Tirapiedi

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Il tirapiedi era l'aiutante del boia, solitamente il figlio, il quale, durante le impiccagioni, per attenuare l'agonia del condannato, si aggrappava con tutto il suo peso alle gambe dell'impiccato, facilitandone il decesso.[1][2]

In epoca moderna, tale termine viene utilizzato per descrivere in senso dispregiativo una persona servile che fa un lavoro sgradevole.[3]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'espressione "tirapiedi" venne coniata dai napoletani, in quanto la pratica era in voga soprattutto nel Regno di Napoli.[4] La professione non veniva esercitata in pubblico, dal momento che si nascondeva sotto il palco dove avveniva l'impiccagione. Una volta che la botola veniva aperta, cingeva le gambe del condannato, tirandolo con violenza; il compito era piuttosto gravoso per i corpi di piccola taglia, evitando una morte per soffocamento. Il tirapiedi veniva pagato sia dal boia, che lo ricompensava per la riuscita dell'atto, sia dai parenti della vittima.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Quando si giocava al lotto sul lavoro del boia, in Ilgiornale.it, 8 settembre 2009. URL consultato il 5 marzo 2012.
  2. ^ Treccani: vocabolario: ad vocem
  3. ^ Tirapiedi, Dizionari.corriere.it. URL consultato il 5 marzo 2012.
  4. ^ a b Antonio Parente, Il tirapiedi, Agenziafuoritutto.com. URL consultato il 5 marzo 2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]