Alluvione di Genova del 7 ottobre 1970

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Alluvione di Genova
Ponte di Sant'Agata 5.jpg
Le rovine del ponte mediovale sul Bisagno, nella zona di S.Agata, distrutto dall'alluvione del 1970
StatoItalia Italia
LuogoLiguria
Data7 ottobre 1970
TipoAlluvione
Morti44
MotivazionePioggia torrenziale

L'alluvione di Genova del 7 ottobre 1970 proseguita l'8 ottobre si verificò a seguito a fortissime precipitazioni. Ne scaturì l'esondazione dei torrenti Bisagno, Fereggiano e Leira e la piena dei torrenti Sturla, Polcevera, Chiaravagna e Cantarena. Piogge molto intense e localizzate che sono tipiche della costa ligure e del periodo autunnale, accumularono 948 mm d'acqua in 24 ore[1][2][3][4]. La più colpita fu Genova, ma gravissimi danni ebbero anche in altri 20 comuni delle province di Genova tra i quali il più colpito fu Masone. Le vittime furono 44, di cui 35 morti, 8 dispersi. Gli sfollati furono oltre 2000. Il 4 novembre 2011 un evento similare colpirà fondamentalmente la stessa zona[5] e il 9 ottobre 2014 uno ancora più violento.

Molto colpiti furono i quartieri di Quezzi, Foce, Molassana, San Fruttuoso, Marassi, Brignole, Sestri Ponente e Voltri.

Fondamentali nell'opera di soccorso, ripristino e aiuto alle popolazioni furono gli angeli del fango, quelle persone, soprattutto giovani, provenienti da tutto il mondo, che giunsero per la prima volta a Firenze, per aiutare a recuperare, restaurare e salvare le inestimabili opere d'arte, dipinti, statue, manufatti, patrimoni dell'umanità, che altrimenti sarebbero andati perduti in seguito all'alluvione di Firenze del 4 novembre 1966, e negli anni successivi in tante catastrofi analoghe, fino all'alluvione genovese del 4 novembre 2011[6]. Questi giovani erano del tutto volontari, e rappresentano uno dei primi esempi di mobilitazione spontanea giovanile nel XX secolo[senza fonte].

Fatti e cause[modifica | modifica wikitesto]

I fatti prevalentemente furono dovuti alle forti precipitazioni avvenute il 7 e l'8 ottobre. Alla sera del primo giorno a Voltri avviene la violenta esondazione del torrente Leira che costerà 13 vittime accertate. Le precipitazioni continuano, sino a scaturire, nel pomeriggio la violenta esondazione dei torrenti Bisagno e Fereggiano; ma soprattutto l'esondazione del primo causerà molte ed innumerevoli vittime; colpirà Marassi e Quezzi (crollò anche un'ala di uno degli edifici del Biscione[7]), principalmente, ma anche i quartieri della Foce e di Brignole furono colpite, oltre che per lo scendere dei torrenti dall'alto anche per via delle mareggiate verificatesi a causa dell'eccessivo peso dei torrenti. La città si infangò completamente. Numerosi furono gli sfollati e coloro che rimasero senza gas, luce o acqua negli impianti.

Il crollo del Ponte di Sant'Agata[modifica | modifica wikitesto]

A causa della piena distruttiva del Bisagno, l'antico Ponte di Sant'Agata, prospiciente il Borgo Incrociati, crollò in parte rimanendo con le sole arcate centrali, isolato dalle due sponde del torrente. Costruito nel Medioevo, è stato sempre utilizzato in ambito pedonale.

Nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Il cantautore genovese Fabrizio De André vi ambientò uno dei suoi brani più celebri, Dolcenera che uscì nel suo ultimo album Anime salve del 1996.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]