Lesina (Croazia)

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Lesina
comune
(HR) Hvar
Lesina – Stemma
Lesina – Veduta
Localizzazione
Stato Croazia Croazia
Regione HRV Split-Dalmatia County COA.svg Spalatino-dalmata
Amministrazione
Sindaco Rino Budrović (SDP) dal 2 giugno 2013
Territorio
Coordinate 43°10′N 16°26′E / 43.166667°N 16.433333°E43.166667; 16.433333 (Lesina)Coordinate: 43°10′N 16°26′E / 43.166667°N 16.433333°E43.166667; 16.433333 (Lesina)
Altitudine m s.l.m.
Superficie 75,50 km²
Abitanti 4 138 (2001)
Densità 54,81 ab./km²
Altre informazioni
Lingue croato
Cod. postale 21450
Prefisso 021
Fuso orario UTC+1
Nome abitanti lesignani
Patrono Santo Stefano
Cartografia
Mappa di localizzazione: Croazia
Lesina
Lesina
Sito istituzionale

Lèsina[1][2][3][4] (in croato Hvar, in greco antico Φάρος, Pharos) è una cittadina della Croazia di 4.138 abitanti, capoluogo dell'omonima isola.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La cattedrale di Lesina è dedicata a santo Stefano, patrono della città.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Etnie e minoranze linguistiche[modifica | modifica wikitesto]

Secondo il censimento del 2001 Lesina aveva 4138 abitanti[5].
La sua composizione etnica dichiarata era:

  • croati 92,53%
  • non dichiarati 1,96%
  • serbi 1,69%
  • bosniaci 0,94%
  • albanesi 0,51%
  • tedeschi 0,36%
  • sloveni 0,34%
  • ungheresi 0,22%
  • italiani 0,07%.

Gli italiani di Lesina[modifica | modifica wikitesto]

I primi censimenti austroungarici con rilevazione sul campo della lingua d'uso risalgono al 1880, ma solo a partire dal censimento del 1890 abbiamo un quadro d'insieme completo delle rilevazioni della lingua d'uso per l'intera Dalmazia. I censimenti precedenti si svolsero nel 1850 (più che un censimento una rilevazione statistica generale dell'Impero), nel 1857 e nel 1869.

Ecco i dati relativi a tutti i sei comuni dell'isola di Lesina e della città di Lesina senza le frazioni[6]:

Isola di Lesina
1869: Totale abitanti: 13.378*
1880: Totale abitanti: 15.040*
1890: Totale abitanti: 17.016 - Croati: 16.563 - Italiani: 354 - Tedeschi: 12 - Altre lingue: 1
1900: Totale abitanti: 18.091 - Croati: 17.770 - Italiani: 247 - Tedeschi: 10 - Altre lingue: 2
1910: Totale abitanti: 16.943 - Croati: 16.340 - Italiani: 494 - Tedeschi: 7 - Altre lingue: 20 - Stranieri: 82

Città di Lesina
1850: Totale abitanti: ND
1869: Totale abitanti: 1.930*
1880: Totale abitanti: 1.942*
1890: Totale abitanti: 2.013 - Croati: 1.832 - Italiani: 164 - Tedeschi: 1
1900: Totale abitanti: 2.138 - Croati: 2.045 - Italiani: 69 - Tedeschi: 8
1910: Totale abitanti: 2.054 - Croati: 1.792 - Italiani: 240 - Tedeschi: 5 - Altre lingue: 7 - Stranieri: 10

L'asterisco * sta a significare che la lingua d'uso non venne rilevata o che i dati rilevati sono stati considerati poco attendibili dall'autore dello studio dal quale sono tratti.

La piazza principale di Lesina

I rilevatori dei censimenti - recandosi di casa in casa - registravano soprattutto la dichiarazione di lingua d'uso adottata entro le mura domestiche, mentre la lingua italiana (o per meglio dire il veneziano) era utilizzata pubblicamente in modo molto più esteso, seguendo in ciò una tradizione plurisecolare[7]. Nel corso del XIX secolo - periodo di sviluppo e di contrasto delle diverse coscienze nazionali in Dalmazia - l'ampio uso dell'italiano a Lesina città fece ritenere ad alcuni studiosi - dall'Ascoli al Dainelli - che fino a prima dell'inizio della Grande Guerra, gli Italiani rappresentassero la maggioranza degli abitanti in questa località[8], dando luogo ad aspre polemiche e critiche dei dati risultanti dai censimenti e mantenendo viva in Italia l'idea irredentistica dell'italianità della Dalmazia. Le truppe italiane sbarcate a Lesina il 13 novembre 1918 rimasero pertanto stupite notando - accanto a pochi tricolori italiani - un considerevole numero di bandiere jugoslave, a testimonianza dei sentimenti nazionali di gran parte della popolazione dell'isola[9].

La successiva assegnazione dell'isola al Regno dei Serbi, Croati e Sloveni (poi Regno di Jugoslavia) provocò l'emigrazione della maggior parte degli abitanti italiani di Lesina verso Zara, unica città dalmata che fu assegnata all'Italia dal Trattato di Rapallo. Gli italiani rimasti vennero considerati con sospetto: il Trattato di Rapallo stesso previde la possibilità di acquisire la cittadinanza italiana pur mantenendo la propria residenza nel nuovo Regno dei Serbi, Croati e Sloveni, ma questa scelta venne considerata alla stregua di un tradimento da parte degli jugoslavi: in quegli anni sono ricordati parecchi esempi di vessazioni contro gli italiani della Dalmazia, con vari episodi di recrudescenza in corrispondenza con le crisi nei rapporti internazionali fra i due stati. Comunque sia, a Lesina continuò ad operare una scuola elementare italiana, gestita prima dalla Lega Nazionale e poi - dopo la chiusura del sodalizio ad opera del regime fascista - direttamente dallo stato italiano.

Il clima già particolarmente teso esplose in episodi anche estremamente violenti, a seguito dell'aggressione militare della Jugoslavia da parte delle forze dell'Asse, nel corso della Seconda guerra mondiale. L'isola di Lesina non venne annessa all'Italia nel Governatorato della Dalmazia, bensì allo Stato Indipendente di Croazia di Ante Pavelic. Di fatto però rimase sempre sotto il controllo militare delle truppe italiane.

Gli eccidi perpetrati dai partigiani di Tito in molte zone dell'Istria e della Dalmazia e il conseguente clima di terrore comportarono la fuga della quasi totalità degli abitanti di lingua italiana ancora residenti. I discendenti dei pochi Italiani rimasti si sono riuniti dando vita, nel 2006, alla locale comunità degli italiani (CI), che significativamente presenta un numero di soci molto maggiore rispetto ai soli cinque lesignani i quali - stando al censimento del 2001 - si dichiarano di madrelingua italiana. Questa Comunità degli Italiani di Lesina è intitolata a Gian Francesco Biondi, uno dei più famosi lesignani legati al mondo culturale italiano del suo tempo.

Vista panoramica

Persone legate a Lesina[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Località[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Lesina è diviso in 7 insediamenti (naselja) di seguito elencate. Tra parentesi il nome in lingua italiana.

  • Brusje (Brusie[10][11])
  • Hvar (Lesina[4][11])
  • Malo Grablje (Grabia Piccolo[12] o Grabie Piccolo[11])
  • Milna
  • Velo Grablje (Grabia Grande[12] o Grabie Grande[11])
  • Sveta Nedjelja (Santa Domenica[4][13])
  • Zaraće (Zarachie[11])

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Andrea Bonifacio, Istria e Dalmazia, Terra Ferma, Crocetta del Montello (TV), 2013, pp. 198-203.
  2. ^ Touring Club Italiano, Istria, Quarnaro, Dalmazia. Escursioni, sport, divertimenti, enogastronomia, arte e cultura, Touring Editore, Milano 2004, pp. 165 e segg., ISBN 9788836530441.
  3. ^ Dario Alberi, Dalmazia. Storia, arte, cultura, Lint Editoriale, Trebaseleghe (PD) 2008, pp. 1300-1318.
  4. ^ a b c LESINA (Hvar), St. Domenica (Sv. Nedilja) nella mappa zoomabile di: "Lesina" (1908) - K.u.K. Militärgeographisches Institut - 1:75 000 - ZONE 33 - KOL XV"
  5. ^ Državni zavod za statistiku Stanovništvo prema narodnosti, po gradovima/općinama, popis 2001.
  6. ^ G. Perselli, I Censimenti della popolazione dell'Istria, con Fiume e Trieste, e di alcune città della Dalmazia tra il 1850 e il 1936, Unione Italiana di Fiume - Università Popolare di Trieste - Centro di Ricerche Storiche di Rovigno, Trieste-Rovigno 1993, p. 460.
  7. ^ Francesco Bruni, Storia della lingua italiana. 4. Prima dell'Italia unita: la proiezione mediterranea di Venezia, italica.rai.it. URL consultato il 29 luglio 2008.
  8. ^ Bruno Bontempo, Lesina, riscoperta dell'italiano, in Panorama (EDIT), 15 novembre 2007. URL consultato il 29 luglio 2008.
  9. ^ S. Salza (a cura di), La marina italiana nella Grande Guerra, Volume VIII, La Vittoria Mutilata in Adriatico, Ufficio Storico della Marina, Vallecchi, Firenze 1942, pp. 783 e ss.
  10. ^ Dario Alberi, Dalmazia. Storia, arte, cultura, Lint Editoriale, Trebaseleghe (PD) 2008, p. 1318.
  11. ^ a b c d e indicazioni bilingui Lesina/Hvar, Brusie/Brušje e in nota 1.2 Grabie Grande/Grabje Veliko, Grabie Piccolo/Grabje Malo e in nota 1.3 Zarachie/Zaraće nel comune di Lesina, Hvar in: Gemeindelexikon, der im Reichsrate Vertretenen Königreiche und Länder. Bearbeit auf Grund der Ergebnisse der Volkszählung vom 31. Dezember 1900. Herausgegeben von der K.K. Statistischen Zentralkommission. XIV. Dalmatien. Wien 1908
  12. ^ a b Dario Alberi, Dalmazia. Storia, arte, cultura, Lint Editoriale, Trebaseleghe (PD) 2008, p. 1317.
  13. ^ Dario Alberi, Dalmazia. Storia, arte, cultura, Lint Editoriale, Trebaseleghe (PD) 2008, p. 1345.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN145407229