Andrea III d'Ungheria

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Andrea III d'Ungheria
III Andras Thuroczy.jpg
Andrea III il veneziano ritratto nella Chronica Hungarorum, 1488
Re di Ungheria e Croazia
Stemma
In carica 10 luglio 1290 - 14 gennaio 1301 (contestato da Carlo Martello d'Angiò)
Incoronazione 23 luglio 1290, Székesfehérvár
Predecessore Ladislao IV
Successore Venceslao
Nascita 1265
Morte Buda, 14 gennaio 1301
Dinastia Arpadi
Padre Stefano il postumo
Madre Tomasina Morosini
Coniugi Fenenna di Cuiavia
Agnese d’Asburgo
Clara di Gorizia
Religione Cattolicesimo

Andrea III, detto il Veneziano (Venezia, 1265 circa – Buda, 14 gennaio 1301), fu re d'Ungheria dal 1290 al 1301. Figlio del principe Stefano d'Ungheria, a sua volta figlio di Andrea II d'Ungheria, e di Tomasina Morosini, fu l'ultimo sovrano ungherese della dinastia degli Arpadi.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Infanzia[modifica | modifica wikitesto]

Andrea nacque in data incerta nel 1265 dal principe ungherese Stefano il Postumo, autoproclamato Duca di Slavonia e dalla sua seconda moglie Tomasina Morosini.

Il padre era figlio di Andrea II d'Ungheria e di Beatrice d'Este, ma, essendo nato dopo la morte del re, la sua legittimità venne contestata dai fratelli Béla IV e Coloman, i quali accusarono Beatrice di adulterio. La madre di Andrea era invece figlia del ricco patrizio veneziano Michele Sbarra Morosini.

Nel 1272 Stefano, prima di morire, nominò tutori del figlio due fratelli di Tomasina, tra cui Albertino Morosini che da allora in avanti curò gli interessi patrimoniali del ragazzo, inclusa una causa intentata il 13 ottobre 1281 a Ravenna per il recupero dell'eredità di Traversara, figlia di Guglielmo Traversari e prima moglie di Stefano[1].

Pretendente al trono[modifica | modifica wikitesto]

Andrea si recò per la prima volta in Ungheria nel 1278 su invito del potente Ivan Kőszegi[2][3], il quale intendeva servirsene contro Ladislao IV[2]. Andrea, in qualità di unico maschio della famiglia oltre al re, assunse il titolo di Duca di Slavonia, Dalmazia e Croazia e marciò fino al Lago Balaton [4]. Tuttavia Andrea non conseguì alcun successo e nell'autunno rientrò a Venezia[4][3].

Nel 1286 Andrea sposò Clara, figlia del duca Alberto I di Gorizia[5], ma non si ha notizia sulla data in cui terminò il matrimonio.

A causa del crescente potere dei nobili ungheresi e dell'indebolimento del potere centrale, dopo la scomunica del re Ladislao IV, l'Ungheria all'inizio d 1290 si trovò in completa anarchia. Andrea ritornò nel paese[4] su sollecito di Lodomerio, Arcivescovo di Esztergom, che intendeva detronizzare Ladislao IV con l'aiuto di Ivan Kőszegi[3]

Tuttavia Andrea fu catturato da Arnoldo III Hahót nella fortezza di Štrigova[3][6] e inviato a Vienna, dove Alberto I d'Asburgo, Duca d'Austria, lo tenne prigioniero[7][3].

Regno[modifica | modifica wikitesto]

Ascesa al trono[modifica | modifica wikitesto]

A young blonde man on a horse, accompanied by two older men
Andrea è condotto in Ungheria da Venezia per combattere contro Ladislao il Cumano (dalla Cronaca Illuminata)

L'assassinio di Ladislao IV il 10 luglio da parte di tre Cumani[8][9] diede comunque il pretesto all'arcivescovo Lodomerio per inviare due monaci a Vienna per informare Andrea della morte del re[10]. Col loro aiuto, Andrea lasciò la prigione sotto mentite spoglie e raggiunse l'Ungheria per ricevere la corona di Santo Stefano[10].

Al suo arrivo, i suoi oppositori tentarono di corrompere il prevosto del capitolo di Székesfehérvár, Teodoro Tengerdi a non procedere con l'incoronazione, ma il rifiuto di questi consentì ad Andrea di essere acclamato re il 23 luglio.

La nobiltà ed il clero giurarono lealtà al nuovo sovrano solo dopo che Andrea emise un editto promettendo la restaurazione della pace interna ed il rispetto dei privilegi. Egli nominò quindi ai più alti uffici i più potenti tra i nobili, i quali per anni avevano amministrato i propri possedimenti indipendentemente dal monarca: Amedeo Alba, che dominava la porzione nordorientale del regno, venne creato Palatino, Ivan Kőszegi, signore delle parti occidentali della regione transdanubiana, divenne tesoriere e Rolando Borsa rimase Voivoda di Transilvania.

Il nuovo re tenne quindi una Dieta prima del 1º settembre per mettere fine all'anarchia, ordinando a "prelati, baroni e nobili" la distruzione dei castelli eretti senza il consenso reale e la restituzione delle proprietà che erano state illegalmente sottratte ai legittimi proprietari.

Andrea promise quindi di tenere una dieta annuale durante il suo regno.

Consolidamento contro le minacce esterne[modifica | modifica wikitesto]

A crowned young man sitting on a throne
Andrew's royal seal

Andrea dovette presto guardarsi da Rodolfo I d'Asburgo, Imperatore del Sacro Romano Impero, il quale pretese il trono d'Ungheria col pretesto che, essendo morto Ladislao IV senza figli ed essendo illegittima la pretesa di Andrea di discendere dagli Arpadi, il giuramento di fedeltà fatto da Béla IV a Federico II di Svevia durante l'invasione mongola dell'Europa avrebbe reso il paese in una condizione di vassallaggio. Sebbene, quindi, Papa Innocenzo IV avesse liberato Bela dal giuramento, l'imperatore tentò di rivendicare, il 31 agosto 1290, l'Ungheria per il proprio figlio Alberto d'Austria.

Anche un avventuriero proveniente dalla Polonia, autoproclamatosi "Andrea, duca di Slavonia", tentò di usurpare il trono, pretendendo di essere il fratello più giovane di Ladislao. Egli venne tuttavia ricacciato in breve da dove era giunto, finendo assassinato.

All'inizio del 1291 il re tenne a Nagyvárad un'assemblea generale dei baroni delle cinque contee ad oriente del Tisza (Bihar, Kraszna, Szabolcs, Szatmár e Szolnok) per mettere fuori legge Stefano Balogsemjén, sostenitore del defunto Ladislao, per alto tradimento. Da qui si recò a Gyulafehérvár, dove, tra febbraio e marzo, emise dei decreti per imporre le decisioni della dieta dell'anno precedente all'assemblea dei nobili Sassoni, Székely e Romeni. Durante tale periodo, sostituì Amadeo Aba con Ivan Kőszegi come Palatino.

Nell'aprile dello stesso anno fu la volta della regina di Napoli, Maria d'Ungheria, sorella di Ladislao e moglie di Carlo II d'Angiò, reclamare il trono per il figlio, Carlo Martello e i Babonić, i Frankopan, i Šubić e altre importanti famiglie della Slavonia e della Croazia passarono dalla sua parte.

Andrea, nel frattempo, regnò insieme alla seconda moglie, Fenenna di Cuiavia, figlia di Ziemomysł, dalla quale ebbe, nel 1292 l'unica figlia nota Elisabetta di Toss. Invase l'Austria, forzando Alberto a ritirarsi dalle città e fortezze, quali Pressburgo e Sopron, che aveva occupato in precedenza. Il 26 agosto la pace di Hainburg pose fine alle pretese di Alberto, il quale, tre giorni dopo, si incontrò con Andrea a Köpcsény. Il trattato prescrisse la distruzione delle fortezze riconquistate, cosa che causò l'aperta ribellione dei Kőszegi, ai quali erano appartenute in precedenza, andando ad infoltire le file dei sostenitori di Carlo d'Angiò.

Andrea riuscì a soffocare la ribellione entro luglio, ma venne quindi catturato e imprigionato dai Kőszegi durante il suo rientro in Slavonia. Il re fu liberato solo dopo quattro mesi, quando i suoi sostenitori acconsentirono a mandare ostaggi ai Kőszegi in cambio del sovrano.

Nel 1293 Andrea chiese alla madre Tomasina di raggiungerlo in Ungheria in qualità di Regina madre, assegnandole l'amministrazione di Croazia, Dalmazia e Slavonia e consentendo quindi, grazie a lei, di riportare sotto controllo della corona le famiglie e le città ribelli. A febbraio dello stesso anno visitò quindi il nord dell'Ungheria e ordinò la revisione delle terre date in concessione. Quindi, dopo essere tornato a Buda restaurò Amedeo Alba nella sua condizione di Palatino e organizzò, in agosto il matrimonio tra sua cugina Costanza Morosini e Vladislav di Serbia, figlio di Stefan II Dragutin, che aveva sostenuto in precedenza gli Angiò.

Nel 1294 Andrea tenne un'assemblea generale per mettere fuorilegge Rolando Borsa, il quale il 23 maggio aveva assediato e conquistato Fenes al vescovo di Varad, Benedetto. Il re attaccò quindi la fortezza dei Borsa ad Adorján e la investì per tre mesi, catturandola. Andrea sostituì quindi Rolando Borsa con Ladislao III Kàn come Voivoda della Transilvania, consentendo tuttavia a questi di mantenere i propri domini ad est del Tisza. L'anno successivo Paolo I di Bribir si rivoltò ancora in favore di Carlo Martello, ma quando questi morì in agosto, le sollevazioni ebbero termine.

Nuove rivolte e ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

A dozen provinces depicted in a map
Le province governate dagli "Oligarchi" all'inizio del XIV secolo

Rimasto vedovo nel 1295, Andrea visitò Vienna dove concordò il matrimonio con Agnese figlia del duca Alberto (che si tenne poi effettivamente nel 1297). Questo provocò una nuova ribellione dei Kőszegi e questa volta Andrea dichiarò loro guerra, ottenendo che venissero scomunicati dall'arcivescovo Lodomerio. Il re e il duca Alberto assediarono quindi Kőszeg senza tuttavia riuscire a prenderla.

Nel 1297 fu la volta di Matteo III Csák, che il re aveva appena fatto Palatino l'anno prima, a ribellarsi. In quello stesso periodo Lodomerio, morì, facendo mancare il proprio essenziale supporto al re, mentre anche i riferimenti alle attività della regina madre Tommasina scompaiono dalle fonti.

All'inizio di febbraio 1298, Andrea visitò ancora una volta Vienna, promettendo supporto al suocero contro il Re di Germania Adolfo di Nassau. Sostenuto dalle truppe ausiliarie ungheresi, Alberto sconfisse quindi Adolfo il 2 luglio nella Battaglia di Göllheim. Nell'estate si tenne una nuova assemblea di nobili, prelati, Sassoni, Székely e Cumani a Pest. Nel corso dell'assemblea si accusò il "lassismo del signore, il Re", impegnando ancora una volta Andrea a distruggere le fortezze edificate senza permesso e ordinando di punire coloro che si erano appropriati di terre con la forza e minacciando a sua volta il sovrano di scomunica se non avesse applicato tali decisioni.

In tale circostanza Andrea nominò suo zio Albertino Morosini, duca di Slavonia, indicandolo pertanto come suo potenziale erede e, dopo l'assemblea, formò un'alleanza formale con le famiglie di Amadeo Aba, Stefano Ákos, Domenico II Rátót, Demetrio Balassa e Paolo Szécs, che si impegnarono a sostenerlo contro il Papa e i vescovi.

L'Amministratore apostolico e arcivescovo eletto di Esztergom Gregorio Bicskei proibì quindi al clero di partecipare alla nuova dieta che si tenne nel 1299, ma i prelati si rifiutarono di obbedirgli ed il re privò l'arcivescovo del rango di conte.

Nel 1300 un gruppo di nobili, tra cui i Šubić, i Kőszegi e gli Csák, sollecitarono Carlo II di Napoli ad inviare il nipote, il dodicenne Caroberto in Ungheria per divenire re. Il ragazzo giunse quindi in agosto a Spalato, dove ricevette l'omaggio della maggior parte delle città croate e slavone e di tutte quelle dalmate, ad eccezione di Traù. Riconosciuto quindi re, marciò su Zagabria. Andrea, tuttavia, riuscì a riconciliarsi coi Kőszegi e Matteo Csák, bloccando l'iniziativa di Caroberto e di suo zio Carlo II. Gli inviati ungheresi alla Santa Sede, inoltre, trovarono sostegno in Papa Bonifacio VIII.

Morte[modifica | modifica wikitesto]

Andrea si apprestava quindi a catturare il suo oppositore quando, essendo in cattiva salute da un po' di tempo, morì al Castello di Buda il 14 gennaio 1301, poco dopo la regina madre Tommasina che si sospettò essere stata avvelenata. Andrea venne seppellito nella chiesa dei Francescani, lasciando il trono senza eredi maschi ed estinguendo così la dinastia degli Arpadi, che aveva governato dal 907.

Dopo la sua morte il regno ungherese si trovò in un interregno, dove Ottone III di Baviera, il futuro Venceslao III di Boemia e Carlo Roberto d'Angiò, furono proclamati re da tre differenti fazioni della nobiltà ungherese. Alla fine si risolse che la dinastia Angioina consolidò il potere e Carlo Roberto d'Angiò, figlio di Carlo Martello d'Angiò, fu riconosciuto come unico re.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Venezia, Biblioteca nazionale Marciana, Ms. Lat., X.278 [2800] cc. 24-25
  2. ^ a b Kristó Makk 1996 p=283
  3. ^ a b c d e Érszegi Solymosi 1981 p=173
  4. ^ a b c Kristó Makk 1996 p=282
  5. ^ Firnhaber, 1849, pp. 201 s., n. XIV
  6. ^ Zsoldos 2003 p=135
  7. ^ Almási 2012 p=100
  8. ^ Berend Urbańczyk Wiszewski 2013 p=473
  9. ^ Érszegi Solymosi 1981 p=181
  10. ^ a b Zsoldos 2003 p=136

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Nicola Asztalos e Alessandro Pethö, Storia dell'Ungheria, Milano, Genio, 1937.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore re d'Ungheria Successore Coat of arms of Hungary.png
Ladislao IV 1290 - 1301 Venceslao III
Predecessore Re di Croazia, Dalmazia e Slavonia Successore
Ladislao IV 1290 - 1301 Carlo I
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