Camera a gas

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Diffusione della camera a gas negli Stati Uniti: in verde chiaro gli stati che ne hanno fatto uso in passato, in verde scuro gli stati in cui è ancora prevista come modalità di esecuzione.

La camera a gas è un metodo di esecuzione della pena di morte introdotto negli Stati Uniti negli anni '20, ispirato all'introduzione dei gas venefici durante la prima guerra mondiale. Una metodologia simile fu sfruttata poi dai nazisti per lo sterminio di massa degli ebrei nei lager durante l'Olocausto. Negli Stati Uniti fu usato per la prima volta l'8 febbraio 1924.[1]

Negli Stati Uniti[modifica | modifica wikitesto]

Il metodo di esecuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il condannato è assicurato ad una sedia, all'interno di una camera stagna. Uno stetoscopio fissato al torace della persona viene collegato a delle cuffie poste nella stanza adiacente, dalla quale i testimoni possono seguire l'esecuzione. Da una cavità situata in alto vengono gettate pastiglie di cianuro di sodio in un recipiente che contiene acido solforico, posto sotto la sedia: l'acido cianidrico che si sviluppa, per via della reazione esotermica, evapora saturando l'ambiente.

La morte del condannato avviene per asfissia, in quanto il cianuro si lega - in maniera non reversibile - all'emoglobina che deve veicolare l'ossigeno dal sangue alle cellule del corpo. Lo stato di incoscienza tende a giungere rapidamente, ma può ritardare se il condannato ha un respiro lento oppure lo trattiene; il tempo medio di sopravvivenza stimato è di 8-10'.

Condannati celebri[modifica | modifica wikitesto]

  • Louise Preslar: una delle quattro donne uccise in una camera a gas, l'11 aprile 1947.
  • Jimmy Lee Gray: giustiziato nel Mississipi il 2 settembre 1983. Le sue convulsioni durarono 8 minuti durante le quali riprese fiato per ben 11 volte. La sedia del detenuto aveva sul retro una barra verticale di ferro e non c'era alcun poggiatesta o cinturino che potesse trattenergli il capo. Non appena Gray cominciò a respirare i gas tossici, cominciò a muovere vertiginosamente la testa, colpendo la sbarra di ferro più volte, prima di perdere definitivamente coscienza. Alcuni testimoni riferirono che quando le guardie li invitarono a uscire, Gray non aveva l'aspetto di una persona morta.[2]
  • Caryl Chessman: giustiziato il 2 maggio 1960, morì in quanto non fu possibile sospendere la sua esecuzione nonostante - nel mentre della stessa - la prigione ricevette una telefonata in cui fu affermato il rinvenimento di prove a sua discolpa, che avrebbero consentito almeno il rinvio.[3]
  • Robert Harris: giustiziato il 21 aprile 1992, la sua esecuzione fu filmata da una videocamera posta davanti alla stanza.[4][5]
  • Donald Eugene Harding: ucciso il 6 aprile 1992, fu l'ultimo in Arizona a venire giustiziato con tale metodo. 15 giorni più tardi, con 41 voti a favore e 7 contro, lo Stato scelse l'iniezione letale come metodo.[6]
  • Walter LaGrand: giustiziato il 4 marzo 1999, prolungò volutamente la sua agonia trattenendo più volte il respiro.[7]

Camere a gas naziste[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Zyklon B e Olocausto.

Le camere a gas vennero utilizzate dai nazisti durante l'Olocausto. Diversi esperimenti furono condotti per trovare il metodo più rapido ed efficace: inizialmente si usò monossido di carbonio prodotto spesso usando i gas di scarico di camion o carri armati, poi si passò allo Zyklon B, che permetteva di uccidere in maniera veloce un gran numero di persone contemporaneamente (1000-1500 in circa trenta minuti).[8] Uno dei più tristemente famosi campi di sterminio dove fu applicata questa soluzione fu il campo di concentramento di Auschwitz, dove morirono, anche con le camere a gas, circa 1.500.000 persone.

Prima dell'inizio dell'attività delle camere a gas, l'8 dicembre 1941 furono condotti i primi esperimenti di camere a gas montate su dei camion, i cosiddetti Gaswagen.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ 8 Febbraio: la prima esecuzione con la camera a gas, telesanterno.com, 8 febbraio 2013.
  2. ^ Libreria thinkquest, library.thinkquest.org.
  3. ^ Caryl Chessman, una vita nel braccio della morte, radio24.ilsole24ore.com.
  4. ^ Arturo Zampaglione, Non c' è perdono per Harris "Giusta fine di un killer", in la Repubblica, 23 aprile 1992, p. 10.
  5. ^ Arturo Zampaglione, Camera a gas Ecco la morte al videotape, in la Repubblica, 6 dicembre 1993, p. 22.
  6. ^ Arturo Zampaglione, "Basta con la camera a gas" L' Arizona sceglie l' iniezione, in la Repubblica, 26 aprile 1992, p. 14.
  7. ^ Vittorio Zucconi, Diciotto minuti di agonia in mano al boia, in la Repubblica, 5 marzo 1999, p. 1.
  8. ^ Si vedano, ad esempio, Jean-Claude Pressac e R.-J. Van Pelt, "The Machinery of Mass Murder at Auschwitz", in Y. Gutman, e M. Berenbaum, The Anatomy of the Auschwitz Death Camp, Bloomington: Indiana University Press and Washington DC: The United States Holocaust Memorial Museum, 1994, pp. 183-245. Citato anche in Richard J. Green, The Chemistry of Auschwitz, http://phdn.org/archives/holocaust-history.org/auschwitz/chemistry/ "That same night, 1,492 women, children, and old people, selected from a convoy of 2,000 Jews from the Krakow ghetto, were killed in the new crematorium. Six kilos of Zyklon B were poured into the stacks that opened into the four grillework columns implanted between the pillars that supported the ceiling. Within five minutes, all the victims had succumbed. The aeration (8,000 cu m an hour) and deaeration system (same strength) were then started up and, after 15 to 20 minutes, the atmosphere, which had been practically renewed every three to four minutes, was sufficiently pure so that members of the Sonderkommando could enter the stiflingly hot gas chamber. During this first gassing, the Sonderkommandos wore gas masks as a precaution. The bodies were untangled and dragged to the goods elevator. Hair was clipped, gold teeth pulled out, wedding rings and jewels removed."