San Martino al Cimino

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San Martino al Cimino
frazione
San Martino al Cimino – Veduta
Vista della città vecchia dentro le mura da palazzo Doria Pamphilj
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneLazio Coat of Arms.svg Lazio
ProvinciaProvincia di Viterbo-Stemma.png Viterbo
ComuneViterbo-Stemma.png Viterbo
Territorio
Coordinate42°22′N 12°07′E / 42.366667°N 12.116667°E42.366667; 12.116667 (San Martino al Cimino)Coordinate: 42°22′N 12°07′E / 42.366667°N 12.116667°E42.366667; 12.116667 (San Martino al Cimino)
Altitudine561 m s.l.m.
Abitanti3 866
Altre informazioni
Cod. postale01100
Prefisso0761
Fuso orarioUTC+1
Nome abitantisammartinesi
PatronoMartino di Tours
Giorno festivo11 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
San Martino al Cimino
San Martino al Cimino

San Martino al Cimino è una frazione di Viterbo, di cui costituiva la VIII circoscrizione comunale. L'antico centro medioevale, cresciuto intorno all'abbazia cistercense, fu riadattato nel XVII secolo secondo il gusto dell'epoca, ma conserva tracce della vecchia cortina muraria e dell'originaria struttura urbanistica.

La parte alta del centro dell'abitato, raggiungibile mediante due porte collegate dalla strada principale, conserva la chiesa e il seicentesco Palazzo Doria Pamphili, costruito per iniziativa di Donna Olimpia, utilizzando parte dei materiali avanzati dalla ristrutturazione del palazzo di proprietà della famiglia Pamphili sito a Roma in piazza Navona.

Comune autonomo fino al 1928, in tale data esso fu aggregato a Viterbo, dal cui centro esso dista circa 5 km.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il borgo di san Martino al Cimino vede la sua origine intorno all'XIII secolo, allorquando nella località, che sorge a circa 560 metri di altitudine, fu edificata un'abbazia ad opera dei monaci cistercensi di Pontigny.

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

Nei secoli successivi, il borgo conobbe una notevole espansione urbanistica, demografica ed economica grazie all'interessamento di Olimpia Maidalchini, più nota come Donna Olimpia, vedova del marchese Pamphilio Pamphilj e cognata di papa Innocenzo X, dal quale ebbe il titolo di Principessa di San Martino al Cimino. Donna Olimpia affidò al Borromini la ristrutturazione architettonica del borgo; questi si occupò dei lavori sull'abbazia cistercense (l'innalzamento dei due campanili, con la funzione aggiunta di contrafforti, è opera sua[1]) e, a sua volta, affidò all'architetto militare Marc'Antonio de Rossi il disegno delle mura perimetrali, delle porte e delle abitazioni[2] così come di altri palazzi civili.

La realizzazione viene definita un esperimento urbanistico ante litteram: i costruttori del palazzo di corte furono gli stessi che poi acquistarono le case a riscatto,costruite mano mano attorno ad esso: i primi esempi di costruzione pianificata.Le casette, addossate le une alle altre,ospitavano i sudditi all'interno del borgo che era dotato di tutto quanto necessitasse (spacci,osterie,divertimenti organizzati). La principessa aveva esentato i sudditi dal pagamento delle tasse,voleva essere benvoluta creando attorno a sé un nutrito stuolo di sudditi,al punto di stabilire una dote alle ragazze che dopo il matrimonio avessero scelto di rimanere nel paese.

All'interno del secentesco Palazzo Doria-Pamphili, è possibile vedere una vera e propria rarità, infatti il soffitto a cassettoni della stanza da letto di Olimpia Maidalchini, ha una particolarità comune soltanto ad altri due palazzi in Europa, che è quella di potersi abbassare tramite un sistema di carrucole, per ridurre il volume totale della stanza, favorendone il riscaldamento.

Di interesse architettonico sono anche le caratteristiche casette a schiera costruite all'interno del muro di cinta, che rappresentano il primo esempio conosciuto di "casa a riscatto" (Isman, ed. Il Mulino, le ciita ideali)

L'abbazia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Abbazia di San Martino al Cimino.

Collegamenti[modifica | modifica wikitesto]

Il borgo dista dal centro della città di Viterbo solamente cinque chilometri ed è collegato giornalmente al centro di questa dalla linea urbana dei mezzi pubblici. San Martino al Cimino ha anche una stazione ferroviaria propria sulla linea Roma-Capranica-Viterbo, ma essa è chiusa da decenni e attualmente nessun treno vi effettua fermata. A sette chilometri si trova il lago di Vico, meta estiva di chi cerca un po' di frescura.

San Martino è una tappa della Via Francigena, nel percorso tra Bolsena e Sutri.

Manifestazioni[modifica | modifica wikitesto]

In memoria di un ciclista sammartinese, Salvatore Morucci (scomparso nel 1961 a seguito di un incidente stradale durante una corsa a Trani), si corre tutti gli anni nel mese di settembre il "Trofeo Salvatore Morucci", gara ciclistica nazionale under 23 élite, su un percorso di circa 135 chilometri. (Dal 2013 la gara è stata riservata alla categoria juniores) a seguito della scomparsa di una delle colonne portanti dell'organizzazione dell'evento, nonché fratello del campione Salvatore.( Oggi detta manifestazione viene corsa anche come memorial ).

Nel mese di ottobre avviene ogni anno, la festa delle castagne che richiama parecchio pubblico da ogni parte del Lazio; durante i fine settimana vari stand enogastronomici aprono per le degustazioni di castagne e prodotti locali, mentre i laboratori artigianali espongono i loro prodotti manufatturieri.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ San Martino al Cimino. Il borgo ellittico, su cmcimini.it. URL consultato il 2-11-2011 (archiviato dall'url originale il 29 agosto 2011).
  2. ^ Helmut Hager, Marc'Antonio de Rossi, in Dizionario biografico Treccani. URL consultato il 2-11-2011.

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