Pozzallo

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Pozzallo
comune
Pozzallo – Stemma Pozzallo – Bandiera
Pozzallo – Veduta
Spiaggia Pietrenere
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Sicily.svg Sicilia
Libero consorzio comunaleProvincia di Ragusa-Stemma.png Ragusa
Amministrazione
SindacoRoberto Ammatuna (liste civiche di centro-sinistra) dal 12-6-2017
Territorio
Coordinate36°43′49.01″N 14°50′48.19″E / 36.73028°N 14.84672°E36.73028; 14.84672 (Pozzallo)
Altitudine20 m s.l.m.
Superficie15,38 km²
Abitanti19 027[1] (31-7-2021)
Densità1 237,13 ab./km²
Frazioninessuna
Comuni confinantiIspica, Modica
Altre informazioni
Cod. postale97016
Prefisso0932
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT088008
Cod. catastaleG953
TargaRG
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)[2]
Nome abitantipozzallesi
Patronosan Giovanni Battista, Madonna del Rosario
Giorno festivo24 giugno, 7 ottobre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pozzallo
Pozzallo
Pozzallo – Mappa
Posizione del comune di Pozzallo nel libero consorzio comunale di Ragusa
Sito istituzionale

Pozzallo ('U Puzzaḍḍu in siciliano) è un comune italiano di 19 027 abitanti[1] del libero consorzio comunale di Ragusa in Sicilia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il suo territorio, in parte pianeggiante e in parte subcollinare, dista circa 45 km dalla città di Ragusa, confina a nord con il comune di Modica e a nord-est con il comune di Ispica. È il comune meno esteso della provincia.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima è mediterraneo, contraddistinto da inverni miti e piovosi e da estati calde e povere di precipitazioni, mitigate dalla brezza marina.

Secondo una ricerca effettuata dall'ENEA nel 2001 sull'irraggiamento solare, Pozzallo è il secondo comune italiano su cui il sole batte con maggiore intensità, preceduto solamente da Pachino. Il valore della radiazione solare media annua corrisponde a 6 035 MJ/.[3]

Mese Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. mediaC) 15,315,716,718,722,526,529,430,027,623,820,016,615,919,328,623,821,9
T. mediaC) 11,611,912,714,618,222,124,825,423,419,916,113,012,215,224,119,817,8
T. min. mediaC) 88,18,810,614,017,720,221,019,316,012,49,58,511,119,615,913,8
Precipitazioni (mm) 6441372211418299761651707013187440

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Fino al IX secolo i Saraceni chiamavano questa zona Pausis Alòs (Παύσις Αλός in greco, ossia 'porto al mare').[4] Fino al X secolo la zona fu denominata "Puteus-alòs", ovvero pozzo a mare[4].

Nell'XI secolo la zona risulta essere denominata Pusalo o Posalo, mentre nel XII secolo, dopo la conquista araba, il territorio viene citato come Marsa as Deramini (porto dei dromedari) da Edrisi[4]. Nel XV secolo viene citato come Alpusalli, Poçallo, Pocial e Puoçalo[4], mentre nel XVI secolo viene indicato come Lapuzzallu, La Puzzallu, La Puzzòla e Puozzàla[4].

Nella prima metà del XVII secolo le forme più comuni sono Puzzallus e Puzzallum, mentre nella seconda metà del secolo scorso la forma siciliana 'U Puzzaḍḍu viene italianizzata in Pozzallo[4], comportando la perdita dell'iniziale articolo determinativo, così come accaduto in altri comuni siciliani (ad esempio Cassaro, Ferla, Priolo Gargallo). Frequenti furono gli errori di trascrizione o di interpretazione del toponimo: Sebastiano Salomone fa risalire il nome a un fantomatico Pozzo del Gallo mai esistito in zona, mentre Corrado Avolio affermò che esso derivi dal latino pecium, misura agraria[4].

Due volte si provò a cambiare il nome della cittadina:

  • Nel 1836, in occasione della visita ufficiale di Ferdinando II delle Due Sicilie, si volle mutare il nome in Ferdinandea per ottenere l'appoggio del re in alcune scaramucce territoriali con Modica. A causa di una tempesta la visita fu cancellata e il nome non cambiò[4].
  • Nel 1935 l'amministrazione comunale volle modificare il nome in Rosa Marina, senza ottenere l'appoggio della popolazione, in maggioranza analfabeta e dunque legata al vecchio nome[4].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Preistoria ed età classica[modifica | modifica wikitesto]

Le attestazioni più antiche della presenza umana nei pressi della città si trovano in contrada Bellamagna, a Cozzo Rao e in contrada Carpintera. La prima si trova 2,5 chilometri a nordovest di Pozzallo, la seconda poco più di un chilometro a nord, la terza è a ridosso del cimitero comunale. In questi siti sono state rinvenute tombe a grotticella artificiale risalenti all'età del Bronzo e alla cultura di Castelluccio, datata tra il 2200 e il 1450 a.C. La necropoli di contrada Bellamagna è quella meglio conosciuta, mentre le informazioni sugli altri due siti sono più lacunose[5].
In contrada Porrello, situata tre chilometri a est di Pozzallo, sorgeva probabilmente un empòrion di età arcaica ed è attestata una necropoli tardoantica[6]. Nel 1908 fu inoltre ritrovato in un terreno di proprietà del marchese Corrado Tedeschi un recipiente con all'interno 600 monete romane; circa 400 di esse furono trafugate, mentre le restanti 229 furono studiate dall'archeologo trentino Paolo Orsi, che le datò tra il 72 e il 249 d.C.[4] A epoca tardoantica risale anche una necropoli costituita da due ipogei con arcosoli monosomi e polisomi e da tombe a fossa[7]. Ipogei tardoantichi, alterati da costruzioni successive, sono presenti anche in contrada Carpintera[8], mentre quelli situati in alcune delle vie centrali della città sono stati distrutti o occultati dallo sviluppo urbanistico[9]. Reperti risalenti al IV secolo d.C. provengono dalla zona centrale della città[10]. Resti di età medievale, forse risalenti al XII secolo e probabilmente attribuibili a fornaci, furono rinvenuti da Orsi nella zona tra Pozzallo e Santa Maria del Focallo[4].

Alla fine del XIX secolo fu ritrovata nella zona dello Scaro un'antica tomba messena, risalente alla terza guerra messenica e appartenente ad un membro della nobiltà; si presume quindi che la zona divenne luogo di rifugio per alcuni soldati messeni sconfitti, che ivi si stabilirono in capanne di fortuna[4].

Medioevo ed età moderna[modifica | modifica wikitesto]

I magazzini del Caricatore negli anni cinquanta.

Verso la fine del XIV secolo Manfredi III Chiaramonte, conte di Modica, si interessò della zona compresa tra Capo Passero e Punta Regilione. Quel tratto di costa era caratterizzato dalla presenza di numerosi pozzi naturali d'acqua dolce, tra cui quello della Senia[11] e quello di Pozzofeto,[12] che consentivano il ristoro ai marinai di passaggio. Nella zona erano inoltre presenti dei magazzini in disuso, che il conte aveva intenzione di valorizzare per costruire un porto strategico nella rotta verso Malta[4]. Tuttavia, nel 1391 Manfredi morì e il progetto fu ripreso dal suo successore Andrea, che costruì un Caricatore, ossia un complesso di magazzini che comprendeva pontili e scivoli per l'imbarco di merce (specialmente frumento) sui velieri[4].

Nel 1392 Martino il Giovane invase la Sicilia, per prenderne possesso dopo aver sposato Maria di Sicilia, sovrana dell'Isola. Gli invasori trovarono la resistenza di una piccola coalizione filo-angioina guidata da Andrea Chiaramonte. La coalizione venne agilmente sconfitta dall'esercito aragonese, guidato da Bernardo Cabrera, e Andrea venne impiccato a Palermo per alto tradimento. Il nuovo re premiò Cabrera, nominandolo Grande Ammiraglio del Regno d'Aragona e concedendogli il territorio della prestigiosa Contea di Modica. Egli ampliò il caricatore e costruì la piana dei fossi, una serie di fossati capaci di contenere migliaia di salme di frumento[4]. Quando morì, la contea passò al figlio Bernardo Giovanni, che chiese l'autorizzazione di poter costruire una torre di difesa per difendere la zona dalle incursioni dei pirati, che solevano nascondersi nelle rade di Raganzino, Maganuco e Cala Brigantina; il decreto di erezione della torre è datato 1429 per opera di Tommaso Fazello, che attribuisce erroneamente la costruzione a Bernardo e non al figlio Giovanni Bernardo[4]. La Torre del Pozzallo, in seguito denominata Cabrera, aveva mura esterne spesse due metri ed era lambita dal mare su un lato. Lì prestavano servizio soldati e artiglieri e sulle sue terrazze erano piazzati cannoni di diverso calibro, mentre i cavalleggeri sorvegliavano la costa[13].
In quel periodo un ignoto autore siciliano scrisse che Puzzallo è, fra li caricatori di frumento, mediocre, facendo intendere che il caricatore pozzallese era poca cosa rispetto ai porti siciliani più importanti (Palermo, Siracusa, Catania e Messina)[4].

Case in Via Francesco Crispi (odierna Via Giuseppe Mazzini) danneggiate da un bombardamento alleato nel 1943.

Il 25 gennaio 1661 al largo di Pozzallo si combatté una battaglia navale tra sei galee dei Cavalieri ospitalieri e una flotta ottomana diretta a Smirne da Tunisi, dove si era rifornita di schiavi.[14][15] La battaglia, vittoriosa per la flotta cristiana, è stata ritratta in un dipinto seicentesco commissionato da Francesco Filomarino, signore di Diano, che vi aveva partecipato.[16]

Il XVI e il XVII secolo furono secoli difficili per la piccola borgata: si susseguirono quattro epidemie di peste (1576[17], 1622, 1626 e 1631), tre carestie (1581, 1590 e 1672), tre invasioni di cavallette (1616, 1637 e 1666) e due alluvioni (1619 e 1622), che decimarono la popolazione[4]. Tuttavia, l'evento più devastante è stato il terremoto del 1693, che fece crollare interamente la torre (che già dava segni di cedimento)[4]. L'artiglieria che venne recuperata dalle macerie fu spostata sulla scogliera tra Pietre Nere e Santa Maria del Focallo, permettendo ai pirati di poter saccheggiare la borgata[4]. Dopo mesi di proteste da parte degli abitanti, stanchi dei continui saccheggiamenti, la Torre fu ricostruita con l'aggiunta di una grande piattaforma merlata affacciata sul mare[18] e una serie di contrafforti, per dare maggiore stabilità[4]. In seguito la Torre fu ulteriormente rinforzata con delle spranghe di ferro che ne cingevano le mura; tuttavia, esse furono rimosse durante la ristrutturazione del 1960[4].
All'inizio del XVIII secolo scoppiò la polveriera, sita all'ultimo piano della torre, che danneggiò la struttura e che scagliò alcuni massi sulle abitazioni; la torre fu subito ricostruita, ma ormai aveva perso la sua funzione strategica: le incursioni dei pirati non avevano più luogo da decenni e la ricostruzione aveva uno scopo estetico più che difensivo[4].

Con la fine del feudalesimo in Sicilia il caricatore perse importanza e, negli ultimi anni del XIX secolo, fu quasi totalmente demolito (fu completamente abbattuto sul finire degli anni sessanta) per lasciare spazio alle abitazioni, che man mano aumentavano di numero: l'agglomerato urbano era costituito in un primo tempo da poche centinaia di persone fra soldati e pescatori, ma ben presto con l'incremento delle attività marittimo-commerciale arrivò a triplicarsi e a passare, da borgata dipendente da Modica, a comune autonomo in data 12 giugno 1829, con decreto di Francesco I delle Due Sicilie.[19] I primi dati certi sulla popolazione risalgono al 1826, quando risultavano residenti 1132 abitanti, mentre nel 1831 si contavano già 1787 abitanti, segno dell'impennata demografica in seguito all'erezione di due anni prima a comune autonomo.[4][20]

Età contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Il quartiere Scaro alla fine degli anni quaranta, dopo la ricostruzione

Dopo la separazione da Modica, Pozzallo conobbe un importante decollo commerciale, con la costruzione di alcune strade (la rotabile Pozzallo-Modica, la Pozzallo-Spaccaforno e la Pozzallo-Scicli, nonché, in territorio comunale, la via Scaro e il Lungomare Pietrenere[21]) e l'affermazione di alcune famiglie borghesi (i Pandolfi, i Giunta, gli Avitabile e i Polara-Tedeschi[22]) che controllavano le attività commerciali del comune[4].

A questo periodo di splendore coincise il declino della torre: nel 1848 Ferdinando II delle Due Sicilie ne ordinò il disarmo completo e la declassò a sede di un battaglione di Finanza, rimosso nel 1895[4].

Essa rimase inutilizzata fino alla seconda guerra mondiale, quando fu piazzata nella terrazza la batteria contraerea per contrastare i bombardamenti alleati[4]. Nel 1943 Pozzallo subì 27 bombardamenti, che però non intaccarono mai la torre, vero obiettivo dei bombardieri[4].

In quell'anno la popolazione emigrò in massa verso la Cava d'Ispica, spopolando il paese, che divenne una città fantasma fino allo sbarco alleato del 10 luglio[4].
In seguito, la torre cessò definitivamente il suo scopo militare e venne nominato monumento nazionale[4].

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Pozzallo-Stemma.png

«D'azzurro alla torre quadrangolare d'argento sul mare, accostata a destra da una navicella e nel cantone sinistro del capo da una stella d'argento di cinque raggi con il motto intorno "secundis ventis"»

(Blasonatura)

Lo stemma è dominato da una rappresentazione della Torre Cabrera, principale monumento della città; a sinistra è presente una goletta, simbolo della vocazione marittima della città, mentre in alto a destra è presente una stella bianca a cinque punte coronata dalla scritta SECUNDIS VENTIS, motto della nobile famiglia dei Polara-Tedeschi, strettamente imparentata con i Platamone, che per lungo tempo ha detenuto il potere sulla città dopo l'indipendenza da Modica.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa della Madonna del Rosario
Palazzo comunale Giorgio La Pira
Villa Tedeschi

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa Madonna del Rosario: costruita in stile neoclassico nel centro storico tra il 1878 e il 1937, e inizialmente dedicata a San Pietro, è la Chiesa Madre del paese.[23]
  • Chiesa Santa Maria di Portosalvo: costruita in stile neoclassico nel 1746 accanto alla Torre Cabrera, è la chiesa più antica del paese. Nel 2007 è stata restaurata, con l'aggiunta di una facciata in stile moderno sul lato nord.
  • Chiesa San Giovanni Battista: sita nel quartiere Raganzino, è stata costruita nel 1960 in stile moderno su progetto di Concetto Russo e Franco Caruso, nello stesso luogo dove sorgeva una chiesetta risalente al 1924.[24]
  • Chiesa San Paolo Apostolo: costruita in stile moderno nel 1967 su progetto di Concetto Russo, si trova nel quartiere San Paolo. È caratterizzata da una pianta ottagonale, ispirata alle tende usate dai nomadi del deserto, e dagli interni austeri in stile francescano, opera del frate Alfredo Farina.[25]
  • Chiesa Maria Madre della Fiducia: costruita in stile moderno nel 2000 lungo la SP46, ospita l'oratorio delle Sorelle Francescane della Carità.[26]
  • Chiesa di Santa Rosalia: costruita accanto alla Villa Tedeschi nella seconda metà dell'Ottocento per volere del marchese Michele Tedeschi Rizzone, è chiusa al culto.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Torre Cabrera: Monumento Nazionale, è l'edificio simbolo della città e venne costruito nel XV secolo.
  • Palazzo comunale Giorgio La Pira: costruito tra il 1923 e il 1926, dal 1928 è la sede del comune.
  • Villa Tedeschi: costruita nel XVIII secolo, apparteneva ai marchesi Tedeschi-Polara, famiglia nobile che ha a lungo governato sulla città dopo la separazione da Modica. Oggi vi ha sede la biblioteca civica.
  • Palazzo Pandolfi: costruito intorno al 1868, fu progettato dall'architetto Gianbattista Pennavaria su commissione di Raffaele Pandolfi. Il palazzo, oggi privato, è stato sede dell'Istituto Tecnico Nautico nei primi anni novanta e, in via provvisoria, degli uffici comunali durante i lavori di restauro del palazzo comunale.[27]
  • Palazzo Giunta: costruito tra il 1900 e il 1910 su commissione di Enrico Giunta, sorge in Piazza Rimembranze.
  • Palazzo Giunta-Musso: progettato da Vincenzo Arangio, è stato eretto nei primi del Novecento in piazza delle Rimembranze su commissione di Vincenzo Giunta e Mariannina Musso. Insieme al palazzo comunale è uno degli esempi più significativi di architettura Liberty nella cittadina. Nel 1979 è stato acquistato dal comune, che lo adibì a sede della biblioteca civica, prima che quest'ultima venisse spostata presso Villa Tedeschi.[28][29]
  • Castello Di Martino: la sua costruzione ebbe inizio su commissione della famiglia Di Martino intorno al 1930, ma non venne mai portata a termine; sorge in stato di abbandono su un'altura di fronte al porto. Per qualche anno, fino al 2012, ha ospitato la Via Crucis vivente.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Passeggiata di Via delle Sirene nel tratto della Zabbatana.

Abitanti censiti[30]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo le statistiche ISTAT[31] al 1º gennaio 2020 la popolazione straniera residente nel comune era di 752 persone (361 maschi e 391 femmine), pari al 4% della popolazione. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:[31]

  1. Tunisia 203
  2. Romania 195
  3. Albania 86
  4. Marocco 44
  5. Polonia 26

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Distribuzione dei dialetti siciliani
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Lingua siciliana e Dialetto siciliano metafonetico sudorientale.

Oltre alla lingua ufficiale italiana, a Pozzallo si parla la lingua siciliana nella sua variante metafonetica sud-orientale.

La ricchezza di influenze del siciliano, appartenente alla famiglia delle lingue romanze e classificato nel gruppo meridionale estremo, deriva dalla posizione geografica dell'isola, la cui centralità nel mar Mediterraneo ne ha fatto terra di conquista di numerosi popoli gravitanti nell'area mediterranea.

Origini delle famiglie[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni attuali cognomi incominciano a essere attestati nel territorio tra il XVIII e il XIX secolo, concentrandosi soprattutto nella seconda metà del Settecento e nella prima dell'Ottocento. Le famiglie provenivano in gran parte da Modica e dalla Campania, in particolare dalla provincia di Napoli. Le professioni maggiormente attestate erano relative alle attività marinare e agricole.[32]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Quartieri cittadini[modifica | modifica wikitesto]

  • Vico Vicci: costituisce il nucleo più antico della città e si snoda nel centro storico lungo via Guglielmo Marconi e via Agricola. Prende il nome dai vicci, termine dialettale che indica i semi della carruba.
  • Scaro: primo quartiere ad essersi popolato dopo il distaccamento da Modica, si è sviluppato intorno alla Villa Tedeschi e lungo via Mario Rapisardi e via Scaro.
  • Raganzino: è il quartiere più popoloso della città ed occupa un'area delimitata a nord dal viale Australia, a est da via Ludovico Ariosto e a ovest dal Porto.
  • San Paolo: è il quartiere urbano di più recente sviluppo ed occupa la zona a nord di via Torino.

Località e contrade[modifica | modifica wikitesto]

  • Bosco Pisana
  • Bove Marino
  • Contrada Carpintera
  • Contrada Cesaro
  • Contrada Giovara
  • Contrada Grottelle
  • Contrada Palamentano
  • Contrada Pantanelli
  • Contrada Raganzino
  • Contrada Scaro
  • Tegolaio

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Nella cittadina sono presenti due Istituti Comprensivi, intitolati ad Antonio Amore e a Giuseppe Rogasi.

È inoltre presente l'Istituto d'Istruzione Superiore "Giorgio La Pira", comprendente l'Istituto Tecnico Nautico, l'Istituto Tecnico Commerciale, l'Istituto Tecnico Turistico, il Liceo Scientifico, il Liceo Scientifico Sportivo e l'Istituto Professionale per i Servizi Commerciali.

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Ha sede nel comune il corpo bandistico "Vincenzo Bellini", con un organico di 45 elementi.[33]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Spiaggia Pietrenere

Il porto è stato utilizzato come set per alcune scene delle serie televisive Il commissario Montalbano[34] e Il capo dei capi.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Sagra del pesce: si svolge la seconda domenica di agosto a partire dal 1967, ed è una delle manifestazioni gastronomiche più antiche in Sicilia.[35][36]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Una delle principali fonti economiche è data da una spiccata vocazione marittima, mentre l'agglomerato industriale Modica-Pozzallo ospita industrie alimentari e farmaceutiche.

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2019 Pozzallo si è aggiudicata per tre anni consecutivi la Bandiera blu, riconoscimento della FEE alle migliori località costiere d'Europa[37][38], dopo averla conseguita tra il 2002 e il 2012 e tra il 2014 e il 2017.

Inoltre, il comune ibleo è presente sulla Guida Blu di Legambiente, con una valutazione di due vele blu.[39]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Il Porto
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stazione di Pozzallo, Porto di Pozzallo ed Eliporto di Pozzallo.

La città è servita dall'Autostrada Siracusa - Gela, ancora in costruzione, che è in esercizio fino allo svincolo di Ispica - Pozzallo.

Le strade principali extraurbane che collegano Pozzallo agli altri centri urbani sono la SP 45 per Modica, la SP 46 e la SS 115 per Ispica e la SP 66 per Sampieri, che funge anche da circonvallazione e collegamento con la Strada statale 194 Ragusana.

Pozzallo si trova lungo la ferrovia Siracusa-Gela-Canicattì e dalla sua stazione partono treni regionali per Ragusa e Siracusa.

Dal porto è presente un collegamento di linea per Malta, effettuato dalla Virtu Ferries Limited.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

L'amministrazione comunale è guidata da Roberto Ammatuna, precedentemente affiliato al Partito Democratico, a seguito delle elezioni dell'11 giugno 2017, appoggiato da una coalizione di liste civiche.

Elenco dei sindaci[modifica | modifica wikitesto]

Sindaci eletti dal consiglio comunale[40]
Sindaco Mandato Partito Elezioni
Dal Al
Antonio Amore 1945 1946 Partito d'Azione -
Rinaldo Benedetto 1946 1948 Partito Socialista Italiano 1946
Antonino Giunta 1952 1957 Democrazia Cristiana 1952
Antonio Amore 1966 1970 Democrazia Cristiana 1965
Ferruccio Giardina 1970 1970 Indipendente 1970
Salvatore Sulsenti 1970 1971 Democrazia Cristiana
Vincenzo Galfo 1971 1975 Democrazia Cristiana
Natale Amodeo 1975 1979 Partito Socialista Italiano 1975
Vincenzo Galfo 1979 1980 Democrazia Cristiana
1980 1981 1980
Vincenzo Galazzo 1981 1984 Partito Comunista Italiano
Salvatore Amore 1984 1985 Partito Socialista Italiano
1985 1989 1985
Vincenzo Galfo 1989 1990 Democrazia Cristiana
1990 1992 1990
Francesco Fazio 1992 1993 Commissario
Francesco Marsala 1993 1993 Commissario
Sindaci eletti a suffragio universale diretto
Sindaco Mandato Partito Elezioni
Dal Al
Rosa Agosta 1993 1997 Partito Democratico della Sinistra 1993
Roberto Ammatuna 1997 2002 L'Ulivo 1997
2002 2007 2002
Giuseppe Sulsenti 2007 2012 Movimento per le Autonomie 2007
Luigi Ammatuna 2012 2017 Partito Socialista Italiano 2012
Roberto Ammatuna 2017 - Liste civiche di centro-sinistra 2017

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

La società calcistica principale è l'Associazione Sportiva Dilettantistica Pozzallo Calcio, militante nel campionato di Prima Categoria nella stagione 2020-2021.[42]

La principale società pallavolistica è il Gruppo Sportivo Gabbiano Pozzallo, la cui rappresentativa maschile milita nel campionato di serie B nella stagione 2020-2021.[43]

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

  • Stadio Comunale "Palamentano"
  • Piscina Comunale
  • Palazzetto dello Sport Comunale

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione al 31 luglio 2021 (dato provvisorio), su demo.istat.it, 30 settembre 2021. URL consultato il 15 ottobre 2021.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Curiosità su Pozzallo di Giuseppe Palermo, su siciliafan.it, Sicilia Fan. URL consultato il 16 luglio 2018 (archiviato dall'url originale il 22 giugno 2013).
  4. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad Rogasi, 1982. Relativamente alla tomba e ai soldati messeni, nessuna prova è citata a supporto di tali affermazioni. Cfr. Nicola Bruno, Indagine Topografica, p. 42, in Grazia Dormiente, Pozzallo: città mediterranea, 1991
  5. ^ V. G. Rizzone, A. M. Sammito, Censimento dei siti dell'antica età del bronzo nel territorio modicano, in Archivum Historicum Mothycense, n. 5, 1989; V.G. Rizzone, A. M. Sammito, Indagine topografica dei siti dell'antica età del bronzo nel territorio modicano, in Aitna 4, 2010, pp. 56-57
  6. ^ V. G. Rizzone, A. M. Sammito, Stato e prospettive delle ricerche archeologiche a Modica, in Archivum historicum mothycense, 10, 2004, p. 72; M. Frasca, Archeologia degli Iblei, 2015, p. 98
  7. ^ V. G. Rizzone, A. M. Sammito, Carta di distribuzione dei siti tardo-antichi nel territorio di Modica, in Archivum historicum mothycense, 10, 2004, pp. 128-129
  8. ^ V. G. Rizzone, A. M. Sammito, Nuove aggiunte a "Carta di distribuzione dei siti tardo-antichi nel territorio di Modica, in Archivum historicum mothycense, 13, 2007, p. 38
  9. ^ V. G. Rizzone, A. M. Sammito, Aggiunte e correzioni a Carta di distribuzione dei siti tardo-antichi nel territorio di Modica, in Archivum historicum mothycense, 10, 2004, p. 127
  10. ^ V. G. Rizzone, A. M. Sammito, Terze aggiunte a "Carta di distribuzione dei siti tardo-antichi nel territorio di Modica", in Archivum historicum mothycense, 16-17, 2010-2011, pp. 213-214
  11. ^ Anticamente situato dove oggi sorge Piazza Senia
  12. ^ Anticamente situato nell'attuale tratto iniziale del Lungomare Pietrenere
  13. ^

    «Alla Torre del Puzzallo vi stanno quattro uomini a guardia, et hanno tre smerigli di bronzo, et alcuni falconetti, moschettini, archibugi, et scoprendo vascelli fanno segni, però sarebbe bene innanzi per la parte di mare farni una piattaforma»

    (Camillo Camilliani, Descrizioni del litorale siculo, 1583)
  14. ^

    «La notte de' 24 Gennaro del seguente anno 1661 eran partite per Augusta sei Galere di questa Squadra col Generale Prior della Bagnara (Fabrizio Ruffo di Bagnara), e trovandoli la mattina seguente verso il Capo Passaro, incontrarono un Vascello Corsaro di Tunisi, che per tale riconosciuto, nell'istesso punto l'investirono, & in poche hore di combattimento lo sottomisero con morte di pochi Turchi, & alcuni pochi feriti de' nostri. Era un Vascello armato parte a guerra, e parte a mercantia, che navigava da Tunisi alle Smirne. Vi si trovarono dentro un Chiaus del G. Signore di ritorno da un'Ambasciata fatta di Algieri, Tunisi, e Tripoli, e con esso lui il Cardis di Tunis, & un suo Figlio, ch'andava a procacciarsi alla Porta la conferma di quella Carica. Si fecero frà Turchi, e Mori 130 schiavi, con quantità di Mercantie consistenti in Berrette, Cocciniglia, Zuccari, e Barracani, di modo ch'ascese il bottino per la Religione sopra 70.000 Pezze da otto»

    (fra' Bartolomeo dal Pozzo)
  15. ^ Bartolomeo dal Pozzo, Historia della Sacra Religione Militare di San Giovanni Gerosolimitano, 1715.
  16. ^ Battaglia navale di Pozzallo (PDF), su ponteonline.com. URL consultato il 25 maggio 2021.
  17. ^ Che, secondo Placido Carrafa sterminò la popolazione
  18. ^ Come auspicato da Camillo Camilliani, vedasi la nota 5
  19. ^

    «La borgata detta il Pozzallo, attualmente dipendente dal Comune di Modica, è eretta in separato Comune»

    (Francesco I delle Due Sicilie, decreto del 12 giugno 1829])
  20. ^ Il Comunello, su vivipozzallo.it. URL consultato l'11 agosto 2021.
  21. ^ Denominato durante il fascismo Lungomare Littorio, ma familiarmente chiamato via 'ra fasòla (via dei fagioli, dal nome del rancio ricevuto dai muratori come compenso per i servizi lavorativi) dagli abitanti
  22. ^ in onore di quest'ultima famiglia venne apposta nello stemma comunale una stella bianca, essendo il loro stemma famigliare composto da sette stelle
  23. ^ Chiesa della Madonna del Rosario, su pozzallo.net. URL consultato il 21 maggio 2020.
  24. ^ Chiesa San Giovanni Battista, su pozzallo.net. URL consultato il 21 maggio 2020.
  25. ^ Chiesa San Paolo Apostolo, su pozzallo.net. URL consultato il 21 maggio 2020.
  26. ^ Chiesa Maria Madre della Fiducia, su diciamocisi.it. URL consultato il 21 maggio 2020.
  27. ^ Palazzo Pandolfi via per 650mila 500 euro, su corrierediragusa.it. URL consultato il 6 gennaio 2019.
  28. ^ Palazzo Musso, su eastsicily.com. URL consultato il 6 gennaio 2019.
  29. ^ Deliberazione della Giunta Municipale (PDF), su comune.pozzallo.rg.it. URL consultato il 22 aprile 2021.
  30. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  31. ^ a b Cittadini Stranieri. Popolazione residente e bilancio demografico al 31 dicembre 2019
  32. ^ F. Barrera, Alle origini dell'insediamento urbano: famiglie, reti di parentela, economie, in Pozzallo, città di mare. Storia di uomini, velieri e potere, 2011, vol. II, pp. 199-247
  33. ^ Associazione musicale V. Bellini
  34. ^ A Pozzallo "sbarca" anche il Commissario Montalbano: ciak tra migranti, su lasicilia.it, La Sicilia. URL consultato il 27 maggio 2020.
  35. ^ Sagra del Pesce a Pozzallo, su vivienna.it. URL consultato il 27 maggio 2020.
  36. ^ Feste e Sagre, su comune.pozzallo.rg.it. URL consultato il 27 maggio 2020.
  37. ^ Programma Bandiera Blu 2019, su bandierablu.org. URL consultato il 4 maggio 2020.
  38. ^ Anche quest'anno Pozzallo conquista la Bandiera Blu, su ragusaoggi.it. URL consultato il 30 gennaio 2021.
  39. ^ Guida blu, su legambiente.it. URL consultato il 4 maggio 2020.
  40. ^ amministratori.interno.gov.it, https://amministratori.interno.gov.it/amministratori/ServletStoriaEnte3. URL consultato il 30 novembre 2020.
  41. ^ Collesei e Rossi (Art. 1 Mdp): "Approvata nostra mozione per gemellaggio di Firenze con la città di Pozzallo", su comune.fi.it. URL consultato il 27 maggio 2020.
  42. ^ Pozzallo Calcio- Scheda Squadra, su tuttocampo.it. URL consultato il 7 dicembre 2019.
  43. ^ Sito società, su ilgabbianopozzallo.it. URL consultato il 27 agosto 2017 (archiviato dall'url originale il 27 agosto 2017).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Luigi Rogasi, Pozzallo, uno sguardo nel passato, Firenze, Eurografica, 1982 Luigi Rogasi, Pozzallo echi del passato e voci del presente

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