Alluvione del Piemonte del 2000

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Alluvione del Piemonte del 2000
StatoItalia Italia
LuogoProvincia di Alessandria, Città metropolitana di Torino, Provincia del Verbano-Cusio-Ossola, Provincia di Vercelli
Datanovembre 2000
TipoAlluvione e frane
Mortinessuno
Feritin.d.
MotivazionePioggia torrenziale
Dissesto idrogeologico

L’Alluvione del Piemonte del 2000 fu insieme all'Alluvione del Tanaro del 1994 e all'Alluvione del Piemonte del 2016, una delle peggiori inondazioni a colpire il Piemonte in tempi moderni. A differenza dell'evento del novembre 1994, le forti precipitazioni interessarono soprattutto il nord della regione nelle zone della Val di Susa, Canavese, Ossola e tutta la regione Val d'Aosta, coinvolgendo dunque tutto il bacino del Po, che ha prodotto una piena secolare insieme a tutti i suoi affluenti di sinistra. Marginali invece gli effetti sul bacino del Tanaro nel sud della regione.

Il tratto alto del fiume Po sarà interessato dall'evento alluvionale a partire da Carignano mentre notevoli danni avverranno nella valle dell'affluente di sinistra Pellice e il sub-affluente Chisone; nel tratto medio invece, presso l'area metropolitana di Torino verrà alluvionata in parte la città di Moncalieri per lo straripamento congiunto del Po e del suo affluente Sangone; a Torino vengono sommersi dall'acqua la zona dei Murazzi e il parco del Valentino, e, a causa dello straripamento della Dora Riparia un'ampia fetta del quartiere di Borgo Dora.

Più a valle a subire seri danni dalla piena del Po sarà il comune di San Mauro Torinese; ricevuti poi in questo tratto gran parte degli affluenti di sinistra drenanti la zona del Canavese e la Val d'Aosta, la piena del Po diviene davvero imponente e incontenibile, tanto da causare nuovamente il crollo del suo argine di sinistra presso Palazzolo Vercellese, sommergendo quasi completamente (come già avvenuto nel 1994 ma con conseguenze e danni assai maggiori) i comuni di Trino e Morano sul Po.

Da qui poi l'esondazione investirà, sempre come nel 1994 la frazione Popolo di Casale Monferrato, e inaspettatamente, visto che non era mai accaduto prima, anche il quartiere Oltreponte, zona a pochissimi passi dal centro storico cittadino, subito a ridosso della riva sinistra del Po. Subito a Valle di Casale il Po occuperà poi per intero l'area golenale rimanendo però entro gli argini sino alla confluenza con l'affluente di destra Tanaro presso Bassignana. Da qui la piena proseguirà in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto superando tutti i valori raggiunti nel 1994 e in alcuni tratti anche quelli raggiunti durante la disastrosa alluvione del Polesine del 1951 senza causare però danni particolari. Davvero elevati sono stati i valori di piena toccati dal fiume in Piemonte: a Torino circa 2.300 m³/s, assai superiore a quella toccato durante l'alluvione del 1994 (1.500 m³/s);

Ancor più eccezionali i valori di piena che verranno raggiunti più a valle del Torinese a causa dell'apporto delle piene secolari di tutti gli affluenti di sinistra del Po provenienti dall'estremo nord della regione e dalla Val d'Aosta: 8.000 m³/s a Casale Monferrato valore assai superiore a quello del 1994; oltre 10.000 a Valenza valore mai raggiunto prima, oltre 12.000 dopo la confluenza col Ticino presso il Ponte della Becca in Lombardia.

Questi invece i valori indicativi raggiunti dagli affluenti: Dora Riparia 800 m³/s, Stura di Lanzo 2.200 m³/s, Malone 800 m³/s, Orco 2.000 m³/s e Dora Baltea 3.200 m³/s (che ha devastato buona parte dei centri valdostani lungo il suo corso e inondato in Piemonte la parte bassa della città di Ivrea). Importante ma non da record la piena del Sesia con oltre 3.000 m³/s; eccezionale invece la piena del Ticino e quella del suo affluente Toce che, dopo aver causato gravi danni in Val d'Ossola, contribuirà con il Ticino stesso a far raggiungere al Lago Maggiore livelli mai toccati nel secolo sommergendo tutti i centri rivieraschi.