Parco naturale regionale della Lessinia

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Coordinate: 45°40′48″N 11°03′00″E / 45.68°N 11.05°E45.68; 11.05

Parco naturale regionale della Lessinia
Bosco Chiesanuova (Grietz Dossetti Tinazzo) Lessinia VR Italy 2013-04-01 photo CTG ACA LESSINIA Paolo Villa 0072sp12.jpg
Uno degli accessi del Parco
Tipo di area Parco regionale
Codice EUAP EUAP0241
Class. internaz. SIC e ZPS IT3210040
Stati Italia Italia
Regioni Veneto Veneto
Province Verona Verona Vicenza Vicenza
Comuni Bosco Chiesanuova, Dolcè, Erbezzo, Fumane, Grezzana, Marano di Valpolicella, Roncà, Roverè Veronese, San Giovanni Ilarione, Sant'Anna d'Alfaedo, Selva di Progno, Velo Veronese, Vestenanova, Altissimo, Crespadoro
Superficie a terra 10.201 ha
Provvedimenti istitutivi L.R. n.40 16-08-1984
Gestore Comunità montana della Lessinia
Presidente Claudio Melotti
Mappa di localizzazione
Sito istituzionale

Il Parco naturale regionale della Lessinia è stato istituito con la legge regionale n. 12, del 30 gennaio 1990 con lo scopo di tutelare il ricco patrimonio naturalistico, ambientale, storico ed etnico del territorio veronese. È situato nella parte più settentrionale della Lessinia, tra i 1.200 e 1.800 m.

È Sito di interesse comunitario e Zona di protezione speciale della comunità europea n. IT3210040[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Veduta di malga Dossetti ctg Lessinia 2013
Veduta dei prati, boschi, muretti a secco, carrabili in terra e pietra innevati ctg Lessinia 2013

Il parco, vista la sua posizione e la forte presenza umana, è continuamente al centro di una polemica sul modo di intenderlo. Alcuni, fra i quali i gestori del Parco, ritengono che non vi può essere Parco senza il lavoro, le tradizioni e le normali occupazioni della gente che da sempre vi abita e vive in equilibrio col territorio, altri ritengono che il Parco dovrebbe essere molto rigoroso nel fissare limiti precisi allo sfruttamento anche dei residenti.

Il parco non ha compiti solo naturalistici: prendendo le finalità direttamente dallo statuto, si può osservare che la ricchezza del territorio da preservare va dai giacimenti fossili alla conservazione dell'alpicoltura, e al mantenimento e al recupero delle tradizioni cimbre, sia quelle dei pochi che ancora lo parlano fra i residenti sia di quelli che hanno perso l'idioma ma hanno mantenuto appieno le tradizioni. È importante anche la cura del sistema museale dei sette musei specializzati. Alcuni di essi sono riferimento a livello mondiale nel loro campo.

Per valutare le diversità rispetto ad un parco standard è bene ricorrere allo statuto nel punto in cui elenca le finalità:

  • la protezione del suolo e del sottosuolo, della flora, della fauna, dell'acqua
  • la tutela, valorizzazione, mantenimento e restauro dell'ambiente naturale, storico e architettonico nella sua unitarietà nonché il recupero di eventuali parti alterate
  • la cura e salvaguardia delle particolarità antropologiche, paleontologiche, geomorfologiche, floro-faunistiche e archeologiche della zona
  • la sua fruizione per fini scientifici, culturali e didattici
  • la promozione delle attività preposte alla manutenzione degli elementi protetti del parco, delle attività economiche tradizionali, nonché delle risorse e attrattive di chiaro richiamo turistico e dei servizi per il tempo libero
  • lo sviluppo sociale, culturale ed economico delle popolazioni che vivono e gravitano nel Parco
  • l'organizzazione dei flussi turistici
  • la tutela e la valorizzazione del patrimonio etnico, storico, culturale e linguistico delle popolazioni "Cimbre".

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il parco si sviluppa nella parte settentrionale della provincia di Verona in un corpo territoriale che va dai 1200 metri alle cime; si estende in due comuni della provincia di Vicenza e comprende alcune isole ad altezza più bassa che comprendono luoghi di bellezza naturale. Non ha acqua superficiale se non per brevissimi tratti visto il carsismo della zona. Nel parco sono compresi tutti i monti veronesi ad esclusione del Monte Baldo.

Comuni[modifica | modifica wikitesto]

La superficie del parco si estende sul territorio di 15 comuni, tredici in provincia di Verona e due in quella di Vicenza:

Fauna[modifica | modifica wikitesto]

Impronte di Camoscio nella neve ctg Lessinia 2013

Fra le specie presenti nel parco meritano particolare menzione le sottostanti:

Flora e Funghi[modifica | modifica wikitesto]

Nel sito ufficiale del parco ogni specie di fiori e funghi viene descritta e rappresentata

Fiori[modifica | modifica wikitesto]

Funghi[modifica | modifica wikitesto]

Accessi[modifica | modifica wikitesto]

Vista l'estensione del Parco non vi sono accessi principali, ma tutta una serie di strade presenti in ogni valle della Lessinia. Gli accessi alla parte più elevata del parco sono dati dalla rotabile del Passo della Liana che da Sant'Anna d'Alfaedo si inerpica fra il Corno d'Aquilio e il corno Mozzo; la provinciale da Erbezzo per il passo delle Fittanze; la diretta da Bosco Chiesanuova per San Giorgio e la strada che da Velo passa per Camposilvano ed arriva alla Conca dei Parpari. Altre strade arrivano ai limiti del parco, ma non permettono il transito ai mezzi a motore, come da Giazza e dalla provincia di Vicenza

Attività[modifica | modifica wikitesto]

Le attività dei comuni all'interno del Parco sono molte e legate alle tradizioni e al clima di ospitalità dei residenti. Il parco offre oltre il 75% dei posti letto nella Lessinia e l'area interna al parco copre oltre 60% dell'area della Comunità della Lessinia.

Il Parco in senso stretto ha delle attività proprie prevalentemente concentrate nella Malga Derocon a pochi chilometri da Erbezzo. La struttura, è stata realizzata grazie ad un progetto finanziato dalla Comunità Europea, Leader II. Nell'area, di 54 ettari, è stata realizzata un'Area floro-faunistica con un recinto faunistico, un percorso botanico e un Centro Visitatori.

Particolare attenzione è rivolta ai potenziali fruitori che provengono dalle scuole dell'obbligo.

In Luglio a Val Fraselle (Giazza - Selva di Progno)[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Vedovelli G. Zanetti M., Escursioni sul Monte Baldo - 23 Itinerari, Verona, Cierre Edizioni, 2006.
  • Cipriani E., Escursioni in Lessinia, Verona, Cierre Edizioni.
  • AA.VV., Itinerari sui Lessini e Piccole Dolomiti, Manfrini editori, 1995.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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