Lucio Emilio Paolo (console 219 a.C.)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Lucio Emilio Paolo
The Death of Paulus Aemilius at the Battle of Cannae (Yale University Art Gallery scan).jpg
Morte di Emilio Paolo a Canne nel 216 a.C. (dipinto di John Trumbull).
Nome originaleLucius Aemilius Paullus
Morte2 agosto 216 a.C.
Canne
GensAemilia
PadreMarco Emilio Paolo
Consolato219 a.C.
216 a.C.[1]

Lucio Emilio Paolo (in latino: Lucius Aemilius Paulus; ... – Canne, 2 agosto 216 a.C.) è stato un politico e militare romano, eletto per due volte console e morto nella battaglia di Canne.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Lucio Emilio Paolo, patrizio appartenente all'antica gens Aemilia, nipote di Marco Emilio Paolo, che era stato console nel 302 a.C., fu console per la prima volta nel 219 a.C. con Marco Livio Salinatore. In quell'occasione insieme al collega condusse la seconda guerra illirica contro gli Illiri guidati da Demetrio di Faro. I consoli vinsero la guerra, costringendo Demetrio a rifugiarsi presso Filippo V di Macedonia, ed ottennero il trionfo. Subito dopo furono però processati con l'accusa di non aver diviso equamente il bottino. Mentre Marco Livio Salinatore fu condannato, Lucio Emilio Paolo se la cavò a stento.

Verso la fine del 219 a.C., fu inviato come ambasciatore dal Senato romano a Cartagine, dopo la resa di Sagunto,[2][3] per capire se fosse stato Annibale ad aggredire Sagunto oppure se avesse ricevuto l'ordine dal senato cartaginese. La delegazione era composta da Quinto Fabio, Marco Livio Salinatore, Emilio Paolo, Gaio Licinio Varo e Quinto Bebio Tamfilo.[4]

Fu anche pontefice,[5] ma non si sa da quale anno.

Fu eletto nuovamente console nel 216 a.C., durante la seconda guerra punica, insieme con Gaio Terenzio Varrone.[1] Secondo la tradizione storiografica di Polibio, Varrone al quale sarebbe spettato il comando il giorno della battaglia, decise di affrontare lo scontro in campo aperto contro Annibale nonostante il parere contrario di Emilio Paolo[6]. La battaglia di Canne si concluse con una catastrofica disfatta delle Legioni romane. Lucio Emilio Paolo perse la vita in combattimento, mentre il suo collega Varrone riuscì a trovare scampo.[7] Secondo la tradizione Paolo sarebbe morto eroicamente, rifiutando di fuggire con un cavallo che gli era stato offerto.[8]

Le interpretazioni storiografiche moderne hanno messo in dubbio il classico racconto polibiano, verosimilmente inficiato dal pregiudizio favorevole dello storico greco nei confronti di Emilio Paolo, progenitore di Publio Cornelio Scipione Emiliano, il grande protettore di Polibio; in realtà è probabile che i due consoli fossero sostanzialmente in accordo sulla volontà di affrontare la battaglia contro Annibale a Canne; è possibile che proprio Emilio Paolo, il console più esperto, assunse effettivamente il comando supremo il giorno della battaglia[9].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Polibio, III, 106, 1.
  2. ^ Livio, XXI, 8-15.
  3. ^ Polibio, III, 17.
  4. ^ Livio, XXI, 18.1-2.
  5. ^ Livio, XXIII, 21.7.
  6. ^ Polibio, III, 113.1-5.
  7. ^ Polibio, III, 113-117.
  8. ^ Periochae, 22.10.
  9. ^ G. Daly, La battaglia di Canne, pp. 186-188.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti antiche
Fonti storiografiche moderne

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]