Tranvia Intra-Omegna

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Tranvia Intra-Omegna
Gravellona Toce, tramway.jpg
Tram a Gravellona Toce
InizioIntra
FineOmegna
Inaugurazione1910
Chiusura1946
GestoreSAVTE
Lunghezza20 km
Tipotranvia extraurbana
Scartamento1.445
elettrificazione2 kV CA, 15 Hz
Mappa tranvia Intra-Omegna.png
Trasporto pubblico

La tranvia Intra-Omegna era una linea tranviaria del Piemonte che fra il 1910 e il 1946 collegò il centro di Intra con Pallanza e Omegna.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Omegna, piazza Beltrami

Già dai primi anni del secolo XX si progettava il collegamento tra l'area del Fondotoce e Locarno, passando per Intra. Nonostante il coinvolgimento finanziario di vari enti, tra cui la Banca Popolare di Intra, il progetto venne realizzato solo in parte e con molto ritardo.

La costruzione di una tranvia a trazione elettrica, a scartamento normale, per il collegamento della stazione ferroviaria di Fondotoce allo scalo lacustre di Pallanza, richiesta dalla Società anonima "Verbano per la trazione elettrica" (SAVTE) il 21 ottobre 1908, venne accordata con regio decreto n° 572 del 20 dicembre 1908, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia. La richiesta faceva seguito alle istanze precedenti del comune di Pallanza ed era conseguente ad una istruttoria nella quale erano emersi i pareri favorevoli degli enti proprietari del suolo stradale costituitisi in consorzio. La concessione affidava alla società anche l'esercizio per il trasporto di viaggiatori e di merci, in base ad un progetto del 6 aprile e 18 maggio del 1907, già vistato, di una linea che raggiungesse Intra[1]. Il 9 ottobre 1910 entrò in servizio il tratto di 7,393 km tra Pallanza e Fondotoce.

Quadro orario tranvia Intra-Omegna del 1938

Il secondo tratto, tra Fondotoce e Omegna ebbe la concessione nel 1912, ma senza sovvenzione governativa, e fu aperto all'esercizio nel gennaio del 1913; la tranvia raggiunse così la lunghezza di circa 17,5 km. La concessione per il proseguimento da Pallanza (Rondò dei cappuccini) all'imbarcadero di Intra venne rilasciata con il regio decreto 1º settembre 1925, n. 1775 nel quale venne anche prorogata al 31 dicembre 1965 la scadenza precedente[2] ; il 18 aprile del 1929 il tram collegò anche il centro dell'abitato di Intra, sul lago Maggiore, raggiungendo la sua massima estensione, di 20,776 km[3]. La cittadina era un nodo vitale del trasporto dell'area, dato che in essa si realizzava il collegamento tra la ferrovia Intra-Premeno, l'imbarcadero nel quale approdavano i traghetti provenienti da Laveno, con le sue stazioni delle FNM e delle FS e, per mezzo della nuova linea, con le due importanti linee ferroviarie Milano–Domodossola nella stazione di Verbania-Pallanza e Novara–Domodossola nella stazione di Omegna. Il progettato prolungamento fino a Cannobio avrebbe realizzato anche il collegamento terrestre con la vicina frontiera svizzera ma non venne mai realizzato.

Pallanza

La tranvia svolgeva un servizio ben articolato durante la giornata con 22 coppie di corse tra i due capolinea e alcune limitate al tratto Gravellona-Omegna [4] Intorno al 1939 la società esercente intraprese lo studio per un risanamento radicale delle infrastrutture e del materiale rotabile la cui manutenzione era sempre più necessaria, ma lo scoppio delle ostilità vanificò ogni cosa impedendo alle autorità competenti qualunque fornitura di materiali richiesti per la necessaria manutenzione. Le proteste per i disservizi, a guerra finita, produssero anche interpellanze parlamentari nelle quali venne evidenziato il piano di abbandono strutturale della tranvia intrapreso dalla società e il progetto di passaggio al trasporto su strada[5].

Venne anche avanzata la richiesta di trasformazione della tranvia in una filovia, ma senza esito. La linea venne definitivamente chiusa all'esercizio il 18 ottobre del 1946 e sostituita "in via provvisoria" dal trasporto automobilistico[6].

Il tratto tra Omegna e Crusinallo rimase in esercizio come raccordo industriale ferroviario fino alla fine del 1982.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Stazioni e fermate
Unknown route-map component "exCONTr+f"
linea per Premeno
Unknown route-map component "exKBHFe" Unknown route-map component "uexKBHFa" Pier
Intra Imbarcadero
Unknown route-map component "uexBHF"
Pallanza Alta
Unknown route-map component "uexHST" Pier
Pallanza Riva
Unknown route-map component "uexBHF"
Fondotoce
Unknown route-map component "CONTr+f" Unused straight waterway
linea per Domodossola
Station on track Unknown route-map component "uexBHF"
Pallanza ferrovia (stazione FS)
One way leftward Unused waterway under railway bridge Unknown route-map component "CONTfq"
linea per Milano
Unknown route-map component "uexWBRÜCKE"
fiume Toce
Unknown route-map component "uexBHF"
Gravellona
Unknown route-map component "uexBHF"
Crusinallo
Unknown route-map component "CONTgq" Unused waterway under railway bridge Unknown route-map component "CONTfq"
linea ferrovia Domodossola-Novara
Unknown route-map component "uexKBHFe"
Omegna

La linea adottava lo scartamento tranviario normale di 1445 mm[1] ed aveva la lunghezza complessiva di 20,776 chilometri[3].

Era a trazione elettrica a corrente alternata a 2000 volt alla frequenza di 15 hertz[7].

Percorso[modifica | modifica wikitesto]

Tram davanti alla chiesa di Omegna

Partiti da Omegna, all'estremità settentrionale del Cusio, i treni volgevano verso nord passando da Crusinallo e Gravellona Toce ricalcando il percorso della strada statale 34 la quale, piegandosi verso est, serviva l'abitato di Fondotoce e la stazione ferroviaria di Pallanza.

Era dunque raggiunta la sponda del Lago Maggiore sulla quale erano raggiunte le due fermate di Pallanza, consentendo un primo interscambio con il servizio lacuale fino al capolinea di Intra, che sorgeva in corrispondenza del locale imbarcadero.

Materiale rotabile[modifica | modifica wikitesto]

All'apertura del primo tratto, nel 1910, tra Pallanza e Fondotoce la fornitura dei rotabili, 12 unità, venne ricavata dalla modifica delle motrici già utilizzate per la ferrovia sopraelevata di Milano dell'Esposizione del 1906. Le motrici elettriche e le rimorchiate erano a due assi, della lunghezza di 10 m ciascuna e della massa di 14 t. La cassa era a comparto unico con terrazzini chiusi di estremità. I rotabili erano stati costruiti dalle Officine Meccaniche di Milano con equipaggiamento elettrico delle Officine Elettro-ferroviarie dell'ingegnere Giorgio Finzi. La motorizzazione era costituita da due motori a collettore da 30 hp ciascuno, con funzionamento in corrente alternata monofase e regolazione a trasformatore mediante controller a prese multiple[7].

Dopo l'apertura dell'intera tratta il parco venne integrato da ulteriori 6 motrici.[senza fonte]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]