Bomarzo

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Bomarzo
comune
Bomarzo – Stemma Bomarzo – Bandiera
Bomarzo – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Lazio Coat of Arms.svg Lazio
Provincia Provincia di Viterbo-Stemma.png Viterbo
Amministrazione
Sindaco Ivo Cialdea (Verso il futuro) dal 30-3-2015
Territorio
Coordinate 42°28′58″N 12°14′58″E / 42.482778°N 12.249444°E42.482778; 12.249444 (Bomarzo)Coordinate: 42°28′58″N 12°14′58″E / 42.482778°N 12.249444°E42.482778; 12.249444 (Bomarzo)
Altitudine 263 m s.l.m.
Superficie 39,65 km²
Abitanti 1 791[1] (30-4-2017)
Densità 45,17 ab./km²
Frazioni Mugnano in Teverina
Comuni confinanti Attigliano (TR), Bassano in Teverina, Giove (TR), Graffignano, Soriano nel Cimino, Viterbo, Vitorchiano
Altre informazioni
Cod. postale 01020
Prefisso 0761
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 056009
Cod. catastale A955
Targa VT
Cl. sismica zona 2B (sismicità media)
Nome abitanti bomarzesi
Patrono Sant'Anselmo di Bomarzo
Giorno festivo 24 aprile
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Bomarzo
Bomarzo
Bomarzo – Mappa
Posizione del comune di Bomarzo nella provincia di Viterbo
Sito istituzionale

Bomarzo è un comune italiano di 1 791 abitanti della provincia di Viterbo, nel Lazio nord-occidentale. Dista dal capoluogo circa 18 km.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La cittadina si situa nel cuore della Tuscia tra le estreme pendici nord-orientali dei monti Cimini e l'ampia vallata del fiume Tevere, che segna il confine con la vicina Umbria, in particolare con i comuni di Giove ed Attigliano, siti entrambi in provincia di Terni.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante i molti ritrovamenti archeologici susseguitisi sul territorio bomarzese dagli inizi dell'Ottocento ad oggi, le origini dei suoi primi abitanti rimangono avvolte nel mistero. Alcuni indicano il popolo asiatico dei Meoni[2], altri i misteriosi Rinaldoniani[3]. Certo resta il fatto che il territorio fu intensamente popolato sia dagli Etruschi che dai Romani, che lo conquistarono intorno al V secolo a. C. e ne ascrissero la popolazione alla Tribù Arniense.[2]

A testimonianza di quei tempi restano ancor oggi molte prove tangibili nell'area bomarzese: la Piramide Etrusca, le tagliata e le necropoli, i ruderi di un acquedotto romano, le fornaci dei Volumni.[2]

Parte dell'Impero Romano fino alla sue caduta, Bomarzo venne in seguito retta dai suoi vescovi fino alla soppressione della diocesi avvenuta nell'XI secolo. Durante questo arco di tempo venne ripetutamente invasa: prima dalle armate del Re Totila durante la Guerra Gotica (535-553), in seguito dai Longobardi di Alboino tra il 569 ed il 590[2]. L'ultima invasione si ebbe nel 739 per mano del Re Liutprando, che la sottrasse al Ducato Romano insieme con Ameria (Amelia), Orte e Blera[2]. In seguito Bomarzo fu sempre parte integrante dello Stato Pontificio, ed in particolare della Delegazione di Viterbo, di cui fece parte sino al 1866.

Durante i secoli, tuttavia, la città passò diverse volte di mano: venduta da un certo Uffreduccio Risio alla città di Viterbo nel 1298, venne poi infeudata agli Orsini, che la tennero fino al 1646. In seguito a questa data, il Duca di Bomarzo Marzio Orsini (1618-1674) vendette il feudo ad Ippolito Lante Montefeltro della Rovere (1618-1688), la di cui famiglia lo possedette fino al 1837, quando il Duca Giulio (1789-1873) lo vendette ai Borghese.

In seguito alla Terza Guerra d'Indipendenza, nel 1866 Bomarzo venne annessa al Regno d'Italia.

Nel 1942 cedette la frazione di Chia al comune di Soriano nel Cimino[4].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Parco dei Mostri[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Parco dei Mostri.

Il complesso monumentale è noto anche come "Sacro Bosco". Situato alle pendici di un vero e proprio anfiteatro naturale, fu fatto costruire da Vicino Orsini nel XVI secolo. Nel parco vi sono monumenti che raffigurano animali mostruosi e mitologici. Lo scrittore argentino Manuel Mujica Lainez ha fatto un affresco storico molto documentato del Parco dei Mostri nel suo romanzo Bomarzo [5].

Palazzo Orsini[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Palazzo Orsini (Bomarzo).

Il palazzo è formato da varie costruzioni, risalenti al periodo che va dal 1525 al 1583, e con la sua struttura articolata domina il paese. All'interno, assieme alla sede del Municipio, spicca il bel salone affrescato da pittori della scuola di Pietro da Cortona. Il feudo con il palazzo furono acquistati dai Borghese nel 1836[6].

Architettura religiosa[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Duomo di Bomarzo.

L'edificio, altresì noto come "Duomo di Bomarzo", è situato nel cuore del borgo, a pochi passi da Palazzo Orsini. Già cattedra dei vescovi polimarziensi, è oggi sede della parrocchia e dell'arciprete del paese, ed ospita al suo interno le reliquie di Sant'Anselmo di Bomarzo[7].

Il Duomo di Bomarzo col campanile medievale.

Chiesa di Santa Maria di Montecasoli[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa medievale perfettamente conservata, è situata all'interno della Riserva di Monte Casoli. Viene raggiunta una volta all'anno dalla popolazione locale, che vi si reca a piedi il Lunedì dell'Angelo partendo dal centro di Bomarzo[7].

Chiesa di Santa Maria della Valle[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa, edificata nel XVII dalla nobile famiglia dei Lante della Rovere su un precedente edificio, è situata nelle vicinanze del Sacro Bosco[7].

La chiesetta di Sant'Anselmo.

Chiesa di Sant'Anselmo[modifica | modifica wikitesto]

Piccolo edificio eretto a poca distanza dal duomo ove sono inumate le spoglie del santo. L'interno, estremamente spoglio, conserva un quadro del Santo risalente probabilmente al XVIII secolo[7].

Chiesa del Cristo Risorto[modifica | modifica wikitesto]

Voluta dal Vescovo di Viterbo, Mons. Luigi Boccadoro, in seguito all'incremento demografico incontro al quale andò Bomarzo negli anni '60. La chiesa, costruita in mattoni, vuole imitare lo stile etrusco per sottolineare il legame del paese con questo popolo[7].

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Riserva naturale provinciale Monte Casoli di Bomarzo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Riserva naturale provinciale Monte Casoli di Bomarzo.

Area naturale posta nel territorio bomarzese.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[8]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT[9] al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 191 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

La festa patronale del paese in onore di Sant'Anselmo Vescovo viene festeggiata il 24 aprile, mentre il 25 aprile viene disputato il Palio di Sant'Anselmo che si corre tra le cinque contrade o rioni - Dentro, Borgo, Poggio, Croci e Madonna del Piano in cui è diviso il paese, data conservata per tradizione dal secolo XVII, pur se non coincide esattamente con la ricorrenza del santo patrono[10].

Il 25 aprile in concomitanza con il Palio si tiene anche il corteo storico rinascimentale in costume denominato "Vicini Ursini de Castro Polimartij" e la Sagra del Biscotto di Sant'Anselmo, una dolce e profumata ciambella all'anice[10].

La terza domenica di giugno sempre in onore del Santo patrono si festeggia la ricorrenza della traslazione del Suo corpo, la di cui sepoltura nel 1647, per interessamento del Duca Ippolito Lante della Rovere fu spostata dall'altare di San Sebastiano a quello principale[11]. Anche in tale occasione oltre alla processione religiosa, si tiene un concerto bandistico ed uno spettacolo pirotecnico.

Il giorno di Pasquetta è tradizione recarsi al Santuario della Madonna di Montecasoli, nella vicina Riserva omonima per il tradizionale pranzo sul prato nel magnifico scenario dell'altipiano, con canti e balli[7].

Persone legate a Bomarzo[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

Tra le attività economiche più tradizionali, diffuse e rinomate vi sono quelle artigianali, come l'arte della ceramica, della terracotta e del rame.[12]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Bomarzo è collegata attraverso le uscite autostradali dell'A1 di Orte, prendendo la Orte-Civitavecchia e di Attigliano prendendo la Strada statale 675 Umbro-Laziale.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Bomarzo è collegata alla rete ferroviaria tramite due stazioni ferroviarie:

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1927, a seguito del riordino delle circoscrizioni provinciali stabilito dal regio decreto n. 1 del 2 gennaio 1927, per volontà del governo fascista, quando venne istituita la provincia di Viterbo, Bomarzo passò dalla provincia di Roma a quella di Viterbo.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
16 aprile 2000 30 marzo 2010 Stefano Bonori Centrosinistra Sindaco
30 marzo 2010 16 aprile 2015 Roberto Furano Lista civica Sindaco
16 aprile 2015 in carica Ivo Cialdea Verso il futuro Sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è Bomarzo Calcio che milita nel girone A laziale di Promozione.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2017.
  2. ^ a b c d e Luigi Vittori, Memorie archeologico-storiche sulla città di Polimarzo oggi Bomarzo scritte dall'arcipr. Luigi Vittori, presso Monaldi tipografo, 1º gennaio 1846. URL consultato il 19 marzo 2017.
  3. ^ Visit Lazio, su Visit Lazio. URL consultato il 19 marzo 2017.
  4. ^ Regio decreto 6 febbraio 1942, n. 547, in materia di "Distacco della frazione Chia dal comune di Bomarzo e sua aggregazione a quello di Soriano nel Cimino."
  5. ^ Manuel Mujica Lainez, Bomarzo, Rizzoli, Milano 1965
  6. ^ Palazzo Orsini, comune.bomarzo.vt.it.
  7. ^ a b c d e f Le Chiese di Bomarzo, su Italiano. URL consultato il 18 aprile 2017.
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ Statistiche demografiche ISTAT
  10. ^ a b Palio di Sant'Anselmo e Sagra del Biscotto, lazionascosto.it.
  11. ^ D. Cenci, S. Anselmo vescovo e confessore patrono di Bomarzo, Milano, 1957.
  12. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 2, Roma, A.C.I., 1985, p. 19.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN145494985 · GND: (DE4080462-8 · BNF: (FRcb12237037f (data)
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