Regime del 4 agosto

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Il regime del 4 agosto o regime fascista greco fu un regime autoritario fascista in Grecia dal 1936 al 1941, retto da Ioannis Metaxas, ispirato all'ideologia del "metaxismo" o "fascismo greco".

L'ascesa di Metaxas[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1922 la monarchia in Grecia fu abolita, il generale Metaxas entrò in politica e fondò il Partito dei Liberi Pensatori nel 1923. Ma la politica repubblicana era molto debole e la popolazione era nello scontento, fu così fatto un plebiscito per restaurare la monarchia, Giorgio II, figlio di Costantino I, tornò a riprendersi il trono nel 1935. Ma neanche la monarchia riuscì a ridare stabilità al paese, infatti le elezioni del 1936 si fermarono in una situazione di stallo tra Panagīs Tsaldarīs e Themistoklīs Sofoulīs. La situazione politica era inoltre segnata dalle acquisizioni fatte dal Partito Comunista di Grecia (KKE). Temendo un colpo di stato da parte dei comunisti, Giorgio II, nominò Metaxas, allora ministro della difesa, primo ministro ad interim, nomina in seguito confermata dal parlamento greco, egli era un uomo fedelissimo alla monarchia.

L'istaurazione del regime fascista[modifica | modifica wikitesto]

Giovani membri del partito fascista di Ioannis Metaxas.

I diffusi tumulti di maggio nelle industrie permisero a Metaxas di dichiarare lo stato d'emergenza. Il 4 agosto 1936 egli sospese il parlamento a tempo indefinito e abrogò vari articoli della costituzione, Metaxas divenne così effettivamente dittatore della Grecia, era iniziato il fascismo in Grecia. Metaxas modellò il proprio regime sulla base degli altri governi autoritari contemporanei (soprattutto sul regime fascista italiano di Mussolini), proibendo l'esistenza dei partiti politici, arrestando i comunisti, vietando gli scioperi dichiarandole attività criminali e introducendo una diffusa censura di tutti i media.

Il governo di Metaxas promosse varie misure popolari, come la giornata lavorativa di 8 ore e altri miglioramenti alle condizioni dei lavoratori, stabilendo il fondo sociale di sicurezza greco, ancora oggi l'istituzione di sicurezza sociale più grande in Grecia e migliorò le difese del paese facendo costruire delle fortificazioni nella Grecia settentrionale, che furono chiamate linea Metaxas. Nelle aree rurali i prezzi agricoli vennero alzati e i debiti delle fattorie vennero rilevati dal governo. Nonostante questi sforzi il popolo greco generalmente si muoveva politicamente verso sinistra, ma senza opporsi attivamente a Metaxas.

Politica estera e fine del fascismo greco[modifica | modifica wikitesto]

Metaxas riuscì a fare una politica commerciale con la Germania nazista, non rovinando i rapporti con l'Inghilterra. Iniziò così una politica di equilibrio, comunque Metaxas era chiaramente filo-inglese (d'altronde la Grecia era sempre stata alleata dell'Inghilterra), vedeva nel mar Mediterraneo come naturali alleati gli inglesi e la loro flotta era una forza preponderante, mentre le mire espansionistiche di Mussolini erano una chiara minaccia per la Grecia. Grave incrinazione della politica d'equilibrio, fu quando l'Italia conquistò l'Albania nel 1939, territorio nelle mire espansionistiche di Metaxas, in più c'era il rischio di un'invasione italiana in Grecia.

La politica di Metaxas di tenere la Grecia al di fuori della Seconda guerra mondiale venne meno di fronte alle brusche richieste di Mussolini nell'ottobre 1940, egli richiese i diritti d'occupazione di alcuni siti strategici in terra greca ma ricevette una semplice risposta da Metaxas "Alors, c'est la guerre" (in francese, Allora è guerra), che venne recepita dal sentimento popolare greco in una sola parola "Okhi", cioè "No" in greco. L'Italia invase la Grecia dall'Albania il 28 ottobre.

Grazie alla preparazione e ad una buona difesa i greci furono capaci di contrattaccare rapidamente, costringendo l'esercito italiano a riparare in Albania e addirittura occuparono la parte meridionale del paese, allora sotto controllo italiano. Metaxas morì ad Atene il 29 gennaio 1941 di un flemmone della faringe che portò in seguito ad un avvelenamento incurabile del sangue; all'epoca si pensò che fosse stato avvelenato dagli inglesi. Il successore di Metaxas fu Alexandros Korizis, ma di fatto il fascismo finì, perché Korizis era privo di un potere effettivo, essendo il governo del paese controllato realmente dal sovrano Giorgio II. I tedeschi accorsero in aiuto degli italiani, trovarono difficoltà nell'affrontare la linea Metaxas, ma il 18 aprile arrivarono ad Atene, la Grecia si arrese e Korizis si suicidò.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Richard Clogg, Storia della Grecia moderna, Bompiani, 1998, Milano.
  • (EN) Aristotle A. Kallis, "Fascism and Religion: The Metaxas Regime in Greece and the 'Third Hellenic Civilisation': Some Theoretical Observations on 'Fascism', 'Political Religion' and 'Clerical Fascism'," Totalitarian Movements and Political Religions, 8,2 (2007), pp 229–246.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]