Bande di motociclisti

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Le bande di motociclisti sono delle associazioni di appassionati riunite in uno o più club di motociclisti dove spesso, per poter condurre un determinato stile di vita, si conducono azioni criminali e delinquenziali di vario tipo.

Il fenomeno è nato negli Stati Uniti d'America poco dopo il termine della seconda guerra mondiale - ma poi diffussosi in molti Stati del mondo - tali aggregazioni sono formate da soggetti che utilizzano principalmente Harley-Davidson o altri chopper, sono raggruppati in Motocycle Clubs e coltivano una filosofia basata sulla fratellanza, l'onore, il rispetto, lo spirito di corpo che unisce i membri dello stesso club, e l'orgoglio di indossare i colori (o Back Patch) di un club. La maggior parte degli appartenenti ai Motorcycle Clubs statunitensi sono indicati anche con il termine onepercenters a seguito di un fatto realmente accaduto negli USA nel secondo dopoguerra.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'"Onepercent", nella versione usata dal club Outlaws MC.

Durante il fine settimana del 4 luglio 1947, nella cittadina di Hollister in California si ospitava un raduno di motociclisti. Non è chiaro per quale motivo, ma alcuni gruppi di motociclisti incominciarono a provocare disordini spaventando gli abitanti della cittadina. In breve le risse e i disordini coinvolsero gran parte dei motociclisti intervenuti, ormai quasi tutti in preda all'alcool e all'eccitazione. Solo l'intervento della polizia proveniente da varie contee limitrofe riuscì a riportare l'ordine pubblico nella cittadina. In realtà, i disordini (un paio di corse in strada e una vetrina rotta) si verificarono dopo che ad alcuni gruppi di motociclisti fu vietato l'ingresso al raduno.

A seguito dell'accaduto, la stampa diede ampio spazio all'avvenimento tanto da indurre l'American Motorcyclist Association a diffondere una dichiarazione ufficiale in proposito. Nel testo l'A.M.A. affermava che il 99% dei motociclisti erano brave persone che rispettavano la legge, mentre solo l'un percento di essi viene definito "fuorilegge". A quel punto molti membri di club iniziarono a fregiarsi di un piccolo stemma che riportava un "1%" cucito in un rombo, e a dichiararsi per l'appunto "Onepercenters", e cioè a riconoscersi proprio in quella percentuale di facinorosi da cui l'associazione motociclistica voleva prender le distanze. In quegli anni infatti, tutti i club affiliati all'A.M.A. usavano portare anche loro una "back patch" sulla schiena, la cui forma era assolutamente libera e piuttosto simile ad un logo unico, con l'indicazione del nome del club, il logo vero e proprio e la località di provenienza, scritti senza particolari regole. Tale idea fu realmente messa in atto grazie all'iniziativa di Sonny Barger - presidente della sezione di Oakland degli Hells Angels - che nel 1959 convocò una delle prime "riunioni generali" di tutti i vari "club fuorilegge" dell'epoca, proprio al fine di costituire una gigantesca e compatta unione dei suddetti club "Onepercenters" in opposizione all'A.M.A. Tuttavia all'inizio degli anni ottanta anche alcuni hannondichiarato la loro estraneità ad attività criminali.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

La Back Patch[modifica | modifica wikitesto]

La "Back Patch" (anche chiamata "back colors" o semplicemente "colori"), è la toppa che si cuce sulla schiena dei gilet dei motociclisti che appartengono ad un MC (Motorcycle Club). La tipica forma della suddetta toppa ha le stesse origini del nome "one percenters", e cioè risale a fatti di Hollister (California).

Orbene, i primi MC "onepercenters" vollero differenziarsi ulteriormente dal restante 99% dei motociclisci, decisero di tagliare la propria back patch in tre pezzi, indossandola così con il nome del club, il logo, e la località di provenienza in modo separato. I tre pezzi assunsero pertanto nomi specifici: il "Top Rocker" era la toppa superiore, curva, che riportava il nome del club; il "Bottom Rocker" era la toppa curva inferiore, che riportava la località di provenienza (la città o lo stato), l'"MC Rocker" riportava la dicitura "MC". Al centro era cucita la grande toppa con il logo del club MC.

In questo modo i primi club Onepercenters, iniziarono la loro vita di club autonomi, fuori dalla macchina organizzativa che li aveva in un certo modo emarginati. E già che c'erano, incominciarono a staccare pezzi ritenuti "superflui" dalle loro moto per ridurle all'essenziale, spesso tagliando anche le forcelle, per saldarne poi di più lunghe, e creando così i famosi "chopper" (dal verbo inglese "to chop": tagliare, tranciare, che entrarono di diritto nel "mito biker".

Le patches in tre pezzi dei club MC divennero in breve più famose di quelle dei club dell'A.M.A.,tanto che al giorno d'oggi tutti i club MC ne adottano le forme. Le pezze dell'H.O.G. (Harley Owners Group, il club monomarca sponsorizzato dalla famosa casa costruttrice di moto Harley-Davidson), sono tuttavia leggermente diverse. Sono fatte in due pezzi, e il nome della città compare sopra e non sotto il logo.

Inoltre, la toppa superiore e il logo con l'aquila sembrano compenetrate una nell'altra, tanto che la toppa superiore si adatta perfettamente alle ali sottostanti dell'aquila simbolo dell'H.O.G. Il motivo di tutto ciò è che lo stesso H.O.G. ha voluto differenziarsi dai club MC, con i quali non voleva in nessun modo essere confuso, mantenendo però un po' di sapore motociclistico, e trovando quindi questa soluzione "riunificando" due pezze separate tra loro ed ottenendo un'unica toppa, composta originariamente da due parti.

Tale modifica è stata ormai accettata dai gruppi MC, che considerano gli H.O.G. decisamente un'altra esperienza, proprio per la caratteristica dichiaratamente commerciale e familiare tipica dell'H.O.G. stesso.

La filosofia di vita[modifica | modifica wikitesto]

Attività criminali nel mondo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Grande Guerra Biker Del Nord.

Australia[modifica | modifica wikitesto]

In Australia sono coinvolti nel traffico di droga.

Canada[modifica | modifica wikitesto]

In Canada sono coinvolti nel traffico di droga e hanno stretto alleanze con la famiglia mafiosa dei Rizzuto che negli ultimi anni avrebbe creato un consorzio criminale nel paese includendo gruppi criminali di diversa provenienza etnica.

Italia[modifica | modifica wikitesto]

Tra le bande più conosciute nel paese vi sono gli Hell's Angels ed i Bandidos, spesso protagoniste di fatti di violenza che spesso li han visti contrapposti in vari scontri.

Stati Uniti d'America[modifica | modifica wikitesto]

Spesso le cronache hanno riportato fatti di violenza dove sono implicate diverse bande; come ad esempio lo scontro a fuoco tra due formazioni avvenuto a Waco in Texas nel 2015 ove 9 persone furono uccise e 18 rimasero ferite.[2]

Nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

  • Dai fatti di Hollister è stata tratta l'ispirazione per il famoso film Il selvaggio (The Wild One) del 1953, interpretato da Marlon Brando e Lee Marvin. Nel film, in bianco e nero, Johnny (Marlon Brando) guida in realtà una Triumph 650cc Thunderbird, sul cui fanale legherà il trofeo rubato ad una gara ufficiale (organizzata dall'A.M.A.). Chino (Lee Marvin) il capo dei "Beetles", guida invece una vecchia Harley-Davidson.
  • Il club di cui Marlon Brando è il capo si chiama "B.R.M.C.", ed ha come back patch un teschio su due pistoni incrociati, alla foggia dei pirati. Nel film, un motociclista ne spiega il significato come "Banda Ribelle Motociclistica", mentre la sigla in inglese significa "Black Rebel Motorcycle Club".

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ralph Barger e Kent Zimmerman, Hell's Angel: la vita spericolata di Sonny Barger, Baldini & Castoldi, 2001, ISBN 8884900069
  • Ralph Barger e Kent Zimmerman, Corri fiero, vivi libero. Selvagge storie di bikers, Baldini Castoldi Dalai, 2009, ISBN 8860734983
  • Roberto Parodi, Un cuore a due cilindri : viaggi e riflessioni di un uomo innamorato della sua Harley-Davidson, TEA, 2012, ISBN 9788850228485
  • Wolf, Daniel R, The Rebels : a brotherhood of outlaw bikers, University of Toronto Press, 1991, ISBN 0802073638

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ William L. Dulaney, A Brief History of "Outlaw" Motorcycle Clubs, in International Journal of Motorcycle Studies, November 2005.
    «The Life story caused something of a tumult around the country (Yates), and some authors have asserted that the AMA subsequently released a press statement disclaiming involvement in the Hollister event, stating that 99% of motorcyclists are good, decent, law-abiding citizens, and that the AMA's ranks of motorcycle clubs were not involved in the debacle (e.g., Reynolds, Thompson). The American Motorcyclist Association says it has no record of ever releasing such as statement. Tom Lindsay, the AMA's Public Information Director, said 'We [the American Motorcyclist Association] acknowledge that the term 'one-percenter' has long been (and likely will continue to be) attributed to the American Motorcyclist Association, but we've been unable to attribute its original use to an AMA official or published statement—so it's apocryphal.'».
  2. ^ Usa, il video choc della sparatoria tra bande di motociclisti dove morirono 9 persone da ilfattoquotidiano.it, 31 ottobre 2015.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]