Roccolo (caccia)

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Rappresentazione del roccolo utilizzato per la cattura degli uccelli

Il roccolo era una postazione di caccia utilizzato dagli uccellatori per catturare avifauna migratoria viva.
Ad oggi gli unici presenti in Trentino sono quelli di Sauc[1] e Tenno.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I primi roccoli risalgono al 1300 e sono stati realizzati dai frati bergamaschi.
Fino al 1968 venivano usati principalmente per la cattura degli uccelli ma in seguito non furono più utilizzati in quanto la cattura e l’uccisione degli uccelli con questo sistema di reti subì un divieto[1].

Da tempi più recenti vengono utilizzati per scopi scientifici[2] dove gli uccelli catturati vengono pesati, misurati, inanellati e registrati su schede che poi vengono spedite in un apposito centro di raccolta delle informazioni relative alle catture ed in modo da poter seguire gli spostamenti degli uccelli e di tracciarne le rotte migratorie[2].

In genere venivano costruiti sui pendii orientati a nord-est quando destinati alla caccia degli uccelli che in autunno migrano verso sud, oppure sui pendii orientati a sud-ovest se destinati agli uccelli che migrano verso nord durante la primavera[2].

Struttura del roccolo:

  • Casello: la postazione dell'uccellatore situata nella parte più alta e completamente nascosta dalla vegetazione.
  • Tondo: piccolo prato rivolto verso valle dove le piante presenti sono potate in forme rotondeggianti e da cui spuntano i "secchi" (rami spogliati dalle foglie).
  • Colonnato: circonda l'area dove sorga il roccolo ed è formato da abeti e faggi potati in modo caratteristico ed in cui sono nascoste le reti di cattura. Può avere una forma rotonda o a ferro di cavallo.

Tecniche di cattura[modifica | modifica wikitesto]

L'esca era composta da uccelli vivi e ne venivano utilizzati tre tipi diversi e posizionati in luoghi diversi:

  • Uccelli spia, posti lungo la valle disboscata in piccole gabbiette distanti tra loro di circa 300 metri. Essi appena avvistavano gli uccelli della stessa specie incominciavano a cantare.
  • Uccelli canterini, nascosti intorno ai secchi e che con il loro canto richiamavano lo stormo.
  • Uccelli zimbelli, attaccati ad un filo sottile per trattenerli all’interno del tondo e molto spesso anche accecati per migliorare la dote del canto, utilizzati di supporto ai "canterini"[2].

Una volta attratti, gli uccelli migratori entravano nel roccolo per posarsi sui rami secchi e l'operatore presente nel casello azionava un oggetto adibito a spaventare gli uccelli mediante un fischio (detto Spauricchio), ottenendo che questi si alzassero in volo per fuggire e che la rete nascosta nel colonnato li intrappolasse.
Infine l'operatore lasciava la postazione per prelevare dalle reti gli esemplari catturati.

Oggi non vengono più utilizzati uccelli vivi ma dei registratori che riproducono i canti di richiamo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b ROCCOLO DEL SAUCH, visitpinecembra.it. URL consultato il 30 agosto 2017.
  2. ^ a b c d ROCCOLO DEL SAUCH, girovagandointrentino.it. URL consultato il 30 agosto 2017.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]