Dalpe

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Dalpe
comune
Dalpe – Stemma
Dalpe – Veduta
Localizzazione
Stato Svizzera Svizzera
Cantone Flag of Canton of Tessin.svg Ticino
Distretto Leventina
Amministrazione
Lingue ufficiali Italiano
Territorio
Coordinate 46°28′N 8°46′E / 46.466667°N 8.766667°E46.466667; 8.766667 (Dalpe)Coordinate: 46°28′N 8°46′E / 46.466667°N 8.766667°E46.466667; 8.766667 (Dalpe)
Altitudine 1 192 m s.l.m.
Superficie 14,5 km²
Abitanti 198 (2015)
Densità 13,66 ab./km²
Frazioni Cornone
Comuni confinanti Faido, Lavizzara, Prato Leventina
Altre informazioni
Cod. postale 6774
Prefisso 091
Fuso orario UTC+1
Codice OFS 5071
Targa TI
Nome abitanti dalpesi
Circolo Quinto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Svizzera
Dalpe
Dalpe
Dalpe – Mappa
Sito istituzionale

Dalpe (in dialetto ticinese Dalp[senza fonte]) è un comune svizzero di 198 abitanti del Canton Ticino, nel distretto di Leventina.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Dalpe e l'imbocco della Val Piumogna sul pianoro a destra; sul fondovalle si vede Faido

Il villaggio si trova con la sua frazione di Cornone all'altitudine di 1 192 m s.l.m. su un altipiano all'imbocco della Val Piumogna, una valle laterale della Leventina[1]. Tra le cime della Val Piumogna vi sono il Campo Tencia, il Pizzo Penca e il Pizzo Forno. La valle è percorsa dal torrente Piumogna, che forma una prima cascata visibile dal villaggio e una seconda di fronte a Faido[senza fonte] prima di buttarsi nel fiume Ticino.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

In passato la popolazione di Dalpe era dedita alla pastorizia[1] e all'agricoltura di sussistenza[senza fonte]. A partire dal XIX secolo numerosi abitanti emigrarono in cerca di lavoro, soprattutto in Francia[1] ma anche in Italia e negli Stati Uniti[senza fonte].

Nel corso del XX secolo il villaggio si è ulteriormente spopolato. Dopo la Seconda guerra mondiale la fondazione di un'impresa di costruzioni ha rallentato lo spopolamento[1]. A partire dagli anni 1950 Dalpe ha conosciuto un forte sviluppo edilizio limitato alla costruzione di abitazioni secondarie, soprattutto attorno alla frazione di Cornone[senza fonte], ed è diventato uno dei luoghi preferiti per la villeggiatura in Val Leventina: durante l'estate la popolazione può raggiungere gli 800 abitanti[senza fonte].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

L'evoluzione demografica è riportata nella seguente tabella[1]:

Abitanti censiti

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Oggi la popolazione è costituita per lo più da pendolari o da operai del settore edile. L'agricoltura occupa ormai solo poche famiglie[senza fonte].

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Dalpe è raggiungibile da Rodi-Fiesso con una strada carrozzabile di 5 km inaugurata nel 1904[1].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Ogni famiglia originaria del luogo fa parte del cosiddetto comune patriziale e ha la responsabilità della manutenzione di ogni bene ricadente all'interno dei confini del comune. Presidente dell'ufficio patriziale è Giuseppe Fransioli[senza fonte].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g Mario Fransioli, Dalpe, in Dizionario storico della Svizzera, 11 agosto 2008. URL consultato l'8 settembre 2017.
  2. ^ Gilardoni, 1967, p. 321.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Johann Rudolf Rahn, I monumenti artistici del medio evo nel Cantone Ticino, Tipo-Litografia di Carlo Salvioni, Bellinzona 1894, 93.
  • Virgilio Gilardoni, Il Romanico. Catalogo dei monumenti nella Repubblica e Cantone del Ticino, La Vesconta, Casagrande S.A., Bellinzona 1967, 321.
  • Rinaldo Giambonini, Agostino Robertini, Silvano Toppi, Dalpe, in Il Comune, Edizioni Giornale del popolo, Lugano 1971, 131-140.
  • Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 109.
  • Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997.
  • AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 137, 138.
  • Marina Bernasconi Reusser, Monumenti storici e documenti d'archivio. I «Materiali e Documenti Ticinesi» (MDT) quali fonti per la storia e le ricerche sull'architettura e l'arte medievale delle Tre Valli, in Archivio Storico Ticinese, seconda serie, 148, Casagrande, Bellinzona 2010, 225, 241.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN132736071 · LCCN: (ENn2005054679 · GND: (DE4749403-7
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