dal cardinale Paluzzo Albertoni Altieri raffigurante tutti i Papi che si sono succeduti nella storia da San Pietro a Benedetto XVI. La collezione è particolamente importante perché è l’unica completa esistente al mondo e servì da modello per i ritratti dei papi di San Paolo fuori le mura che erano andati distrutti dopo l'incendio del 1823. Oggi il Palazzo Altieri è sede di un museo appartenente al Polo Museale del Lazio.[13]. Annesso al Palazzo Altieri è il giardino di circa 8 ettari dove già nel secolo XVII invece del giardino formale erano state realizzate ampie aree di campagna, anticipando di oltre un secolo la tipologia del giardino all'inglese. Con un atto di donazione dell'allora proprietario avvocato Petrucci all'Amministrazione comunale, da febbraio 2017 il giardino è parco comunale. Di particolare interesse è la Palazzina della Prospettiva, nota come Casino di Caccia.
  • Casa della Comunità, è il primo edificio pubblico costruito nel paese. Soprannominato il Palazzaccio è collocato tra le vie Altieri n.58 e Vittorio Emanuale III n.57. Dal 1588 vi si tennero le prime riunioni del Consiglio, inoltre, al suo interno vi si conservava il grano per la comunità, vi lavorava il barbiere-chirurgo e il maestro di scuola.
  • Fontana delle Picche, realizzata nel 1782 da Giuseppe Barbieri[14] per celebrare il matrimonio tra Emilio Carlo Altieri con Maria Livia Borghese avvenuto nel 1749.
  • Fontana vecchia, situata fuori dal centro abitato all'inizio del fosso della Fiora è la più vecchia fonte del paese. Ancora oggi presenta immutata la particolare struttura raffigurata in un affresco della loggia parete est di Palazzo Altieri che Bruschi riconduce al periodo di Santacroce (1579-1585)[15].
  • Mola del Biscione, antico mulino ad acqua costruito nel 1573 da Giorgio Santacroce alla confluenza del fosso del Biscione con il fiume Mignone. Nel 2010 il suddetto mulino è stato restaurato almeno nella parte esterna e nel tetto, ricostruendo quello che era delle antiche mura perimetrali. Sono ancora ben visibili le opere idrauliche, diga di sbarramento del Mignone, condotti di adduzione e le aperture/chiusure dei condotti, che servivano per regolare il flusso dell'acqua del fiume Mignone al bottaccio.
Architetture civili scomparse[modifica | modifica wikitesto]

Nei secoli il tessuto urbano ha subito numerose trasformazioni per rendere il paese più vivibile, in particolare sono stati demoliti alcune fonti ed una porta della mura per dare al paese l'attuale assetto urbanistico.

  • Forno Altieri
  • Cinque meridiane del Convento di sant'Antonio
  • Meridiana di Palazzo Altieri
  • Porta Romana
  • Fontana del Gigante
  • Fontana delle Palle
  • Vecchio lavatoio

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

UNESCO white logo.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Faggeta vetusta depressa di Monte Raschio
Faggeta vetusta depressa di Oriolo Romano.jpg
TipoNaturale
CriterioIX
PericoloNon in pericolo
Riconosciuto dal2017
Scheda UNESCO(EN) Scheda
(FR) Scheda
  • Faggeta vetusta depressa di Monte Raschio, bosco di faggio con una estensione di 73.73 ettari che fa parte del Parco naturale regionale del complesso lacuale di Bracciano - Martignano ed ha la peculiarità di crescere tra i 450 m s.l.m. e i 552 m s.l.m. di Monte Raschio, quote molto inferiori rispetto alle faggete degli Appennini che crescono oltre i 900 m s.l.m.[16] Il 2 febbraio 2015 la faggeta è stata proposta, dalla delegazione permanente italiana presso l'UNESCO, nella tentative list per l'inclusione tra i siti Patrimonio Mondiale Naturale dell'Umanità (criterio di selezione (IX): "per essere un esempio eccezionale di significativo corso dei processi ecologici e biologici nell'evoluzione e lo sviluppo degli ecosistemi terrestri, di acqua dolce, costieri e marini e le comunità di piante e animali marini". Il 7 luglio 2017 il World Heritage Committee, riunito a Cracovia[17], ha ricosciuto la faggeta depressa vetusta di Monte Raschio come sito UNESCO Patrimonio Mondiale Naturale dell'Umanità inserendola nella Unesco's World Heritage List (ID. 1133ter-048)[18].
  • Le Olmate, un complesso di viali alberati che collegano il paese a Montevirginio, una frazione di Canale Monterano
  • Mola di Oriolo o del Biscione, area di 175,8 ettari di notevole interesse storico, naturalistico, geologico protetta dalla Direttiva Habitat - Natura 2000 (Zona Speciale di Conservazione IT 6030001 - Fiume Mignone)[19] attraversata dal fiume Mignone dove sono presenti resti archeologici romani, un mulino idraulico edificato nel 1573 e polle di acqua sulfurea e ferruginosa.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[20]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Mese di aprile
    • Ultima settimana di aprile festa del patrono San Giorgio e corteo storico a cura della parrocchia.
  • Mese di maggio
    • AgriOriolo. La fiera agricola si svolge all'interno del parco di 9 ettari di Palazzo Altieri presenta espositori anche di prodotti enogastronomici locali, del florovivaismo e una fattoria didattica per avvicinare i bambini al mondo della natura oltre ad occasioni di intrattenimento e svago.
  • Mese di giugno
  • Mese di luglio
    • Muso Festival[22], manifestazione musicale tra le più apprezzate della Tuscia che presenta band emergenti e consolidate del panorama italiano.
    • Festa de l'Unità
  • Mese di agosto
  • Mese di settembre
  • Mese di dicembre

Film girati[modifica | modifica wikitesto]

Sono riportate le location dei film girati nel paese.[24]

Anno Titolo Regia Location
1950 Francesco, giullare di Dio Roberto Rossellini
1954 Gli amori di Manon Lescaut Mario Costa Palazzo Altieri
1963 I giorni contati Elio Petri Piazza Umberto I
1966 L'armata Brancaleone Mario Monicelli Palazzo Altieri
1970 Waterloo Sergej Fëdorovič Bondarčuk Piazza Umberto I
1970 Nel giorno del Signore Bruno Corbucci Convento S. Antonio da Padova
1971 Il segno del comando Daniele D'Anza Piazza Umberto I
1974 Alla mia cara mamma nel giorno del suo compleanno Luciano Salce Piazza Umberto I
1975 Fantozzi Luciano Salce Palazzo Altieri, Largo Santacroce
1975 La liceale Michele Massimo Tarantini Mola del Biscione
1976 Gli esecutori Maurizio Lucidi Convento S. Antonio da Padova
1977 Emanuelle e gli ultimi cannibali Joe D'Amato Mola del Biscione
1978 Solamente nero Antonio Bido Convento S. Antonio da Padova
1978 Il balordo (miniserie televisiva) Pino Passalacqua Piazza Umberto I
1978 Madame Bovary Daniele D'Anza Palazzo Altieri, Piazza Umberto I
1978 Corleone Pasquale Squitieri Piazza Umberto I
1979 Dimenticare Venezia Franco Brusati Mola del Biscione
1980 Fico d'India Steno Convento S. Antonio da Padova
1981 Murder Obsession (Follia omicida) Riccardo Freda Mola del Biscione
1983 Il diavolo e l'acquasanta Bruno Corbucci Convento S. Antonio da Padova, Piazza Claudia, Piazza Umberto I
1981 Il Marchese del Grillo Mario Monicelli Palazzo Altieri
1983 Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio Sergio Martino Piazza Umberto I
1984 Claretta Pasquale Squitieri Piazza Umberto I
1984 Ator 2 - L'invincibile Orion David Hills Mola del Biscione
1985 Assisi Underground Alexander Ramati Largo Santacroce
1986 Speriamo che sia femmina Mario Monicelli Piazza Umberto I
1986 La monaca del peccato Joe D'Amato Convento S. Antonio da Padova
1987 Quel ragazzo della curva B Romano Scandariato Convento S. Antonio da Padova
1988 Nuovo Cinema Paradiso Giuseppe Tornatore Via Guglielmo Marconi
1995 I laureati Leonardo Pieraccioni Convento S. Antonio da Padova
2000 C'era un cinese in coma Carlo Verdone Convento S. Antonio da Padova, Piazza Umberto I
2000 Padre Pio Carlo Carlei Convento S. Antonio da Padova
2002 Pinocchio Roberto Benigni Mola del Biscione
2009 Intelligence - Servizi & segreti Alexis Sweet Convento S. Antonio da Padova
2011 Il mandolino del capitano Corelli John Madden Piazza Umberto I
2017 Parasitic Twin Claudio Zamarion Mola del Biscione[25]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

L'assetto urbanistico originario di Oriolo presenta una spartitura geometrica ben definita con un centro ideale che è il Palazzo Altieri, la famiglia di Papa Clemente X e del cardinale Paluzzo Paluzzi Altieri Degli Albertoni. Da qui si irradiano larghe vie con case a schiera tutte allineate ed occupa una superficie di circa 30 ettari.

Suddivisioni storiche[modifica | modifica wikitesto]

La tradizione, seppure non avvalorata da documenti di archivio, vuole che il Santa Croce si sia avvalso, per la costruzione del suo palazzo-castello e per la pianificazione dell'abitato, dell'opera del Vignola, un architetto del tardo rinascimento. L'abitato è diviso da un non rilevante dislivello del piano urbano in due rioni: Poggio e Borgo. Scendendo dal Borgo, che è la parte bassa del paese, si arriva alla "faggeta", una grande estensione di alberi di alto fusto. Ad ovest del paese oltre la via Braccianese, si arriva alla "Mola", una località in cui nel 1573 il Santa Croce fece costruire un mulino ad acqua per permettere agli abitanti di macinarvi i cereali. Della vecchia mola possiamo ammirare il mulino restaurato, e nella zona vi sono anche una "cascatella" e due polle di acqua, una sulfurea attualmente recintata per i gas potenzialmente tossici che emette e l'altra acetosa o ferruginosa.

Suddivisioni recenti[modifica | modifica wikitesto]

L'aumento di popolazione ha comportato un cambiamento dell'assetto urbanistico in quanto il solo centro storico non è stato in grado di assorbire una così repentina crescita di popolazione. A partire dagli anni '80 sono sorte nuove zone residenziali situate nella periferia del paese in grado di ospitare oggi più di duemila persone contro le novecento che ospita il centro storico. Dall'analisi dei dati a disposizione e delle interviste è emerso che ad abitare la periferia di Oriolo sono da una parte famiglie di origine oriolese che abbandonano il centro storico per occupare case acquistate o costruite nelle campagne vicine e dall'altra i nuovi arrivati.

Fuori dal centro Oriolo ci sono sei o sette nuovi centri residenziali: "Colle degli Olmi", la "località la Mola" , la "località Terrafredda", la "località Fornetto" , la "località Chiusa", la località "Castellina", la località "Poggio Palombino", tutti centri di tre quattrocento abitanti. [senza fonte]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Oggi sia la "faggeta" che la "mola" sono due luoghi di attrazione turistica. Per godere delle bellezze di questa faggeta è possibile seguire due itinerari.

  • Sentiero dei faggi. Dal centro del paese seguendo un facile percorso escursionistico di 8 km, è possibile arrivare alla vetta di Monte Raschio;[26]
  • Ciclovia dei boschi. Partendo dalla stazione ferroviaria seguendo un facile percorso escursionistico/MTB che attraversa le faggete di Monte Raschio e Monte Termine si giunge dopo 18 km a Trevignano Romano.[27]

Notevole è anche l'annuale edizione della Sagra del Fungo Porcino[28].

Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

Tra le attività economiche più tradizionali e rinomate vi sono quelle artigianali, come l'arte dell'intaglio.[29]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovia regionale laziale FL3.svg
 È raggiungibile dalla stazione di: Oriolo.
  • Biglietteria Il centro è collegato a Roma ed a Viterbo, oltre che dal treno, anche da linee su gomma

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1872 Oriolo cambia denominazione in Oriolo Romano.

Nel 1928, a seguito del riordino delle circoscrizioni provinciali stabilito dal regio decreto n. 1 del 2 gennaio 1927, per volontà del governo fascista, quando un anno prima era stata istituita la provincia di Viterbo, Oriolo Romano passò dalla provincia di Roma a quella di Viterbo.

Il sindaco è dal 5 giugno 2016 Emanuele Rallo eletto con la lista "Insieme per Oriolo".

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1870 1873 Domenico Menghini Sindaco
1873 1875 Giuseppe Persi Sindaco
1875 1885 Modesto Wlderk Sindaco
1885 1902 Giuseppe Persi Sindaco
1902 1914 Antonio Persi Sindaco
1915 1924 Ludovico Altieri Commissario
1924 1944 Ludovico Altieri Podestà
1945 1946 Francesco Persi Sindaco
1946 1950 Antonio Persi Sindaco
1950 1970 Pietro Filesi Centro-destra Sindaco
1971 1975 Fernando Bucci Centro-sinistra Sindaco
1975 1980 Vincenzo De Santis Centro-sinistra Sindaco
1980 1982 Gemma Pepe Sinistra Sindaco
1982 1991 Aldo Imperatori Centro-destra Sindaco
1991 1993 Galliano De Angelis Centro-sinistra Sindaco
1993 2001 Saverio Russo Centro-sinistra Sindaco
2001 2011 Italo Carones Centro-sinistra Sindaco
2011 2016 Graziella Lombi Centro-sinistra Sindaco

Ad aprile 2014 viene istituito il Consiglio comunale dei giovani, un organo democratico di rappresentanza di tutti i giovani di età compresa tra i 15 e i 25 anni.

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

  • Il comune di Oriolo Romano ha ottenuto la certificazione EMAS il 30 agosto 2006 con codice identificativo I - 000554.
  • Polizia Locale Oriolo: 06.99837144 - 348.2869415
  • Stazione Carabinieri: 06.99837111
  • Il comune di Oriolo Romano fa parte del Servizio Associato di Vigilanza della Bassa Tuscia con i comuni di Barbarano Romano, Vejano, Bassano Romano e Canale Monterano.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Le società sportive dilettantistiche esistenti sono:

  • ASD Polisportiva Oriolo, articolata nelle sezioni: Softair "Cignali della Tuscia", Bocce, calcio "FC Oriolo 1983", Pallavolo, Tennistavolo, Rugby, Tennis;
  • ASD Accordia Calcio;
  • ASD Oriolo Calcio 2011.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2017.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Associazione dei comuni virtuosi
  4. ^ Borghi autentici d'Italia
  5. ^ Classifica migliori risultati nella raccolta e gestione dei rifiuti, su ricicloni.it. URL consultato il 2 febbraio 2018.
  6. ^ Di gennaro. F., Barbaro B., Preistoria e protostoria in Etruria.
  7. ^ Panichi P., Ricerche archeologiche nel territorio di Canale Monterano, Manziana, 2014, pp. 96-106
  8. ^ Il diverticolo della via Clodia per Fontiloro, su numeriopullio.altervista.org. URL consultato il 17 gennaio 2018.
  9. ^ Programma sociale agosto 1973 associazione Forum Clodii Ripulitura Colombario romano Oriolo Romano, su forumclodii.org. URL consultato il 17 gennaio 2018.
  10. ^ Cipollone R.G., Palazzo Altieri. Oriolo Romano. Restauro e la valorizzazione dell'area museale di Palazzo Altieri, Roma, Gangemi Editore, 2003, ISBN 8849204124.
  11. ^ Descrizione dell’origine e principio del Castello detto Oriolo, su comune.orioloromano.vt.it. URL consultato il 17 gennaio 2018.
  12. ^ I modi di dire non appartengono alla cultura di queste zone – dice il dottor Marcello Piccioni – perché i paesi qui intorno sono stati fondati da persone che provenivano dall'orvietano. Ad esempio "ai garbo" è un'espressione intraducibile che corrisponde più o meno all'espressione italiana "dio lo voglia" o "se dio vuole", molto frequente in Umbria. Queste forme dialettali si stanno perdendo per vari motivi, immigrazioni, emigrazioni ma soprattutto a causa della televisione che ha imposto un linguaggio unificato. Rimangono modi di dire caratteristici nei toponimi, ad esempio un monte che a Canale è chiamato "la bandifera" nella parte che guarda ad Oriolo è chiamato "scialimate" che significa la "cosa franata."
  13. ^ "Palazzo Altieri" in Polo Museale del Lazio
  14. ^ Ferrini R., Raccuia S., Bernabei S., Natali A., Caporossi L. e Calvaresi D., Gestione ed uso delle acque a Oriolo Romano tra XVI e XX secolo, Vetralla, Davide Ghaleb Editore, 2012, ISBN 9788898178056.
  15. ^ Bruschi A., Oltre il Rinascimento. Architettura, città, territorio nel secondo Cinquecento, Milano, Jaca Book, 1999, pp. 169-237, ISBN 9788816405097.
  16. ^ Estensione Faggio in Italia
  17. ^ Faggete vetuste d’Europa Patrimonio Mondiale dell’Umanità, Comunicato stampa DAFNE - Università della Tuscia
  18. ^ Ancient and Primeval Beech Forests of the Carpathians and Other Regions of Europe, UNESCO World Heritage
  19. ^ Confronta MATTM D.M. 06/12/2016 in GU SG 301 27/12/2016
  20. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  21. ^ PassioneSport[collegamento interrotto]
  22. ^ Associazione i Musi
  23. ^ Sito ufficiale della Sagra del Fungo Porcino di Oriolo Romano
  24. ^ Consulta il sito internet "il Davinotti"
  25. ^ Il lago, la Caldara e il bosco Macchia Grande set del film Parasitic Twin, su lagone.it. URL consultato il 14 febbraio 2018.
  26. ^ Sentiero dei Faggi, su hiking.waymarkedtrails.org. URL consultato il 31 gennaio 2018.
  27. ^ Ciclovia dei Boschi, su mtb.waymarkedtrails.org. URL consultato il 31 gennaio 2018.
  28. ^ Sagra del Fungo Porcino
  29. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 2, Roma, A.C.I., 1985, p. 20.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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