Mulattiera

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La mulattiera è una strada rurale simile al sentiero, ma atta anche alla circolazione di animali da soma. Prima dello sviluppo della rete stradale vera e propria, rappresentava la via di collegamento tra i paesi e le campagne. Oggi è riconducibile alle strade sterrate secondarie non asfaltate.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Struttura e scopi[modifica | modifica wikitesto]

Mulattiera innevata con malga ctg Lessinia 2013
Mulattiera vicino a Malcesine sul Garda

La mulattiera è fondamentalmente un percorso in terra battuta, sterrato o roccia levigata a volte fiancheggiato o protetto da muretti realizzati a secco con pietre e sassi trovati sul luogo, o direttamente scavato nella roccia. Il suo percorso non è agevole da percorrere a piedi o con bicicletta date le pendenze e le asperità presenti. La mulattiera, oggi sempre meno presente, serviva sia come via di collegamento a cavallo tra i vari appezzamenti terrieri che al transito del bestiame (il termine "mulattiera" deriva proprio da mulo). Spesso la loro formazione è dovuta al semplice e continuo passaggio sul fondo roccioso o erboso dell'animale domestico lasciato allo stato brado o guidato dai pastori.

Le mulattiere si trovano in tutte le regioni italiane, d'Europa e del mondo, soprattutto nelle regioni montagnose o ad alta concentrazione agricola.

Mulattiere celebri[modifica | modifica wikitesto]

  • Strada delle 52 gallerie (o della Prima Armata). Mulattiera militare costruita durante la prima guerra mondiale sul massiccio del Pasubio. Vero e proprio capolavoro di ingegneria militare e di arditezza, è lunga 6.555 metri, di cui ben 2.280 sono suddivisi nelle 52 gallerie scavate nella roccia; ogni galleria è numerata e caratterizzata da una propria denominazione.
  • Le mulattiere reali, sono strade reali di caccia fatte costruire per volere di Vittorio Emanuele II di Savoia, amante dell'arte venatoria, nella sua riserva reale di caccia, quella che diventerà poi il parco nazionale del Gran Paradiso. Paradossalmente, la passione sfrenata del re per la caccia agli stambecchi ne ha ridotto drasticamente il numero, ma ha permesso di preservare da un'eccessiva antropizzazione l'ambiente naturale e selvaggio del parco.

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