Salona

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Salona
città
(HR) Solin
Salona – Veduta
Vista di Spalato, con Salona in primo piano
Localizzazione
StatoCroazia Croazia
RegioneHRV Split-Dalmatia County COA.svg Spalatino-dalmata
Amministrazione
SindacoBlaženko Boban
Territorio
Coordinate43°32′06″N 16°29′06″E / 43.535°N 16.485°E43.535; 16.485 (Salona)Coordinate: 43°32′06″N 16°29′06″E / 43.535°N 16.485°E43.535; 16.485 (Salona)
Altitudinem s.l.m.
Superficie18,37 km²
Abitanti24 282 (2011)
Densità1 321,83 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale21210
Prefisso+385(0)21
Fuso orarioUTC+1
TargaST
Cartografia
Mappa di localizzazione: Croazia
Salona
Salona
Salona – Mappa
Localizzazione della città di Salona nella regione spalatino-dalmata
Sito istituzionale

Salona[1][2][3][4] (in croato Solin) è una città della regione spalatino-dalmata, in Croazia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origine[modifica | modifica wikitesto]

La prima menzione del nome di Salona è del VII secolo a.C., come un insediamento illirico vicino alle sorgenti del fiume Jadro. Nel primo millennio i greci istituirono un emporio greco,[5] potenziato dalla colonia di Tragyrion (attuale Traù). Sembra però che il primo insediamento sia dei Traci Manii, in seguito conquistato dai celto-illiri dei Delmatae (IV secolo a.C.).[6]

Conquista e dominio romano[modifica | modifica wikitesto]

Nel 118 a.C. il proconsole dell'Illirico, Lucio Cecilio Metello, condusse una campagna militare vittoriosa contro i Delmatae, tanto da meritarsi il trionfo ed il Cognomina ex virtute di Delmaticus.[7] Appiano aggiunge che:

« sebbene [i Dalmati] fossero stati colpevoli di alcuni reati, poiché [Metello] desiderava un trionfo, fu ricevuto come un amico e svernò fra loro presso la città di Salona. Quando in seguito fece ritorno a Roma, ottenne il trionfo »

(AppianoGuerra illirica, 11 e 33.)

Il proconsole dell'illirico, un certo Gaio Cosconio, combatté i Delmatae per almeno un paio d'anni (78-76 a.C.). La guerra terminò con la presa di Salona, che divenne una base permanente in mano ai Romani, tanto che dopo venticinque anni qui vi venne inviata una colonia romana.[8] Vent'anni più tardi venivano inviati cittadini romani in questa stessa città. Narona era invece utilizzata come base militari per le spedizioni verso l'entroterra dalmata.[9]

Gaio Giulio Cesare avrebbe voluto intraprendere una campagna contro le popolazioni illiriche a sud del "quartier generale" di Aquileia, ma nuove sollevazioni in Gallia lo costrinsero a tornare nel paese dei Celti. Sappiamo, infatti, di un suo soggiorno e di operazioni militari/diplomatiche condotte nei pressi di Salona attorno al 3 marzo del 56 a.C.[10]

Nel 49 a.C., allo scoppio della guerra civile, il pompeiano Marco Ottavio, dopo aver ottenuto un successo contro i cesariani Gaio Antonio, fratello di Marco Antonio e Publio Cornelio Dolabella nel golfo del Quarnaro,[11] iniziò ad attaccare i porti delle città rimase fedeli a Cesare. Mosse quindi contro la città di Salona, che resistette validamente, anche grazie al supporto degli schiavi, che furono liberati, e delle donne, che combatterono al pari degli uomini. Questo insuccesso costrinse però Ottavio a ripiegare con la flotta su Dyrrachium, peraltro dopo aver fallito di impossessarsi di altri insediamenti lungo la costa.[12] Sappiamo da Cesare che Salona fu eletta conventus iuridicus almeno da questo periodo.[13]

Nel 48-47 a.C., dopo la vittoria di Cesare su Pompeo a Farsalo (9 agosto del 48 a.C.), i Pompeiani, guidati da Marco Ottavio, utilizzarono l'Illirico per riprendere a compiere nuove azioni militari contro i Cesariani.[14] Fu così che, per contrastare l'avanzata dei Pompeiani e contemporaneamente quella dei Delmatae, Cesare inviò contro di loro, un ex-partigiano di Pompeo, Aulo Gabinio, a capo di quindici coorti e tremila cavalieri, il quale si incamminò via terra girando intorno all'Adriatico, cosa mai accaduta prima d'allora.[15] Gabinio, dopo essere penetrato nel territorio dei Delmatae, lungo il fiume Cigola (Čikola) nei pressi di Synodion,[16] subiva una dura sconfitta, perdendo cinque delle sue coorti e i rispettivi vexilla. Non demordeva però continuando la sua avanzata fino a raggiungere Salona nell'inverno del 48-47 a.C..[17] La campagna militare continuò all'inizio dell'anno successivo (47 a.C.), soffrendo di numerose altre perdite da parte romana, tra cui 4 tribuni, 38 centurioni e 2.000 legionari.[18]

Sotto l'Impero romano, fu la capitale della regione della Dalmazia: qui nacque l'imperatore romano Diocleziano (regno 284-305) che, nel 305, quando si ritirò a vita privata, si trasferì in un palazzo a pochi chilometri a sud di Salona, ad Aspalathos (Spalato).

Salona fu poi la sede dei magistri militum per l'Illyricum, Marcellino e Giulio Nepote; quest'ultimo vi ritornò dopo essere stato deposto dal soglio imperiale romano nel 476 e qui morì nel 480, forse per opera del vescovo di Salona, quel Glicerio, che era stato imperatore prima di Nepote ed era stato obbligato a prendere i voti.

Slavi e Avari[modifica | modifica wikitesto]

Nel 600 gli Slavi vi giunsero senza entrarvi. Nel 639 Salona fu distrutta da un attacco degli Avari: i superstiti si trasferirono a Spalatum, il villaggio fortificato che era sorto attorno al palazzo di Diocleziano e che divenne poi la città di Spalato.

Località[modifica | modifica wikitesto]

La città di Salona è oggi suddivisa nelle 8 frazioni (naselja)[19] di seguito elencate. Tra parentesi il nome in lingua italiana, generalmente desueto.

  • Blaca (Blazza)
  • Kučine (Cùccine)
  • Mravince (Maravinze)
  • Ninčevići (Nonese)
  • Rupotina (Rupettina)
  • Solin (Salona), sede comunale
  • Sveti Kajo (San Caio)
  • Vranjic (Vragnizza)

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cfr. "Salóna" nell'enciclopedia Sapere.
  2. ^ Touring Club Italiano, Croazia. Zagabria e le città d'arte. Istria, Dalmazia e le isole. I grandi parchi nazionali, Touring Editore, Borgaro Torinese (TO) 2004, p. 115.
  3. ^ Touring Club Italiano, Istria, Quarnaro, Dalmazia. Escursioni, sport, divertimenti, enogastronomia, arte e cultura, Touring Editore, Milano 2004, p. 154 e segg., ISBN 9788836530441.
  4. ^ Ufficio turistico di Dernis Archiviato il 28 gennaio 2012 in Internet Archive.
  5. ^ Christoph W. Clairmont, Excavations at Salona, Yugoslavia (1969-1972), Department of Classics, Douglass College, 1975, p. 4, ISBN 0-8155-5040-5.: «se siamo corretti nella nostra interpretazione dei primi ritrovamenti da Salona come emporion, anche se molto piccolo, si tratta di un insediamento in posizione strategica».
  6. ^ Strabone, VII, 5.5.
  7. ^ Fasti triumphales, 624 anni ab Urbe condita: AE 1930, 60; Livio, Periochae, 62.3; Eutropio, IV, 23.2; Wilkes 1969, pp. 33-34.
  8. ^ Eutropio, VI, 4; Orosio, V, 23, 23.
  9. ^ Wilkes 1969, p. 35.
  10. ^ Cicerone, In Vatinium testem, 38; Cesare, De bello gallico, II, 35 e III, 7; CIL III, 3078.
  11. ^ AppianoGuerra civile, II, 41; Cassio Dione, XLI, 40 e XLII, 11.2; Floro, II, 30-33; Orosio, VI, 15.8-9; Livio, Periochae, 110; Lucano, IV, 402-581; Cesare, De bello civili, III, 4.2 e 10.5.
  12. ^ Cassio Dione, XLII, 11; Orosio, VI, 15.8-9.
  13. ^ Cesare, De bello civili, III, 9.
  14. ^ Bellum Alexandrinum, 42-47.
  15. ^ Bellum Alexandrinum, 43; AppianoGuerra illirica, 12, 25 e 27; Cesare, De bello civili, II, 58-59; Cassio Dione, XLII, 11; PlutarcoAntonio, 7; Cicerone, Epistulae ad Atticum, XI, 16.1 (data l'azione al 2 giugno del 47)).
  16. ^ La città di Synodion fu presa da Ottaviano nel corso della campagna militare del 34 a.C.. Cfr. Wilkes 1969, p. 54.
  17. ^ Wilkes 1969, p. 41.
  18. ^ Bellum Alexandrinum, 43.
  19. ^ Frazioni della Regione spalatino-dalmata

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti antiche
Fonti storiografiche moderne
  • (EN) J.J. Wilkes, Dalmatia, in History of the provinces of the Roman Empire, Londra, Routledge & K. Paul, 1969, ISBN 978-0-7100-6285-7.

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