Epicide

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Epicide (Cartagine, ... – Cartagine, 210 a.C.) fu tiranno di Siracusa dal 214 al 212 a.C. con il fratello Ippocrate.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio secondogenito di una cartaginese e del figlio di un siracusano esiliato da Agatocle, da giovane con il fratello servì valorosamente l'esercito di Annibale e da lui fu mandato in ambasciata dal tiranno di Siracusa Geronimo.[1] Entrambi riuscirono a convincere il giovane sovrano a rinunciare all'alleanza con i Romani.[2]

L'assassinio del tiranno[3] e la rivolta che seguì impaurì i due cartaginesi, che prima chiesero di tornare in patria, poi compresero che avrebbero potuto trarre dei giovamenti da quella situazione. Dopo l'assassinio del generale Adranodoro, presero il potere.[4] In città però tornò a prevalere il partito filoromano, e i due furono costretti a rifugiarsi a Lentini.[5] Lì li attaccò Marco Claudio Marcello[6] che, a causa di una presunta strage compiuta dai suoi soldati nella città, si inimicò nuovamente i siracusani, che acclamarono Ippocrate ed Epicide nuovi tiranni.[7]

Marcello iniziò l'assedio di Siracusa,[8] che fu difesa coraggiosamente da entrambi e poi dal solo Epicide, mentre Ippocrate era andato a difendere altre parti dell'isola grazie al sostegno di Imilcone.[9] Cercò in ogni modo di evitare la caduta della città, che fu comunque conquistata quasi interamente da Marcello anche grazie ad alcuni traditori. Dopo la sconfitta e la morte di Ippocrate, Epicide incontrò Bomilcare che sarebbe dovuto arrivare con il suo esercito.

Dopo la rinuncia di quest'ultimo, Epicide si vide sconfitto e si rifugiò ad Agrigento, dove collaborò con Mutino. Dopo la conquista anche di questa città, nel 210 a.C., ritornò con Annone in patria e di lui si persero le tracce.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Polibio, VII, 2, 3.
  2. ^ Polibio, VII, 4, 4-9.
  3. ^ Polibio, VII, 7, 3.
  4. ^ Livio, XXIV, 27.1-3.
  5. ^ Livio, XXIV, 29.6-11.
  6. ^ Livio, XXIV, 30.1-2.
  7. ^ Polibio, VIII, 3, 1; Livio, XXIV, 31-32.
  8. ^ Livio, XXIV, 33.
  9. ^ Livio, XXIV, 35.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie
Fonti storiografiche moderne
Predecessore Tiranno di Siracusa
con Ippocrate
Successore
Adranodoro 214-212 a.C. i consoli romani
Pulcro e Flacco