Bomarzo

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Bomarzo
comune
Bomarzo – Stemma Bomarzo – Bandiera
Bomarzo – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneLazio Coat of Arms.svg Lazio
ProvinciaViterbo
Amministrazione
SindacoIvo Cialdea (Verso il futuro) dal 30-3-2015
Territorio
Coordinate42°28′58″N 12°14′58″E / 42.482778°N 12.249444°E42.482778; 12.249444 (Bomarzo)Coordinate: 42°28′58″N 12°14′58″E / 42.482778°N 12.249444°E42.482778; 12.249444 (Bomarzo)
Altitudine263 m s.l.m.
Superficie39,65 km²
Abitanti1 756[1] (30-6-2019)
Densità44,29 ab./km²
FrazioniMugnano in Teverina
Comuni confinantiAttigliano (TR), Bassano in Teverina, Giove (TR), Graffignano, Soriano nel Cimino, Viterbo, Vitorchiano
Altre informazioni
Cod. postale01020
Prefisso0761
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT056009
Cod. catastaleA955
TargaVT
Cl. sismicazona 2B (sismicità media)
Cl. climaticazona E, 2 120 GG[2]
Nome abitantibomarzesi
PatronoSant'Anselmo di Bomarzo
Giorno festivo24 aprile
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Bomarzo
Bomarzo
Bomarzo – Mappa
Posizione del comune di Bomarzo nella provincia di Viterbo
Sito istituzionale

Bomarzo è un comune italiano di 1 756 abitanti della provincia di Viterbo, nel Lazio nord-occidentale.

Il Parco dei Mostri: l'Orco.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Etimologia del toponimo : in realtà potrebbe essere un idronimo/idro-nome derivato da una piccola palude che il torrente formava, quando arrivato in pianura, la pendenza si abbassa di molto (attorno al 1 metro su 1.000 metri), e allargava il suo letto. Potrebbe essere stata situata sotto il centro del paese, rilevabile da uno strato torboso sicuramente ricoperto da vari strati alluvionali successivi. Sarebbe possibile quindi ritrovare anche un probabile abitato palafitticolo come era norma nei tempi di questo periodo del 2° millennio a.C. proprio attorno a queste MAR-Z : luoghi acquei paludosi ma con acqua comunque scorrente. Il BO dell'inizio della parola potrebbe essere l'idronimo PO, dal greco-indoeuropeo POtamòs, trasformato in Bo in epoche recenti, che significa fiume di pianura.

La cittadina si situa nel cuore della Tuscia tra le estreme pendici nord-orientali dei monti Cimini e l'ampia vallata del fiume Tevere, che segna il confine con la vicina Umbria, in particolare con i comuni di Giove ed Attigliano, siti entrambi in provincia di Terni.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante i molti ritrovamenti archeologici susseguitisi sul territorio bomarzese dagli inizi dell'Ottocento ad oggi, le origini dei suoi primi abitanti rimangono avvolte nel mistero. Alcuni indicano il popolo asiatico dei Meoni[3], altri i misteriosi Rinaldoniani[4]. Certo resta il fatto che il territorio fu intensamente popolato sia dagli Etruschi che dai Romani, che lo conquistarono intorno al V secolo a. C. e ne ascrissero la popolazione alla Tribù Arniense.[3]

A testimonianza di quei tempi restano ancor oggi molte prove tangibili nell'area bomarzese: la Piramide Etrusca anche detta "Sasso del Predicatore", le tagliata e le necropoli, i ruderi di un acquedotto romano, le fornaci dei Volumni.[3]

Parte dell'Impero Romano fino alla sue caduta, Bomarzo venne in seguito retta dai suoi vescovi fino alla soppressione della diocesi avvenuta nell'XI secolo. Durante questo arco di tempo venne ripetutamente invasa: prima dalle armate del Re Totila durante la Guerra Gotica (535-553), in seguito dai Longobardi di Alboino tra il 569 ed il 590[3]. L'ultima invasione si ebbe nel 739 per mano del Re Liutprando, che la sottrasse al Ducato Romano insieme con Ameria (Amelia), Orte e Blera[3]. In seguito Bomarzo fu sempre parte integrante dello Stato Pontificio, ed in particolare della Delegazione di Viterbo, di cui fece parte sino al 1866.

Durante i secoli, tuttavia, la città passò diverse volte di mano: venduta da un certo Uffreduccio Risio alla città di Viterbo nel 1298, venne poi infeudata agli Orsini, che la tennero fino al 1646. Durante il loro dominio, Bomarzo conobbe un periodo di discreta fioritura culturale, come dimostrato dalla ricostruzione del Duomo di Bomarzo e del Palazzo Orsini (Bomarzo), trasformato in residenza gentilizia. Negli stessi anni venne alla luce nel borgo il poeta e orientalista Fortunio Spira (Bomarzo, c. 1490-Venezia, 1559), nato Sebastiano di ser Giovanni di ser Nicolò[5]. Nel 1646, il Duca di Bomarzo Marzio Orsini (1618-1674) alienò il feudo ad Ippolito Lante Montefeltro della Rovere (1618-1688), la di cui famiglia lo possedette fino al 1837, quando il Duca Giulio (1789-1873) lo vendette ai Borghese.

In seguito alla Terza Guerra d'Indipendenza, nel 1866 Bomarzo venne annessa al Regno d'Italia.

Nel 1942 cedette la frazione di Chia al comune di Soriano nel Cimino[6].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architettura religiosa[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Duomo di Bomarzo.

L'edificio, altresì noto come "Duomo di Bomarzo", è situato nel cuore del borgo, a pochi passi da Palazzo Orsini. Già cattedra dei vescovi polimarziensi, è oggi sede della parrocchia e dell'arciprete del paese, ed ospita al suo interno le reliquie di Sant'Anselmo di Bomarzo[7].

Il Duomo di Bomarzo col campanile medievale.

Chiesa di Santa Maria di Montecasoli[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa medievale perfettamente conservata, è situata all'interno della Riserva di Monte Casoli. Viene raggiunta una volta all'anno dalla popolazione locale, che vi si reca a piedi il Lunedì dell'Angelo partendo dal centro di Bomarzo[7].

Chiesa di Santa Maria della Valle[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa, edificata nel XVII dalla nobile famiglia dei Lante della Rovere su un precedente edificio, è situata nelle vicinanze del Sacro Bosco[7].

La chiesetta di Sant'Anselmo.

Chiesa di Sant'Anselmo[modifica | modifica wikitesto]

Piccolo edificio eretto a poca distanza dal duomo ove sono inumate le spoglie del santo. L'interno, estremamente spoglio, conserva un quadro del Santo risalente probabilmente al XVIII secolo[7].

Chiesa del Cristo Risorto[modifica | modifica wikitesto]

Voluta dal Vescovo di Viterbo, Mons. Luigi Boccadoro, in seguito all'incremento demografico incontro al quale andò Bomarzo negli anni '60. La chiesa, costruita in mattoni, vuole imitare lo stile etrusco per sottolineare il legame del paese con questo popolo[7].

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Parco dei Mostri[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Parco dei Mostri.

Il complesso monumentale è noto anche come "Sacro Bosco". Situato alle pendici di un vero e proprio anfiteatro naturale, fu fatto costruire da Vicino Orsini nel XVI secolo. Nel parco vi sono monumenti che raffigurano animali mostruosi e mitologici. Lo scrittore argentino Manuel Mujica Lainez ha fatto un affresco storico molto documentato del Parco dei Mostri nel suo romanzo Bomarzo[8].

Palazzo Orsini[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Palazzo Orsini (Bomarzo).

Il palazzo è formato da varie costruzioni, risalenti al periodo che va dal 1525 al 1583, e con la sua struttura articolata domina il paese. All'interno, assieme alla sede del Municipio, spicca il bel salone affrescato da pittori della scuola di Pietro da Cortona. Il feudo con il palazzo furono acquistati dai Borghese nel 1836[9].

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Monumento a Salvo D'Acquisto[modifica | modifica wikitesto]

Monumento a Salvo D'acquisto M.O.V.M.

La statua che ricorda il vice brigadiere dell'Arma dei Carabinieri Salvo D'Acquisto (1920-1943) è posta nell'omonima piazza.

Aree archeologiche[modifica | modifica wikitesto]

La Piramide Etrusca o "Sasso del Predicatore"

Scoperta nel 2001 da Salvatore Fosci e ripulita grazie all’aiuto di alcuni ricercatori, con la sua altezza di 8 m nella parte a monte e 16 m in quella rivolta a valle è il più grande monumento rupestre d’ Europa.

E’ composta da 26 gradini scavati nella roccia vulcanica, che continuano anche sotto il terreno. La dimensione reale della piramide non è ancora stata determinata, ma è sicuramente maggiore di quella visibile.

Non si sa con esattezza chi l’abbia costruita ed il luogo è ancora avvolto nel mistero. Si pensa che siano stati gli Etruschi e che, data la sua conformazione di piramide tronca, fosse utilizzata come altare rupestre.

Ecco quindi il perché dell’altro nome con cui è chiamata “Sasso del Predicatore”. Altri, invece, ipotizzano un origine ancora più antica facendola risalire addirittura alla civiltà dei Rinaldoniani durante l’età de bronzo nel 1.800 a.C.[10]

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Riserva naturale provinciale Monte Casoli di Bomarzo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Riserva naturale provinciale Monte Casoli di Bomarzo.

Area naturale posta nel territorio bomarzese.

Piramide etrusca di Bomarzo.[11]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[12]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Orsini.

Secondo i dati ISTAT[13] al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 191 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

La festa patronale del paese in onore di Sant'Anselmo Vescovo viene festeggiata il 24 aprile, mentre il 25 aprile viene disputato il Palio di Sant'Anselmo che si corre tra le cinque contrade o rioni - Dentro, Borgo, Poggio, Croci e Madonna del Piano in cui è diviso il paese, data conservata per tradizione dal secolo XVII, pur se non coincide esattamente con la ricorrenza del santo patrono[14].

Il 25 aprile in concomitanza con il Palio si tiene anche il corteo storico rinascimentale in costume denominato "Vicini Ursini de Castro Polimartij" e la Sagra del Biscotto di Sant'Anselmo, una dolce e profumata ciambella all'anice[14].

La terza domenica di giugno sempre in onore del Santo patrono si festeggia la ricorrenza della traslazione del Suo corpo, la di cui sepoltura nel 1647, per interessamento del Duca Ippolito Lante della Rovere fu spostata dall'altare di San Sebastiano a quello principale[15]. Anche in tale occasione oltre alla processione religiosa, si tiene un concerto bandistico ed uno spettacolo pirotecnico.

Il giorno di Pasquetta è tradizione recarsi al Santuario della Madonna di Montecasoli, nella vicina Riserva omonima per il tradizionale pranzo sul prato nel magnifico scenario dell'altipiano, con canti e balli[7].

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Rioni di Bomarzo[modifica | modifica wikitesto]

Il capoluogo comunale si divide in cinque rioni che si contendono ogni anno, il 25 aprile, il Palio di Bomarzo. Di recente istituzione è il Torneo dei Rioni, competizione di calcio a cinque tra i quartieri.[16]

I Rioni di Bomarzo.

Nobile Rione Dentro[modifica | modifica wikitesto]

Corrisponde alla parte più antica del borgo, comprendente il centro medievale, il Duomo e Palazzo Orsini. La chiese del Dentro è quella di Sant'Anselmo, dove sono conservati i palii vinti in passato dal rione. I colori araldici sono il giallo ed il nero, mentre lo stemma rappresenta una torre merlata su sfondo giallo e nero con palme.[16]

Antico Rione Borgo[modifica | modifica wikitesto]

il Borgo è il secondo rione per antichità: iniziò infatti a svilupparsi intorno al XVII secolo intorno alla principale via d'accesso al Dentro. La sue chiesa è quella della Misericordia, mentre lo stemma raffigura una fontana su sfondo rosso e blu, colori del rione.[16]

Regale Rione Poggio[modifica | modifica wikitesto]

Corrisponde alla parte di congiunzione tra zona antica e zona moderna del paese. Situato su un'altura nelle vicinanze del Borgo, ha come stemma sei poggetti gialli sovrastati dalla rosa degli Orsini su sfondo verde. Chiesa rionale è la Madonna delle Grazie, mentre i colori sono giallo e verde.[16]

Arcigno Rione Croci[modifica | modifica wikitesto]

Zona interessata da recente urbanizzazione, il rione è il più esteso e popolato. La chiesa è quella di recente costruzione dedicata a Cristo Risorto,[7] mentre lo stemma raffigura un ovale ricamato contenente una croce maltese. I colori sono bianco e rosso.[16]

Rapace Rione Madonna del Piano[modifica | modifica wikitesto]

Situata anch'esso nella zona moderna, deriva il suo nome dall'omonima chiesa, posta tra il centro abitato e la campagna circostante. Lo stemma raffigura un'aquila su sfondo rosa e nero, colori rionali.[16]

Mugnano in Teverina

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Oggi Bomarzo possiede una sola frazione, Mugnano, ma fino al 1942 faceva parte del territorio comunale anche quella di Chia.[6]

Mugnano[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Mugnano in Teverina.

Piccolo abitato posto su uno sperone tufaceo, è caratterizzato dall'imponente mole della Torre degli Orsini.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito la tabella storica elaborata dall'Istat a tema Unità locali, intesa come numero di imprese attive, ed addetti, intesi come numero addetti delle unità locali delle imprese attive (valori medi annui).[17]

2015 2014 2013
Numero imprese attive % Provinciale Imprese attive % Regionale Imprese attive Numero addetti % Provinciale Addetti % Regionale Addetti Numero imprese attive Numero addetti Numero imprese attive Numero addetti
Bomarzo 91 0,39% 0,02% 177 0,3% 0,01% 82 162 90 173
Viterbo 23 371 5,13% 59 399 3,86% 23 658 59 741 24 131 61 493
Lazio 455 591 1 539 359 457 686 1 510 459 464 094 1 525 471

Nel 2015 le 91 imprese operanti nel territorio comunale, che rappresentavano lo 0,39% del totale provinciale (23 371 imprese attive), hanno occupato 177 addetti, lo 0,3% del dato provinciale (59 399 addetti); in media, ogni impresa nel 2015 ha occupato poco meno di due persone (1,95).

Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

Tra le attività economiche più tradizionali, diffuse e rinomate vi sono quelle artigianali, come l'arte della ceramica, della terracotta e del rame.[18]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Centro storico

Bomarzo è collegata attraverso le uscite autostradali dell'A1 di Orte, prendendo la Orte-Civitavecchia e di Attigliano prendendo la Strada statale 675 Umbro-Laziale.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Bomarzo è collegata alla rete ferroviaria tramite due stazioni ferroviarie:

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1927, a seguito del riordino delle circoscrizioni provinciali stabilito dal regio decreto n. 1 del 2 gennaio 1927, per volontà del governo fascista, quando venne istituita la provincia di Viterbo, Bomarzo passò dalla provincia di Roma a quella di Viterbo.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
23 aprile 1995 9 giugno 1996 Antonio Cianchi Polo per le Libertà Sindaco
9 giugno 1996 16 aprile 2000 Tiziana Lagrimino L'Ulivo Sindaco
16 aprile 2000 30 marzo 2010 Stefano Bonori L'Ulivo/L'Unione Sindaco
30 marzo 2010 16 aprile 2015 Roberto Furano Lista civica Sindaco
16 aprile 2015 in carica Ivo Cialdea Lista civica Sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

  • S.S.D. Bomarzo (colori sociali Giallo Verde) che, nel campionato 2019-20, milita nel campionato maschile di Promozione.[19]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2019.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  3. ^ a b c d e Luigi Vittori, Memorie archeologico-storiche sulla città di Polimarzo oggi Bomarzo scritte dall'arcipr. Luigi Vittori, presso Monaldi tipografo, 1º gennaio 1846. URL consultato il 19 marzo 2017.
  4. ^ Visit Lazio, su Visit Lazio. URL consultato il 19 marzo 2017 (archiviato dall'url originale il 20 marzo 2017).
  5. ^ Fortunio Spira, su treccani.it.
  6. ^ a b Regio decreto 6 febbraio 1942, n. 547, in materia di "Distacco della frazione Chia dal comune di Bomarzo e sua aggregazione a quello di Soriano nel Cimino."
  7. ^ a b c d e f g Le Chiese di Bomarzo, su Italiano. URL consultato il 18 aprile 2017 (archiviato dall'url originale il 19 aprile 2017).
  8. ^ Manuel Mujica Lainez, Bomarzo, Rizzoli, Milano 1965
  9. ^ Palazzo Orsini, su comune.bomarzo.vt.it.
  10. ^ La piramide etrusca di Bomarzo, su viaggifuorirotta.it.
  11. ^ LA PIRAMIDE - Piramide Etrusca, in Piramide Etrusca. URL consultato il 22 maggio 2018 (archiviato dall'url originale il 23 maggio 2018).
  12. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  13. ^ Statistiche demografiche ISTAT, su demo.istat.it. URL consultato il 26 gennaio 2012 (archiviato dall'url originale il 25 gennaio 2012).
  14. ^ a b Palio di Sant'Anselmo e Sagra del Biscotto, su lazionascosto.it.
  15. ^ D. Cenci, S. Anselmo vescovo e confessore patrono di Bomarzo, Milano, 1957.
  16. ^ a b c d e f I Rioni di Bomarzo, su ilmortaretto.it. URL consultato il 22 dicembre 2017 (archiviato dall'url originale il 22 dicembre 2017).
  17. ^ Atlante Statistico dei comuni dell'Istat
  18. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 2, Roma, A.C.I., 1985, p. 19.
  19. ^ La squadra sul sito Tuttocampo

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN145494985 · LCCN (ENn85371760 · GND (DE4080462-8 · BNF (FRcb12237037f (data)
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