Alluvione di Crotone del 14 ottobre 1996

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Alluvione di Crotone
del 14 ottobre 1996
Alluvione Crotone 1996.jpg
Danni provocati dall'alluvione.
TipoInondazione
Data14 ottobre 1996
LuogoCrotone
StatoItalia Italia
Conseguenze
Morti6
Danni126 miliardi di lire

L'alluvione di Crotone del 14 ottobre 1996 fu un disastro determinato da una piena del torrente Esaro con conseguente inondazione di una vasta area della città di Crotone, soprattutto a ridosso dell'area industriale della stessa, che causò la morte di 6 persone, migliaia di sfollati, danni a 358 imprese per 126 miliardi di lire del 1996.

L'evento[modifica | modifica wikitesto]

Il 14 ottobre 1996 la città di Crotone, sul versante ionico della Calabria, subì una violenta inondazione a seguito della caduta di consistenti piogge, che già avevano interessato in modo considerevole la provincia la settimana precedente, e che causarono piene e straripamenti di diversi corsi d'acqua presenti nella zona.

Nella mattinata caddero sul bacino del piccolo fiume Esaro circa 120 mm di pioggia (nella settimana si erano così raggiunti complessivamente i 330 mm), che andarono così ad alimentare tutti i corsi d'acqua affluenti dell'Esaro provenienti dalla zona di Cutro. Nella località di "Stazione Isola Capo Rizzuto" si formò così una piena violenta dello stesso fiume, in seguito calcolata con una portata di oltre 1000 m3/s. La piena raggiunse verso le ore 12 il rione "Gabelluccia", nella periferia occidentale di Crotone: una massa di acqua e fango sommerse i primi piani delle abitazioni dello stesso quartiere crotonese, estendendosi successivamente verso la zona industriale, dove interessò sia i fabbricati in riva sinistra, già allagati in precedenza per lo straripamento dell'affluente Papaniciaro, sia quelli in riva destra, presso il rione "Gesù", dopo di che raggiunse anche il centro storico cittadino.

L'alluvione provocò 6 vittime e danni assai ingenti: numerosi prefabbricati industriali furono spazzati via dall'acqua, e la zona commerciale e industriale della città risultò essere pesantemente devastata. L'acqua, in alcune strade del centro abitato, raggiunse perfino i quattro metri d'altezza. Gli effetti dello straripamento furono poi aggravati dal pesante abusivismo edilizio: i quartieri di Gabelluccia e Gesù, quest'ultimo costruito a ridosso dello stabilimento della Montecatini[1], erano infatti sorti negli anni '80, nelle zone di espansione del fiume. Furono distrutti quasi tutti i ponti. Vennero colpite 358 imprese con danni per 126 miliardi di lire del 1996[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Antonino Campenni, L'egemonia breve : la parabola del salariato di fabbrica a Crotone. Soveria Mannelli : Rubbettino, 2002, ISBN 88-498-0454-7, p. 114 ([1])
  2. ^ Istituto Ambiente Italia, Ambiente Italia 1997 : rapporto sullo stato del paese e analisi del ciclo delle acque, Decima edizione del Rapporto Legambiente sullo stato del paese, Milano : Edizioni Ambiente, 1997, ISBN 88-86412-45-2

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mendicino G., Iiritano G. e P. Versace (1998). “Il preannuncio delle piene nei piccoli bacini. Il caso dell'Esaro di Crotone”, Atti del XXVI Convegno di Ideraulica e Costruzioni idrauliche, Catania, 9-12 settembre 1998, Vol. II, pp. 121–130

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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