Pollegio

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Pollegio
comune
Pollegio – Stemma
Pollegio – Veduta
Pollegio
Localizzazione
Stato Svizzera Svizzera
Cantone Flag of Canton of Tessin.svg Ticino
Distretto Leventina
Amministrazione
Lingue ufficiali Italiano
Territorio
Coordinate 46°21′55″N 8°56′40″E / 46.365278°N 8.944444°E46.365278; 8.944444 (Pollegio)Coordinate: 46°21′55″N 8°56′40″E / 46.365278°N 8.944444°E46.365278; 8.944444 (Pollegio)
Altitudine 300 m s.l.m.
Superficie 5,9 km²
Abitanti 762[1] (31-12-2013)
Densità 129,15 ab./km²
Frazioni Pasquerio
Comuni confinanti Biasca, Bodio, Personico, Serravalle
Altre informazioni
Cod. postale 6742
Prefisso 091
Fuso orario UTC+1
Codice OFS 5077
Targa TI
Circolo Giornico
Cartografia
Mappa di localizzazione: Svizzera
Pollegio
Pollegio
Pollegio – Mappa
Sito istituzionale

Pollegio (Puléisg in dialetto ticinese, Klösterli in tedesco) è un comune svizzero del Canton Ticino, posto nella bassa Valle Leventina sul fondovalle percorso dal fiume Ticino.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Polleggio era inizialmente distinto in due entità locali: una sulla montagna facente parte della comunità montana di Saymola e l'altra sul piano.

Il progressivo consolidamento dei commerci lungo la strada del San Gottardo portarono importanti sviluppi economici alla località sul piano. Pollegio divenne una tappa strategica verso il Passo del San Gottardo, in particolare con l'edificazione verso il 1200 di una stazione di pedaggio con annesso un ospizio per viandanti, l'Hospitale di Santa Maria in Campo Canino de Pollezio degli Umiliati, attualmente conosciuto come Istituto Santa Maria.

Intorno al 1500 la comunità di montagna fu inglobata nel paese in pianura, dando vita all'attuale Pollegio.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Oratorio della Madonna di Re

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti

Persone legate a Pollegio[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il patriziato[modifica | modifica wikitesto]

Ogni famiglia originaria del luogo fa parte del cosiddetto comune patriziale ed ha la responsabilità della manutenzione di ogni bene ricadente all'interno dei confini del comune.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Siro Borrani, Il Ticino Sacro. Memorie religiose della Svizzera Italiana raccolte dal sacerdote Siro Borrani prevosto di Losone, Tip. e Libreria Cattolica di Giovanni Grassi, Lugano 1896.
  • Prof. Roberto Forni e Michele Guerra (www.pollegio.ch).
  • Virgilio Gilardoni, Il Romanico. Catalogo dei monumenti nella Repubblica e Cantone del Ticino, La Vesconta, Casagrande S.A., Bellinzona 1967, 232, 348, 476, 477-478.
  • Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 87.
  • Emilio Motta, Effemeridi ticinesi, ristampa Edizioni Metà Luna, Giubiasco 1991.
  • Danilo Baratti, Patrizia Candolfi, L'arca di Mosè. Biografia epistolare di Mosè Bertoni (1857-1929), Casagrande, Bellinzona 1994.
  • Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997.
  • AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 114, 115.
  • Ilaria Sargenti (a cura di), «Per monti e valli risuonava forte la gioia e il tripudio...», in Giornale del Popolo del 7 agosto 2010.
  • Marina Bernasconi Reusser, Monumenti storici e documenti d'archivio. I «Materiali e Documenti Ticinesi» (MDT) quali fonti per la storia e le ricerche sull'architettura e l'arte medievale delle Tre Valli, in Archivio Storico Ticinese, seconda serie, 148, Casagrande, Bellinzona 2010.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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