Errore giudiziario

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Un errore giudiziario è la sanzione, detentiva o pecuniaria, per una persona che non ha commesso il reato di cui è accusato. Il termine può anche riferirsi ad errori in altri contesti come, ad es., nei processi in ambito civile. Molti sistemi giudiziari hanno una diversa procedura di archiviazione di un caso. La circostanza estrema per la quale una sentenza, in seguito ad un errore giudiziario, non può più essere modificata, è il decesso dell'imputato. Peraltro l'ordinamento italiano prevede la possibilità di rimediare ad un errore giudiziario anche dopo la morte del condannato. Il procedimento di revisione di sentenza di condanna definitiva può essere promosso anche da un erede o da un prossimo congiunto del condannato che sia deceduto (art. 632 codice di procedura penale).

Errore di primo e secondo tipo[modifica | modifica sorgente]

L'errore giudiziario (errore di I tipo) è spesso confuso con “sentenza ingiusta” riferita a pene comminate in circostanze anomale per l'accusa o per la difesa (errore di II tipo). Tali sentenze sono spesso denunciate dai sostenitori dell'abolizione della pena capitale. In tempi recenti, il prelievo e l'analisi del DNA è servita scagionare molte persone da accuse ingiuste.

Un altro termine “processo farsa” è talvolta utilizzato per ingenti e deliberati errori giudiziari, specialmente laddove vi è il concorso dei mass media e di forti pressioni esterne.

Il concetto di errore giudiziario ha importante implicazioni nei casi di revisione, cioè nei casi in cui il Tribunale decide di rivedere o di correggere una sentenza dove si ravvisano certi errori[1].

Cause di errore[modifica | modifica sorgente]

Le cause di errore giudiziario possono variare in base a:

  • Patteggiamento che offre degli incentivi all'imputato innocente per dichiararsi colpevole
  • Sospetti confermati da parte degli investigatori
  • Detenzione, sofisticazione o distruzione di eventuali prove in possesso degli inquirenti
  • Pregiudizi di sorta verso le persone da cui dipende la difesa dell'imputato
  • Anomalie nell'identificazione del trasgressore dai testimoni o dalla vittima
  • Sovrastima o sottovalutazione di eventuali testimonianze o perizie di parte
  • Esami o analisi forensi errate o carenti
  • False confessioni estorte durante gli interrogatori della polizia
  • Condizionamenti sulla giuria o sull'assise da parte di un giudice
  • Condizionamenti dei mass media sull'imputato o sui propri difensori
  • Falsa testimonianza del vero colpevole o dei suoi complici
  • Falsa testimonianza della vittima o dei testimoni
  • Pressioni di gruppi di interesse verso il giudice o i magistrati

Il rischio di un errore giudiziario è uno dei principali argomenti di dibattito sulla pena capitale. Laddove le persone subiscono l'esecuzione appena dopo la sentenza, l'effetto principale dell'errore giudiziario è irreversibile. Le esecuzioni su cui cadono i sospetti di errore giudiziario in quasi nessun caso prevedono la possibilità di rivedere o correggere la sentenza di condanna. Molti Stati americani preferiscono per tali motivi lasciare lunghi tempi di detenzione, talvolta anche decennali prima dell'esecuzione, così da sperare che possa emergere qualche prova che scagioni l'imputato.

Anche se alla fine non si verifica l'esecuzione, il tempo trascorso in carcere ingiustamente ha un effetto deleterio sul soggetto e sulla propria famiglia. Il rischio di errore giudiziario è quindi alto anche in presenza di processi lunghi.

Casi di errore giudiziario nel mondo[modifica | modifica sorgente]

Non sono inclusi i colpevoli di reati poi depenalizzati, ma in vigore all'epoca dei fatti.

Paesi bassi[modifica | modifica sorgente]

L'omicidio al Schiedammerpark, così come il caso dell'omicidio Putten, porta all'istituzione della Commissione Posthumus I che si occupò di analizzare il caso e che giunse alla conclusione che le indagini della polizia non avevano considerato i reperti di DNA. Di conseguenza, la commissione cercò di capire se vi fossero stati analoghi casi per i quali vi erano stati errori di questo tipi e, in particolare, si concentrò sui casi di Lucia de Berk, Ina Post, ed Enschede incest. In tutti questi casi, i periti incaricati (professori Wagenaar, van Koppen, Israëls, Crombag, e Derksen) attribuirono alla dinamica delle indagini come causa dell'errore giudiziario.

Paesi scandinavi[modifica | modifica sorgente]

Nella lingua scandinava c'è una parola svedese justitiemord, letteralmente “omicidio giudiziario”, che è riferito ai casi in cui una persona è processata, condannata e poi in seguito riabilitata sulla base di nuove evidenze che lo scagionano dalle originarie accuse.

La polizia norvegese, il tribunale e gli istituti penitenziari sono stati spesso accusati in diverse occasioni dalla Corte Europea per i Diritti Umani di violare il principio di innocenza prima dell'ultimo grado di giudizio. La pena suprema, comunque, di detenzione non supera i 21 anni, quindi, nel caso in cui si riesca a dimostrare l'errore, è scontato che le persone siano prosciolte ma non sempre risarcite del danno.

Francia[modifica | modifica sorgente]

In Francia avvennero, nel XVIII secolo, alcuni dei più celebri casi giudiziari, dettati dalle leggi dell'epoca e da grossolani pregiudizi religiosi: il caso Calas, il caso de La Barre e altri, contro la cui ingiustizia si scagliò Voltaire con il Trattato sulla tolleranza. I due uomini condannati, ormai giustiziati, verranno poi riabilitati. Un altro caso celebre fu l'affare Dreyfus, alla fine del XIX secolo.

Inghilterra[modifica | modifica sorgente]

Fino al 2005 il sistema fondato sulla cd. “Probation” penale permetteva, prima ancora di scontare la detenzione, ai condannati di trascorrere tutto il tempo in lavori socialmente utili, bastava confessare il reato per il quale erano stati accusati. Coloro che si rifiutavano di confessare, avrebbero scontato tutta la pena in carcere come nel caso di Birmingham Six. Dopo la riforma del sistema penale voluta dal governo laburista, la probation fu estesa anche a coloro che non si erano dichiarati colpevoli.

Italia[modifica | modifica sorgente]

Il primo errore giudiziario moderno che si conosca avvenne nel 1630, con la condanna a morte di due cittadini milanesi, Guglielmo Piazza e Gian Giacomo Mora, nel cosiddetto "processo agli untori" della peste del 1630, per un reato inesistente (aver sparso la malattia con "unguenti"), come narrato approfonditamente nella Storia della colonna infame di Alessandro Manzoni.

Più recentemente, nel XX secolo, un referendum del 1987 e una sentenza della Corte di giustizia europea hanno affermato la responsabilità civile dei magistrati. Il principio della responsabilità civile, è disciplinato dalla legge n. 117/1988, che comporta che, al pari di altre professioni, i magistrati possano rispondere risarcendo il danno qualora compiano un atto con dolo o colpa grave, parificando la loro responsabilità a tutti gli impiegati civili dello Stato. In caso di colpa semplice o errore è lo Stato a risarcire le vittime. Casi celebri di errori giudiziari accertati e riconosciuti (passati in giudicato o prosciolti), con imputati accusati di gravi reati ma innocenti, furono: Enzo Tortora, Daniele Barillà, Gino Girolimoni, Gigi Sabani, Lelio Luttazzi, Walter Chiari, Pietrino Vanacore, Salvatore Pappalardi, Patrick Lumumba, Giulio Andreotti[2], Edgardo Sogno, Randolfo Pacciardi, Rino Formica, Giuseppe Pinelli, Pietro Valpreda, Ciriaco De Mita, Giuseppe Gulotta, Raniero Busco, Calogero Antonio Mannino.

Scozia[modifica | modifica sorgente]

Il Criminal Appeal Act amplia la giurisdizione della Corte di Appello dopo lo scandalo del processo di Oscar Slater.

In seguito alla promulgazione del codice penale scozzese, che perciò si distingue da quello inglese, la Commissione scozzese di revisione si insediò nel 1999. In tal modo, tutti i casi sottoposti al giudizio della Commissione subiscono una revisione imparziale prima della sentenza definitiva in Cassazione.

Spagna[modifica | modifica sorgente]

La Costituzione spagnola tutela le vittime di errori giudiziari.

Stati Uniti[modifica | modifica sorgente]

Lo stato risarcisce la vittima, o se è defunta, i parenti. Casi celebri riconosciuti: gli anarchici italiani Sacco e Vanzetti (giustiziati nel 1927, riabilitati nel 1977 dal governatore del Massachussets Michael Dukakis), il pugile Rubin Carter, il cantante Michael Jackson e il regista Woody Allen (prosciolto in istruttoria). Particolarmente controversa e ritenuta da alcuni anticostituzionale è la "legge delle bande" del Texas, che prevede la condanna a morte per chi venga giudicato complice "morale" di un assassino, anche se non ha partecipato materialmente e/o volontariamente al delitto, perfino se ne fosse completamente all'insaputa. Questa legge ha causato alcune controverse condanne di persone fisicamente innocenti.[3] Ci sono inoltre stati casi in cui il test del DNA poteva scagionare un condannato, ma non venne ammesso come prova perché presentata troppo in ritardo o per altri motivi, come avvenuto in Virginia per i casi di Joseph O'Dell[4], Derek Rocco Barnabei e Troy Davis.[5] Nel caso di O'Dell, giustiziato tramite iniezione letale nel 1997, fu uno dei procuratori distrettuali dello Stato (district attorney) a riconoscere, l'anno seguente, che "un uomo innocente era stato messo a morte", tuttavia non riuscì ad ottenere un riconoscimento ufficiale e le prove del caso vennero distrutte dopo un certo periodo, come previsto per i casi considerati chiusi.[6]

Letteratura[modifica | modifica sorgente]

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Musica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Research.lawyers.com
  2. ^ per quanto riguarda l'omicidio di Carmine Pecorelli e il reato di associazione mafiosa relativo ai fatti avvenuti dopo il 1980; i fatti precedenti non furono giudicati poiché comunque prescritti
  3. ^ Giovane. Nero. Innocente. Per il Texas deve morire
  4. ^ Innocent Man on Death Row
  5. ^ Georgia, Usa: no alla grazia a Troy Davis. Il commento della Sezione Italiana di Amnesty International
  6. ^ When DNA Meets the Death Penalty

Videografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]