Stazione di posta

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Copertina delle Sovrane disposizioni per la Posta de' Cavalli del Regno di Sardegna (1829)

Una stazione di posta, o semplicemente posta, ai tempi dei trasporti a trazione animale, era un luogo adibito a sosta temporanea dei corrieri, delle vetture private e delle diligenze che trasportavano persone, merci e corrispondenza, principalmente per effettuare il cambio dei cavalli[1]. La sosta nelle stazioni rappresentava anche la fermata per la salita e la discesa dei passeggeri.

Insieme ai cavalli freschi venivano assegnati anche nuovi postiglioni, mentre quelli che avevevano guidato la vettura fino alla stazione, tornavano alla posta di provenienza riaccompagnandovi al passo i cavalli stanchi[2].

Infine, i viaggiatori che proseguivano, durante il cambio dei cavalli, potevano mangiare nella locanda di posta.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La stazione di posta di Condé-sur-l'Escaut

Le stazioni erano disposte lungo le maggiori strade (cosiddette "strade postali") a distanze abbastanza regolari di circa otto/dieci miglia[3] o otto chilometri[4].

La stazione di posta poteva generalmente consistere in uno spiazzo o un cortile a margine della strada, su cui insistevano uno o più edifici che ospitavano le scuderie dei cavalli, le rimesse delle carrozze, una bottega del maniscalco, la biglietteria, il deposito bagagli, una locanda o osteria[5].

Sull'ingresso della stazione doveva essere affisso lo stemma del sovrano.

A capo della stazione era il mastro di posta, il quale doveva garantire che fossero a disposizione dei viaggiatori e della posta un certo numero di cavalli, vetture e postiglioni, prescritti da regolamenti dell'autorità postale. Ed era sempre il mastro che assegnava cavalli e corrieri a chi ne faceva richiesta, redigendone nota su di un apposito registro, tenuto a disposizione dell'Ispettore Postale.

Le stazioni di posta erano esenti da tasse e gabelle, nonché dall'obbligo di alloggiare i militari [6]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Stazione di posta di Lurs (Alpes-de-Haute-Provence), sulla RN 96

Nella Roma antica, tali stazioni (latino statio, plurale stationes) si trovavano lungo le principali vie dell'Impero e si classificavano in mansiones, dotate di alloggi, stalle e altre attrezzature, e più semplici mutationes, adibite solo al cambio dei cavalli[7].

Nella Russia dal XII al XVIII secolo esistevano le cosiddette jam (in russo: Ям?), nate nel periodo dell'Orda d'oro.

Negli Stati Uniti d'America esisteva un servizio chiamato Pony Express che attraversava il Nord America da St. Joseph (Missouri) a Sacramento, dall'aprile 1860 all'ottobre 1861, del quale rimangono i resti più o meno integri di circa 50 stazioni di posta visitabili[8].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Posta, in Grande Dizionario di Italiano, Garzanti Linguistica.
  2. ^ Fairman Rogers, A Manual of Coaching, Filadelfia, J.B. Lippincott Company, 1900
  3. ^ sito Accademia di posta
  4. ^ sito Storia Canavesana
  5. ^ sito Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze
  6. ^ Martin Dallmeier, Quellen zur Geschichte des europäischen Postwesens 1501-1806, Thurn und Taxis-Studien 9/II, Kallmünz 1977, Seite 10
  7. ^ Stazione (storia), in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.
  8. ^ (EN) Pony Express National Historic Trail: History and Culture, su nps.gov. URL consultato il 12-6-2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Servizio postale, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
  • Wolfgang Behringer, Thurn und Taxis, Monaco, 1990
  • Uli Braun, in Archiv fdPg 2/90, S. 7 (Memminger Chronik, Transkription)
  • Martin Dallmeier, Quellen zur Geschichte des europäischen Postwesens, Kallmünz, 1977, voll. 1 e 2
  • Joseph Jobé, Au temps des cochers, Lausanne, Edita-Lazarus, 1976. ISBN 2-88001-019-5
  • Ludwig Kalmus, Weltgeschichte der Post, Vienna, 1937
  • Ernst Kießkalt, Die Entstehung der Post, Bamberga, 1930
  • Fritz Ohmann, Die Anfänge des Postwesens und die Taxis, Lipsia, 1909
  • Bernhard Siegert, "Relais. Geschicke der Literatur als Epoche der Post (1751–1913)", Berlino, 1993

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