Lissa (città)

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Lissa
comune
(HR) Vis
Lissa – Bandiera
Lissa – Veduta
Localizzazione
StatoCroazia Croazia
RegioneCoat of arms of Split-Dalmatia County.svg Spalatino-dalmata
Amministrazione
SindacoAnte Acalinović
Territorio
Coordinate43°03′N 16°11′E / 43.05°N 16.183333°E43.05; 16.183333 (Lissa)Coordinate: 43°03′N 16°11′E / 43.05°N 16.183333°E43.05; 16.183333 (Lissa)
Altitudinem s.l.m.
Superficie52,00 km²
Abitanti1 920 (31-03-2011, Censimento 2011)
Densità36,92 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale21480
Prefisso021
Fuso orarioUTC+1
TargaST
Nome abitantilissani
Patronosan Giorgio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Croazia
Lissa
Lissa
Sito istituzionale

Lissa[1][2][3][4] (in croato Vis) è una città della Croazia appartenente alla regione spalatino-dalmata. La città contava al censimento del 2011 1.920 abitanti, mentre erano 2.844 nel 1982.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

La città si trova in posizione riparata nella parte nordorientale dell'isola di Lissa e ne costituisce il capoluogo; assieme all'abitato di Comisa è uno dei due comuni in cui è divisa amministrativamente l'isola.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Colonie greche in Adriatico (in rosso quelle siracusane)

La città fu fondata dai Sicelioti di Dionisio I, che le diedero il nome di Issa, come colonia della potente Siracusa, nel quadro dell'espansione commerciale in Adriatico promossa dal Tiranno siracusano Dionisio I. Insieme ad Issa vennero fondate Ankón (l'attuale Ancona), Adrìa (l'attuale Adria) e Lissos (l'attuale Alessio); si veda la carta a fianco[5].

Lissa appartenne alla Repubblica di Venezia fino al 1797 e vi era molto diffuso il Veneto da mar anche durante l'occupazione napoleonica.

Una parte degli abitanti di Lissa abbracciò gli ideali del Risorgimento italiano. L'isola venne scelta come base di sbarco per la Marina italiana durante la Battaglia di Lissa nel 1866.

Fino al 1919, una parte dei suoi abitanti era di lingua e cultura italiane. Tra il 1941 ed il 1943 Lissa venne annessa all'Italia e il comune fece parte della Provincia di Spalato del Governatorato della Dalmazia. Dopo la seconda guerra mondiale quasi tutti i pochi italiani di Lissa se ne sono andati.

Attualmente l'economia della città è basata sull'agricoltura (vigneti); solo recentemente Lissa si è aperta al turismo. Tuttavia, l'emigrazione dalla città verso l'estero e altre località della Croazia ancora non si è interrotta.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

L'impronta veneta è predominante nell'architettura di Lissa.

La cittadina è divisa in due sobborghi ai lati della baia. Nel sobborgo di Luka (Porto), sorgono le chiese della Madonna del 1500 e di Santo Spirito del XVII secolo, e i palazzi nobiliari Mardessi, Doimi de Lupis, Tramontana e la fortezza Perasti.

Nel sobborgo di Kut (Cantone), si trovano la chiesa veneta di San Cipriano del XVI secolo e i palazzi Ettoreo, Petris, Iachini e Gazzarri. Fuori della città si trovano i forti inglesi di Fortezza (originariamente forte veneziano) e Wellington.

Il patrono della città è San Giorgio.

Società[modifica | modifica wikitesto]

La presenza autoctona di italiani[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Esodo giuliano dalmata, Italiani di Croazia e Dalmati italiani.

A Lissa esiste una piccola comunità di italiani autoctoni, che rappresentano una minoranza residuale di quelle popolazioni italiane che abitarono per secoli ed in gran numero, le coste dell'Istria e le principali città di questa, le coste e le isole della Dalmazia, e il Quarnaro, che erano territori della Repubblica di Venezia. La presenza di italiani autoctoni a Lissa è drasticamente diminuita in seguito all'esodo giuliano dalmata, che avvenne dopo la seconda guerra mondiale e che fu anche cagionato dai "massacri delle foibe".

Fino alla fine dell'ottocento, la cittadina di Lissa aveva circa la metà di abitanti di lingua e cultura italiana, in maggioranza in passato. La famiglia italiana più celebre era quella dei Doimi de Lupis. Con l'arrivo del XIX secolo, gli italiani diminuirono drasticamente e l'elemento croato risultò prevalere in larga maggioranza. L'annessione di Lissa al Regno di Jugoslavia, causò l'esodo degli italiani soprattutto verso Zara e Lagosta annesse al Regno d'Italia. Con la fine della seconda guerra mondiale, molti dei pochi rimasti scelsero la via dell'esilio verso l'Italia, ma anche all'estero.

Oggi a Lissa, secondo il censimento ufficiale croato del 2011, sono presenti pochissimi italiani, lo 0,10% della popolazione del comune[6].

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

% Ripartizione linguistica (gruppi principali)
Fonte: Censimento Croazia 2011
0,36% madrelingua bosniaca
0,21% madrelingua tedesca
97,52% madrelingua croata
0,05% madrelingua italiana
0,41% madrelingua serba

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Località[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Lissa comprende 9 insediamenti (naselja). Tra parentesi il nome in lingua italiana.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cfr. Lissa, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
  2. ^ Cfr. Lissa (isola), in Sapere.it, De Agostini.
  3. ^ Grande atlante d'Europa e d'Italia, Istituto geografico de Agostini, Novara 1994, p. 185.
  4. ^ I. Lissa (Vis) (1904) - K.u.K. Militärgeographisches Institut - 1:75 000 - ZONE 33 - KOL XIV
  5. ^ Lorenzo Braccesi, Grecità adriatica: un capitolo della colonizzazione greca in Occidente, Pàtron, 1977.
  6. ^ Central Bureau of Statistics, su www.dzs.hr. URL consultato il 24 maggio 2020.

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