Governo militare alleato dei territori occupati

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1leftarrow blue.svg Voce principale: Seconda guerra mondiale.
Governo militare alleato dei territori occupati
Merchant flag of Germany (1946–1949).svg
Nome originaleAllied Military Government of Occupied Territories
SiglaAMGOT poi AMG
StatoRegno Unito Regno Unito
Stati Uniti Stati Uniti
SuddivisioneFlag of Italy (1861–1946).svg Regno d'Italia
TipoOccupazione militare
Istituitomarzo 1943[1]
luglio 1943[2]
PredecessoreZona d'operazioni delle Prealpi
Zona d'operazioni del Litorale adriatico
Biglietto da 100 franchi emesso dagli americani riprendendo l'aspetto del dollaro statunitense. Fu emesso nel giugno 1944, dopo l'Operazione Overlord.

Il Governo militare alleato dei territori occupati (in inglese: Allied Military Government of Occupied Territories, sigla AMGOT), in seguito Governo militare alleato (in inglese: Allied Military Government, sigla AMG),[3] è stato un organo militare deputato all'amministrazione dei territori occupati dagli Alleati durante la seconda guerra mondiale.[4]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

In considerazione del fatto che non esistevano dei governi legittimi nei paesi precedentemente occupati dall'Asse e che bisognava in qualche maniera amministrare questi territori, gli Alleati crearono a questo scopo l'AMGOT, una divisione degli Stati Maggiori alleati.[5] In alcuni casi gli ufficiali militari statunitensi ricevettero una formazione riguardo all'amministrazione civile presso le università della Virginia e di Yale.

Una volta che le forze alleate avevano occupato un territorio liberato, questi ufficiali avevano il compito di assicurare il funzionamento di tutti gli aspetti dell'amministrazione pubblica, dai trasporti alla giustizia alla circolazione della moneta (a questo scopo fu emesso del denaro destinato alla circolazione solo nei paesi occupati, come le Am-lire italiane).[5] L'AMGOT fu istituito ad Algeri nel marzo 1943 e ufficializzato nel maggio, alle dirette dipendenze del Comando alleato del Mediterraneo.[6]

Con l'occupazione della Sicilia nel luglio 1943, l'Italia fu il primo paese a sperimentare il governo dell'AMGOT; in seguito l'amministrazione fu estesa ad altri paesi, quali Germania, Austria, Giappone, Norvegia, Paesi Bassi, Lussemburgo, Belgio, Danimarca e Francia. Negli ultimi due paesi tuttavia apparvero ben presto delle difficoltà, a tal punto che in Francia l'AMGOT non ebbe il tempo di entrare in funzione.[5]

I territori occupati[modifica | modifica wikitesto]

Austria[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Occupazione alleata dell'Austria.

Alla fine della seconda guerra mondiale l'Austria e Vienna furono divise in quattro zone di occupazione, seguendo i termini della conferenza di Potsdam. Le potenze occupanti erano Unione Sovietica, Stati Uniti, Regno Unito e Francia. Con il consenso delle forze sovietiche, fu istituito un governo provvisorio a Vienna il 29 aprile e la prima legislatura del dopoguerra ebbe luogo il 25 novembre 1945. Dal 1945 l'amministrazione dell'Austria fu affidata a un AMGOT, che ha operato fino alla nascita della Seconda Repubblica Austriaca nel 1955.

Francia[modifica | modifica wikitesto]

Era previsto che l'AMGOT governasse la Francia dopo la sua liberazione per un anno[7] con un effettivo di 1.500 uomini,[8] ma il generale Charles de Gaulle, che aveva creato a Londra il Comité français de la Libération nationale (CFLN) e poi in Francia il Governo provvisorio della Repubblica francese (GPRF), si oppose vigorosamente al piano degli Alleati, anche grazie al discorso di Bayeux.

Dichiarò inoltre che le banconote, chiamate comunemente billet drapeau (banconote bandiera), messe in circolazione nella Francia settentrionale dall'esercito statunitense subito dopo lo sbarco in Normandia, non erano nient'altro che moneta falsa, essendo solo delle banconote verdi con l'etichetta dei franchi francesi. Franklin Delano Roosevelt finì con l'ammettere la legittimità del GPRF il 23 ottobre 1944,[8] dopo il discorso di de Gaulle dal balcone del municipio parigino il 25 agosto, e quindi l'AMGOT non operò mai sul territorio francese.

Germania[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Zone di occupazione della Germania.

La Germania e Berlino, dopo la sconfitta nella seconda guerra mondiale, furono divise in quattro zone di occupazione, seguendo i termini della conferenza di Potsdam. Le potenze occupanti erano Unione Sovietica, Stati Uniti, Regno Unito e Francia.

Italia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Am-lira e Italia nella seconda guerra mondiale.
Rennell Rodd, capo del governo militare alleato in Sicilia dal luglio 1943

L'AMGOT dipendeva in Italia dal quartier generale alleato del Mediterraneo, al cui comando vi era il generale britannico Harold Alexander, che nella sua veste di comandante supremo dell'armata era anche governatore militare delle zone occupate. L'AMGOT lasciò in funzione l'apparato amministrativo italiano, ponendolo tuttavia sotto il controllo dell'amministrazione militare alleata. La gestione avveniva attraverso un Quartier generale (Headquarters), i locali ufficiali degli affari civili (Civil Affairs Officiers) in collaborazione con la polizia civile (Civil Police Officiers) e quella militare (Military Police), e le unità combattenti del luogo. La scelta dei prefetti era affidata alla decisione del governo alleato.

Il generale Eisenhower si insediò quale formale governatore militare della Sicilia e annunciò la sospensione dei poteri del Regno d'Italia sull'isola.[9] La Sicilia fu quindi il primo territorio amministrato dall'AMGOT, a far data dalla resa di Palermo del 22 luglio 1943[10]. Al vertice dell'AMGOT, fin dal marzo 1943, vi era il maggior generale inglese Francis Rennell Rodd[11], da cui dipendevano il commodoro Howard Hartwell James Benson e il colonnello americano Charles Poletti, che guidava "l'Ufficio Affari Civili" dell'AMGOT, in seguito sostituito dal colonnello Chapman.[12]

Alla firma dell'armistizio lungo del 29 settembre 1943 l'AMGOT si occupava dell'amministrazione di tutto il territorio italiano in mano alleata, eccetto le province di Lecce, Brindisi, Bari e Taranto, dove il 9 settembre si era rifugiato il re, e la Sardegna,[13] assegnata dagli Alleati il 19 settembre 1943 al cosiddetto Regno del Sud.[14]

Con la restituzione dei territori al governo Badoglio, avvenuta l'11 febbraio 1944,[15] la sua competenza si restrinse a Napoli, alle zone nelle vicinanze del fronte e a quelle di particolare interesse militare.[15] Continuò ad operare come "Governo Militare Alleato" (Allied Military Government) nei territori italiani liberati dai tedeschi fino alla fine della guerra. Con l'avanzare delle truppe alleate, in numerose città dell'Italia liberata (soprattutto nel centro-nord) l'AMG dovette rapportarsi con la sempre più strutturata presenza politica e amministrativa dei rappresentanti locali del CLN.

Una delle conseguenze dell'amministrazione alleata in Italia fu l'emissione massiccia delle cosiddette Am-lire che causarono una perdita di valore della lira a vantaggio di dollaro e sterlina.[16] L'AMG continuò a operare in Italia fino al 31 dicembre 1945.[15]

Un caso a sé fu quello della Zona A del Territorio Libero di Trieste: qui, dopo che il 9 giugno 1945 le forze anglo-americane subentrarono agli jugoslavi, fu stabilito il 12 giugno 1945 un AMG che durò fino al passaggio della Zona all'amministrazione italiana, avvenuto il 26 ottobre 1954.[17]

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Questo organo rimaneva in carica, in maniera da assicurare il funzionamento dell'amministrazione pubblica, fino al momento in cui nel paese occupato si ristabiliva un governo legittimo eletto dal popolo.

Le sue competenze vertevano su: «garantire la sicurezza delle retrovie; evitare che le truppe combattenti fossero coinvolte in problemi amministrativi e di polizia; assicurare legge e ordine tra la popolazione civile; ristabilire tra la popolazione condizioni di vita accettabili. Il controllo delle funzioni amministrative era affidato (secondo lo schema originario) a sei divisioni speciali (legal, financial, civilian supply, public health, public safety ed enemy property). A esse se ne sarebbero in seguito aggiunte altre quattro: security, monuments, fine arts and archives, public relations and education. La civil supply venne a sua volta articolata in quattro subdivisioni: agriculture, economic and supply, trasportation and public utilities. A queste se ne aggiunse una quinta: labor, tutt'altro che marginale».[18]

Questo tipo di amministrazione militare fu imposta con successo in alcuni paesi, mentre in altri venne ritenuta illegittima, e rapidamente rimpiazzata da un governo nazionale provvisorio di transizione.

Nella letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Una campana per Adano è un romanzo del 1944 di John Hersey, che è incentrato sull'amministrazione da parte dell'AMGOT della cittadina italiana (di fantasia) di Adano. Il personaggio principale del romanzo è realmente esistito[19], così come la gran parte delle situazioni raccontate da Hersey sono realmente accadute nella cittadina siciliana di Licata, dove il giornalista americano sbarcò al seguito delle truppe americane e alle cui vicissitudini si ispirò per scrivere il suo romanzo.[20]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Istituito ad Algeri in questa data
  2. ^ l'Italia fu il primo paese a sperimentare il governo dell'AMGOT da questa data
  3. ^ L'acronimo fu mutato quando fu evidenziato che esisteva un termine simile in lingua turca (am göt) con riferimenti osceni relativi all'area genitale (Cfr. Anna Marjorie Taylor, The Language of World War II: Abbreviations, Captions, Slogans, Titles and Other Terms and Phrases, Wilson, 1948, p.19).
  4. ^ World War II: An Encyclopedia of Quotations, pag. 375
  5. ^ a b c (FR) Le banconote emesse dell'AMGOT, su memorial.fr. URL consultato il 17-11-2008 (archiviato dall'url originale il 12 novembre 2005).
  6. ^ [1]
  7. ^ Comprendre la Seconde Guerre mondiale, pag. 68
  8. ^ a b Atlas de la Libération de la France, pag. 64
  9. ^ Copia archiviata, su guidagenerale.maas.ccr.it. URL consultato il 27 maggio 2020 (archiviato dall'url originale il 31 gennaio 2018).
  10. ^ Friendly Isle Time, July 26, 1943
  11. ^ [2]
  12. ^ Il biennio cruciale…, pag. 56
  13. ^ L'Allied Control Commission nella Region VI – Sardinia[collegamento interrotto]
  14. ^ La Resistenza, pag. 33
  15. ^ a b c Storia dell'Italia moderna, pag. 232
  16. ^ Il partito d'azione nel “Regno del Sud”, pag. 182
  17. ^ Trieste: storia di una periferia insicura, pag 58, 59 e 78
  18. ^ citazione da Il biennio cruciale…, pag. 56
  19. ^ Il maggiore Toscani eroe dei due mondi in guerra, articolo di Ennio Caretto su Il Corriere della sera, 1º febbraio 2001, pag. 35
  20. ^ Gli americani a Licata. Dall'amministrazione militare alla ricostruzione democratica, pp. 47-50

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giorgio Candeloro, Storia dell'Italia moderna, p. 391, Feltrinelli Editore, 1990, ISBN 88-07-80805-6
  • Giovanni Di Capua, Il biennio cruciale (luglio 1943-giugno 1945). L'Italia di Charles Poletti, p. 458, Rubbettino Editore, 2005, ISBN 88-498-1202-7
  • Claudio Li Gotti, Gli americani a Licata. Dall'amministrazione militare alla ricostruzione democratica, pp. 47–50, Prospettiva editrice, 2008, ISBN 978-88-7418-377-7
  • Salvatore Lupo, Andreotti, la mafia, la storia d'Italia, p. 89, Donzelli Editore, 1996, ISBN 88-7989-255-X
  • Enrico Deaglio, Raccolto rosso: la mafia, l'Italia e poi venne giù tutto, p. 235, Feltrinelli Editore, 1993, ISBN 88-07-12010-0
  • (EN) Howard Langer, World War II: An Encyclopedia of Quotations, p. 449, Greenwood Publishing Group, 1999, ISBN 0-313-30018-6
  • (FR) François Cochet, Comprendre la Seconde Guerre mondiale: dates, thèmes, noms, Studyrama, 2005, ISBN 2-84472-598-8
  • (FR) Stéphane Simonnet, Atlas de la Libération de la France, éd. Autrement, Paris, 1994, réimp. 2004, ISBN 2-7467-0495-1
  • Antonio Alosco, Il partito d'azione nel “Regno del Sud”, p. 255, Guida Editori, 2002, ISBN 88-7188-533-3
  • Giampaolo Valdevit, Trieste: storia di una periferia insicura, p. 177, Bruno Mondadadori, 2004, ISBN 88-424-9182-9
  • Resoconto delle attività svolte dal Governo militare alleato e dalla Commissione alleata di controllo in Italia, presentazione di Lamberto Mercuri, Quaderni della FIAP, FIAP, Roma, 1975

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]