Dalpe

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Dalpe
comune
Dalpe – Stemma
Dalpe e l'imbocco della Val Piumogna sul pianoro a destra, sul fondovalle si vede Faido
Dalpe e l'imbocco della Val Piumogna sul pianoro a destra, sul fondovalle si vede Faido
Localizzazione
Stato Svizzera Svizzera
Cantone Wappen Tessin matt.svg Ticino
Distretto Leventina
Amministrazione
Lingue ufficiali Italiano
Territorio
Coordinate 46°28′30″N 8°46′35″E / 46.475°N 8.776389°E46.475; 8.776389 (Dalpe)Coordinate: 46°28′30″N 8°46′35″E / 46.475°N 8.776389°E46.475; 8.776389 (Dalpe)
Altitudine 1.192 m s.l.m.
Superficie 14,5 km²
Abitanti 192[1] (31-12-2013)
Densità 13,24 ab./km²
Frazioni Cornone
Comuni confinanti Faido, Lavizzara, Prato (Leventina)
Altre informazioni
Cod. postale 6774
Prefisso 091
Fuso orario UTC+1
Codice OFS 5071
Targa TI
Nome abitanti dalpesi
Circolo Quinto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Svizzera
Dalpe
Dalpe – Mappa
Sito istituzionale

Dalpe (Dalp in dialetto ticinese) è un comune svizzero del Canton Ticino, posto in Val Leventina.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Il villaggio si trova con la sua frazione di Cornone ad un'altezza di 1200 m s.l.m. su di un altipiano all'imbocco della Val Piumogna, una valle laterale della Leventina. È raggiungibile da Rodi-Fiesso con una strada carrozzabile di 5 km inaugurata nel 1904. Tra le cime della Val Piumogna vi sono il Pizzo Campo Tencia, il Pizzo Penca e il Pizzo Forno. La valle è percorsa dal torrente Piumogna, che forma una prima cascata visibile dal villaggio e una seconda di fronte a Faido prima di buttarsi nel fiume Ticino.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Il Campo Tencia visto da Dalpe

Abitanti censiti

L'imbocco della Val Piumogna. Nello sfondo il Pizzo Campo Tencia

Economia[modifica | modifica wikitesto]

In passato la popolazione di Dalpe era dedita alla pastorizia e all'agricoltura di sussistenza. A partire dal XIX secolo sempre più abitanti emigrarono in cerca di lavoro, soprattutto in Francia ma anche in Italia e negli Stati Uniti.

Nel corso del XX secolo il villaggio si è ulteriormente spopolato. Dopo la Seconda guerra mondiale la fondazione di un'impresa di costruzioni ha rallentato lo spopolamento.
Oggi la popolazione è costituita per lo più da pendolari o da operai del settore edile. L'agricoltura occupa ormai solo poche famiglie.

A partire dagli anni cinquanta del Novecento Dalpe ha conosciuto un forte sviluppo edilizio limitato alla costruzione di abitazioni secondarie, soprattutto attorno alla frazione di Cornone ed è diventato uno dei luoghi preferiti per la villeggiatura in Leventina. Durante la bella stagione la popolazione può raggiungere gli 800 abitanti.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il patriziato[modifica | modifica wikitesto]

Ogni famiglia originaria del luogo fa parte del cosiddetto comune patriziale ed ha la responsabilità della manutenzione di ogni bene ricadente all'interno dei confini del comune.[4]

Ufficio patriziale:

  • Presidente: Giuseppe Fransioli.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Statistica Svizzera - STAT-TAB: Popolazione residente permanente e temporanea per regione, sesso, nazionalità ed età
  2. ^ Gilardoni, 1967, 321.
  3. ^ L'oratorio di San Rocco - Inventario dei beni culturali
  4. ^ Annuario del Canton Ticino

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Johann Rudolf Rahn, I monumenti artistici del medio evo nel Cantone Ticino, Tipo-Litografia di Carlo Salvioni, Bellinzona 1894, 93.
  • Virgilio Gilardoni, Il Romanico. Catalogo dei monumenti nella Repubblica e Cantone del Ticino, La Vesconta, Casagrande S.A., Bellinzona 1967, 321.
  • Rinaldo Giambonini, Agostino Robertini, Silvano Toppi, Dalpe, in Il Comune, Edizioni Giornale del popolo, Lugano 1971, 131-140.
  • Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 109.
  • Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997.
  • AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 137, 138.
  • Marina Bernasconi Reusser, Monumenti storici e documenti d'archivio. I «Materiali e Documenti Ticinesi» (MDT) quali fonti per la storia e le ricerche sull'architettura e l'arte medievale delle Tre Valli, in Archivio Storico Ticinese, seconda serie, 148, Casagrande, Bellinzona 2010, 225, 241.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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