Cantiere navale di Monfalcone

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Fincantieri.

Fincantieri
Cantiere navale di Monfalcone
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Stato Italia Italia
Fondazione 1907 a Monfalcone
Fondata da Famiglia Cosulich
Sede principale Monfalcone
Gruppo Fincantieri
Settore Metallurgico, Trasporti
Prodotti Navi da crociera

Il cantiere navale di Monfalcone, la cui attuale denominazione è Fincantieri - Cantiere Navale di Monfalcone, è stato fondato nel 1907 e inaugurato ufficialmente il 3 aprile 1908, progettato e finanziato dalla famiglia Cosulich, proprietaria di una compagnia di navigazione.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini e il Cantiere navale triestino[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Cantiere navale triestino.

La famiglia Cosulich originaria di Lussinpiccolo aveva dato inizio alla propria attività armatoriale dal 1857 e nel 1890 trasferì la sede della compagnia a Trieste, dando impulso all'espansione della propria flotta con l'acquisto di diversi piroscafi e fondando nel 1903 la compagnia di navigazione "Unione Austriaca di Navigazione dell'Austro Americana e dei Fratelli Cosulich", i cui piroscafi cominciarono a collegare regolarmente Trieste con il Nord e il Sud America.

Durante la Prima guerra mondiale parte della flotta della compagnia venne distrutta insieme ai cantieri di Monfalcone dove erano costruite le navi della compagnia. Terminato il conflitto con il passaggio di Trieste all'Italia la compagnia passata sotto giurisdizione italiana assunse la denominazione Cosulich Società Triestina di Navigazione.

I cantieri di Monfalcone ripresero le attività e la compagnia cominciò ad essere conosciuta nel mondo come Cosulich Line. Nei primi mesi del 1928 la Banca Commerciale Italiana cedette il pacchetto azionario del Lloyd triestino di navigazione alla Cosulich Line che in tal modo riuscì a impossessarsi della quasi totalità delle azioni del Lloyd Triestino. Negli anni trenta la Cosulich Line ed il Lloyd Triestino per ordine del Governo sarebbero confluite nella società Italia Flotte Riunite il cui coordinamento e controllo era sotto le giurisdizione di una finanziaria a controllo statale, la Finmare.

Dopo il primo conflitto mondiale significative realizzazioni del cantiere furono quelle dei transatlantici gemelli "Saturnia", "Vulcania", "Neptunia" e "Oceania".

Le officine aeronautiche[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1923 vennero aperte a Monfalcone le Officine Aeronautiche in quanto la famiglia Cosulich aveva rivolto il suo interesse alla navigazione aerea ed era proprietaria dal 1921 della Società Italiana Servizi Aerei (SISA), nata con lo scopo di gestire una scuola di volo per piloti di idrovolanti civili e militari, oltre che per effettuare voli turistici, pubblicitari e di collegamento tra le città italiane diventando così una delle prime compagnie aeree commerciali italiane.

Nei primi anni di attività la direzione tecnica e progettuale venne affidata all'ingegner Raffaele Conflenti, il quale venne successivamente affiancato in qualità di vicedirettore tecnico da un giovane Filippo Zappata, allora ventinovenne e fresco di studi, ma già in grado di mettersi in luce per le sue qualità. I progetti di Conflenti, pur essendo di indubbia qualità, rimanevano legati a soluzioni consolidate, che pagavano la loro affidabilità con il rischio di divenire rapidamente obsoleti, questo a causa del fervore nell'evoluzione tecnica progettuale internazionale tipica di quegli anni. Anche per questo al giovane Zappata, nei tre anni di permanenza all'azienda, venne affidato il Reparto Sperimentale oltre a ricoprire un importante ruolo organizzativo nell'Ufficio Tecnico. Il personale specializzato in campo aeronautico, come piloti collaudatori, montatori e motoristi, venne reclutato principalmente dalla SISA mentre le maestranze vennero prelevate dall'attività cantieristica, portando con loro tutta l'esperienza carpentieristica necessaria alla realizzazione degli scafi in legno e di costruzione metallica.

In quel contesto vennero avviati alla produzione numerosi velivoli, sia ad uso civile che militare, inizialmente assumendo l'originaria sigla CNT e che successivamente assunse la definitiva CANT, ovvero Cantieri Aeronautici e Navali Triestini. Il primo velivolo di successo uscito dalle officine di Monfalcone fu il biplano trimotore CANT 6, successo continuato in campo militare con i modelli CANT 7 e CANT 18, utilizzati dal 1923 nelle scuole di volo della neonata Regia Aeronautica, ed in campo civile con i CANT 10 e CANT 22, utilizzati dal 1926 per i primi servizi di linea.

La SISA sarebbe stata successivamente assorbita dalla Società Aerea Mediterranea (SAM) all'inizio degli anni trenta, a sua volta confluita, nel 1934, nella società statale Ala Littoria.

Cantieri Riuniti Dell'Adriatico[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Cantieri Riuniti dell'Adriatico.

Nella vicina Trieste operava sin dalla metà del XIX secolo lo Stabilimento Tecnico Triestino che comprendeva varie attività tra cui i cantieri "San Marco" e "San Rocco" e la "Fabbrica Macchine Sant'Andrea". Il 18 settembre 1930 si costituì la società anonima per azioni Cantieri Riuniti dell'Adriatico (C.R.D.A.), con sede a Trieste dalla fusione dello Stabilimento Tecnico Triestino e del Cantiere navale triestino. Presidente della società l'Ammiraglio Umberto Cagni.

La società risultava così articolata:

Tra le società affiliate, si ricordano:

I Cantieri Riuniti dell'Adriatico contribuirono inoltre anche all' istituzione dell' "Ufficio Tecnico di Unificazione Navale (UNAV)" con sede a Genova.

Nel 1933 i Cantieri Riuniti dell'Adriatico entrarono nell'orbita dell'IRI. Nello stesso anno le Officine Aeronautiche, furono riorganizzate e potenziate e nel 1935-1936 fu appositamente allestito l'aeroporto di Ronchi dei Legionari, dove poter testare i nuovi modelli CANT. Inoltre tra il 1926 e il 1935 furono realizzati presso i cantieri CRDA CANT di Monfalcone circa 140 velivoli su licenza SIAI e gli aerei usciti dalle officine conquistarono 40 record mondiali, mentre per volere di Italo Balbo il capo designer diventò Filippo Zappata che aveva lavorato con Louis Blériot.

La società, grazie all'integrazione tra gli stabilimenti di Monfalcone, Trieste, Venezia e Pola, diede luogo a un polo navalmeccanico all'avanguardia nella produzione di motori, macchine elettriche e velivoli che arrivò a contare nel periodo prebellico oltre 12.000 dipendenti.

La gestione della famiglia Cosulich durò incontrastata fino al 1933, quando i Cantieri Riuniti dell'Adriatico entrarono nell'orbita dell'IRI, tuttavia i Cosulich continuarono a godere la massima fiducia della nuova proprietà, tanto da rimanere alla direzione del cantiere fino al 1949, anno della morte di Augusto Cosulich.

La seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Il cantiere di Monfalcone fu bombardato dalla RAF il 19 marzo, il 4 e il 20 aprile 1944. Questi bombardamenti distrussero completamente le Officine Aeronautiche e i velivoli in costruzione. Negli anni successivi soltanto il cantiere fu ricostruito, mentre le Officine Aeronautiche cessarono la loro produzione.

Il dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Il Conte Biancamano dopo la ricostruzione

Il dopoguerra e la ricostruzione furono uno dei momenti più alti per la cantieristica nazionale e vide prodigarsi, con grande spirito di sacrificio, a tutti i livelli, il personale che vi operava, dai massimi dirigenti agli operai, nell'opera di ricostruzione degli impianti e della flotta, adottando soluzioni nuove ed economiche. A Monfalcone uno dei massimi protagonisti fu il direttore del Cantiere Nicolò Costanzi e già nel 1950, era stato demolito il relitto del Conte di Savoia, costruito a Trieste nei Cantieri Riuniti dell'Adriatico all'inizio degli anni trenta, ed eseguito il riallestimento del Conte Biancamano. A Trieste e Monfalcone vennero costruiti l'Augustus e il Giulio Cesare, varato nel 1951 e primo transatlantico italiano ad essere stato costruito nel dopoguerra. Il Biancamano, che riprese la navigazione nel 1949 sulle rotte dirette in Nord e Sud America, fu la prima unità della rinnovata flotta mercantile italiana e al suo riallestimento collaborarono pittori come Massimo Campigli, Mario Sironi, Roberto Crippa.

Il Cantiere San Rocco nel 1958 venne venduto alla Micoperi di Milano, dopo che sotto la gestione dei Cantieri Riuniti dell'Adriatico vi erano state realizzate dal 1938 oltre 20 navi. Venne utilizzato fino al 1972 solo per manutenzione e riparazione e dal 1972 solo per carenaggio.

Italcantieri e Fincantieri[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Italcantieri.

All'inizio del 1966, il governo elaborò un piano di riordino della cantieristica nazionale che prevedeva un nuovo raggruppamento denominato Italcantieri – Cantieri Navali Italiani, società facente parte della galassia IRI, in cui confluirono il Cantiere navale di Sestri Ponente, i Cantieri Riuniti dell'Adriatico di Monfalcone e Trieste e il Cantiere navale di Castellammare di Stabia.

Nel 1966, ultimo anno societario, i Cantieri Riuniti dell'Adriatico risultavano così composti:

Con il riordino della cantieristica una parte dei Cantieri Riuniti dell'Adriatico venne incorporata nella Italcantieri, ed un'altra parte confluì nella Grandi Motori Trieste.

La società Italcantieri, controllata completamente dalla holding Fincantieri, fu fondata il 22 ottobre 1966 con sede in Trieste ed era così articolata:

Le attività della società Italcantieri proseguirono sino al 1984, anno in cui la finanziaria Fincantieri che già la controllava la inglobò e assunse il diretto controllo delle attività, rilevando anche la "Grandi Motori Trieste" (ceduta nel 1999 alla Wärtsilä Italia).

In occasione del centenario dall'inaugurazione, il 27 marzo 2008 il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si è recato in visita al cantiere di Monfalcone per inaugurare la mostra Cantiere 100 anni di navi a Monfalcone. La mostra è stata aperta al pubblico dal successivo 3 aprile fino al 21 dicembre 2008. Fincantieri ha inoltre pubblicato il catalogo della mostra curato da Matteo Martinuzzi.

La storia del cantiere e il rapporto con la città, dal 2017 sono raccontate dal Polo museale della cantieristica navale di Monfalcone, inaugurato al pianterreno dell'ex "albergo operai".

Il cantiere oggi[modifica | modifica wikitesto]

Attualmente il Cantiere fa parte del gruppo Fincantieri ed è impegnato nella costruzioni di navi da crociera ad elevato tonnellaggio.

Lo stabilimento, esteso ben 787.000 metri quadrati, 252.000 dei quali coperti, è il più grande della Fincantieri. ed è dotato di moderne tecnologie per il taglio delle lamiere mediante l'uso di laser. Per la costruzione vera e propria delle navi è dotato di un bacino da 350 x 56 metri con 2 gru a cavalletto da 400 tonnellate ciascuna; di due banchine da 515 e 550 metri.[1]

Nello stabilimento possono essere condotte al massimo 3 costruzioni contemporaneamente, situazione sempre più frequente negli ultimi anni visto il carico di lavoro sempre maggiore.

Costruzioni[modifica | modifica wikitesto]

La Saipem 7000 (ex Micoperi 7000).

Tra le realizzazioni più importanti fatte a Monfalcone ci sono la piattaforma off-shore "Micoperi 7000", le petroliere costruite per l'ENI lunghe oltre 250 m e le bulk-carrier lunghe oltre 320m con 131.000 tonnellate di stazza lorda.

Il sommergibile Enrico Dandolo in navigazione

Tra le costruzioni fatte per la Marina Militare i sommergibili classe Toti, varati tra il 1967 e il 1968, e classe Sauro, varati tra il 1976 e il 1993, e soprattutto la portaerei Garibaldi, varata il 4 giugno 1983 che ha ricoperto il ruolo di ammiraglia della flotta della Marina Militare prima del varo della portaerei Cavour.

Il varo dell'incrociatore portaeromobili Garibaldi
il 4 giugno 1983

All'inizio degli anni novanta il cantiere rivolge la sua produzione alla costruzione di prestigiose navi da crociera, iniziando nel 1990 con la "Crown Princess" e continuando con varie unità per la Holland America Line, fino alla costruzione nel 1995 della "Carnival Destiny" per la Carnival Corporation, della "Grand Princess" nel 1998, della "Golden Princess" nel 2001 e della "Star Princess" nel gennaio 2002, costruite tutte per l'armatore britannico P&O Princess Cruises. Costruzioni davvero notevoli, non solo per lunghezza e tonnellaggio delle navi, ma anche, e soprattutto, per la loro qualità e il loro stile.

Oggi il cantiere di Monfalcone fa capo alla Direzione Navi da Crociera, dopo che con la consegna del Gazzana Priaroggia e del Longobardo la produzione dei sommergibili è stata trasferita al Muggiano.

Principali realizzazioni[modifica | modifica wikitesto]

Anno varo Nome Tipo di costruzione Società Dati particolari Immagine
1925 Saturnia Transatlantico Non nota SATURNIA - 1928 - TRIESTE.jpg
1926 Vulcania Transatlantico Non nota Italy-motonave-Vulcania-1948.jpg
1933 Nereide Sommergibile Regia Marina
1933 Sirena Sommergibile Regia Marina Sommergibile Sirena sotto il ponte di Taranto.jpg
1933 Naiade Sommergibile Regia Marina Sommergibile Naiade durante i preparativi per il varo.jpg
1933 Anfitrite Sommergibile Regia Marina Sommergibile Anfitrite.jpg
1935 Pilsudski Transatlantico Gdynia-America Line
1936 Batory Transatlantico Gdynia-America Line
1937 Galatea Sommergibile Regia Marina Sommergibile Galatea.jpg
1937 RAMB II Bananiera Marina Mercantile Italiana RAMB II varo3.jpg
1937 Ondina Sommergibile Regia Marina
1938 Barbarigo Sommergibile Regia Marina
1939 Leonardo da Vinci Sommergibile Regia Marina
1940 Roma Nave da battaglia Regia Marina Costruita al cantiere San Marco di Trieste RN Roma at launch on June 9th 1940.jpg
1940 RAMB IV Bananiera Marina Mercantile Italiana RambIV 01.jpg
1941 Stockholm Transatlantico Swedish American Line
1942 Giada (S 501) Sommergibile Regia Marina
1943 Vortice (S 502) Sommergibile Regia Marina
1943 Daga Torpediniere Regia Marina
1943 Pietro Calvi ex Bario Sommergibile Regia Marina
1943 Gladio Torpediniere Regia Marina
1944 Spada (Torpediniere) Torpediniere Regia Marina
1944 Lancia (Torpediniere) Torpediniere Regia Marina
1944 Pugnale (Torpediniere) Torpediniere Regia Marina
1944 Alabarda (Torpediniere) Torpediniere Regia Marina
1949 Sumatra (Nave Mercantile) Nave Mercantile Ostasiatiska Kompaniet
1957 Ausonia Nave Passeggeri Adriatica di Navigazione
1951 Giulio Cesare Transatlantico Primo transatlantico costruito in Italia dalla fine del Secondo Confltto Mondiale.
1963 Galileo Galilei (Transatlantico) Transatlantico Lloyd Triestino
1963 Guglielmo Marconi Transatlantico Lloyd Triestino Galileo Galilei - Gugliemo Marconi.jpg
1965 Oceanic Transatlantico Home Lines Al momento della consegna, la più grande nave passeggeri realizzata in Italia per l’armamento non nazionale[2]
1966 Eugenio Costa Nave da Crociera Costa Crociere Prima nave da crociera costruita a Monfalcone.
1967 Enrico Toti (S 506) Sommergibile Marina Militare Primo sommergibile costruito in Italia dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, attualmente conservato al Museo "Leonardo da Vinci" di Milano.[3]
1968 Enrico Dandolo (S 513) Sommergibile Marina Militare
1980 Guglielmo Marconi (S 521) Sommergibile Marina Militare
1983 Giuseppe Garibaldi (551) Portaerei Marina Militare Ultima nave varata per "scivolamento"[2]
1987 Micoperi 7000 Nave officina

Nave gru semi-sommergibile

Saipem Struttura, nel suo genere, attualmente ancora unica al mondo. Si noti che, data la sua enorme stazza, fu necessario costruirla in due parti distinte, data le dimensioni troppo piccole del bacino e, successivamente, unire i due spezzoni in mare.[3][2]
1989 Nuova Lloydiana Nave Container Lloyd Triestino
1990 Auriga Mineraliera La più grande nave mercantile mai realizzata in Italia al momento della consegna.[2]
1991 Crown Princess Nave da crociera P&O
1992 Regal Princess Nave da crociera P&O
1993 Statendam Nave da crociera Holland America Line
1993 Maasdam Nave da crociera Holland America Line
1993 Gazzana-Priaroggia Sommergibile Marina Militare Italiana Ultimo sommergibile costruito nel cantiere.
Varo del sommergibile.
1994 Ryndam Nave da crociera Holland America Line
1995 Sun Princess Nave da crociera Princess Cruises
1995 Carnival Destiny Nave da crociera Carnival Cruise Lines Alla sua consegna, la più grande nave passeggeri al mondo e la prima nella storia a superare la soglia delle 100.000 tonnellate di stazza lorda[2] Carnival Destiny docked at St. Thomas.jpg
1997 Dawn Princess Nave da crociera Princess Cruises
1998 Grand Princess Nave da crociera Princess Cruises Al momento della consegna, la più grande nave passeggeri mai costruita nel mondo.[4] Grand Princess and Football on TV.JPG
1998 Sea Princess Nave da crociera Princess Cruises
1999 Carnival Triumph Nave da crociera Carnival Cruise Lines Carnival Triumph Half Moon Cay.jpg
2000 Ocean Princess Nave da crociera Princess Cruises
2000 Carnival Victory Nave da crociera Carnival Cruise Lines Carnival Victory2.jpg
2001 Golden Princess Nave da crociera Princess Cruises
2002 StarPrincess Nave da crociera Princess Cruises La nave è stata visitata durante l'allestimento in cantiere dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.[5]
2002 Carnival Conquest Nave da crociera Carnival Cruise Lines Al momento della consegna, la più grande nave da crociera mai costruita in Italia[2]. Carnival Conquest cruiseship.jpg
2003 Carnival Glory Nave da crociera Carnival Cruise Lines Carnival glory3.jpg
2004 Caribbean Princess Nave da crociera Princess Cruises Al momento della consegna, la più grande nave da crociera mai costruita in Italia[2].
2004 Carnival Valor Nave da crociera Carnival Cruise Lines Carnivalvalor4092.JPG
2005 Carnival Liberty Nave da crociera Carnival Cruise Lines Carnival Liberty 20060426.jpg
2006 Crown Princess Nave da crociera Princess Cruises Al momento della consegna, la più grande nave da crociera mai costruita in Italia[2].
2007 Emerald Princess Nave da crociera Princess Cruises Emerald Princess Stockholm 2011a.jpg
2007 Fram Nave da crociera Hurtigruten
2008 Ventura Nave da crociera P&O Al momento della consegna, la più grande nave da crociera mai costruita in Italia[2].
2008 Ruby Princess Nave da crociera Princess Cruises Ruby Princess (ship, 2008) IMO 9378462; in Split, 2011-10-17 (2).jpg
2009 Carnival Dream Nave da crociera Carnival Cruise Lines Al momento della consegna, la più grande nave da crociera mai costruita in Italia[2]. Carnival Dream Under Construction.jpg
2010 Azura Nave da crociera P&O L'Azura dans le port de Stockholm (2010-07-06).jpg
2010 Queen Elizabeth Nave da crociera Cunard Queen Elizabeth in Cádiz 17.10.2010.JPG
2011 Carnival Magic Nave da crociera Carnival Cruise Lines Carnival Magic in Venedig.JPG
2012 Carnival Breeze Nave da crociera Carnival Cruise Lines
2013 Royal Princess Nave da crociera Princess Cruises
2014 Regal Princess Nave da crociera Princess Cruises
2015 Britannia Nave da crociera P&O La più grande nave mai costruita da Fincantieri[6] al momento della sua consegna. La più grande nave mai costruita per il mercato britannico[7]. La nave ha dipinto sulla prua la più grande Union Jack del mondo[8]. La prima nave costruita dalla Fincantieri di Monfalcone ad avere due fumaioli.[9] La più grande nave da crociera posseduta da P&O.[10] Britannia arrival-1.jpg
2016 Carnival Vista Nave da crociera Carnival Cruise Lines
2017 Majestic Princess Nave da crociera Princess Cruises Al momento della sua consegna, la più grande nave da crociera mai costruita in Italia e la prima espressamente dedicata al mercato cinese.[11]La nave, per la cerimonia di presentazione, è stata visitata dal Presidente del Consiglio dei Ministri Paolo Gentiloni.[12]
2017 MSC Seaside Nave da crociera MSC Crociere Al momento della sua consegna, la più grande nave da crociera mai costruita in Italia e in un bacino del Mediterraneo.[10]
2017 MSC Seaview Nave da crociera MSC Crociere

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Presenza nel mondo, su www.fincantieri.com. URL consultato il 10 febbraio 2017.
  2. ^ a b c d e f g h i j Corvallis, Muca - Museo della Cantieristica a Monfalcone - Cronologia, su www.mucamonfalcone.it. URL consultato il 13 giugno 2017.
  3. ^ a b 12-E/ Monfalcone, storia di un cantiere navale, su Diacronie. URL consultato il 29 agosto 2015.
  4. ^ Grand Princess - Cruise Liner, su Ship Technology. URL consultato il 09 aprile 2017.
  5. ^ Segretariato generale della Presidenza della Repubblica - Servizio sistemi informatici - reparto web, Fotografia del Presidente Ciampi, su presidenti.quirinale.it. URL consultato il 05 luglio 2017.
  6. ^ Britannia Fincantieri (PDF), fincantieri.it.
  7. ^ Britannia, youtube.com.
  8. ^ Union Jack Britannia, pazzoperilmare.it.
  9. ^ Fumaioli Britannia, pazzoperilmare.it.
  10. ^ a b Italian Liners, su Italian Liners. URL consultato il 10 febbraio 2017.
  11. ^ Le Rive senza fiato per la danza inattesa della Principessa - Tutte le foto e i video - Cronaca - Il Piccolo, in Il Piccolo, 31 marzo 2017. URL consultato il 02 aprile 2017.
  12. ^ Gentiloni a Monfalcone: «La Majestic è il simbolo dell’Italia che sa vincere» - Cronaca - Il Piccolo, in Il Piccolo, 30 marzo 2017. URL consultato il 05 luglio 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Libro commemorativo "Cantieri Riuniti dell'Adriatico – origini e sviluppo – 1857 – 1907 – 1957" edito nel 1957 dai Cantieri Riuniti dell'Adriatico nel centenario della fondazione dello Stabilimento Tecnico Triestino e nel cinquantenario del Cantiere Navale Triestino di Monfalcone.
  • Dante Fornasir, Ampliamento dell'officina navale dei cantieri riuniti dell'Adriatico di Monfalcone, Trieste, Tip. L. Smolars e Nipote, 1938.
  • Matteo Martinuzzi, Cantiere 100 anni di navi a Monfalcone, Trieste, Fincantieri, 2008.
  • Carnemolla, Stefania Elena, «Monfalcone, storia di un cantiere navale», Diacronie. Studi di Storia Contemporanea, N. 12, 4, studistorici.com. URL consultato il 2012..

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]