Juan Manuel Santos

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Juan Manuel Santos
Juan Manuel Santos and Lula (cropped).jpg

Presidente della Colombia
In carica
Inizio mandato 7 agosto 2010
Vice presidente Angelino Garzón
Germán Vargas Lleras
Predecessore Álvaro Uribe Vélez

Ministro della Difesa Nazionale
Durata mandato 19 luglio 2006 –
18 maggio 2009
Presidente Álvaro Uribe
Predecessore Camilo Ospina Bernal
Successore Freddy Padilla de León (ad interim)

Ministro delle Finanze e del Credito Pubblico
Durata mandato 7 agosto 2000 –
7 agosto 2002
Presidente Andrés Pastrana Arango
Predecessore Juan Camilo Restrepo Salazar
Successore Roberto Junguito Bonnet

Ministro del Commercio Estero
Durata mandato 18 novembre 1991 –
7 agosto 1994
Presidente César Gaviria
Predecessore -
Successore Daniel Mazuera Gómez

Dati generali
Partito politico Partito Liberale Colombiano (prima del 2005)
Partito Sociale di Unità Nazionale (dal 2005)
Università Università del Kansas
London School of Economics and Political Science
John F. Kennedy School of Government, Università di Harvard
Firma Firma di Juan Manuel Santos
Medaglia del Premio Nobel Premio Nobel per la pace 2016

Juan Manuel Santos Calderón (Bogotà, 10 agosto 1951) è un politico, giornalista ed economista colombiano, Presidente della Colombia in carica dal 7 agosto 2010 e premio Nobel per la pace nel 2016[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Famiglia[modifica | modifica wikitesto]

Fa parte dei Santos, una tra le famiglie più potenti e influenti di Bogotà: il nonno fu il giornalista Enrique Santos Montejo "Calibán" e il fratello di quest'ultimo (ossia il prozio) fu l'ex presidente Eduardo Santos Montejo, che fu il padrone e direttore de El Tiempo. È il cugino germano (parte paterna e materna) dell'ex vicepresidente della Colombia, Francisco Santos Calderón.

Studi e carriera pre-politica[modifica | modifica wikitesto]

Studiò Economia e commercio negli Stati Uniti, ottenendo varie lauree honoris causa da Harvard. Tornato in Colombia si iscrisse all'Ordine dei Produttori di Caffè Colombiani (1972) e nello stesso tempo assunse la vicedirezione de El Tiempo, periodico della famiglia Santos fin dalla fondazione. Nel 1991 entrò in politica come senatore ricoprendo vari ruoli nei vari ministeri.

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Ministro[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso della sua lunga carriera politica, è stato ministro del commercio con il Presidente Gaviria, e ministro dell'economia con il Presidente Andres Pastrana Arango.

A partire dal 2002 Santos fu uno dei creatori del Partito sociale di unità nazionale.

Fu nominato ministro della difesa durante il secondo governo del Presidente Alvaro Uribe, nel 2006. Durante questo periodo fu l'artefice dei peggiori colpi all'organizzazione rivoluzionaria FARC. Si ricordano l'operazione Fenix nella quale fu ucciso il comandante Raul Reyes, e l'operazione scacco, nella quale fu liberata Ingrid Betancourt. Come ministro della difesa rimase implicato nello scandalo dei falsi positivi.

Candidato alle presidenziali[modifica | modifica wikitesto]

Il 20 giugno 2010, nella seconda tornata elettorale delle elezioni presidenziali colombiane, sconfisse il candidato del Partito Verde Antanas Mockus, ottenendo il 69% dei suffragi (circa 9.004.000 voti), e assunse la carica di Presidente della Colombia il 7 agosto dello stesso anno.

Alle elezioni presidenziali in Colombia del 2014 si ricandidò e venne rieletto il 16 giugno al secondo turno con il 51% dei voti contro il 45% ottenuto da Óscar Iván Zuluaga del Centro Democratico.

Presidenza[modifica | modifica wikitesto]

Negoziato con le FARC[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 23 febbraio e il 26 agosto 2012, a L'Avana, Cuba, FARC e governo colombiano presero parte ad alcuni incontri esplorativi per valutare la possibilità di intraprendere dei dialoghi mirati a ottenere la fine del conflitto, “condizione essenziale alla costruzione di una pace stabile e duratura”.[2] Secondo alcuni sondaggi, il 72% della popolazione appoggiava il processo di pace, e solo il 33% riteneva possibile un'uscita dal conflitto per via militare.[3] Il sostegno al processo era rilevante anche in campo internazionale, contando su personalità come quella dell'ex presidente statunitense Jimmy Carter[4] o di movimenti politici di ampio respiro come il Forum di Sao Paulo, che il 25 gennaio 2013 emise un documento, approvato all'unanimità, di “pieno sostegno ai dialoghi dell'Avana, esigendo dal presidente Santos garanzie democratiche per tutte le organizzazioni coinvolte, per la sinistra e per il movimento sociale”[5]

Il 18 ottobre 2012 le FARC e il governo colombiano hanno presieduto la conferenza stampa d'inaugurazione ufficiale dei Dialoghi di Pace a Oslo, in Norvegia. Il 19 novembre i dialoghi sono effettivamente iniziati all'Avana, a partire dal primo dei sei punti in agenda: Politica di sviluppo agrario integrale, Partecipazione politica, Fine del conflitto, Soluzione al problema delle droghe ad uso illecito, Vittime e, infine, Implementazione. Lo stesso giorno, la guerriglia, accogliendo una proposta del gruppo "Colombiani per la Pace", annuncia un cessate il fuoco unilaterale “necessario perché le parti che iniziano il dialogo ottengano il proposito desiderato da tutti i colombiani”, con validità dal 20 novembre del 2012 alla mezzanotte del 20 gennaio del 2013.

Nonostante le reiterate richieste levate da più parti, la delegazione del governo Santos si rifiuta di proclamare la tregua, e le operazioni militari delle Forze Armate proseguono ininterrotte, con bombardamenti su accampamenti guerriglieri seguiti da azioni di truppe di terra.[6] Durante un'operazione sotto copertura eseguita dal generale Alzáte nel novembre 2014 in una comunità del Chocó (nordovest), questi viene arrestato da un'unità della guerriglia che presidia la zona e fatto prigioniero. Il presidente Santos sospende i dialoghi di pace venendo meno all'impegno di non permettere che gli eventi che accadono in Colombia, come conseguenza della guerra, danneggino il processo di pace. Le FARC decidono in ogni caso di liberare il generale[7], e decretano un ulteriore cessate il fuoco delle attività offensive a tempo indefinito per preservare il processo di pace, chiedendo al governo maggiore impegno e reciprocità a partire dall'esperienza ottenuta dalla vicenda del generale Alzáte[8].

In particolare le FARC chiedono di ascoltare i movimenti sociali colombiani che ritengono imprescindibile per il processo di pace un cessate il fuoco bilaterale[9]. Nel marzo 2015 Santos ordina la sospensione per un mese dei bombardamenti sugli accampamenti delle FARC, escludendo però l'ELN da questa misura. Il gesto è qualificato dalle FARC come poco credibile[10]. Dall'inizio delle conversazioni, le FARC richiedono la partecipazione popolare alla discussione nel tavolo dei dialoghi. Sulla base delle conclusioni del forum sulla questione agraria tenutosi a Bogotá, le FARC elaborano una proposta di riforma rurale e agraria integrale, democratica e partecipativa, nel rispetto della società e dell'ambiente in 10 punti, che esprime e riassume le posizioni dei movimenti sociali colombiani. La richiesta delle Farc di una concessione di terre agli strati più deboli della popolazione rurale non è stata presa in considerazione degli esponenti governativi che hanno dichiarato l'inviolabilità della proprietà privata e la necessità di tutelare i proprietari terrieri.

Nel maggio del 2015 il Consiglio di Stato colombiano (il più alto tribunale amministrativo) ha determinato che le FARC non possono essere considerate un'organizzazione terroristica (denominazione riservata a chi impiega sistematicamente il terrore nei confronti dei civili), ma come un gruppo guerrigliero, parte di un conflitto armato che deve essere interpretato e regolato secondo quanto previsto dal Diritto Internazionale Umanitario.[11][12]

Il lungo percorso verso questo l'accordo è stato coadiuvato da Cuba e dalla Norvegia, dal Cile e soprattutto Venezuela. [1] Il 24 settembre 2015 viene siglato all'Havana, alla presenza di Raul Castro, un accordo storico tra il presidente Santos e il leader delle FARC Timoleón Jiménez che prevede un cessate il fuoco tra le due parti entro sei mesi; l'intesa prevede inoltre l'istituzione di tribunali speciali volti a giudicare i crimini commessi nel conflitto da entrambi i contendenti[13].

Il 23 giugno 2016, dopo 50 anni di ostilità, il governo colombiano nazionale e una delegazione delle FARC stipulano un accordo bilaterale definitivo per la cessazione delle ostilità e per la promozione della pace, in presenza di Raúl Castro e Ban Ki-moon.[14]

il 25 agosto 2016 [15]viene confermato pubblicamente l'accordo dai negoziatori delle due parti, il presidente Santos e il comandante dei guerriglieri del Bloque Caribe de las FARC Iván Márquez, concludendo il negoziato; l'accordo sarà ratificato in seguito ad un referendum popolare. A Bogotà, la popolazione ha festeggiato con manifestazioni di gioia nei parchi e nelle strade.

Il 2 ottobre 2016 l’accordo è stato sottoposto a referendum nazionale venendo sorprendentemente bocciato dal popolo colombiano con il 50,3% dei voti contrari in opposizione al 49,7% dei voti favorevoli (con una differenza stimata di appena 65mila voti)[16]

Il 7 ottobre 2016 a Santos viene assegnato il Premio Nobel per la pace per gli sforzi profusi per la pacificazione della Colombia, nell'ambito della pluridecennale guerra civile tra esercito regolare colombiano e i gruppi terroristici paramilitari marxisti delle FARC.

Prese di posizione[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze colombiane[modifica | modifica wikitesto]

Gran Maestro e Gran Collare dell'Ordine di Boyacá - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro e Gran Collare dell'Ordine di Boyacá
Gran Maestro e Collare dell'Ordine Militare della Croce di San Carlo - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro e Collare dell'Ordine Militare della Croce di San Carlo
Gran Maestro dell'Ordine Nazionale al Merito "Antonio Nariño" - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine Nazionale al Merito "Antonio Nariño"
Gran Maestro dell'Ordine al Merito Militare "José María Córdova" - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine al Merito Militare "José María Córdova"
Gran Maestro dell'Ordine al Merito Navale "Ammiraglio Padilla" - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine al Merito Navale "Ammiraglio Padilla"

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Gran Collare dell'Ordine dell'Infante Dom Henrique (Portogallo) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Collare dell'Ordine dell'Infante Dom Henrique (Portogallo)
— 14 novembre 2012
Collare dell'Ordine di Isabella la Cattolica (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine di Isabella la Cattolica (Spagna)
— 27 febbraio 2015[20]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) www.nobelprize.org
  2. ^ Traduzione in italiano dell'Accordo Generale reperibile in http://www.nuovacolombia.net/Joomla/clamoridallacolombia/3284-accordo-generale-per-porre-fine-al-conflitto-e-costruire-una-pace-stabile-e-duratura.html
  3. ^ http://www.elcolombiano.com/BancoConocimiento/H/hay_apoyo_al_proceso_de_paz_pero_con_recelos/hay_apoyo_al_proceso_de_paz_pero_con_recelos.asp URL consultato il 3/3/2013
  4. ^ http://noticias.latam.msn.com/co/colombia/articulo_afp.aspx?cp-documentid=255679572 URL consultato il 4/3/2013
  5. ^ http://www.marchapatriotica.org/oficina-de-prensa/noticias/1096-paz-foro-de-sao-paulo-apoya-negociaciones-de-paz-de-colombia
  6. ^ http://www.caracol.com.co/noticias/judicial/baja-de-guillermo-pequeno-es-un-golpe-contundente-contra-las-farc-ffmm/20121203/nota/1805155.aspx URL consultato 4/03/2013
  7. ^ AnNC, FARC LIBERANO GENERALE ALZATE E ALTRI DUE PRIGIONIERI DI GUERRA, nuovacolombia.net.
  8. ^ AnNC, FARC DICHIARANO CESSATE IL FUOCO UNILATERALE A TEMPO INDEFINITO, nuovacolombia.net.
  9. ^ AnNC, MARCHA PATRIOTICA CHIEDE LA RIPRESA DEI DIALOGHI SOSPESI DAL GOVERNO E IL CESSATE IL FUOCO BILATERALE, nuovacolombia.net.
  10. ^ Centro di Cultura e Documentazione Popolare, Una dubbiosa generosità, resistenze.org.
  11. ^ (ES) Juan Sebastián Jiménez Herrera, 'Las Farc no son una organización terrorista': Consejo de Estado, in El Espectador, 12 maggio 2015.
  12. ^ 22/05 - CONSIGLIO DI STATO AMMETTE: LE FARC NON SONO UNA ORGANIZZAZIONE TERRORISTA
  13. ^ Bogota e Farc, pace vicina dopo cinquant'anni: accordo entro sei mesi, Corriere della Sera, 24 settembre 2015.
  14. ^ paz, pazfarc-ep.org.
  15. ^ - BOGOTA', 25 AGO - Il Governo colombiano e i ribelli di sinistra delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc) hanno raggiunto uno storico accordo per porre fine all'ultima grande guerra di guerriglia dell'America Latina. Lo hanno annunciato su Twitter i negoziatori delle due parti, riservandosi di illustrare più tardi i dettagli della conclusione positiva dei negoziati dell'Avana. Per il Paese si aprirebbe così un nuovo capitolo, dopo oltre mezzo secolo di un sanguinoso scontro politico. ANSA
  16. ^ Colombia: referendum su accordo di pace governo-Farc, il no vince a sorpresa, repubblica.it, 03 ottobre 2016. URL consultato il 06 ottobre 2016.
  17. ^ Colombia’s president awarded Shalom Prize, Jewish Telegraphic Agency (JTA), 23 October 2012.
  18. ^ Colombian leader says world must recognize Israel as state of Jewish people, World Jewish Congress, 17 October 2012.
  19. ^ Colombia president backs same-sex marriage, Washington Blade, 27 May 2014.
  20. ^ Bollettino Ufficiale di Stato

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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