Palazzolo Vercellese

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Palazzolo Vercellese
comune
Palazzolo Vercellese – Stemma
Palazzolo Vercellese – Veduta
Una vista di Palazzolo Vercellese dalle colline del Monferrato
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
ProvinciaProvincia di Vercelli-Stemma.png Vercelli
Amministrazione
SindacoEmiliano Guarnieri dal 26-5-2014
Territorio
Coordinate45°11′N 8°14′E / 45.183333°N 8.233333°E45.183333; 8.233333 (Palazzolo Vercellese)Coordinate: 45°11′N 8°14′E / 45.183333°N 8.233333°E45.183333; 8.233333 (Palazzolo Vercellese)
Altitudine137 m s.l.m.
Superficie13,94 km²
Abitanti1 241[1] (31-12-2014)
Densità89,02 ab./km²
Comuni confinantiCamino (AL), Fontanetto Po, Gabiano (AL), Trino
Altre informazioni
Cod. postale13040
Prefisso0161
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT002090
Cod. catastaleG266
TargaVC
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantiPalazzolesi
PatronoSan Caio e Santa Faustina
Giorno festivo1ª domenica di settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Palazzolo Vercellese
Palazzolo Vercellese
Sito istituzionale

Palazzolo Vercellese (Palasseu in piemontese) è un comune italiano di 1 241 abitanti[1] della provincia di Vercelli, in Piemonte.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Sorge a circa 24 chilometri a sud-ovest in direzione del capoluogo, poco distante dalla riva sinistra del Po. Il suo panorama offre la veduta delle colline del Monferrato e delle risaie, molto diffuse per la tipica coltivazione del riso.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Gonzaga di Palazzolo.

Attraverso i ritrovamenti di numerosi reperti archeologici (attualmente conservati presso il "Museo Leone" di Vercelli e il "Museo di antichità" di Torino)[2], le origini di Palazzolo Vercellese risalgono all'epoca romana; ciò è testimoniato dalla struttura del suo centro storico, ovvero il tipico castrum romano. Nel 1243 passò al comune di Vercelli e successivamente ai marchesi del Monferrato, quindi ai Gonzaga di Mantova. Nel 1595 il feudo passò a Luigi e Curzio Gonzaga, nel quale non si stabilì mai a causa della salute malferma, preferendo risiedere nel suo palazzo di Borgoforte.

Monumenti ed edifici storici[modifica | modifica wikitesto]

Monumento ai caduti[modifica | modifica wikitesto]

Questo monumento, eretto in piazza Giovine Italia, è a ricordo dei valorosi soldati deceduti sul campo di battaglia durante la prima e la seconda guerra mondiale. Tale costruzione è costituita da una base cubica in pietra, circondata da lastre di granito grigio-nero, sulle quali sono incisi i nomi dei soldati palazzolesi defunti; al di sopra di quest'ultima, si erge un soldato in bronzo in fase di movimento con la bandiera italiana nella mano destra.

Chiesa parrocchiale di San Germano Vescovo[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa parrocchiale di San Germano è la principale chiesa di Palazzolo Vercellese, dove si svolgono le rituali messe e i vari sacramenti. Si trova in una piccola piazza costituita dall'incrocio di due traverse provenienti dalla principale via del paese, Corso Italia; in essa sono presenti inoltre la Chiesetta degli Angeli e l'Oratorio. Nella parrocchia sono inoltre presenti i resti dei corpi dei due patroni della comunità, quali San Caio e Santa Faustina, conservati in un'urna in vetro dal 1626. Essi vengono esposti durante cerimonie religiose importanti e, soprattutto, nell'annuale Santa Messa per celebrarli, ovvero all'annuale "festa del paese" che si tiene solitamente la prima domenica di settembre.

Dalle varie fonti scritte e materiali, le "radici" della chiesa parrocchiale di San Germano si collocano nel XIII secolo circa. Durante il corso dei secoli, sono state apportate all'edificio originario diverse modifiche, come l'ampliamento del diametro dei quattro pilastri, avvenuto verso l'Età moderna, e il rifacimento della decorazioni murali durante gli anni '50 dell'ultimo secolo. Per testimoniare il susseguirsi dei vari sacerdoti durante gli anni, nel 1996 e successivamente per gli aggiornamenti nel 2011, è stato realizzato un affresco murale nella sagrestia della parrocchia; in esso sono indicati i vari dati riguardanti i parroci ed il primo di essi (dei quali si può avere memoria dalle fonti storiche) ha servito la comunità dall'inizio dell'anno 1423. Da quella data, fino ad oggi, sono arrivati a Palazzolo ben 29 sacerdoti, di cui 8 appartenente all'ordine pievano (dei quali 7 Pievani ed 1 Arci-Pievano) e 21 Prevosti, come dimostra la seguente tabella.

Parroci dei quali si può avere memoria a partire dal XV secolo
Possesso Cognome Nome Titolo Patria Decesso o trasferimento
1423 De Clibolo Gaspardo Pievano Borgo d'Ale 1436
1436 De Abalonibus Giacomo " San Germano Vercellese 1452
1452 Risico Guglielmo " Palazzolo Vercellese n.d.
1520 Risico Ottone " Palazzolo Vercellese n.d.
n.d. Rasca Francesco " n.d. n.d.
n.d. Capella Giovanni Antonio " n.d. n.d.
n.d. De Clericis Ubertino Prevosto Palazzolo Vercellese 1555
1555 Risico Gioanni Antonio " " 1558
1558 Risico Gerolamo " " 1574
1574 De Loca Bernardino " Murisengo 1619
1619 Risico Gelasio " Palazzolo Vercellese 1631
1631 Risico Gioanni Antonio " " 1683
1683 Garone Gioanni Battista " Livorno Ferraris 1691
1691 Risico Gioanni Gerolamo " Palazzolo Vercellese 1698
1698 Risico Gerolamo Francesco " Fontanetto Po 1707
1707 Risico Giuseppe Antonio " Palazzolo Vercellese 1729
1729 Scavarda Gioanni Giacomo " " 1735
1735 Meazza Gioanni Giacomo Battista " Casale Monferrato 1782
1782 Martinengo Bartolomeo " " 1788
1788 Gatti Carlo Giuseppe " Montemagno 1822
1822 Lazzara Carlo " Trino Vercellese 1843
1843 Arditi Giacinto " Fontanetto Po 1887
1887 Bianco Antonio " Ronsecco 1935
1935 Bono Mons. Francesco " Cigliano 1969
1969 Taricco Piero " Livorno Ferraris 1981
1981 De Grandi Luigi " Salasco 1990
1990 Casamassima Savino " Andria (BT) 1998
1998 Pertusati Eligio Pievano Conzano 2012
2012 Iozzo Nicola Arci-Pievano Soverato

Chiesa della Madonnina (S.S. Annunziata)[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa della Madonnina è uno degli edifici storico-religiosi più importanti di Palazzolo Vercellese, per via delle sue caratteristiche e del suo utilizzo. Tale chiesa si trova all'inizio del paese, circondata dall'incrocio di due vie principali (via Giovanni Ferraris e viale Curzio Conzaga), inserendola in un terreno a forma triangolare, occupato da un giardino con rigogliosi tigli. L'edificio è ben visibile, grazie alla sua recente tinteggiatura di color rosa acceso per le pareti e bianco perla per i pilastri. Gli utilizzi di questa chiesetta vengono attribuiti alle cerimonie religiose, quali i matrimoni, la "messa delle undici" del Lunedì dell'Angelo e la solenne processione annuale, detta anche "festa di fine raccolto", perché si svolge all'ultima domenica di ottobre, quando ormai gli agricoltori hanno concluso la mietitura del riso. Durante tale processione, la statua della Madonna viene portata per le vie del paese, in segno di ringraziamento per il buon esito del lavoro svolto durante l'anno, non solo di tipo agricolo, ma di qualunque genere e settore. Alla fine, viene consegnata ad ogni contadino palazzolese, attraverso una relativa offerta, la tipica torta del luogo, "la csenta".

La storia[modifica | modifica wikitesto]

Parlando della storia di questo luogo di culto, da antichi documenti si apprende che era una chiesa campestre (fuori le mura di cinta di Palazzolo) detta Santa Maria di Corrado e nel tempo è stata riedificata e riparata diverse volte. Nel 1495 fu riedificata, e dopo quasi duecento anni, nel 1692, fu riparata; in seguito, per qualche tempo, sembra sia stata in abbandono e nel 1700 nei pressi viveva un eremita. Venne nuovamente riedificata nel 1765 e nel 1776 accanto alla chiesa fu costruito un deposito per il ghiaccio, dal quale si serviva tutta la popolazione, che è esistito per più di centocinquant'anni tanto che è stato demolito negli anni '30 del XX secolo. Nel 1781 fu poi edificato il campanile, più basso di quello attuale, e nel 1908, risulta che fu acquistata una nuova campana. Nel 1930 la chiesa fu decorata del pittore trinese Ernesto Borla. Negli anni '30, dopo la demolizione della ghiacciaia, al suo posto venne allestito il giardino che si trova a nord della chiesa.[3] Verso la fine degli anni '40 venne rialzato il campanile e nel 1949 è stata fusa la nuova campana della fonderia Achille Mazzola di Valduggia, in provincia di Vercelli. Negli anni '50 fu abbattuto il muro portante dietro l'altare, fino all'altezza sotto la nicchia della statua della Madonna, mettendo così in comunicazione il coro con la sacrestia. Negli anni '60 è stata portata via dalla chiesa, in circostanze tuttora sconosciute, la statua di Gesù Cristo deposto sulla croce, che si trovava adagiata su una portantina. La statua riproduceva con estremo realismo le condizioni di Gesù deposto dopo la crocefissione, tanto che si rimaneva impressionati dal vedere le ferite e le piaghe di un color rosso vivo sulle mani, sui piedi e sul costato. A oggi, inspiegabilmente non si sa dove sia finita la statua. A comprovare la sua esistenza, sul soffitto della zona dove era riposta, sono dipinti due medaglioni entro cui vi sono scritti in latino, in uno: Attritus est propter scellera nostra ("frantumato per i nostri peccati"), nell'altro: Livore eius sanati sumus ("dalle sue piaghe siamo stati sanati"). Nel 2005 sono state restaurate le decorazioni dipinte su pareti e soffitto, ad effetto marmoreo, dall'ingegnere Passarino di Palazzolo e nel 2009 sulla parete esterna a sud della chiesa, è stato costruito un orologio solare, la cosiddetta meridiana, realizzata da Pietro I. Poy. Nel 2011, non potendo più suonare la campana, è stato necessario intervenire sul castello della stessa perché un perno di oscillazione si era disancorato spostandosi obliquamente; si è costruito un nuovo ceppo in legno di faggio mantenendo l'originaria forma precedente, pur costruendo la ferramenta nuova. Il giorno 26 novembre è stata ricollocata la campana al suo posto con le parti costruite a nuovo ed il palazzolese Giuseppe Poy, campanaro da molti decenni, ha potuto constatare la scorrevolezza del movimento e l'ampiezza del suono molto perfetti. Per celebrare questo importante ripristino della campana della chiesa della Madonnina, il sacerdote della comunità, don Eligio Pertusati, ha suonato per il periodo di una settimana l'Ave Maria dopo il tramonto.[4]

Chiesa Madonna dell'Ala (Confraternita dei S.S. Apostoli Pietro e Paolo)[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa Madonna dell'Ala, conosciuta meglio in paese come "Chiesetta degli Apostoli, sorge all'incrocio tra Corso Italia e via Silvio Bondesan, e momentaneamente è inattiva per l'insicurezza del tetto e della struttura in generale. Come tutte le chiese presenti in Palazzolo, ha origini medievali. Dopo la Rivoluzione Francese, avvenuta nel 1789, agli inizi degli anni novanta del XVIII secolo la tempesta rivoluzionaria che sconvolgeva la società francese, si fece sentire anche all'interno del vicino Stato Sabaudo. L'erario dello Stato era esausto e la bancarotta pareva ormai inevitabile, tanto che si fondevano le campane delle chiese per fare monete e cannoni. È proprio per questo utilizzo, nel giugno 1795 la Zecca chiese un contributo a Palazzolo, permettendo la fusione della campana della chiesa degli Apostoli[5]. A parte questo evento avvenuto in epoca napoleonica, tale chiesetta, durante il corso dell'ultimo secolo, rimase poco attiva: veniva utilizzata come "banco di beneficenza" e dopo tale mansione, venne chiusa per la pericolosità relativa alla sua struttura.

La chiesetta degli Apostoli

Chiesa di San Sebastiano[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di S.Sebastiano è la chiesa che si trova all'interno del cimitero di Palazzolo e fatta erigere a spese di un certo Cavagna in adempimento di un voto, verso il 1500. Riedificata nel 1630 dal Comune per il voto ai santi Sebastiano e Rocco per la liberazione dalla peste. Originariamente, il cimitero di Palazzolo, da ciò che si può trarre da una mappa di fine Seicento, si trovava tra la chiesa parrocchiale di S.Germano e l'attuale municipio.

Il viale che porta all'ingresso del cimitero del paese

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Il paese di Palazzolo possiede una propria squadra di calcio, U.S. Pro Palazzolo, che milita nel campionato locale di 2ª categoria. È una società sportiva attiva sin dai primi anni del XX secolo e oggi, oltre a possedere la prima squadra, ne possiede anche uno nel settore giovanile con calciatori sotto i 12/13 anni compresi. La Pro Palazzolo possiede, inoltre, un record unico nel suo genere ed in tutta Italia: è la squadra che ha segnato più reti in una singola stagione (2011), ben 103.

Eventi e manifestazioni[modifica | modifica wikitesto]

La festa di San Caio[modifica | modifica wikitesto]

La festa in onore del compatrono San Caio si svolge la prima domenica di settembre.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il municipio

L'amministrazione del paese ha sede nel proprio municipio in piazza Martiri della Libertà.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2004 2009 Maria Luisa Poy Centro destra Sindaco
2009 2014 Maria Luisa Poy Centro destra Sindaco
2014 in carica Emiliano Guarnieri Sindaco

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat
  2. ^ Sito=http://www.comune.palazzolovercellese.vc.it/
  3. ^ Tratte da: Piero PERETTI, Ricordi di un tempo...Storia, Fede e Leggende di Palazzolo Vercellese, Tipografia AGS, Trino, 1995
  4. ^ Il testo è ricavato dall'elaborato di Pietro I. POY, Notizie sulla chiesa della Madonnina. Dal passato remoto ai nostri giorni, Palazzolo Vercellese, 2011
  5. ^ Tratto da Piero PERETTI, Palazzolo. Un piccolo borgo in epoca napoleonica, Tipografia AGS, Trino, 2006
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Piero PERETTI, Ricordi di un tempo... Storia, Fede e Leggende di Palazzolo Vercellese, Tipografia AGS, Trino, 1995.
  • Romana RAINA, Linguaggio, tradizioni e cultura popolare di Palazzolo Vercellese, Stampa AGIT s.r.l., Beinasco (TO), 1995.
  • AA.VV., Sulle ali dei ricordi. Storia della colonia elioterapica di Palazzolo Vercellese, Tipografia AgS, Trino, 2002.
  • Romana RAINA, Flash. Ricordi di un tempo, Tipografia AGS, Trino, 2003.
  • Piero PERETTI, Palazzolo. Un piccolo borgo in epoca napoleonica, Tipografia AGS, Trino, 2006.
  • Romana RAINA, I sapori della nostra cucina, Tipografia AGS, Trino, 2011.
  • Romana RAINA, Il canto della sera, Tipografia AGS, Trino, 2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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