Referendum abrogativi in Italia del 1987

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Referendum abrogativi in Italia del 1987
StatoItalia
Data8-9 novembre 1987
TipoReferendum abrogativo
I quesito sulla responsabilità civile dei magistrati
  
80,21%
No
  
19,79%
QuorumYes check.svg raggiunto
Affluenza65,11%
II quesito sulla commissione inquirente
  
85,04%
No
  
14,96%
QuorumYes check.svg raggiunto
Affluenza65,10%
III quesito sulla localizzazione delle centrali nucleari
  
80,57%
No
  
19,43%
QuorumYes check.svg raggiunto
Affluenza65,10%
IV quesito sui contributi agli enti locali che ospitano centrali nucleari
  
79,71%
No
  
20,29%
QuorumYes check.svg raggiunto
Affluenza65,12%
V quesito sul divieto di partecipazione dell'Enel a impianti nucleari all'estero
  
71,86%
No
  
28,14%
QuorumYes check.svg raggiunto
Affluenza65,09%

I referendum abrogativi in Italia del 1987 si tennero l'8 e il 9 novembre ed ebbero ad oggetto cinque distinti quesiti.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il contesto dell'epoca[modifica | modifica wikitesto]

In continuità con i referendum abrogativi in Italia del 1981, furono riproposti tre quesiti diretti ad abolire le norme sulla realizzazione e gestione delle centrali nucleari, i contributi a Comuni e Regioni sedi di centrali nucleari, le procedure di localizzazione delle centrali nucleari e due quesiti tendenti ad abrogare l'insieme di norme, contenute nella legge 27 dicembre 1977, n. 968 sulla disciplina della caccia in Italia in termini di specie cacciabili, tempi consentiti, modalità della caccia e altri aspetti particolari che contrastavano con le stesse proclamazioni della legge sulla priorità dell'esigenza di tutela della fauna selvatica.

Il disastro di Černobyl', avvenuto nel 1986, condizionò la campagna elettorale: le cause di Černobyl' andavano ricercate, oltre che in errori umani, nell'arretratezza tecnologica e nell'insufficiente attenzione che i progettisti sovietici avevano dato alle misure di sicurezza,[1], ma ambientalisti e socialisti – i primi per vocazione, i secondi per cavalcare un tema di facile popolarità – vollero che si votasse per porre un altolà alla costruzione di centrali nucleari in Italia.[1] Inoltre l'errore giudiziario che coinvolse il conduttore televisivo Enzo Tortora contribuì in maniera non trascurabile alla pubblicizzazione del referendum in richiesta di una responsabilità civile per i magistrati.[1]

La presentazione e le conseguenze[modifica | modifica wikitesto]

Il Partito Radicale, il Partito Liberale Italiano e il Partito Socialista Italiano presentarono nel 1987 la richiesta di tre referendum per ottenere la responsabilità civile dei magistrati, l'abrogazione della commissione inquirente e del sistema elettorale del Consiglio superiore della magistratura.

La prima strategia adottata contro i referendum fu quella dello scioglimento anticipato delle Camere per lo stallo che si era prodotto nei rapporti tra DC e PSI: protagonista fu Ciriaco De Mita, che decise le elezioni anticipate per rompere la convergenza di quei mesi tra i partiti laici e in particolare tra Bettino Craxi e Marco Pannella. Fu deciso di fissare le elezioni politiche per metà giugno e i referendum per l'8 novembre[1].

Dopo le elezioni anticipate, di fronte all'appuntamento referendario, DC e PCI, inizialmente ostili ai quesiti, si schieravano a favore del «». Questo repentino cambio di rotta dei due maggiori partiti derivava dalle implicazioni politiche che poteva provocare una eventuale sconfitta dello schieramento del «no» imperniato sull'asse DC-PCI in contrapposizione a uno schieramento laico-progressista formato da radicali e socialisti.

Vennero dichiarati inammissibili dalla giurisprudenza della Corte costituzionale i quesiti sulla caccia e sul sistema elettorale del CSM.

I referendum abrogativi dell'8 novembre 1987 si conclusero con una netta affermazione dei «sì», che di media nei cinque quesiti raggiunsero circa l'80% delle preferenze.

Dopo la scelta degli italiani circa la responsabilità civile dei magistrati, il Parlamento approvava (13 aprile 1988) la legge n. 117 sul «Risarcimento dei danni cagionati nell'esercizio delle funzioni giudiziarie e responsabilità civile dei magistrati», nota come «legge Vassalli», (votata da DC, PCI e PSI) il cui disposto, secondo i radicali, si allontanava decisamente dalla decisione presa dagli italiani nel referendum, facendo ricadere la responsabilità di eventuali errori non sul magistrato, ma sullo Stato, che successivamente poteva rivalersi sullo stesso, entro il limite di un terzo di annualità dello stipendio.[2]

Quesiti[modifica | modifica wikitesto]

Responsabilità civile dei magistrati[modifica | modifica wikitesto]

Abolizione delle norme, per stabilire una responsabilità civile per i magistrati. Promosso da Partito Radicale, PSI e PLI, sulla scia degli avvenimenti del caso Tortora.

Quesito: «Volete voi l'abrogazione degli articoli 55, 56 e 74 del codice di procedura civile approvato con regio decreto 28 ottobre 1940, n. 1443?».

Commissione inquirente[modifica | modifica wikitesto]

Abolizione della commissione inquirente e del trattamento dei reati ministeriali. Promosso da Partito Radicale, PSI e PLI.

Quesito: «Volete voi l'abrogazione degli articoli 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7 e 8 della l. 10 maggio 1978 n. 170 recante (Nuove norme sui procedimenti d'accusa di cui alla l. 25 gennaio 1962 n. 20)?».

Localizzazione delle centrali nucleari[modifica | modifica wikitesto]

Abolizione dell'intervento statale se il Comune non concede un sito per la costruzione di una centrale nucleare. Promosso dal Partito Radicale, dopo gli accadimenti inerenti al disastro di Černobyl' del 1986.

Quesito: «Volete che venga abrogata la norma che consente al Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) di decidere sulla localizzazione delle centrali nel caso in cui gli enti locali non decidano entro tempi stabiliti? (la norma a cui si riferisce la domanda è quella riguardante "la procedura per la localizzazione delle centrali elettronucleari, la determinazione delle aree suscettibili di insediamento", previste dal 13° comma dell'articolo unico legge 10/1/1983 n.8)».

Contributi enti locali[modifica | modifica wikitesto]

Abolizione dei contributi di compensazione agli enti locali per la presenza sul proprio territorio di centrali nucleari o a carbone. Promosso dal Partito Radicale.

Quesito: «Volete che venga abrogato il compenso ai comuni che ospitano centrali nucleari o a carbone? (la norma a cui si riferisce la domanda è quella riguardante "l'erogazione di contributi a favore dei comuni e delle regioni sedi di centrali alimentate con combustibili diversi dagli idrocarburi", previsti dai commi 1,2,3,4,5,6,7,8,9,10,11,12 della citata legge)».

Divieto partecipazione dell'Enel a impianti nucleari all'estero[modifica | modifica wikitesto]

Esclusione della possibilità per l'Enel di partecipare alla costruzione di centrali nucleari all'estero. Promosso dal Partito Radicale.

Quesito: «Volete che venga abrogata la norma che consente all'Enel (Ente Nazionale Energia Elettrica) di partecipare ad accordi internazionali per la costruzione e la gestione di centrali nucleari all'estero? (questa norma è contenuta nella legge n. 856 del 1973, che modificava l'articolo 1 della legge istitutiva dell'Enel)».

Risultati[modifica | modifica wikitesto]

Primo quesito[modifica | modifica wikitesto]

Responsabilità civile diretta dei magistrati.

Scelta
Voti
%
Si 
20 770 334 80,21
X mark.svg No
5 126 021 19,79
Totale
25 896 355
100
Schede bianche
2 616 217
8,76
Schede nulle
1 353 677
4,53
Votanti
29 866 249
65,11
Elettori
45 870 931
Esito: Quorum raggiunto

Secondo quesito[modifica | modifica wikitesto]

Commissione inquirente.

Scelta
Voti
%
Si 
22 117 634 85,04
X mark.svg No
3 890 111 14,96
Totale
26 007 745
100
Schede bianche
2 549 984
8,54
Schede nulle
1 304 941
4,37
Votanti
29 862 670
65,10
Elettori
45 870 931
Esito: Quorum raggiunto

Terzo quesito[modifica | modifica wikitesto]

Localizzazione delle centrali nucleari.

Scelta
Voti
%
Si 
20 984 110 80,57
X mark.svg No
5 059 819 19,43
Totale
26 043 929
100
Schede bianche
2 536 648
8,49
Schede nulle
1 281 799
4,29
Votanti
29 862 376
65,10
Elettori
45 870 931
Esito: Quorum raggiunto

Quarto quesito[modifica | modifica wikitesto]

Contributi degli enti locali.

Scelta
Voti
%
Si 
20 618 624 79,71
X mark.svg No
5 247 887 20,29
Totale
25 866 511
100
Schede bianche
2 654 572
8,89
Schede nulle
1 350 487
4,52
Votanti
29 871 570
65,12
Elettori
45 870 931
Esito: Quorum raggiunto

Quinto quesito[modifica | modifica wikitesto]

Divieto partecipazione dell'ENEL a impianti nucleari all'estero.

Scelta
Voti
%
Si 
18 795 852 71,86
X mark.svg No
7 361 666 28,14
Totale
26 157 518
100
Schede bianche
2 388 117
8,00
Schede nulle
1 309 969
4,39
Votanti
29 855 604
65,09
Elettori
45 870 931
Esito: Quorum raggiunto

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Indro Montanelli e Mario Cervi, L'Italia degli anni di fango, Milano, Rizzoli, 1993.
  2. ^ Legge 13 aprile 1988, n. 117 (PDF), su presidenza.governo.it, presidenza.governo.it. URL consultato il 2 gennaio 2016.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]