Clissa

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Clissa
comune
(HR) Klis
Clissa – Veduta
Localizzazione
Stato Croazia Croazia
Regione HRV Split-Dalmatia County COA.svg Spalatino-dalmata
Territorio
Coordinate 43°33′N 16°31′E / 43.55°N 16.516667°E43.55; 16.516667 (Clissa)Coordinate: 43°33′N 16°31′E / 43.55°N 16.516667°E43.55; 16.516667 (Clissa)
Altitudine 290 m s.l.m.
Superficie 176,10 km²
Abitanti 4 739 (31-03-2011)
Densità 26,91 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale 21231
Prefisso 021
Fuso orario UTC+1
Cartografia
Mappa di localizzazione: Croazia
Clissa
Clissa
Sito istituzionale

Clissa[1][2][3][4][5][6][7][8] (in croato Klis) è un comune di 4.739 abitanti della Regione spalatino-dalmata in Croazia situato a circa 5 km a nord-est da Spalato sulla strada che conduce a Signo.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

L'altura principale è il monte Capraio[9] (Kozjak/Mali Kozjak), 780 m.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La città si trova su una rupe che domina un valico, a quota 360 metri, che mette in comunicazione l'entroterra dalmata con la costa presso Salona.
Proprio per la sua posizione strategica venne abitata fin dall'antichità; già nel II secolo a.C. venne occupata dalle tribù illiriche dei Dalmati per i quali fu la più importante cittadella fortificata.
Appena nel 9 d.C. cadde sotto il dominio romano ad opera di Germanico, fratello dell'imperatore Tiberio; i Romani vi eressero un castrum sopra i resti della rocca illirica e, quindi costruirono la strada che da Salona porta verso la Pannonia inferiore; naturalmente la strada superava il valico sotto la vigile sorveglianza della fortezza che ebbe il nome di Clisium.
Probabilmente il nome romano deriva dalla parola clavis, nel senso di chiave dell'occidente; altrettanto può dirsi per il croato Klis, che deriva dalla voce kljuć, che significa chiave.

La Dalmazia a nord del Narenta, dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente, e la parentesi del Regno ostrogoto, a seguito della Guerra gotica (553) promossa dall'imperatore Giustiniano I entrò a far parte dei domini bizantini.
Tra il 614 e il 615 iniziò l'orda àvaro-slava che raggiunse la costa della Dalmazia e distrusse anche la fortezza di Clissa. L'imperatore Eraclio chiese aiuto contro di loro sia ai Serbi bianchi della Lusazia sia agli abitanti della Croazia Bianca che nell'anno 630, occuparono le terre invase dagli Avari, liberandole; i primi occuparono il territorio dal Cettina fino al lago di Scutari mentre i Croati il rimanente territorio a nord del Cettina. La fortezza di Clissa, ricostruita dalle popolazioni slave, divenne il centro fortificato della župa, o distretto dalmata, perché in essa avevano posto la propria residenza i principi croati.

Dal XII secolo Clissa divenne ungherese e nella fortezza trovò posto un caposaldo magiaro. Nel 1155 il generale Niceforo Caluffa rioccupò la Dalmazia, compresa Clissa.

Nel 1171, la slava Clissa e la latina Spalato cessarono le loro ostilità e firmarono un trattato di pace.

Tornata poi in mano ungherese, nel 1217 il re Andrea II offrì il castello di Clissa a Domaldo, conte di Cettina, di Sebenico e di Spalato; costui, però lo rifiutò, per cui venne dato ai Templari di Vrana, su suggerimento di Ponzio della Croce, Gran maestro in Ungheria e Croazia e luogotenente regio per la Dalmazia e la Croazia. I templari vennero però poco dopo scacciati dagli Spalatini.
Nel frattempo, Clissa si unì alla lega formata dalle libere città di Traù, Spalato e Sebenico contro le comunità dell'interno che, con la protezione dei re d'Ungheria e dei bani di Croazia, molestavano questi abitati.

Nel 1220, i cittadini di Spalato cacciarono dalla città il Domaldo, che riparò a Clissa lasciata libera dai Templari; questi però venne riconsegnato agli Spalatini nel 1226 (per poi morire in prigione a Traù) allorché il conte Gregorio o Grgur Šubić di Bribir, feudatario della contea ungherese, divenne conte di Spalato.
Il re magiaro Béla IV, in fuga di fronte all'avanzata dei Mongolo-Tartari di Batu Khan che avevano invaso il suo Regno, preceduto l'anno prima dalla moglie e dalle figlie con il piccolo Stefano assieme ai tesori dello Stato e quelli di famiglia, nel 1242 giunse nella munita fortezza di Clissa dove si rinchiuse per poi ripartire subito per Spalato e Traù.
Nel 1247 Giorgio I Šubić di Bribir avocò a sé la Contea di Clissa che passò poi nel 1277 a Giorgio o Jursa Nikolić di Bribir la cui famiglia governò la città per 50 anni e che già dal 1293 ricevette il diritto di successione dal re ungherese Andrea III.

Nel 1322, Giorgio II Šubić di Bribir, conte di Clissa, accolse suo fratello Mladino II, che dopo esser fuggito da Almissa incendiata dai Veneziani, era stato sconfitto anche a Bisco dai bani croati guidati dal duca di Slavonia, Ivan Babonić, che tendevano alla pace con Venezia. L'anno seguente Giorgio II Šubić si vide rifiutare il rinnovo della carica di rettore di Spalato, che venne invece assegnata ai Nelipić di Tenin; ciò causò uno scontro, soprattutto a livello confinario, tra gli Spalatini e le forze dei Šubić che vennero appena sanate nel 1328 dal conte Jurinić, rappresentante di Giorgio II Šubić, il quale ricompose anche le divergenze con le zuppanie o krajine di Tenin.
Nel 1333, dopo che i conti Šubić di Clissa fecero pace con Traù, Mladino III, fratello di Mladino II e Giorgio II, firmò la pace con Spalato; sua sorella Jelena, nel 1338 sposò il bano bosniaco Vladislav Kotromanić dalla cui unione nacque Stjepan Tvrtko I, futuro re di Bosnia.
Morto 1345 Giorgio II Šubić i suoi feudi passarono al fratello Mladino III nel 1347; ma già nel 1348 quest'ultimo morì e subentrò la moglie Jelena, sorella del re serbo Stjepan Dušan, che aveva sposato l'anno prima. Il Dušan spedì a Clissa un esercito che venne però sconfitto dal bano Nikola Banić alleato con Ivan Nelipić; fu così che Clissa ritornò nel 1355 sotto la protezione ungherese dando alla città 30 anni di pace.

Nel 1390, a causa delle pressioni e angherie ungheresi, Clissa dovette fare atto di sottomissione al re di Bosnia Tvrtko I, rappresentante del re di Napoli Ladislao a sua volta pretendente al trono magiaro.
Nel 1391, dopo la morte di Tvrtko I, la contea di Clissa passò al duca bosniaco Hervoje Vukcić Hrvatinić che per conto dei Napoletani era venuto in possesso della Dalmazia posta a sud di Sebenico.
Il bano Nikola Gorjanski, fedele a Sigismondo d’Ungheria nel 1394 rioccupò Clissa ma per un breve periodo; già nel 1401l'Hervoje ritornò in possesso del feudo di Clissa il quale lo consegnò a Ivan II Nepić; questi mantenne la Contea di Clissa anche dopo il 1409, quando Venezia acquistò da Ladislao I di Napoli per 100.000 ducati d'oro Zara, Pago, Aurana e Novegradi e occupò tutto il territorio fra il Cherca e lo Zermagna, escluse le contee di Ostrovizza e Scardona acquistate in seguito dal voivoda di Bosnia, Sandangl, per 5000 ducati d'oro nel 1411; Sigismondo d’Ungheria cercò la riconquista delle terre dalmate ma senza successo.

Nel 1420 la vicina Spalato accettò il dominio veneziano, come pure Traù che cadde dopo 16 giorni d'assedio.
Nel 1422 il senato veneziano spedì Giovanni Zorzi dal nuovo re di Bosnia, Tvrtko II (che due anni prima dopo la morte di Ostoja Kristić riunì la Bosnia alla Rascia), per promettergli amicizia e accordarsi con lui per un comune atteggiamento da tenersi nei confronti di Ivan II Nepić, che molestava e derubava i sudditi di entrambi.

Con la pace di Praga tra Veneziani e Ungheresi del 29 luglio 1437 ed il versamento da parte dei Veneziani di 10.000 ducati d'oro a re Sigismondo in cambio dei suoi diritti sulla Dalmazia, le fortezze di Novegradi, le contee di Ostrovizza, Scardona e Aurana, le città di Nona, Zara, Sebenico, Traù, Spalato e Almissa con i territori annessi, con il litorale e i Castelli e tutte le isole escluse alcune vicine a Ragusa finirono nelle mani della Serenissima.
Il resto della Dalmazia, tra lo Zermagna e il Cettina andò all'Ungheria, compresa Clissa che andò a Matko Talovac, bano di Slavonia, subentrato a Ivan Frankopan genero di Nepić che l'aveva ereditata a sua volta alla morte di quest'ultimo nel 1434.

Nel 1499 vi fu il primo, ma inutile, attacco turco alla fortezza; ne seguì un altro nel 1524 vanificato dal conte Petar Kružić; nei successivi 10 anni Clissa fu attaccata altre 37 volte; nel 1534 le truppe ottomane la circondarono ma dovettero ritirarsi a seguito dell'intervento del contingente veneto distaccato a difesa di Spalato.
Nel 1536 i Turchi ritornarono all'attacco e bloccarono la sorgente d'acqua alla base della fortezza la quale venne poi distrutta in gran parte dall'artiglieria ottomana piazzata nel forte dell'attigua Salona. Nel marzo 1537 il Kružić arrivò da Segna con gli Uscocchi e con contingenti di mercenari italiani mandati da Papa Paolo III e mercenari tedeschi inviati da re Ferdinando d'Austria che confrontatisi con contro le truppe turche, disertarono poi in campo di battaglia. Il Kružić rimase solo con i suoi pochi Uscocchi ed infine decapitato.
Con la pace firmata nel 1542, Clissa rimase agli Ottomani che eressero nella fortezza una moschea e un minareto.

Appena nel 1644, dopo lo scoppio della V guerra contro i turchi, circa 10000 armati veneziani, sotto il comando del generale Leonardo Foscolo, riuscirono ad espugnare Clissa.
La pace di Candia restituì definitivamente Clissa alla repubblica veneta che ne rinnovò la fortezza completamente.

Normalizzatesi le relazioni veneto-turche la fortezza perse progressivamente la sua importanza e fino al 1797 seguì le vicende della Repubblica veneta.

Caduta la Serenissima, con la pace di Presburgo seguì il destino degli ex possedimenti veneziani entrando per un breve periodo nel Regno d’Italia napoleonico.

Col trattato di Schönbrunn del 1809 entrò a far parte delle Province Illiriche per passare poi in mano austriaca col Congresso di Vienna nel 1815 nel Regno di Dalmazia.

Dopo la prima guerra mondiale entrò a far parte del neo costituito Regno dei Serbi, Croati e Sloveni.

Dal 1941 al 1945 fece parte dello Stato Indipendente di Croazia.

Dopo la seconda guerra mondiale fece parte della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia; dal 1991 fa parte della Croazia.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

A 5 km da Clissa si trova l'omonima fortezza.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Località[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Clissa è suddiviso in 9 frazioni (naselja)[10]. Tra parentesi il toponimo in italiano.

  • Brštanovo
  • Klis (Clissa)
  • Dugobabe
  • Konjsko (Coinsco[4][11])
  • Korušce
  • Nisko
  • Prugovo
  • Veliki Broćanac
  • Vučevica

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Grande atlante d'Europa e d'Italia, Istituto geografico de Agostini, Novara 1994, p. 185.
  2. ^ Andrea Bonifacio, Istria e Dalmazia, Terra Ferma, Crocetta del Montello (TV), 2013, pp. 190-193.
  3. ^ Dario Alberi, Dalmazia. Storia, arte, cultura, Lint Editoriale, Trebaseleghe (PD) 2008, pp. 907-926.
  4. ^ a b Usporedno Talijansko-Hrvatsko nazivlje mjestat ("Tabella comparativa italiano/croato dei toponimi") pubblicata su Fontes (ISSN 1330-6804 (WC · ACNP), rivista scientifica croata edita dall'Archivio di Stato), giugno 2000.
  5. ^ Atlante illustrato del mondo, Vallardi Industrie Grafiche, 1988.
  6. ^ Clissa (Kliš) nella mappa zoomabile di: "Sinj und Spalato (1911) - K.u.K. Militärgeographisches Institut - 1:75 000 - ZONE 31 - KOL XV"
  7. ^ "Comune Clissa, Dalmazia Circolo di Spalato, 1831" – catasto austriaco franceschino
  8. ^ Mappa Dalmazia. Clissa (Territorio). Xernovnizza (Località). Archivio di Stato di Venezia, Provveditore sopraintendente alla camera dei confini, Disegni (secc. XVI-XVIII), b. 339, dis. 18/11.
  9. ^ Dario Alberi, Dalmazia. Storia, arte, cultura, Lint Editoriale, Trebaseleghe (PD) 2008, p. 907.
  10. ^ Frazioni della Regione spalatino-dalmata
  11. ^ Coinsco - catasto austriaco franceschino - Archivio di Stato di Spalato

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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