Chiesa di Santa Lucia alla Badia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Chiesa di Santa Lucia alla Badia
0619 - Siracusa - S. Lucia alla Badia - Foto Giovanni Dall'Orto, 22-May-2008.jpg
Facciata
StatoItalia Italia
RegioneSicilia
LocalitàSiracusa
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
TitolareLucia da Siracusa
Arcidiocesi Siracusa
ConsacrazioneXV secolo
Stile architettonicobarocco
Inizio costruzioneXV secolo
CompletamentoXVIII secolo

Coordinate: 37°03′31.23″N 15°17′35.53″E / 37.058675°N 15.293202°E37.058675; 15.293202

La chiesa di Santa Lucia alla Badia[1] è una chiesa di Siracusa, situata in piazza Duomo e dedicata alla Santa Patrona siracusana.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

All'origine sede di un monastero del XV secolo, venne interamente distrutta dal terremoto del 1693, e la ricostruzione è da attribuire alla madre badessa delle suore cistercensi tra il 1695 ed il 1703, l'architetto Luciano Caracciolo ne diresse i lavori e dal quale è sorto anche il progetto.

Nel 1625 lo scrittore e viaggiatore Pietro Della Valle, giunto a Siracusa venne a visitare le monache della chiesa. Avendo con sé delle donne abbigliate all'orientale la cosa destò molta curiosità:

«[...] andammo tutti insieme alla chiesa di Santa Lucia delle monache dove ci trattenemmo fin al tardi gustando molto quelle signore monache di veder gli abiti strani delle mie donne e di ragionar con loro come fecero per interpreti. Concorsero intanto nella detta chiesa molte genti per curiosità di vederle, e molti cavalieri che vennero a far con me complimenti, ed a darmisi a conoscere.»

(Pietro Della Valle[2])

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Facciata[modifica | modifica wikitesto]

La facciata, precedentemente sulla stretta via Picherali che conduce alla fonte Aretusa, e adesso rivolta verso la piazza, è a due ordini sovrapposti separati dalla trabeazione con balconata munita di ringhiera decorata in ferro battuto.

Il seppellimento di Santa Lucia

L'ordine inferiore è caratterizzato dalla presenza del portale barocco al centro, inquadrato da colonne tortili che ne sorreggono il frontone decorato con simboli del martirio della Santa, ai cui lati vi sono stemmi reali spagnoli. Lesene in stile pseudo-ionico, fanno parte dell'ordine inferiore del prospetto

Nell'ordine superiore sono presenti ancora lesene, più snelle e in stile pseudo-corinzio, ispirate allo stile rococò.

La facciata raggiunge un'altezza complessiva di circa 25 m. Sulla sommità vi è un frastagliato fastigio con teste di putti e la croce, attualmente rimossa in quanto pericolante.

Incisioni di Via Picherali[3][modifica | modifica wikitesto]

In uno studio svolto nel 2016 si individuarono diverse incisioni murarie presenti nel muro di Via Picherali. Si tratta di navi e altri simboli lasciati dai pescatori e naviganti. Una delle imbarcazioni è certamente un vascello, tipico della fine del 1700, individuabile grazie alla poppa troncata dove è possibile notare 4 finestre. Può forse trattarsi del vascello dell'ammiraglio Horatio Nelson che nel 1798 approdò nel porto grande di Siracusa con la sua imponente flotta.

Interno[modifica | modifica wikitesto]

L'interno è a navata unica decorata da quattro altari barocchi del 1705, nella volta si trovano gli affreschi del 1783 che rappresentano il Trionfo di Santa Lucia. Il presbiterio ha la copertura con cupola sulla cima del tempio.

Nell'abside, dietro l'altare maggiore, si trova la grande tela del "Seppellimento di S. Lucia" dipinta nel 1608 dal Caravaggio, nel suo soggiorno siracusano; il quadro, originariamente sull'altare della chiesa di Santa Lucia al Sepolcro, dopo una serie di importanti restauri, è stato prima esposto presso la galleria di palazzo Bellomo, per poi essere collocato nella chiesa di Santa Lucia alla Badia.

Alla chiesa appartiene l'importante Paliotto d'altare in argento commissionato da Suor Maria Alagona, badessa del Monastero di Santa Lucia, nel 1726 all'argentiere di origine messinese Francesco Tuccio che lo realizza entro il 1729 sulla scorta dei disegni dell'architetto Pompeo Picherali.

Monastero[modifica | modifica wikitesto]

[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Giuseppe Maria Capodieci, pp. 67.
  2. ^ Viaggi di Pietro della Valle: il pellegrino, G. Gancia, 1º gennaio 1843. URL consultato il 13 ottobre 2016.
  3. ^ F.Blanco "Incisioni sulle pareti di Ortigia" I Quaderni del Mediterraneo, ed. n°16, pagg. 257-259.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV. – Siracusa e provincia: i siti archeologici e naturali, il mar Ionio, i monti Iblei, Touring Editore, 1999, pp. 51–52
  • S. Vinceti, L'area marina protetta del Plemmirio, Armando Editore, 2006, p. 72
  • Anthony Blunt, Sicilian baroque, Macmillan, 1968
  • Gaetano Bongiovanni, Tuccio Francesco, in Dizionario enciclopedico dei pensatori e dei teologi di Sicilia dalle origini al sec. XVIII, a cura F. Armetta, vol. 11, Caltanissetta - Roma, Salvatore Sciascia editore, 2018, pp.4810-4811.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

- Santa Lucia alla Badia Siracusa Visitare la Chiesa

Controllo di autoritàVIAF (EN238770855 · GND (DE4559660-8 · WorldCat Identities (EN238770855