Storia di Siracusa in epoca contemporanea

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Storia di Siracusa.

La storia di Siracusa in epoca contemporanea concerne gli avvenimenti significativi che hanno coinvolto la città dai primi del Novecento fino ai giorni nostri.

Siracusa post-unitaria[modifica | modifica wikitesto]

La fonte Aretusa nel 1822
Veduta storica del porto di Siracusa

Solo con l'unità d'Italia Siracusa riacquista il proprio ruolo di capoluogo, nel 1865, non senza un acceso dibattito con la fazione netina, poiché il perdurare della particolare situazione d'età borbonica era divenuta oramai una vexata quaestio tra le due città. L'approvazione giungeva dopo cinque anni dalla prima richiesta: già il 18 e 20 maggio del 1861 alla camera dei deputati era giunta la «Petizione della Città di Siracusa per la reintegrazione a capoluogo di Provincia». In quei frangenti si trovò l'opposizione dell'on. Matteo Raeli che in quanto netino difendeva il titolo di capoluogo per Noto (scrisse anche un libro a favore della sua causa: Anecdota Netina, che ebbe grande eco a livello nazionale). Mentre la difesa per la città aretusea fu presa dal sen. Luigi Greco Cassia; il siracusano si mostrò abile nella retorica quanto il suo collega netino. A causa del forte contrasto in sede politica, il trasferimento venne rinviato fino al 1865, quando fu deciso in maniera definitiva che Noto doveva restituire il titolo a Siracusa.[1] Il ritorno a capoluogo favorisce un'ulteriore spinta urbanistica.

Gli interventi di modificazione del suo assetto urbanistico sono stati drastici: dal 1870 vengono abbattute le mura che la cingono interamente e viene costruito il ponte che collega l'isola alla terraferma; l'anno successivo inizia la costruzione della ferrovia, con la stazione centrale situata a est della città e con una stazione marittima inaugurata solo nel 1892, che permette il facile scambio dei passeggeri con le linee di navigazione, allora importanti, del porto di Siracusa.

Inizialmente si avverte una positiva crescita dei collegamenti della città con l'entroterra e con il nord. La scelta del tracciato, ai margini del tessuto urbano, si rivelerà negativa a partire dagli anni '60 del Novecento, quando l'espansione verso nord della città sarà condizionata drasticamente dalla cosiddetta "cintura di ferro". Nasce nel 1872 l'attuale piazza Archimede, a seguito di un intervento di sventramento, cui seguiranno altri, come quello del quartiere storico di Ortigia, la Sperduta e il taglio della via del Littorio, oggi Corso Matteotti, in epoca fascista. Vengono inoltre abbattute le mura che cingevano l'intera isola di Ortigia, facendo riappropriare l'isola della vista sul mare. Questo smantellamento segnerà anche la scomparsa della principale porta di accesso all'isola, la porta di Ligny, di cui oggi restano solo foto storiche e alcuni reperti, come lo stemma, presso il museo Bellomo.

Grazie al Decreto Regio del 17 giugno 1878 viene sancita la nascita del Museo Archeologico Nazionale di Siracusa, inaugurato nel 1886 presso la sede storica di piazza Duomo.

Nel 1893 dopo un viaggio di Algeria lo scrittore André Gide visita la città per proseguire verso Roma e Firenze.

Il 7 aprile 1896 attracca al porto lo yacht Hohenzollern con Guglielmo II di Germania che in occasione del primo centenario della morte di August von Platen-Hallermünde assiste alla posa di una lapide commemorativa in via Amalfitania, luogo della prematura morte del poeta.[2]

Il 17 settembre 1910 giunge in città Sigmund Freud il quale soggiornerà presso l’Hotel des Étrangers accanto alla fonte Aretusa. Durante i quattro giorni di permanenza il suo lavoro psicoanalitico non si fermerà, tanto da citare ne L'interpretazione dei sogni una statua di Archimede ad opera di Ignazio Villa posta presso la Marina accanto alla fonte Aretusa (oggi non più presente)[3].

Il 19 luglio 1915 viene inaugurato il primo tratto della ferrovia Siracusa-Vizzini sino a Solarino. Il 26 luglio 1923 la linea venne completamente attivata, divenendo al centro di uno spostamento di merci nella Provincia di Siracusa[4].

Siracusa in epoca fascista[modifica | modifica wikitesto]

Le guerre coloniali in Africa[modifica | modifica wikitesto]

Premessa[modifica | modifica wikitesto]

Alla fiera di Tripoli un padiglione porta il nome della città di Siracusa
Truppe italiane a Siracusa in partenza per l'Africa orientale in epoca fascista.

Per la sua posizione geografica, posta vicino al centro del mar mediterraneo, Siracusa divenne per il Regno d'Italia un punto strategico nei progetti espansionistici dell'epoca. Il suo porto fu tra gli scali principali; sia per i commerci che per le operazioni belliche.

«L'auspicato schieramento interclassista si sarebbe costituito solo nel 1911-12, in coincidenza con la guerra italo-turca, che rendeva improvvisamente attuale il ruolo mediterraneo ed "imperiale" di Siracusa. Come ultimo lembo di terra italiana [...]»

(Salvatore Adorno, Siracusa: identità e storia: 1861-1915, pag. 126)

Il ruolo svolto da Siracusa in queste vicende italiche è testimoniato in svariati documenti che parlano di spostamenti di truppe da/a Siracusa giuntevi oppure partite dalle terre dell'Africa orientale:

  • «La nave Hercules, fatta partire da Galli alla volta di Siracusa, trasporta altri 500 membri della colonia italiana.[5]»
  • «Galli si imbarca sul Castlereagh, piroscafo inglese, con gli ultimi 165 italiani alla volta di Siracusa.[5]»

I rapporti commerciali tra Siracusa e l'Africa Orientale[modifica | modifica wikitesto]

A Siracusa nel 1912 il Regno d'Italia istituì la Tappa coloniale; un ufficio militare per l'invio di soldati in Africa, dipendente dal Deposito centrale Truppe Coloniali con sede a Napoli che a sua volta dipendeva dal ministero delle Colonie con sede a Roma:

«Siracusa, la città di tappa coloniale per la raccolta e l'avviamento dei volontari nazionali in Libia, dei militari metropolitani reduci dalle Colonie libiche [...]»

(Giuseppe de' Luigi, L'Esplorazione commerciale, 1927 pag. 269)

Ma non solo a livello militare la città di Siracusa era divenuta tappa primaria per raggiungere le terre africane. Erano state istituite delle rotte marittime anche commerciali che abitualmente oramai conducevano verso l'Africa orientale, andata e ritorno. Tali rotte marittime erano:

Le rotte marittime
  1. Linea N. I: Napoli - Messina - Catania - Siracusa - Tripoli[6]
  2. Linea N. II: Siracusa - Tripoli - (bisettimanale)[6]
  3. Linea N. III: Napoli - Messina - Reggio - Catania - Siracusa - Bengasi - Marsa Susa - Derna - (settimanale)[6]
  4. Linea N. IV: Siracusa - Bengasi - (settimanale)[6]
La Posta

Anche per far giungere la posta nelle nuove colonie italiane d'Africa, la città di Siracusa ebbe un ruolo fondamentale, infatti vennero istituite le seguenti rotte aeree commerciali postali:

  1. Tripoli - Malta - Siracusa - Roma (Ostia) (trisettimanale)
  2. Napoli - Siracusa - Tripoli (settimanale)

La prima linea aerea italiana verso la Libia fu istituita nel 1928:

«I servizi aerei regolari in Libia iniziarono nel novembre 1928 con la primalinea aerea «Roma-Siracusa-Tripoli», trisettimanale in inverno, giornaliera in estate, della società Sana»

(Le poste italiane fuori d'Italia, pag. 258[7])

Il nome di Siracusa divenne in un certo senso simbolico, poiché esso rappresentava uno dei legami più vicini che i coloni italiani avessero nelle loro nuove terre d'Africa. E questo legame perdurò anche con la venuta del regime fascista, negli anni '20, '30 e '40. Ciò è testimoniato ad esempio da un padiglione allestito a Tripoli in occasione della Fiera internazionale di Tripoli a cui venne dato il nome di "Siracusa" dedicandolo in questo modo alla città italiana.

I cavi comunicanti tra Siracusa - Tripoli - Bengasi[modifica | modifica wikitesto]

La città siciliana venne collegata anche mediante dei cavi sottomarini alle nuove colonie italiane d'Africa;

«I punti di atterraggio dei cavi telegrafici sottomarini, e quindi i loro approdi, erano di solito in baie riparate dal mare, con fondo di fango o arena, lontano dagli ancoraggi, foci dei fiumi, tonnare e località frequentate da navi da pesca a vapore. A Tripoli fu ad esempio scelta una spiaggia sabbiosa poco a ponente della città e a Bengasi una piccola insenatura sotto il fanale, con il cavo Siracusa-Tripoli e Siracusa-Bengasi con origine in una piccola baia a sud del Capo Murro di Porco, dieci chilometri a sud di Siracusa.»

(Stefania Elena Carnemolla, Il mare per comunicare[8])

La nuova guerra coloniale negli anni '30[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Libia italiana e Guerra d'Etiopia.

Il regime fascista avviò la riconquista delle terre d'Africa e come successo in passato, anche questa volta, Siracusa ricoprì il ruolo di "unione" tra le due sponde del Mediterraneo.

Le truppe militari italiane partivano dal porto aretuseo, così come molti coloni destinati alle nuove abitazioni in Libia, in Eritrea e in Etiopia. La linea marittima più importante era definita la:

«Roma - Napoli - Siracusa - Tripoli»[9]

Altra linea istituita negli anni '30 era la: «Roma - Siracusa - Bengasi», la quale proseguiva poi verso l'Egitto e il Sudan, importante anch'essa perché provvedeva a mantenere le comunicazione con l'Impero italiano del periodo fascista.

Si può dunque dire che Siracusa divenne in quel periodo e in quegli avvenimenti un punto di riferimento importante per il Regno d'Italia; rotta primaria, base militare, base commerciale, riferimento sociale per i coloni in Africa. Ovviamente di ciò ne beneficiò anche l'intero suolo urbano siracusano che si vide improvvisamente proiettato verso un futuro che lo vedeva pienamente coinvolto negli affari pubblici.

Ma come spesso è accaduto nella storia di questa città, dopo un iniziale suo coinvolgimento centrale nella vita socio-politica dell'epoca, venne in seguito dimenticato il ruolo da essa svolto. La città aveva chiesto l'istituzione del porto franco, dati i suoi movimenti attivi, ma non le fu concesso; ben presto i compiti dapprima riservategli vennero poi trasferiti ad altre città, come ad esempio il ruolo del suo porto; col passare del tempo le funzioni centrali vennero tolte a Siracusa e vennero stabilite a Catania[10]. E come si poteva immaginare una volta che al porto aretuseo furono preclusi gli scambi commerciali e le rotte di trasporto passeggeri, diminuì anche il flusso sociale verso la città fino quasi a spegnersi. E passati i momenti di grande ansia o di grandi avvenimenti, durante il ventennio fascista di questa città si parlerà pochissimo. Andamento sociale del quale ci parlano diversi siracusani nei loro libri storici sulla città:

«Queste ambizioni vennero però smentite dalla politica di regime che orientò verso altre regioni le funzioni richieste da Siracusa e che indebolì la città smembrandone il territorio con la creazione della provincia di Ragusa

(Gaetano Calabrese; Gli archivi d'impresa in Sicilia, pag. 205)

«L'appuntamento storico, non lo avrebbe mai pensato nessuno, doveva avvenire nientemeno che a Siracusa. Una città quasi anonima durante il ventennio, forse talvolta ricordata come punto di rifornimento per l'Africa Orientale e per la Libia.»

(Alberto Giammanco, Salvatore Sparatore, Churchill a Siracusa - Un Turista Scomodo..., pag. 55[11])

La società durante il fascismo[modifica | modifica wikitesto]

La politica e il popolo[modifica | modifica wikitesto]

Come spiegato da molti storici, il fascismo non fu un fenomeno nato in Sicilia. Piuttosto i siciliani adottarono questa dottrina politica venuta dal centro-nord Italia.[12]

Il fascio di Siracusa fu uno dei primi a nascere in Sicilia[13]. Nei testi storici si afferma che le due maggiori vittorie elettorali nel mezzogiorno d'Italia il fascismo le ottenne nel 1919-20 in Puglia[14] e nella provincia (ancora congiunta) di Siracusa-Ragusa[14].

Le cronache narrano di un giovane umbro, Tullio Cianetti, all'epoca venticinquenne sindacalista, che era stato mandato nella città di Siracusa con il compito di apporvi l'ideologia fascista nel proprio settore, tenendo i contatti con Edmondo Rossoni, altro influente sindacalista fascista.[14] Nella città aretusea Cianetti incontrò l'appoggio di alcuni politici locali, uno dei quali, Alfieri, disse che Siracusa poteva essere fascistizzata nel giro di pochi mesi.[15][16], sicuro che l'ideale fascista su quelle terre si sarebbe ben presto potuto vedere in maniera solida. Tuttavia Cianetti incontrò diverse difficoltà nella sua permanenza siciliana. Venne nominato segretario provinciale di Siracusa e vi rimase dall'estate del 1925 fino al marzo del 1926. In un carteggio con Rossoni scrisse:

«Il terreno è fertilissimo e potremo fare un'organizzazione meravigliosa [...]. Alfieri farà lo stesso per il partito»

(Lettera di Tullio Cianetti a Edmondo Rossoni del 12/08/1925, in ACS, fondo Tullio Cianetti, B.7)

Il partito fascista siracusano fu fondato nell'anno 1921 da un gruppo di cittadini reduci di guerra, da studenti, artigiani e alcuni intellettuali. Vi era rappresentata grande parte della società popolare aretusea. Ma ciò non toglie che vi fosse anche una parte di società che il fascismo voleva ostacolarlo e che vi opponeva resistenza, oppure semplicemente criticava questo pensiero politico poiché lo trovava alquanto inadeguato e contrario al normale sviluppo sociale.

Nel 1924 il clima politico alla vigilia delle nuove elezioni nella città di Siracusa era, come di consuetudine, abbastanza acceso e vi regnava una sorta di disordine elettorale che si avvicinava molto al clima di tensione del governo nazionale. In quell'anno infatti a Roma vennero sciolte le camere e indette nuove elezioni. Vinse la destra a Siracusa e nel maggio di quello stesso anno venne il Duce Benito Mussolini a far visita alla città aretusea nel corso del suo viaggio in Sicilia. Mussolini venne accolto festosamente dalla folla siracusana.[17]

Ma il risultato di quelle elezioni non fu semplice. Della situazione politica siracusana ne parlò persino Giacomo Matteotti, che nell'estate del '24 fu assassinato a causa della sua ferma opposizione al fascismo in parlamento. Le cronache di quegli anni raccontano che nella provincia siracusana il fascismo aveva raggiunto livelli di violenza mai visti prima[17] e si denunciò che i siracusani furono costretti con la violenza a votare per il partito fascista quando si trovavano all'interno del seggio elettorale, senza che vi fosse nessuno a difendere i cittadini.[17] Ma la società cominciò a mutare anche nelle istituzioni riguardanti la vita pubblica; la scuola, lo sport, tutto ciò che rappresentava un punto di ritrovo collettivo doveva uniformarsi al pensiero fascista.

Antifascismo a Siracusa[modifica | modifica wikitesto]

Anche la città di Siracusa ebbe coloro che pagarono la propria opposizione al fascismo. Il primo caso di violenza che si ricordi fu quello che colpì un giovane diciassettenne siracusano di nome Angelo Rizza che in una lite con degli antifascisti rimase ucciso il 16 maggio del 1921.[18] Alcuni dei nomi di siracusani che finirono al confino, al carcere o che subirono persecuzioni per la loro opposizione ai fasci furono: Giuseppe Agnello; professore di lettere, per le sue idee contrarie al fascismo venne escluso dall'insegnamento pubblico e privato di stipendio e pensione fino alla caduta del regime[19]. Eduardo Di Giovanni; subì due attentati durante l'epoca fascista a Siracusa, durante uno di questi un uomo perse la vita per difenderlo. Salvatore Monteforte, antifascista liberalradicale (una via oggi a Siracusa porta il suo nome), Alfonso Failla; anarchico, combatté nella guerra di Spagna e venne catturato perché oppositore del regime fascista e sottoposto a dura prigionia in diversi campi nell'Italia del nord[20]

La persecuzione degli ebrei a Siracusa[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Comunità ebraica di Siracusa.

Siracusa era stata un tempo la città in Sicilia con il maggior numero di ebrei; la comunità infatti risultava pari a circa 3.000 persone, simile per numero a quella di Palermo. Ma con il passar del tempo e degli avvenimenti tale comunità era di molto diminuita, soprattutto a causa dell'editto spagnolo del 1492 che segnò l'espulsione forzata degli ebrei di Sicilia. Per questo motivo nei primi anni del '900 la comunità ebraica siciliana era composta di pochissime persone.

In tutta la Sicilia risultavano 202 persone di nazionalità ebraica; a Siracusa solamente 3 famiglie. Non si ha notizia se altri ebrei residenti a Siracusa riuscirono a sottrarsi alla dichiarazione forzata che attuò il regime fascista. La città di Siracusa era in quel periodo attivamente collegata con Tripoli, motivo questo che rendeva più attenti i controlli del visto nei documenti delle persone che entravano e uscivano dalla città. Una testimonianza ci narra della situazione ebraica dell'epoca nella città aretusea dicendoci che comunque "a Siracusa prevalse l'umanità"[21] perché gli uomini addetti ai controlli dei documenti non bloccavano gli ebrei pur riconoscendoli; questo fino a quando la polizia tedesca, stanziata presso il Palazzo delle Poste siracusano, non decise di sostituirsi agli incarichi affidati agli italiani ed effettuò essa stessa i controlli sugli ebrei a Siracusa.[21] Da quel momento la situazione divenne molto più tragica.[21]

La formazione della gioventù e lo sport[modifica | modifica wikitesto]

«Il Governo esige che la Scuola si ispiri alle idealità del Fascismo,
esige che la Scuola non sia non dico ostile,
ma nemmeno estranea o agnostica di fronte al Fascismo,
esige che tutta la Scuola, in tutti i suoi gradi e in tutti i suoi insegnamenti,
educhi la gioventù italiana a comprendere il Fascismo,
a nobilitarsi nel Fascismo
e a vivere nel clima storico creato dalla Rivoluzione fascista»

(Tratto dal documento d'epoca: Siracusa Fascista, 25 maggio 1931[22])

La scuola, essendo luogo collettivo e fonte principale della formazione dell'individuo rappresentava per il regime fascista un punto fermo su cui fare aderire in maniera categorica le dottrine del fascismo.

Nacquero istituzioni fatte appositamente per far crescere i giovani in maniera sportiva, atletica e militarista. Nel 1926 venne istituita l'Opera Nazionale Balilla (organo del Partito Nazionale Fascista), essa comprendeva attività complementari ai fini della formazione scolastica e militare. Si incominciava già da molto piccoli ad assimilare l'insegnamento fascista. I bambini e poi i giovani venivano accompagnati durante tutta la loro crescita dall'ideologia fascista.

Lo sport per Mussolini fu molto importante, volle che la società italiana potesse dirsi sportiva. Anche a Siracusa venivano fatte frequenti gare ginniche, manifestazioni in diversi tipi di discipline, saggi di danza corali. Sia maschi che femmine si prodigarono nello sport.

Le Rappresentazioni Classiche al Teatro Greco[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Teatro Greco di Siracusa e Istituto nazionale del dramma antico.
Il Teatro Greco di Siracusa colmo di gente per le rappresentazioni teatrali; epoca fascista.

L'attività teatrale del Teatro Greco di Siracusa riprese, dopo una pausa di oltre mille anni dagli originari spettacoli in epoca greco-romana, nel 1914, ovvero dopo l'avvenuta unità d'Italia. Inizialmente si occupava di organizzare gli spettacoli teatrali il comitato organizzativo, poi Mussolini nel 1924, dopo aver assistito personalmente all'esibizione teatrale di Isette a Tebe e di Antigone al teatro siracusano, rimase così entusiasta che decise di fare evolvere quegli spettacoli in un'istituzione nazionale, fu così che nacque con regio decreto n. 1767 il 7 agosto 1925 l'Istituto nazionale del dramma antico di Siracusa[23][24] (nel 1998 cambierà poi il suo ruolo giuridico da Ente pubblico a Fondazione[25]). Da quel momento gli spettacoli teatrali si diffusero in tutta la penisola italiana[24]. I nuovi spettacoli suscitarono a Siracusa grande entusiasmo, il Teatro Greco si riempì di gente che accorreva a vedere gli spettacoli teatrali in abiti greci che si svolgevano a cielo aperto. Il corso della vita teatrale proseguì fermandosi solo allo scoppio della seconda guerra mondiale, per poi riprendere la sua attività alla fine del conflitto bellico. Dal 1914 ai giorni attuali l'INDA continua la sua produzione, nel 2014 celebra i 100 anni di fondazione.

Le visite del Re e di Mussolini a Siracusa[modifica | modifica wikitesto]

«Lo stesso giorno, in piazza del Duomo a Siracusa, il Duce rivolge al popolo un saluto di viva simpatia in cui è espressa la sua soddisfazione di ritrovarsi dopo molti anni, e dopo tanti eventi destinati a rimanere incancellabili nelle memorie della patria, tra la fedele gente dell'antichissima Siracusa»

(Dal discorso di Benito Mussolini a Siracusa, 1937.[26])
Mussolini a Siracusa nel 1937
  • 1924 Benito Mussolini giunge a Siracusa a seguito di un tour propagandistico nell'isola, tenendo un comizio a piazza Duomo
  • 1930 il re Vittorio Emanuele III in visita a Siracusa inaugura la stazione marittima, il palazzo della dogana e delle poste, ed infine assisterà ad una delle rappresentazioni classiche al teatro greco
  • 1933 il re Vittorio Emanuele III si recò in visita a Siracusa facendo uso del trenino che da Siracusa conduceva a Vizzini attraversando la necropoli di Pantalica
  • 1937, discorso di Benito Mussolini in piazza Duomo
  • 1939 il Re Vittorio Emanuele III visita nuovamente la città, questa volta passando dal castello Eurialo, dal Pantheon dei caduti e dal nuovo ospedale in costruzione

Siracusa durante la Seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Date dei bombardamenti sulla città[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Ipogeo di piazza Duomo.

«In città erano stati ricavati numerosi ricoveri antiaerei: uno presso l'ex liceo scientifico in via Imera, uno a S. Giuseppe, uno in piazza S. Filippo Apostolo, uno alla Giudecca che comunicava con via Nizza, un altro al Teatro Comunale. Quello di piazza Duomo era il più grande e il più accogliente perché, tra l'altro, in comunicazione con la Marina. Dentro i ricoveri non potevamo percepire quanto accadeva all'esterno;»

(I rifugi antiaerei di Siracusa.)
La città di Siracusa bombardata durante la Seconda guerra mondiale
Siracusani all'interno del rifugio antiaereo.

Come risulta anche da questa testimonianza la città di Siracusa disponeva di diversi rifugi antiaerei; spesso scavati in epoche molto antecedenti al periodo bellico. La popolazione vi si rifugiava quando si udiva l'allarme che preannunciava l'arrivo di un bombardamento.

La città di Siracusa, pur non avendo al suo interno basi o strutture di particolare interesse strategico, risultò comunque molto colpita dai bombardamenti aerei, i quali pur non provocando grandi numeri di vittime umane distrussero ugualmente grande parte della città. Il più terribile che Siracusa ricordi avvenne il 27 febbraio 1943 in località Piazza Santa Lucia e fu tragico perché morirono 55 persone, molte delle quali erano solo bambini che si trovavano allo Stadio Vittorio Emanuele III (oggi Stadio Nicola De Simone) per lo svolgimento di una gara ginnica e molti tra militari e civili. La città ancora oggi commemora quel triste evento con celebrazioni ufficiali[27]. Siracusa era inoltre molto vicina alla cittadina di Augusta (nella provincia siracusana) al tempo nota soprattutto per essere la sede di una delle tre basi principali della Marina Militare italiana. Tale fatto comportò il sistematico bombardamento per la località augustese; iniziarono a bombardarla dal 1940 fino al 1943. Anche Augusta ebbe il suo bombardamento più tragico il 13 maggio 1943 quando morirono a causa delle bombe 62 persone tutte tra i civili e non fra i militari. La città di Siracusa si prodigò in quei frangenti per aiutare la vicina Augusta.[28]

I bombardamenti in Italia si verificarono in due tempi diversi; in un primo tempo (dal 1941 al 1943) venne maggiormente bombardato il Sud Italia, fino alla sbarco degli Alleati. In un secondo tempo (dal 1943 al 1945) i bombardamenti si concentrarono maggiormente sul Nord Italia, seguendo la risalita degli Alleati e mettendo fine così ai bombardamenti nel meridione.

Bombardamenti aerei degli Alleati[29][30][31][32]
Bombardamenti aerei della Germania nazista e della Regia Aeronautica[29]

Principali eventi bellici sulle coste della città[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Operazione Husky, Operazione Ladbroke e Armistizio di Cassibile.
Il Conte Rosso

Il 24 maggio 1941 al largo di Siracusa venne affondato il transatlantico Conte Rosso con il suo carico di soldati e ufficiali diretti in Libia. Alle 20:40 la nave incrocia il sommergibile inglese HMS Upholder (P37) che lanciando due siluri lo colpisce affondandolo. L'affondamento avviene in una decina di minuti causando la morte di 1.297 persone.[33] Il relitto è ancora in fondo alle acque.

Nello stesso periodo al largo di capo Murro di Porco il sommergibile FR 111 al ritorno di una missione, di trasporto da Lampedusa[34] venne avvistato e attaccato da tre cacciabombardieri Alleati alle 14:45 del 28 febbraio 1943, mentre stava rientrando alla base di Augusta; il battello mitragliato e colpito da bombe, gravemente danneggiato s'inabissò in breve tempo[35][36]. Nell'affondamento persero la vita il comandante Celeste con altri quattro ufficiali e 18 fra sottufficiali e marinai[37].

Le tombe dei soldati inglesi del Syracuse War Cemetery

«La prima grande operazione via mare contro la Sicilia, che la storia ricordi, avvenne nell’anno 413 a.C. quando Atene, allora all’apice della sua potenza, inviò il fior fiore del suo esercito e della sua flotta alla conquista di Siracusa. “Ciò che rese famosa questa spedizione – scrisse Tucidide – non furono soltanto la sua incredibile audacia e il brillante spettacolo che offriva, ma anche la grande superiorità numerica delle forze impiegate”. L’audace tentativo si concluse nella disfatta più completa: gli invasori furono annientati e i generali ateniesi catturati e giustiziati. Probabilmente i ricordi di questo poco felice precedente non turbarono granché il generale Eisenhower e i comandanti in sottordine durante i preparativi dell'operazione "Husky".»

(Dalla storica rivista "I Siracusani" - Attacco alla Sicilia.[38])

La città fu liberata dal regime fascista il 10 luglio del 1943 con l'operazione Ladbroke condotta dalle armate anglo-americane sbarcate nelle spiagge del territorio siracusano con l'utilizzo di alianti. L'operazione comportò parecchie perdite per gli alleati che nel 1953 fecero costruire il cimitero Syracuse War Cemetery dove riposano le spoglie dei soldati caduti per liberare la città. Il 3 settembre presso le campagne di Cassibile fu firmato l'armistizio con cui l'Italia cessava le ostilità contro le forze alleate e proseguiva la guerra contro la Germania.

Secondo dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Elio Vittorini
Elio Vittorini.jpg

Elio Vittorini (1908-1966) è stato il più famoso scrittore siracusano del novecento. Egli fece fortuna trasferendosi a Milano dove divenne un'autorevole uomo di lettere. Fondò la rivista Il Politecnico.

«Mangerete con più appetito a Siracusa, - egli disse. E soggiunse: - Vi fermate lì?
- Mi fermo lì, - io risposi.
- Risiedete lì? - disse lui.
- No, - io risposi. - Non risiedo lì.
- Ma non avete nessuno a Siracusa? - disse lui.
- No, - io risposi.
- Ci andate per affari, allora, - egli disse.
- No, - io risposi. - No.»

(Conversazione in Sicilia)

Anni 50[modifica | modifica wikitesto]

Dal 29 agosto al 1º settembre 1953 il un'abitazione nel quartiere borgata avviene la lacrimazione di un quadretto della Madonna[39]. L'episodio si ripeterà più volte, attirando l'attenzione di giornalisti e fedeli. Per l'occasione il quadro verrà esposto in maniera temporanea in piazza Euripide, per poi venire spostato nel futuro santuario della Madonna delle Lacrime progettato nel 1957 i cui lavori inizieranno nel 1966 per terminare nel 1994 attraverso l'inaugurazione del tempio avvenuta il 6 novembre 1994 alla presenza di papa Giovanni Paolo II[40].

Nell'aprile del 1955 la città accolse Winston Churchill per una visita ufficiale.[41][42] Il soggiorno dell'ex governatore del Regno Unito destò l'interesse della stampa internazionale, e la sua presenza a Siracusa fu motivo di qualche critica isolata da parte di alcuni esponenti politici[43].
Churchill disse di voler passare a Siracusa giorni di tranquillità, senza impegni politici di alcun genere. Portò con sé la sua attrezzatura per dipingere: tela e pennelli. Ciononostante la sua fama attirò in città influenti personalità politiche: soggiornarono insieme a Churchill, presso la Villa Politi, l'ambasciatrice americana in Italia, Clare Boothe Luce, il politico inglese e amico personale di Churchill, McMillan, il presidente del consiglio dei ministri italiano, Mario Scelba, il ministro degli affari esteri, Gaetano Martino e diversi altre figure note.[44]
Churchill visitò i monumenti della città e dipinse due quadri che portò a Londra. Il suo amico e fisico nucleare, Frederick Lindemann, definì il viaggio di Churchill a Siracusa come:

«la prima, vera vacanza nella vita di Winnie.»

(Lord Lindemann in Piccola memoria, Carlo Laurenzi, 1994, p. 35.)

Nel 1957 fece scalpore, destando risonanza nazionale, il cosiddetto matrimonio in bottiglia tra una siracusana e un cuoco svedese che cercando moglie lasciò un messaggio in nove bottiglie a mare. Il messaggio venne raccolto e l’anno successivo la coppia si sposò presso la chiesa di San Paolo a Siracusa.[45]

Anni 60[modifica | modifica wikitesto]

Nel dopoguerra il rapido processo di industrializzazione nell'area a nord della città, dalla periferia di Augusta alla zona di Targia, con l'apertura di stabilimenti chimici e grosse raffinerie di petrolio, induce un inatteso ma squilibrato sviluppo economico[46]. La città aumenta la sua popolazione per immigrazione interna, espandendosi però in maniera disordinata a causa delle molteplici speculazioni edilizie.

In pochi anni il nucleo originario della città costituito dalla sola Ortigia e la Borgata vengono espansi con la costruzione di nuovi quartieri verso la zona nord. Dagli anni cinquanta sino agli ottanta l'espansione è rapida proprio per la forte richiesta di alloggi. Un'ulteriore urbanizzazione è avvenuta negli anni novanta e tutto il duemila, ampliando il quartiere della Pizzuta ma anche in aree critiche a ridosso delle Mura dionigiane e in contrada Tremilia. In questo caso l'urbanizzazione è stata seguita da molte critiche da parte degli ambientalisti per l'evidente speculazione edilizia in atto.

Lo sport[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni sessanta e settanta, la città, anche grazie all'impegno dell'ex arbitro Concetto Lo Bello in giunta comunale, si dota di impianti sportivi all'avanguardia: il campo scuola "Pippo Di Natale" e la cittadella dello sport, oggi a lui dedicata. Lo Bello pose inoltre le basi per il costruendo palasport e per la palestra polivalente "Akradina", il cui completamento è avvenuto solo di recente.

Siracusa odierna[modifica | modifica wikitesto]

Dagli anni 80 al nuovo millennio[modifica | modifica wikitesto]

La speculazione edilizia
Corso Gelone

Sin dall'insediamento delle industrie nell'area del polo petrolchimico, l'aumento del reddito della città ha favorito l'espansione edilizia della città e il conseguente moltiplicarsi degli abusi e delle criticità. Per questa ragione è avvenuta un'urbanizzazione selvaggia nelle zone balneari di Terrauzza, Plemmirio, Arenella e Fontane Bianche. La parte nord della città ha visto un proliferare di condomini senza opportuni piani regolatori spesso a ridosso dei beni archeologici di pregio (non senza demolizioni e scempi) in mancanza di un'adeguata legislazione protettiva[47].
Anche negli ultimi anni la città è stata oggetto di una speculazione edilizia che ha determinato diverse criticità nei pressi delle Mura dionigiane, in contrada Tremmilia nonché i recenti tentativi, da parte di alcuni imprenditori, di aprire dei villaggi alla Pillirina e in zona Ognina.[48]

Nel 1979 la frazione di Priolo Gargallo si è distaccata divenendo comune a sé stante[49].

Con decreto dell'assessorato "Territorio Ambiente" della Regione Siciliana nel 1984 viene istituita la Riserva naturale Fiume Ciane e Saline di Siracusa, orientata alla salvaguardia del papiro lungo il corso del fiume Ciane ed alla conservazione dell'ambiente delle "Saline".

Nel 1985 la città si mobilita per la visita di Carlo e Lady Diana[50].

Nel 1988 è stata inaugurata la nuova struttura del Museo archeologico regionale Paolo Orsi presso la villa Landolina. L'atteso ampliamento del secondo piano (con le sale dedicate ai reperti di epoca romana e bizantina) è stato inaugurato nel 2006.

Negli anni novanta fu prevista la costruzione di un porto turistico previsto nell'area antistante l'attuale parcheggio Talete in Ortigia: fu poi costruito solo un molo in violazione alle norme d'impatto ambientale. Nella stessa zona non decollerà mai neanche il progetto di un tunnel sottomarino che potesse collegare Ortigia alla terraferma.

Nella notte del 13 dicembre 1990 la città fu colpita da un violento terremoto che rese inagibili molte abitazioni e costrinse alla chiusura di parecchi monumenti e chiese della città. Il successivo stanziamento di fondi post-sisma ha permesso negli ultimi anni il recupero e la fruizione di molti immobili danneggiati.

L'aumentata sensibilità sul rischio sismico in città, determina alcune misure di prevenzione tra cui il restauro e il consolidamento statico del ponte umbertino. Per ovviare alle restrizioni di traffico viene montato un ponte Bailey dal genio militare per tutta la durata dei lavori. Tuttavia il passaggio (non autorizzato) di un camion determina il crollo del ponte e la morte del conducente[51].

Nel 1998 è stata inaugurata la nuova tratta ferroviaria dalla stazione di Siracusa alla stazione di Targia. La tratta è interamente sotterranea e determina il passaggio dei treni nella zona del Fusco ove si immette in galleria per uscire alla Targia[52]. Questa modifica al tracciato era attesa da anni in quanto ha consentito l'eliminazione dei passaggi a livello di Corso Gelone, di Santa Lucia e di santa Panagia. Il cambiamento epocale per la città ha permesso un miglioramento del traffico veicolare, non più interrotto e la riqualificazione dell'ex tracciato ferroviario negli anni successivi con la creazione della pista ciclabile e di un'area a verde nella zona di corso Gelone e della Borgata.

Il terzo ponte di Ortigia

Dopo decenni di abbandono e il progressivo degrado del centro storico di Ortigia, è cominciata di recente un'opera di recupero e restauro dell'isola. Di fondamentale importanza il progetto Urban di riqualificazione urbana con cui è stato parzialmente rilanciato il commercio e la vivibilità urbana dell'isola. Inoltre il progressivo smantellamento della vecchia cinta ferroviaria e il tentativo di rilancio e riconversione dell'economia siracusana, dall'industria chimica a quella turistica modifica gli assetti economici della città. Nel 2004 viene costruito il terzo ponte in Ortigia[53], detto di Santa Lucia, il quale modificherà il traffico in ingresso nell'isola.

Nel 2005 assieme al sito di Pantalica, Siracusa diviene ufficialmente patrimonio UNESCO. La cerimonia verrà eseguita alla presenza del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi[54]. Nello stesso anno viene istituita l'Area naturale marina protetta del Plemmirio.

Statua di Archimede di Pietro Marchese

Nel 2008 viene aperta la pista ciclabile in sostituzione dell'antico tratto ferroviario da piazza Cappuccini alla Targia. Due anni dopo verrà aperta la strada che collega piazza Cappuccini allo sbarcadero. In questo modo si completa la dismissione della "cintura di ferro" riqualificando (con zone a verde nella restante parte dell'ex tracciato) l'antica lacerazione tra le due parti della città.

Dal 22 al 24 aprile 2009 Siracusa ha ospitato il G8 ambientale presso il Castello Maniace, per l'occasione interamente ristrutturato assieme ad alcune parti della città[55].

Nel 2013 la nuova amministrazione comunale lavora alla candidatura della città come capitale della cultura europea del 2019. Tuttavia la candidatura non riesce a passare la valutazione della giuria e la città viene esclusa.[56] Nel 2014 viene decisa la demolizione del ponte dei Calafatari dopo diversi anni di chiusura al traffico. Il ponte era stato considerato pericolante.[57] Ortigia torna ad avere due ponti di accesso.

Nell'ambito della riqualificazione urbana in termini artistici la città si dota di una serie di elementi decorativi come i murales di viale Teocrito completati nell'agosto del 2014[58] e il murales dedicato a Santa Lucia nel quartiere della Mazzarona.[59] Il 12 dicembre 2015 è stato inaugurato il Parco delle sculture accanto al percorso della pista ciclabile, il 13 marzo 2016 viene inaugurata una statua in onore di Archimede e posta al rivellino del ponte Umbertino. L'opera è stata creata dallo scultore Pietro Marchese e dall'architetto Virginia Rossello.[60] In ambito sportivo dal 29 agosto al 4 settembre la città ha accolto in Ortigia i campionati mondiali di canoa polo 2016[61], vinti per la prima volta dalla nazionale italiana[62].

Il 23 settembre 2018 giunge in città per una breve visita il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per presiedere una cerimonia presso l'Istituto superiore internazionale di scienze criminali[63].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cfr., tra gli altri, Santuccio, Governare la città: territorio, amministrazione e politica a Siracusa (1817-1865), 2010; Il pungolo: giornale della sera, Milano 1863, p. 629.
  2. ^ Augusto von Platen. La fine del viaggio, Lombardi editori, 2007.
  3. ^ FREUD IN SICILIA - la Repubblica.it
  4. ^ AVOLIO G.: La ferrovia Siracusa - Vizzini - considerazioni tecniche ed economiche. Napoli, 1902.
  5. ^ a b Il colonialismo italiano - Corriere della Sera, su cinquantamila.it.
  6. ^ a b c d La provincia di Siracusa: monografia economica, Leone Efisio Picone, Tip. C. Galàtola, 1925 - pag. 247
  7. ^ Bruno Crevato-Selvaggi e Andrea Giuntini, Le Poste italiane fuori d'Italia - Academia-edu, su academia.edu.
  8. ^ Diacronie. Studi di Storia Contemporanea, N. 15, 3|2013, Atterraggio e approdo dei cavi sottomarini
  9. ^ La Libia in Enciclopedia Treccani - 1938, su treccani.it.
  10. ^ Athenaeum, Giornale degli economisti e rivista di statistica, 1922 pag. 585
  11. ^ Alberto Giammanco, Salvatore Sparatore, Churchill a Siracusa - Un Turista Scomodo..., Lulu.com, 2010
  12. ^ Fascismo: La nascita - Rai Storia, su raistoria.rai.it.
  13. ^ Gabriella Scolaro, Il Movimento Antimafia Siciliano, Lulu.com, 16/set/2008
  14. ^ a b c Il fascismo: la politica in un regime totalitario
  15. ^ Luisa Maria Plaisant, La Sardegna nel regime fascista, CUEC Editrice, 2000
  16. ^ Maurice Aymard, Giuseppe Giarrizzo, Storia d'Italia. Le regioni dall'Unità ad oggi, Volume 5, G. Einaudi, 1987
  17. ^ a b c Era fascista a Siracusa, su antoniorandazzo.it (archiviato dall'url originale il 3 febbraio 2014).
  18. ^ Lunedì 16 maggio 1921 - Corriere della Sera, su cinquantamila.corriere.it.
  19. ^ Suo figlio fu anch'esso antifascista e nel 1943 venne arrestato e condotto in prigionia a Firenze, dove rimase fino al 1944
  20. ^ Quando scoppiò la seconda guerra mondiale si vide liberato grazie al gesto di un alpino tenente di nome Rouep, combatté insieme alla Resistenza per liberare diverse regioni settentrionali (Toscana, Liguria, Lombardia)
  21. ^ a b c Uno sguardo alla storia degli ebrei a Siracusa - Dalla preistoria ad oggi, su sicilia-ebraica.it.
  22. ^ Le direttive del governo fascista sulla scuola - memorie Siracusa
  23. ^ Gazzetta n. 20 del 25 gennaio 2014, su gazzettaufficiale.biz.
  24. ^ a b Patricia Gaborik, Lo spettacolo del fascismo - Academia.edu, su academia.edu.
  25. ^ Istituto Nazionale del Dramma Antico - Fondazione onlus, su indafondazione.org (archiviato dall'url originale il 28 giugno 2014).
  26. ^ Cit. presente in: Dalla proclamazione dell'impero al viaggio in Germania (10 maggio 1936-30 settembre 1937); Bollettino Parlamentare - Volume 11, Edizione 3 - Pagina 17; Scritti e discorsi di Arnaldo Mussolini - Volumi 11-12 - Pagina 130
  27. ^ Siracusa, 70º Anniversario del bombardamento aereo del '43. Due iniziative previste per il 27 febbraio e 2 marzo, su siracusanews.it. URL consultato il 23 febbraio 2013 (archiviato dall'url originale il 26 febbraio 2013).
  28. ^ Augusta 13 maggio 1943 - Cronaca di un bombardamento (PDF), su obiettivosicurezza.vigilfuoco.it.
  29. ^ a b Bombardamento Seconda Guerra Mondiale, su biografiadiunabomba.it (archiviato dall'url originale il 26 settembre 2008).
  30. ^ Bombardamenti 1941 - Rizzoli (PDF), su rcslibri.corriere.it (archiviato dall'url originale il 2 febbraio 2014).
  31. ^ Bombardamenti 1942 - Rizzoli (PDF), su rcslibri.corriere.it. URL consultato il 18 marzo 2017 (archiviato dall'url originale il 2 febbraio 2014).
  32. ^ Bombardamenti 1943 - Rizzoli (PDF), su rcslibri.corriere.it (archiviato dall'url originale il 2 febbraio 2014).
  33. ^ Il Conte Rosso sul mare (PDF), 29 maggio 2011.
  34. ^ FR 111
  35. ^ Giorgio Giorgerini, Uomini sul fondo. Storia del sommergibilismo italiano dalle origini ad oggi, p. 359
  36. ^ FR. 111
  37. ^ Sommergibilisti immolatisi con il proprio battello
  38. ^ Dalla storica rivista "I Siracusani", anno I, n. 2, luglio-agosto 1996 - Attacco alla Sicilia.
  39. ^ Santuario Madonna delle Lacrime Archiviato il 13 ottobre 2013 in Internet Archive.
  40. ^ Santuario Madonna delle Lacrime Archiviato il 13 ottobre 2013 in Internet Archive.
  41. ^ Silvestro Livolsi, Churchill, il viaggio nell'Isola del liberatore in vacanza, La Repubblica, 29 luglio 2008. URL consultato il 30 gennaio 2015.
  42. ^ Le vacanze di Churchill in Sicilia, Youtube.
  43. ^ Il vicesegretario del Movimento sociale italiano, Pino Romualdi, definì "eccessivo" l'interesse italiano per l'ex governatore inglese, ricordando che si trattava pur sempre dell'ex nemico di guerra, divenuto solo in seguito alleato.
  44. ^ In quei frangenti giunse inoltre una delegazione svizzera che consegnò all'ospite inglese in dono una coppa d’argento recante l'incisione « A Sir Winston Churchill, l’uomo che nel 1944 impedì l’invasione della Svizzera ».
  45. ^ Antonio Randazzo, Sposi in bottiglia Siracusa - ricordando, su www.antoniorandazzo.it. URL consultato il 26 dicembre 2017.
  46. ^ Lo sviluppo della zona industriale di Siracusa – Sincat liquilchimica Montedison Anic Isab –Incendio Icam - La distruzione di Marina di Melilli
  47. ^ ReportageSicilia: CRONACHE DELLO SFREGIO URBANISTICO A SIRACUSA, su reportagesicilia.blogspot.it. URL consultato il 9 agosto 2016.
  48. ^ Abusi edilizi nei luoghi protetti dall'Unesco, dirigenti della Soprintendenza sospesi, funzionari trasferiti: il caso Siracusa
  49. ^ Comune di Priolo Gargallo sito ufficiale Archiviato il 4 marzo 2016 in Internet Archive.
  50. ^ Articolo di La Repubblica
  51. ^ Il ponte prima del ponte Archiviato il 19 gennaio 2013 in Internet Archive.
  52. ^ Il progetto del tratto (Targia-Siracusa) (PDF), su rocksoil.com.
  53. ^ Girodivite
  54. ^ La visita del Presidente
  55. ^ Home - G8Ambiente.it Archiviato il 19 dicembre 2014 in Internet Archive.
  56. ^ Siracusa: esclusione Capitale Europea della Cultura, la parola all'assessore Lo Giudice - Giornale Siracusa, su Giornale Siracusa - News di Siracusa in tempo Reale. URL consultato il 16 marzo 2016 (archiviato dall'url originale il 23 marzo 2016).
  57. ^ Gianni Catania, Siracusa. Il ponte dei Calafatari non c’è più. Completata la demolizione, Siracusa Oggi, 31 dicembre 2014. URL consultato il 30 gennaio 2015 (archiviato dall'url originale il 10 gennaio 2015).
  58. ^ Siracusa: si conclude la Street Art in Viale Teocrito, il quartiere Borgata è entusiasta - Giornale Siracusa, su Giornale Siracusa - News di Siracusa in tempo Reale. URL consultato il 16 marzo 2016 (archiviato dall'url originale il 18 settembre 2016).
  59. ^ Siracusa. Un grande murales alla Mazzarrona: omaggio a Santa Lucia del duo Truly Design, su Siracusa Oggi. URL consultato il 16 marzo 2016.
  60. ^ Siracusa rende omaggio ad Archimede: inaugurata la statua, su Repubblica.it. URL consultato il 16 marzo 2016.
  61. ^ Canoe Polo World Championships | Syracuse 2016, su www.canoepolosyracuse2016.com. URL consultato l'8 settembre 2016.
  62. ^ Luca Signorelli, Canoa polo, Italia campione del mondo: Siracusa in festa, su corrieredelmezzogiorno.corriere.it. URL consultato l'8 settembre 2016.
  63. ^ Il presidente della Repubblica a Siracusa: Ortigia tirata a lucido ma pochi curiosi, in SiracusaOggi.it, 23 settembre 2018. URL consultato il 23 settembre 2018.