Giovanni Celeste

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Giovanni Celeste
Comandante Giovanni Celeste sommergibile medusa.jpg
Il tenente di vascello Giovanni Celeste a bordo del sommergibile Medusa
22 gennaio 1905 – 28 febbraio 1943
Soprannome Il capitano dei capitani
Nato a Messina
Morto a largo di Capo Murro di Porco
Cause della morte caduto in combattimento
Dati militari
Paese servito Italia Italia
Forza armata Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg Regia Marina
Specialità Sommergibili
Anni di servizio 1931 - 1943
Grado Tenente di vascello
Guerre guerra civile spagnola
seconda guerra mondiale
Comandante di sommergibile Enrico Toti
sommergibile FR.111
Decorazioni vedi qui
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Giovanni Celeste (Messina, 22 gennaio 1905al largo di Capo Murro di Porco, 28 febbraio 1943) è stato un militare italiano che prestò servizio con la Regia Marina durante la seconda guerra mondiale.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque a Messina il 22 gennaio 1905, figlio di Giovanni e Rosa Crisafulli, ed in giovane età fu calciatore della locale squadra dell'Unione Sportiva Peloro, della quale fu anche uno dei primi capitani nei suoi primi anni di storia.

Laureatosi in Discipline Nautiche al Regio Istituto Superiore Navale di Napoli il 17 luglio 1930, nel 1931 intraprese la carriera militare e dal 26 febbraio al 13 maggio successivi fu in forza alla Regia Scuola C.R.E.M. di San Bartolomeo La Spezia, per passare poi dal 1º giugno al 4 luglio 1931 all'Istituto Idrografico di Genova e successivamente al Comando in Capo del Dipartimento Marittimo dello Jonio e del Basso Adriatico.

Nel corso della guerra civile spagnola partecipò alle operazioni militari in Spagna. Nel 1937 sposò a Trieste la signorina Elodia Miniussi dalla quale avrà una figlia, Rosinella, poi diventata un'affermata poetessa e residente in Friuli.

Nel corso della sua carriera si imbarcò come ufficiale a bordo degli esploratori Venezia e Mirabello, della cannoniera Lepanto e dei sommergibili Fisalia,[1] Sirena,[2] Turchese,[2] Medusa,[1] H4,[3] H2,[3] Perla.[2] All'atto dell'entrata in guerra dell'Italia, il 10 giugno 1940, si trovava imbarcato, in qualità di comandante in seconda, sul sommergibile Anfitrite[4] operante nel settore del Mediterraneo orientale.

Nel giugno del 1942, con il grado di tenente di vascello, subentrò al capitano di fregata Primo Longobardo nel comando del sommergibile Toti.[5] L'andamento della guerra nel Mediterraneo, costrinse la Regia Marina a utilizzare i sommergibili per il trasporto di materiali e anche il Toti effettuò missioni di questo tipo per rifornire la piazzaforte di Tobruk[6] di carburante.[7]

All'inizio del 1943, si decise di trasferire i sommergibili della Marine nationale catturati ai francesi da Biserta (Tunisia) a Castellammare di Stabia, ed egli viene messo al comando del sommergibile FR.114[8] per il trasferimento in Italia. In seguito assunse il comando dello FR.111,[8] l'unico sommergibile francese catturato ad essere effettivamente rimesso in condizioni di operare e stanziato nella base di Augusta.[8]

La morte in combattimento[modifica | modifica wikitesto]

Il Regio sommergibile FR 111

Il battello ebbe il tempo di svolgere una sola missione di trasporto.[9] il 27 febbraio 1943, quando, lasciò la base di Augusta con 28,5 t materiale e viveri destinati a Lampedusa che, in quel tempo, poteva essere rifornita soltanto per via subacquea, dato che l'aviazione alleata dominava incontrastata il cielo ed il mare circostante l'isola.[8] Il mattino del 28 febbraio, per avaria alle linee d'asse delle eliche, chiese di rientrare e ottenuta l'autorizzazione invertiva la rotta e non potendo immergersi continuò a navigare in superficie.[10]

Alle 14.45 del 28 febbraio 1943,[8] mentre stava rientrando alla base di Augusta, venne avvistato e attaccato, a ondate successive, da tre cacciabombardieri Alleati; il sommergibile mitragliato e colpito da bombe, gravemente danneggiato, s'inabissò in breve tempo al largo di Capo Murro di Porco.[11][12] Nell'affondamento del battello persero la vita il comandante, quattro altri ufficiali e 18 fra sottufficiali e marinai[13]

Gli onori[modifica | modifica wikitesto]

Nel luglio del 1948 lo stadio di Gazzi in Messina venne intitolato, con delibera del Consiglio Comunale, alla memoria di Giovanni Celeste.[14] L'impianto ha ospitato gli incontri casalinghi del Messina, dal 1932 al 2004, quando è stato inaugurato il nuovo stadio San Filippo.

Nel 1954 i Cantieri Navali di Monfalcone, per onorare la memoria del padre tragicamente scomparso in guerra, scelsero come madrina del varo della motocannoniera 490, la figlia Rosa Celeste che all'epoca della scomparsa del padre aveva poco più di quattro anni.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
«Imbarcato su Sommergibili prima quale Ufficiale in 2a e successivamente da Comandante, ha svolto per lungo tempo attività bellica con numerose, dure missioni a scopo offensivo. In acque interamente vigilate dal nemico, sotto la continua minaccia delle sue offese, si teneva tenecemente in agguato con grande ardimento e spirito combattivo e in ogni circostanza dava esemplare prova di dedizione al dovere.»
— Mare Mediterraneo, giugno 1940-giugno 1942.
— D.P. 14 gennaio 1948
Medaglia di bronzo al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al valor militare
«Ufficiale in 2ª di sommergibile, disloccato in una base avanzata sottoposta a violenti attacchi aerei nemici, dirigeva con elevato spirito combattivo il tiro contraereo, cooperando alla difesa della piazza. Durante una missione di guerra, fatta segno l'unità ad intensa caccia avversaria, coadiuvava con slancio e perizia il comandante nella manovra di disimpegno e nella riparazione delle avarie subite.»
— Mediterraneo Orientale, 10-30 giugno 1940.
— Regio Decreto 27 giugno 1942
Croce di guerra al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Croce di guerra al valor militare
«Comandante di sommergibile in missione di guerra, sviluppatosi un incendio nel locale batterie accumulatori sottostante i depositi benzina, impartiva con prontezza e serenità le disposizioni atte a fronteggiare la situazione, riuscendo con efficace impiego di tutti i mezzi a sua disposizione ad evitare gravi, irreparabili, avaria all'unità.»
— Determinazione del 14 gennaio 1943-XXI.
Medaglia commemorativa delle operazioni militari in Spagna - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa delle operazioni militari in Spagna
Cavaliere della Corona d’Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere della Corona d’Italia

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Bagnasco, Brescia 2013, p. 53
  2. ^ a b c Bagnasco, Brescia 2013, p. 54
  3. ^ a b Bagnasco, Brescia 2013, p. 64
  4. ^ Tale unità apparteneva alla 44ª Squadriglia del GRUPSOM IV con sede a Taranto.
  5. ^ Bagnasco, Brescia 2014, p. 132
  6. ^ Bagnasco, Brescia 2014, p. 131
  7. ^ R. Smg. Enrico Toti, su u-historia.com. URL consultato il 27 novembre 2010.
  8. ^ a b c d e Bagnasco, Brescia 2013, p. 65
  9. ^ FR 111
  10. ^ Teucle Meneghini, CENTO SOMMERGIBILI NON SONO TORNATI, Roma, C.E.N. Centro Editoriale Nazionale, 1980 (6a riedizione).
  11. ^ Giorgerini 1994, p. 359
  12. ^ FR. 111
  13. ^ SOMMERGIBILISTI IMMOLATISI CON IL PROPRIO BATTELLO
  14. ^ Giovanni Celeste il capitano dei capitani

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giorgio Giorgerini, La guerra italiana sul mare, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 2002, ISBN 978-88-04-50150-3.
  • Giorgio Giorgierini, Uomini sul fondo. Storia del sommergibilismo italiano dalle origini a oggi, Milano, A. Mondadori editore, 1994.

Periodici[modifica | modifica wikitesto]

  • Erminio Bagnasco, Maurizio Brescia, I sommergibili italiani 1940-1943. Parte 1ª-Mediterraneo, in Storia Militare Dossier, nº 11, Parma, Ermanno Albertelli Editore, novembre-dicembre 2013.
  • Erminio Bagnasco, Maurizio Brescia, I sommergibili italiani 1940-1943. Parte 2ª-Oceani, in Storia Militare Dossier, nº 11, Parma, Ermanno Albertelli Editore, gennaio-febbraio 2014.